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Le neuroscienze possono contribuire a migliorare l’insegnamento e l’apprendimento a scuola?

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Le neuroscienze possono contribuire a migliorare l’apprendimento a scuola?
In Inghilterra sono stati finanziati 6 progetti che approfondiscono l’impatto delle neuroscienze sull’apprendimento. Uno di questi progetti è lo spaced learning o apprendimento intervallato, che l’ADI ha introdotto in Italia e su cui ha avviato corsi di formazione. Un altro progetto sperimentale riguarda l’inizio delle lezioni più tardi al mattino. All’interno Romina Papa fornisce informazioni sull’insieme dei progetti.

 a cura di Romina Papa

Introduzione

A Boy Entering A Circuit Board HeadL’ADI da tempo nutre interesse per gli studi delle neuroscienze, nella convinzione che il progredire della ricerca in questo campo e la conoscenza che ci verrà fornita di come i ragazzi imparano saranno di enorme aiuto al miglioramento degli apprendimenti.

Nel seminario internazionale dell’ADI di febbraio 2012, O la scuola o la vita,  fu invitato Paul Kelley, allora preside della Monkseaton High School, il quale ci parlò di due sperimentazioni avviate nella sua scuola collegate a ricerche delle neuroscienze: 1) l’inizio della scuola più tardi al mattino e 2) l’apprendimento intervallato o spaced learning, metodologia poi assunta dall’ADI, su cui ha impostato corsi di formazione e un riuscito progetto europeo al quale partecipano molte scuole in Italia e all’estero.

Ora è stato avviato in Inghilterra un programma di ricerca,  che vede coinvolte università e Fondazioni, e che consta di 6 progetti collegati alle neuroscienze, di cui sotto diamo conto. Due di tali progetti sono per l’appunto lo spaced learning e l’inizio più tardi al mattino delle lezioni.

Vale la pena di seguirli.

6 PROGETTI DI RICERCA INGLESI

SULL’USO DELLE NEUROSCIENZE PER MIGLIORARE L’ISTRUZIONE

br4-neuro2Il benessere fisico può migliorare il rendimento scolastico? Gli adolescenti potrebbero avere risultati migliori a scuola se potessero dormire di più e andare a scuola più tardi al mattino? Queste domande fanno parte di un programma inglese di ricerca, finanziato dal Wellcome Trust  e dalla Education Endowment Foundation (EEF), che si propone di indagare  i vari modi in cui le neuroscienze possono contribuire a migliorare l’insegnamento e l’apprendimento.

Migliaia di studenti in tutta l’Inghilterra prenderanno parte a una serie di indagini che intendono raccogliere prove  il più possibile attendibili sul contributo che le neuroscienze posso dare all’apprendimento. Sei progetti hanno avuto accesso ai finanziamenti che ammontano a 4.000.000 di sterline. Queste risorse saranno impiegate, oltre che per le borse di studio, anche per assicurare una valutazione di tutti i progetti rigorosa e indipendente.

Hilary Leevers, responsabile per l’ istruzione e l’apprendimento presso il Wellcome Trust, ha dichiarato: “La comprensione sempre più approfondita di come il cervello acquisisce ed  elabora le informazioni ha grandi potenzialità nei confronti del miglioramento dell’’insegnamento-apprendimento.  Sappiamo che molti insegnanti sono disposti a sperimentare nuovi approcci basati sulle neuroscienze; tuttavia, finora non si hanno prove certe di ciò che può essere realmente vantaggioso per gli studenti. Siamo pertanto lieti di  supportare un’ampia  gamma di progetti che verificheranno i benefici di approcci educativi basati sulle neuroscienze. Questi progetti forniranno una base di conoscenze che ci aiuterà fornire indicazioni su come migliorare i risultati scolastici. ” 

Kevan Collins, direttore esecutivo della Fondazione Education Endowment, ha dichiarato: “Siamo lieti di indagare queste strategie d’avanguardia basate sulle più recenti conoscenze nel campo delle neuroscienze.  La missione dell’ EEF è quella di ridurre il divario tra il rendimento scolastico degli  alunni di condizioni socio-economiche svantaggiate e quello dei loro coetanei più benestanti.  Speriamo che  il finanziamento di questi studi clinici su larga scala, valutati da esperti indipendenti, ci  fornisca  un corpus significativo di prove su come migliorare il rendimento degli studenti, in particolare di quelli svantaggiati.”

I sei progetti finanziati sono:

  • br4-neuro5Il sonno negli adolescenti,  Teensleep: Il professor Russell Foster, direttore dell’ Oxford University Sleep and Circadian Neuroscience Institute, e il professor Colin Espie, docente di Medicina del Sonno, condurranno un esperimento che prevede che gli studenti comincino le lezioni più tardi al mattino, combinato con un programma di educazione al sonno. Lo studio intende verificare l’impatto che tale cambiamento avrà sui risultati scolastici degli adolescenti. Alcuni partecipanti indosseranno dispositivi  bio-telemetrici non invasivi che forniranno dati fisiologici supplementari.
  • Shot of big clouds in the blue sky with less distinct clouds surrounding themImparare concetti controintuitivi, Learning counterintuitive concepts: è un’indagine condotta dal Birkbeck College, Università di Londra, insieme all’Education Institute. Lo studio sarà coordinato dal professor Denis Mareschal. Lo scopo è quello di verificare i vantaggi sull’apprendimento che derivano dalla rimozione di convinzioni degli studenti pre-esistenti su questioni matematiche o scientifiche. Un esempio è la correzione della concetto, apparentemente logico, che un oggetto pesante cada più velocemente di uno leggero.
  • Adatto a studiare, Fit to study:  il professor Heidi Johansen-Berg dell’Università di Oxford condurrà uno studio sugli effetti che ha la pratica aerobica sui risultati scolastici (almeno 3 sessioni di aerobica di 40’ alla settimana).

Sarà utilizzato il brain imaging per indagare la correlazione tra attività cardiovascolare e risultati di apprendimento.

  • br4-neuro8Apprendimento intervallatoSpaced learning:  si tratta di un metodo di insegnamento che propone  lezioni suddivise in piccole unità  ripetute per tre volte intervallate da attività alternative.

L’indagine mira a verificarne l’efficacia e sarà guidata da Alastair Gittner della Hallam Teaching School Alliance in collaborazione con la Scuola secondaria superiore di Stocksbridge.

  • Effetto di premi di cui non c’è certezza, Engaging the brain’s reward system:  Il Dr Paul Howard Jones guiderà un team dell’Università di Bristol e della Manchester Metropolitan University su un progetto che esaminerà l’effetto, sul rendimento scolastico, di premi basati sul gioco in classi di scienze di scuola secondaria.

Si pensa che aggiungere un elemento di incertezza al raggiungimento della ricompensa sia molto coinvolgente e aiuti le persone a imparare – un interessante contrasto con il tradizionale utilizzo di premi ed incentivi a scuola.

  •  GraphoGame Rime: La  Professoressa Usha Goswami, direttrice del Centro di Neuroscienze in Educazione presso l’università di Cambridge, condurrà un progetto sullo sviluppo della consapevolezza fonologica attraverso ‘l’analogia in rima’. Sarà utilizzato il videogioco GraphoGame Rime che può influenzare il modo in cui i bambini imparano a leggere.

 

 

    

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