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Il bullismo nel 10° Rapporto Eurispes: un implicito atto di accusa alla scuola

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Il bullismo nel 10° Rapporto Eurispes: un atto di accusa alla scuola
Del Rapporto sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza abbiamo scelto i capitoli sul bullismo perché i dati forniti segnano una grave sconfitta per la scuola: solo il 2,7% di adolescenti vittime di bullismo si rivolgono ai loro insegnanti.

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Il 17 Novembre 2009 l’Eurispes e il Telefono Azzurro hanno presentato il 10° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

L’Identikit del bambino è stato tracciato attraverso un questionario somministrato a bambini con un’età compresa tra i 7 e gli 11 anni, frequentanti la terza, quarta e quinta classe della scuola primaria e la prima classe della scuola secondaria di primo grado.

L’Identikit dell’adolescente, invece, ha raccolto gli orientamenti dei ragazzi dai 12 ai 19 anni, frequentanti la seconda e la terza classe della scuola secondaria di primo grado o una delle cinque classi della scuola secondaria di II grado. I questionari analizzati sono stati 1.090 per quanto riguarda l’infanzia e 1.373 per l’adolescenza.

Bullismo:  pochissime vittime si  rivolgono agli insegnanti

br9_eurispes_bDal rapporto abbiamo estratto le parti relative al bullismo, perché c’è una cosa che ci riguarda da vicino e che ci ha particolarmente colpito: solo il 2,7% degli adolescenti e il 16, 6 dei bambini vittime di  episodi di bullismo si rivolgono ai propri insegnanti, nonostante la maggior parte di tali atti  avvenga nella scuola. Questo significa  che i bambini e gli adolescenti non ripongono nessuna fiducia nei propri insegnanti.

Questo dato è preoccupante e suona come una grave sconfitta per la scuola.

E’ tempo che la scuola assuma in prima persona il problema, si dia strumenti per conoscere, prevenire ed affrontare il fenomeno.

I BAMBINI E IL BULLISMO

br9_eurispes_cSi pensa spesso che il bullismo non riguardi la scuola primaria, ma non è assolutamente così e bisognerebbe proprio in questa fascia di età avviare azioni di prevenzione.

Più di un quarto dei bambini ha subito più volte nell’ultimo anno offese immotivate (27,2%) o provocazioni e prese in giro (28,1%). Inferiori sono le percentuali di chi è stato oggetto di percosse (10,3%), minacce (10,1%) e furto di cibo e di oggetti (9,4%). Preoccupante il numero di bambini su cui sono state diffuse informazioni false o cattive (21,9%), quello di chi è escluso o isolato dal gruppo (17,4%) e ha subìto danneggiamento di oggetti (15,5). Molto bassa la quota di vittime di furto in denaro (3,4%). A subire danneggiamento di oggetti e percosse sono in misura maggiore i maschi (rispettivamente 17,8% e 12,4%) rispetto alle femmine (13,2% e 8,2%) che, invece, subiscono con più frequenza l’esclusione dal gruppo (20,9% a fronte del 13,9% dei bambini).

…E come fermare il bullismo? Il 36,2% dei bambini ritiene che il miglior metodo per fermare il bullismo sia quello di chiedere aiuto agli adulti, ma solo il 16,6% si rivolge ad un insegnante o dirigente scolastico nonostante la maggior parte degli episodi di bullismo avvenga all’interno della scuola

GLI ADOLESCENTI E IL BULLISMO

br9_eurispes_dNell’ultimo anno, circa un ragazzo su due ha subito un episodio di bullismo. L’atto di bullismo più comune è la diffusione di informazioni false o cattive sul conto della vittima (27,9%).

Le vittime sono in maggioranza  i ragazzi in età compresa tra i 12 e i 15 anni:

Il bullo se la prende soprattutto con chi non sa difendersi (63,6%), con chi è di nazionalità straniera (8,2%), con chi ha un difetto fisico (5%), con chi va molto bene a scuola (4,4%), ma anche con chi non veste alla moda (1,8%).

Le conseguenze psicologiche. Un terzo degli adolescenti (33,9%) ha provato rabbia dopo aver subito un atto di bullismo, mentre poco più di un quarto (26,3%) si è sentito solo. Il 22,1% ha invece perso stima di sé, seguito dal 22% che ha iniziato a provare stati di ansia. Infine, il 21,3% ha perso la voglia di andare a scuola e il 17,8% ha cominciato a sentirsi depresso.

Il fenomeno del cyberbullismo, per quanto grave, appare ancora abbastanza contenuto

A chi si rivolgono le vittime del bullismo e cyberbullismo? Le vittime rivelano l’accaduto soprattutto ai coetanei (29,2%). Molti comunque preferiscono la protezione dei genitori (20,1%) o dei fratelli (6,7%), solo il 2,7% degli insegnanti. Il 22,3% invece non ne fa parola con nessuno.

Una bruciante sconfitta per la scuola

Vogliamo sottolinearlo ancora: il fatto che solo il 2,7% di adolescenti vittime di episodi di bullismo, che avvengono in prevalenza nella scuola, si rivolga agli insegnanti, è un’enorme sconfitta per la scuola e per tutti noi docenti