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NUOVE CLASSI DI CONCORSO

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Il 22 maggio 2012 il MIUR ha incontrato le Associazioni Professionali della scuola. Sono state discusse tre questioni: 1) l’accorpamento delle classi di concorso, 2) i criteri per l’accreditamento delle scuole ai fini dello svolgimento delle attività di tirocinio, 3) l’eventuale percorso agevolato per l’acquisizione dell’abilitazione da parte di chi ha 3 anni di servizio. Qui si dà conto solo del primo punto

Incontro al MIUR

a cura di Maurizio Maglioni

Maurizio MaglioniIl 22 maggio il MIUR ha incontrato le associazioni professionali della scuola. Per l’Amministrazione erano presenti la Dott.ssa Lucrezia Stellacci, Capo Dipartimento dell’ Istruzione e la Dott.ssa Carmela Palumbo, Direttore generale per gli ordinamenti scolastici e per l’autonomia scolastica, mentre per le associazioni erano presenti ADI, AIMC, ANDIS, APEF, CIDI, DIESSE, DISAL, FNASA, FNISM, IRASE, IRSEF-IRFED, LEGAMBIENTE SCUOLA, MCE, UCIIM.

Per ADi sono intervenuti la presidente Alessandra Cenerini e il sottoscritto come ADi Roma.

Tre i punti discussi:

  1. Accorpamento delle classi di concorso,
  2. Criteri per l’accreditamento delle scuole ai fini dello svolgimento delle attività di tirocinio,
  3. Percorso agevolato per l’acquisizione dell’abilitazione da parte di chi ha 3 anni di servizio

Si sarebbe dovuto affrontare anche il tema importante delle figure professionali del TFA (tutor dei tirocinante, tutor coordinatori e tutor organizzatori) su cui L’ADi aveva preparato modifiche e integrazioni, ma questo punto è stato stralciato, perché   è stato annunciato nel corso della seduta che il Decreto era appena stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (sic!).

Qui si dà conto sinteticamente del 1° punto, classi di concorso,  in altre “brevi” saranno trattati gli altri due argomenti

CLASSI DI CONCORSO

Classi di concorsoLa vicenda delle classi di concorso si trascina, come noto, da molto tempo.

Accantonata la precedente ipotesi, è stata prodotta una nuova bozza, nella quale il numero delle classi di concorso è stato ulteriormente ridimensionato: si passa  dalle 174 del 1998 a 82.
Molto meno della metà, se si tiene conto che sono state introdotte nuove classi di concorso  per i licei musicali e coreutici e tre nuove classi per il sostegno.

L’ADi non è contraria agli accorpamenti, purché abbiano significatività e coerenza scientifica.

Presentazione dell’Amministrazione

Stellacci - PalumboLucrezia Stellacci e Carmela Palumbo hanno presentato la bozza che consiste in un Regolamento, che ha finalmente il dono della sinteticità (4 articoli in tutto più un 5° per le abrogazioni) e in quattro “Allegati”, A,B,C,D:

1)      L’ALLEGATO A raccoglie tutte le nuove classi di concorso provenienti dall’accorpamento di quelle precedenti più quelle di nuova istituzione. Le classi di concorso sono indicate, come sempre, con codici alfanumerici progressivi e relative denominazioni. A ciascuna classe di concorso sono  affiancati i corrispondenti insegnamenti del nuovo ordinamento. Ad ogni nuova classe di concorso della tabella A) corrisponderà una laurea magistrale/diploma accademico di II livello e  successivo TFA.

2)      L’ALLEGATO B  stabilisce la corrispondenza tra le vecchie e le nuove classi di concorso nonchè i titoli necessari per accedervi. Definisce inoltre un certo numero di “sottocodici” per alcune delle nuove classi di concorso, in particolare per quelle nate da ampi accorpamenti . I sottocodici servono per gestire la fase di transizione, durante la quale rimangono inalterate la graduatorie esistenti e restano valide le vecchie abilitazioni per la partecipazione ai concorsi ordinari e per la mobilità (anche in caso di soprannumerarietà).
Le graduatorie ad esaurimento saranno riformulate secondo le nuove classi di concorso al prossimo aggiornamento. Lo stesso per le graduatorie d’istituto.

3)     L’ALLEGATO C definisce le nuove classi di concorso per gli insegnanti tecnico pratici. I titoli per i percorsi destinati all’abilitazione degli ITP non sono ancora stati decisi, tra le ipotesi fatte in questi anni, vi è il possesso di una laurea triennale.

