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Riforma dei licei francesi: il parere dell’Alto Consiglio dell’Educazione

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Riforma dei licei francesi: il parere dell’Alto Consiglio dell’Educazione
Il 10/12/09 l’HCE (Haut Conseil de l’Education) ha espresso il proprio parere sulla riforma dei licei: giusto il mantenimento delle filiere ma senza gerarchizzazioni. Chiede inoltre che si impostino i curricoli per competenze secondo lo schema europeo.

br9_frliceiLa riforma dei licei francesi, di cui abbiamo parlato in Francia – Riforma dei licei: la montagna ha partorito il topolino, è ora passata al vaglio dell’Alto Consiglio dell’Educazione  (Haut Conseil de l’Education, HCE), che il 10 dicembre 2009 ha espresso il proprio parere.

Le osservazioni più interessanti dell’Alto Consiglio sono le seguenti:

 1) E’ necessario definire le competenze che devono essere acquisite al liceo, secondo l’approccio europeo, intese come combinazione di conoscenze, abilità e attitudini. Nel collége  (scuola secondaria di 1° grado di 4 anni) questo è già stato fatto con la definizione dello “zoccolo comune”, che è in fase di applicazione.

2) All’interno dell’articolazione dei licei devono essere definite sia le competenze comuni a tutte le filiere (tutti i licei tecnologici e tutti i licei generalisti), sia le competenze specifiche di ciascuna filiera, che avranno come punto di riferimento l’insegnamento superiore terziario (universitario e non).Questo dovrebbe evitare forme di gerarchizzazione fra le diverse filiere.

3) Devono essere rinforzate le passerelle, prestando particolare attenzione a quelle per transitare dai professionali ai tecnici.

4) Va accentuata l’attenzione all’orientamento (occorre qui ricordare che la riforma prevede già che in prima liceo, sostanzialmente unitaria, sia aumentata la dimensione dell’orientamento dando agli studenti la possibilità di scegliere due materie di orientamento).

5) Per quanto riguarda il liceo Economico Sociale (ES) l’HCE dichiara la necessità che l’insegnamento di Scienze Economiche e Sociali (SES) sia scorporato. L’economia va separata dalle scienze sociali e vanno fissati per ciascuna di queste due discipline obiettivi in termini di competenze. Sia per l’economia che per le scienze sociali, ci si deve concentrare sull’apprendimento dei fondamentali, ossia degli strumenti concettuali e analitici che ne costituiscono lo “zoccolo”, al fine di fornire agli allievi una visione più scientifica di queste discipline e di instaurare in questi campi una continuità, oggi inesistente,  con gli indirizzi superiori universitari e non universitari. Su questo punto il giudizio dell’Alto Consiglio è drastico.

br9_frlicei_a6) Un ulteriore intervento dell’HCE è sull’educazione civica, giuridica e sociale (éducation civique, juridique et social, ECJS). L’Alto Consiglio vorrebbe che nelle classi seconde e terze, la mezz’ora settimanale dedicata all’educazione civica, giuridica e sociale fosse integrata negli altri insegnamenti.


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Intervista di François Jarraud a Bruno Racine, Presidente dell’Alto Consiglio dell’Educazione

(traduzione di Silvia Faggioli)

F.J. L’Alto Consiglio raccomanda di definire le competenze da acquisire al liceo, quelle comuni e quelle differenziate per filiere. Per il liceo si tratta quasi di una rivoluzione culturale. Pensa che l’approccio per competenze sia già stato “metabolizzato” nel collège (scuola secondaria di 1° grado di 4 anni)? Come e  con quali mezzi si pensa di fare entrare le competenze nei licei? Che cosa possono apportare le competenze nei licei?

Bruno Racine
Bruno Racine

B.R. La licenza nazionale (“Diplome Nationale du Brevet” DNB) al termine della secondaria di 1° grado sta progressivamente integrandosi con l’acquisizione delle competenze dello “zoccolo” comune.
Sono già  due anni che la certificazione del livello A2 per la lingua, obbligatoria per ottenere il DNB, si effettua tramite certificazione di competenze (rispondere e dialogare, leggere e comprendere un documento, ascoltare e comprendere un messaggio, scrivere).
La certificazione delle conoscenze e delle competenze a conclusione della scolarità obbligatoria (16 anni) sarà esigibile a partire dalla sessione 2011.
Per quanto concerne i licei, il principale vantaggio dell’approccio per competenze risiede nel fatto che permette di differenziare le “filiere” senza per questo stabilire delle gerarchie.

