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L’Unesco denuncia la cattiva qualità dell’insegnamento mondiale

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Il 29 gennaio l’UNESCO ha pubblicato il Rapporto mondiale 2014 sull’Educazione per tutti. Si tratta di una denuncia delle pesanti ripercussioni, in termini di risorse umane e materiali, del permanere di ampie zone di cattivo insegnamento. Una perdita pari a 129 miliardi all’anno cioè al 10% della spesa mondiale per l’istruzione. Ancora una volta è in causa la qualità degli insegnanti.

br-un1Il Rapporto mondiale 2014 sull’Educazione per tutti, presentato dall’UNESCO il 29 gennaio u.s., è una pesante denuncia della cattiva qualità dell’insegnamento, che inciderebbe per 129 miliardi all’anno, cioè per il 10% della spesa globale per l’istruzione.
Secondo il Rapporto il problema chiave  è la qualità degli insegnanti.

Un quarto dei giovani dei Paesi poveri  non sa leggere

Il Rapporto di quest’anno, intitolato “Insegnare ed imparare: dare a tutti un insegnamento di qualità” avverte che, senza attirare e formare adeguatamente un numero sufficiente di insegnanti, la crisi dell’apprendimento durerà per numerose generazioni, con pesanti ripercussioni soprattutto sui soggetti più svantaggiati.

Il Rapporto rivela, per esempio, che in numerosi paesi dell’Africa sub sahariana alla fine della scuola primaria solo un bambino su cinque, fra quelli più sfavoriti, acquisisce le basi della lettura e della matematica.

L’istruzione di cattiva qualità lascia un’eredità di analfabetismo più ampia di quanto si  sia potuto immaginare finora.
Nei paesi poveri, circa 175 milioni di giovani- cioè circa un quarto del totale – non sanno leggere una frase intera o parziale; è questo il caso di un terzo delle giovani dell’Asia meridionale e occidentale.

Un gravoso costo economico

br-un2E’ in causa la qualità degli insegnanti: in un terzo dei paesi studiati dal Rapporto, più di un quarto degli insegnanti sono persone a contratto,  poco formate. Nell’Africa dell’Ovest si tratta della metà degli insegnanti. Il Rapporto stima che il costo associato ai 250 milioni di bambini a livello mondiale che non imparano le basi del leggere e dello scrivere si traduca in una perdita di circa 129 miliardi di dollari alla fine della scuola primaria. In totale 37 paesi perdono almeno la metà di quanto destinano all’insegnamento primario per il fatto che i bambini non imparano.

Per contro, il Rapporto dimostra che il fatto di offrire un’educazione equa e di qualità per tutti può generare grandi ricadute economiche, facendo crescere il PIL per abitante di un paese del 23% in 40 anni.

Coinvolti anche i Paesi sviluppati

Ma la cattiva qualità dell’insegnamento riguarda anche i paesi sviluppati. Il Rapporto cita la Nuova Zelanda, dove le diseguaglianze scolastiche sono legate alla situazione sociale. Ma è anche la Francia ad essere citata come cattivo esempio.”Nei paesi ricchi, gli immigrati sono lasciati da parte: in Francia per esempio meno del 60% degli immigrati ha raggiunto il livello minimo in Lettura”