Maria G. Lo Duca, Dialoghi grammaticali. Dieci personaggi in cerca di Grammatica, Roma, Carocci, 2026.

Ma è un libro di grammatica? O di letteratura?
Non è facile rispondere a questa domanda, poiché la sua originalità sfugge a qualsiasi classificazione nota. Possiamo dire che parla di grammatica ma non è un libro di grammatica né un saggio sulla grammatica; la tipologia testuale potrebbe essere assimilabile al teatro, ma mancano lo sfondo e la sceneggiatura e tutto è affidato alle parole, attraverso dieci dialoghi a due voci. D’altra parte la personificazione della grammatica, una donna misteriosa “affabile e dialogante” che compare all’improvviso in luoghi diversi e parla con persone diverse, ci trasporta in un mondo fantastico, ma tutti gli interlocutori sono realistici, così come i loro vissuti e i temi e problemi affrontati, i quali sono seri e trattati con serietà scientifica, anche se il tono è lieve, a tratti divertente. Abbiamo così varie forme di contaminazione, ben equilibrate e realizzate con la grande maestria linguistica propria dell’autrice, da cui risulta una lettura godibilissima.
Una parte dei temi affrontati riguarda alcuni nodi grammaticali, che interessano anche i non addetti ai lavori, e su cui ci sono spesso convinzioni tanto radicate quanto ingenue e lontane da analisi scientificamente fondate, o vere e proprie misconoscenze: la presunta morte del congiuntivo, l’uso sessista della lingua, l’abuso dell’inglese specie da parte di politici e giornalisti, i cambiamenti linguistici e quindi la percezione degli errori. In questo caso i personaggi interlocutori sono lontani dai luoghi deputati a trattare di grammatica, come il passeggero di un treno, una femminista, un genitore, una giornalista. E viene qui pienamente fuori lo scopo del libro, dichiarato dalla stessa autrice nella Postfazione, che non è trattare in modo esauriente alcuni temi grammaticali “ma avvicinare con leggerezza a questi temi i parlanti comuni ma curiosi, e mostrare loro come essa, la grammatica appunto, abbia sempre qualcosa da dire in tutti i momenti delle normali vite di normali parlanti, che la attraversano senza per lo più accorgersi della sua silenziosa onnipresenza” (p. 129).
Questo scopo di fondo non viene meno neppure nei dialoghi con i personaggi che più direttamente hanno a che fare con la grammatica, in quanto apprendenti di vario livello scolastico o insegnanti. Anche in questi casi emergono taluni nodi e snodi di interesse generale, radicati nella mente dei parlanti, fin da bambini, in forme rigide e semplicistiche (l’uso del passato remoto, l’uso di gli/loro, il che polivalente), ma si aggiunge un altro tema importante che riecheggia un po’ in tutti questi dialoghi, cioè “l’insegnamento della grammatica a scuola, sia sotto il profilo dei contenuti, sia sotto il profilo delle metodologie messe in atto, senza dimenticare le aspettative spesso deluse e i risultati che è lecito attendersi» (Postfazione, p. 129), ma che emerge in modo particolare con la maestra e la professoressa, il genitore, l’accademico e il liceale.
Del resto il tema della didattica della grammatica è stato affrontato dall’autrice da lunghissima data, come testimoniano le sue numerosissime opere, sempre tese a sostenere il metodo induttivo del quale, nei dialoghi con i diversi personaggi, la grammatica offre numerosi esempi. Sempre, comunque, gli argomenti sono seri e scientificamente fondati, ma mai calati dall’alto, bensì affrontati in modo semplice, con molti esempi e spiegazioni accessibili a tutti, quasi del tutto prive di tecnicismi. L’obiettivo, pienamente raggiunto, è condurre progressivamente l’interlocutore a riflettere sul parlato proprio e altrui, sulle proprie convinzioni e sui propri dubbi, sempre con grande garbo, competenza grammaticale e abilità di gestione del flusso dialogico.
E senza mai stancare o annoiare il lettore.
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Note biografiche
Maria G. Lo Duca, dopo avere insegnato per più di 20 anni nella scuola media e nel biennio di un liceo scientifico padovano, è stata professoressa ordinaria di ‘Lingua italiana’ e di ‘Didattica dell’italiano’ all’Università degli Studi di Padova, dove ha anche diretto il Master in didattica dell’italiano come L2, oltre che insegnare nella SISS (Scuola Interateneo di Specializzazione per l’insegnamento) del Veneto per tutto il periodo di esistenza della scuola stessa. Si è sempre occupata di ricerca linguistica e didattica, relativamente alla lingua italiana come lingua materna e lingua seconda, collaborando con l’Accademia della Crusca e con l’Invalsi per una più puntuale definizione delle prove di grammatica italiana somministrate nelle scuole.
È autrice di vari volumi e saggi dedicati alla descrizione della lingua italiana, alla sua acquisizione, al suo insegnamento: tra gli altri Creatività e regole (1990, Il Mulino); assieme a P. Cordin, Classi di verbi, reggenze e dizionari (2003, Unipress); assieme a R. Solarino, Lingua italiana. Una grammatica ragionevole (2004, Unipress); ha redatto per l’ENCIT (Enciclopedia dell’Italiano, 2010-2011, Treccani) le seguenti voci: Analisi grammaticale, Analisi logica, Argomenti, Complementi, Educazione linguistica, Nomi di agente, Parti del discorso, Nomi di strumento, Verbi reciproci. Ha curato, assieme a C. Provenzano, il volume collettivo A partire dalla frase… Sillabo di riflessione sulla lingua per la scuola Primaria e Secondaria di I grado (2012, Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige, Bolzano (https://assets-eu-01.kc-usercontent.com/7ea6cc85-bc0d-01f3-7f75-32fd91efe5e0/a43e34a5-1ddd-4d6f-a829-0ec6dfb713f6/SILLABO.pdf.) Per Carocci editore ha pubblicato Esperimenti grammaticali (2004, 2a ed., 23 ristampe), Sillabo di italiano L2 (2006, 3 ristampe), Lingua italiana ed educazione linguistica (2013, 2a ed., 13 ristampe), Viaggio nella grammatica. Esplorazioni e percorsi per i bambini della scuola primaria (2018, 8 ristampe), Italiano: la formazione delle parole (2020), Dizionario di base della grammatica italiana (2023).