4)     L’ALLEGATO D stabilisce la corrispondenza tra le vecchie e le nuove classi definite nell’allegato C, e, come avviene nell’allegato B,  presenta alcuni sottocodici per la gestione della fase di transizione.

L’iter per l’approvazione è ancora molto lungo, perché comporta numerosi  passaggi istituzionali:

  1. approvazione in Consiglio dei Ministri,
  2.  parere del CNPI,
  3. confronto in Conferenza unificata,
  4. parere del Consiglio di Stato,
  5. parere delle Commissioni di Camera e Senato competenti,
  6. infine  nuovo definitivo passaggio in Consiglio dei Ministri.

E’ dunque del tutto improbabile che questo percorso si concluda entro l’ottobre prossimo, come indicato dal Ministro Profumo.

I principali rilievi critici delle Associazioni Professionali

Associazioni

Le critiche più significative, che hanno visto la concordanza di varie associazioni, hanno riguardato l’accorpamento di matematica e fisica, nonché la penalizzazione di chimica.

E’ stato inoltre da più parti indicato che, specialmente nella fase di  transizione, sarebbe opportuno e necessario fare leva sull’autonomia organizzativa e didattica delle scuole, consentendo a ciascun istituto di assegnare gli insegnamenti a chi è più qualificato e competente, senza dover sottostare a deleterie rigidità (lo si sta già facendo nel Liceo delle scienze applicate, dove molti Collegi hanno deciso di assegnare l’insegnamento delle scienze naturali a docenti di chimica).

Le proposte dell’ADi

Logoadi

Sull’accorpamento di matematica e fisica

EinsteinL’ADi ha così motivato la propria contrarietà all’accorpamento di matematica e fisica in un’unica classe di concorso:

  1. si tratta di due statuti epistemologici distinti;
  2. la fisica, in  quanto scienza sperimentale, ha bisogno di docenti che sappiano praticare una didattica ispirata all’Inquiry-based science education (IBSE), che si sostanzia costantemente della pratica di laboratorio;
  3. non va infine dimenticato che i quattro assi culturali del  nuovo obbligo vedono separato l’asse  matematico da quello scientifico (gli assi sono infatti: 1) asse dei linguaggi, 2) asse matematico, 3) asse scientifico tecnologico, 4) asse storico sociale)

Appare pertanto necessario prevedere due classi di concorso distinte, l’una di Fisica e l’altra di Matematica. Dovrà comunque essere favorita per tutti gli insegnanti la possibilità di conseguire due  abilitazioni:  in abbinamento a  Fisica, l’abilitazione  in Matematica  e viceversa. Sul tema delle due abilitazioni il discorso può allargarsi ad altri abbinamenti, per esempio  con informatica, o fisica con chimica. Ricordiamo a tale proposito che il curricolo dei licei francesi prevede Physique-chimie ( fisica-chimica) come unico insegnamento.

Sulla nuova classe di concorso di chimica  A25 e sull’irrisolta questione della disciplina “scienze naturali” nei licei.

Laboratorio di ChimicaLa nuova formulazione delle classi di concorso mantiene l’anomalia e l’arretratezza tutta italiana  dell’affidamento ai soli docenti di biologia, ex classe di concorso A60 ed ora A40, dell’insegnamento delle scienze naturali nei licei che comprendono biologia, geologia e chimica.

Già l’unica denominazione “scienze naturali” appare persino più arretrata di quanto non lo fosse nella riforma Gentile (Regio Decreto 6 Maggio 1923, n° 1054, Art. 42.- Il liceo è di tre anni. Vi si insegnano: lettere italiane, latine e greche; filosofia, storia ed  economia politica; matematica e fisica; scienze naturali, chimica e geografia; storia  dell’arte). Si chiede pertanto che l’unico docente che insegna Chimica, Biologia e Geologia possa provenire da una qualsiasi di queste tre classi di concorso e non solo dalla precedente A060. Sarebbe opportuno che nel triennio ogni scienza fosse insegnata da un laureato specifico di ciascuna disciplina  (Biologia, geologia, chimica) ma se  ciò non è possibile, stante la riforma, si riduca almeno il danno, lasciando alle scuole, in particolare ai licei scientifici e delle scienze applicate di indicare le proprie necessità, prevedendo sia insegnanti di biologia sia di chimica, tra i quali dividere le ore, con una flessibile organizzazione del tempo.

Si chiede pertanto che gli insegnamenti afferenti alla nuova classe di concorso  A25 (Scienze e tecnologie chimiche) comprendano anche scienze naturali dei licei.