F.J. Il Rapporto richiede che vengano definite le passerelle tra licei tecnologici e professionali.  Queste passerelle esistevano già. Pensate che oggi ci sia un rischio di chiusura verso il liceo tecnologico? Dove è il rischio?

B.R. Se oggi  l’HCE sottolinea che è importante individuare le passerelle tra il percorso tecnologico e il percorso professionale, è perché bisogna ricordare che esiste anche il liceo professionale quando si parla di riforma dei licei. Per quanto è a conoscenza dell’HCE il passaggio al liceo tecnologico non è oggi compromesso.

F.J. Il rapporto dell’HCE fa riferimento alla riforma della filiera liceale Scienze e Tecniche Industriali  (Sciences et techniques industrielles – STI) in termini di attualizzazione dei “campi della conoscenza”. Potrebbe essere più concreto al riguardo?

B.R. Senza entrare nel dettaglio dei programmi per lo STI, l’HCE intende semplicemente ricordare che l’ultima revisione dei programmi di alcune discipline tecnologiche industriali risale al 1993. Ora, siccome l’evoluzione tecnologica procede a velocità esponenziale è urgente una revisione dei campi di conoscenza per metterli al passo coi tempi.

F.J Ci sono in particolare due insegnamenti che sembrano essere presi di mira dal HCE. In primo luogo l’educazione civica, giuridica e sociale (éducation civique, juridique et social, ECJS), che l’Alto Consiglio vorrebbe vedere sparire dalle seconde e terze classi fondendola con le altre discipline. Perchè sopprimere questa disciplina?

B.R. L’HCE non vuole la scomparsa dell’educazione civica, giuridica e sociale (ECJS). Gli studenti  apprezzano spesso questa disciplina, poiché offre la possibilità di dibattere e scambiare punti di vista su argomenti di attualità. Il problema posto è quello dello status attuale di questa materia, la quale viene spesso usata come “variabile di aggiustamento” o come “tappa buchi” per sistemare l’orario degli insegnanti. Per evitare questo, sembra preferibile che questo insegnamento venga affrontato in maniera trasversale da professori motivati , solo in questo modo gli allievi ne trarranno reale beneficio.

F.J L’altro insegnamento preso di mira sono le Scienze economiche e sociali (o SES).
Voi spingete verso un diverso inquadramento di questa disciplina a beneficio di “ moduli realmente economici”. Dunque non si fa un vero insegnamento economico nelle SES ? E’ necessario cambiare i programmi ? Sopprimere la sociologia ? Perché?

B.R. Per quanto concerne le SES, l’HCE vorrebbe che le due materie, scienze sociali e scienze economiche venissero scorporate: l’economia da una parte , le scienze sociali da un’altra.
L’HCE non vuole la soppressione delle scienze sociali, ma vuole che i fondamenti scientifici delle due discipline vengano irrobustiti. L’HCE approva quanto previsto dal Rapporto Guesnerie del luglio 2008 relativamente alla revisione dei programmi e dei manuali delle Scienze economiche e sociali.

F.J L’HCE ha la  missione di orientare il sistema educativo. Ha la sensazione di essere ascoltato e compreso dal Ministero?

B.R. Sì, l’HCE sente di essere capito e approvato dal governo:

  1. le sue raccomandazioni sullo “zoccolo” comune e sulla formazione dei maestri hanno ispirato i relativi decreti;
  2. il rapporto 2007 sulla scuola primaria non è rimasto inascoltato quando si è posto mano alla revisione dei programmi del 2008;
  3. i rilievi fatti sull’orientamento scolastico nel rapporto 2008 sono stati assunti;
  4. l’HCE sarà probabilmente chiamato a dare un parere sui programmi dei licei, e nel 2010  ci sarà il rapporto sulla secondaria di 1° grado. Vi sarà un grande dibattito sul rapporto prima che venga sottoposto al Presidente della Repubblica nell’autunno del 2010.