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Webinar dell’OCSE: Global Teaching InSights: A video study of teaching

a cura di Tiziana Pedrizzi

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Il webinar, trasmesso il 16/11/20, ha offerto un rapporto della ricerca The Global Teaching Insights Video Study realizzata dall’OCSE in otto Paesi

Il webinar, trasmesso il 16/11/20,  ha offerto un rapporto della ricerca The Global Teaching Insights Video Study  realizzata dall’OCSE in  otto Paesi, Cile, Colombia, Messico, Spagna, Inghilterra, Germania, Giappone e Singapore, su lezioni di matematica, che hanno coinvolto 700 insegnanti e 17500 studenti.

Sono state videoregistrate le lezioni e successivamente analizzate, classificandone le evidenze in tre categorie di analisi, articolate a loro volta in diversi aspetti. Esse sono:

  1. gestione della classe,
  2. supporto agli studenti,
  3. aspetti di contenuto.

Oltre al report presentato da Andreas Schleicher, che ha analizzato puntualmente il posizionamento dei diversi Paesi, è disponibile la videolibrary  sul sito dedicato che raccoglie e mette a disposizione degli interessati le registrazione delle lezioni.

L’interesse di ricerca sta nel tentativo di “sbirciare” in quella che è stata definita la black box, la scatola nera, in quello cioè che succede all’interno della classe, visto che un qualche importante ruolo nei risultati degli apprendimenti pare averlo non solo il contesto economico e sociale ma anche l’insegnante!

Prescindendo dagli esiti di merito, possiamo preliminarmente  trarre alcune lezioni:

  1. Utilità del lesson study. La registrazione e l’analisi delle lezioni è iniziata nel mondo da circa 25 anni con il TIMSS Videotape Classroom Study del 1995; in Italia il lesson study ha avuto una circolazione relativa, di cui ha parlato in una bella pubblicazione sul sito ADi nel 2013 Marco Bardelli, ma come pratica è rimasta nelle nostre scuole una cosa lunare, se si fa eccezione per alcuni progetti europei di cui ADi è stata partner. In altri Paesi, invece, soprattutto in quelli dell’Asia Orientale, l’analisi fra pari delle proprie lezioni è lentamente diventata la modalità più diffusa di formazione. Probabilmente sarebbe utile che anche nel nostro Paese si cominciasse a far virare in questa direzione la formazione, per garantirne un minimo di efficacia: informazioni e/o prediche sono tutt’altra cosa.
  1. Utilità dei paradigmi di analisi. Queste esperienze hanno anche offerto dei paradigmi di analisi utili: gestione della classe, supporto agli studenti, contenuti, articolati in ulteriori aree quali conversazione in classe, coinvolgimento cognitivo, qualità dell’argomento, ecc Certo da migliorare o cambiare se necessario, non è questo il punto, il dato interessante è che possono essere paradigmi comuni e condivisibili.

Andreas Schleicher è stato, come d’obbligo, molto ottimista sulla disponibilità degli insegnanti verso un dispositivo come questo.

Ma gli insegnanti italiani sono disponibili? Non ne abbiamo ancora sentito parlare, ma, a pensarci bene, la black box è già stata rotta dalla DaD che ha concesso, per esempio, alle famiglie di “sbirciare” per la prima volta dentro alle classi.

Non è facile, ma potrebbe essere una sfida interessante per  le avanguardia scolastiche 

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