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DOVE CI PORTERÀ IL MIUR GIALLO-VERDE?

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L’augurio è che non si riproducano le scelte demagogiche della Buona Scuola: sanatorie à gogo e un numero altissimo di assunzioni slegate dai bisogni reali degli istituti.

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Abbiamo un Ministero giallo-verde: il Ministro Marco Bussetti in quota Lega e i due Sottosegretari, Salvatore Giuliano e Lorenzo Fioramonti, in quota Cinque Stelle.
Rispetto ad un recente passato la novità è che sia il Ministro sia un Sottosegretario sono uomini di scuola.

Quale sarà la linea politica sull’istruzione che nascerà da questo connubio?

Al momento è difficile da prevedere, considerato che poco o nulla si dice nel Contratto di governo, dove la scuola occupa il 22° posto su 30 (all’ultimo è collocata l’Università). I soli riferimenti alle “cose da fare” sono la lotta al precariato, la soluzione delle maestre diplomate, e un ridimensionamento (o azzeramento?) dell’alternanza scuola lavoro. Il resto rimane a livello di titoli general generici.

L’augurio è che non si riproducano le scelte demagogiche della Buona Scuola: sanatorie à gogo e un numero altissimo di assunzioni slegate dai bisogni reali degli istituti.
Si tenga conto invece di alcune questioni indilazionabili quali misure concrete per il soddisfacimento dei bisogni di apprendimento dei ragazzi più deboli. Non dovremmo dimenticare mai che deteniamo il tristissimo primato europeo del maggior numero di NEET (Not in Employment Education and Training), ragazzi che non lavorano e non studiano, mentre il mismatch fra formazione e lavoro si approfondisce.

LA SCUOLA NEL CONTRATTO DI GOVERNO
(TESTO INTEGRALE)

Punto 22. Scuola

La scuola italiana ha vissuto in questi anni momenti di grave difficoltà.
Dopo le politiche dei tagli lineari e del risparmio, l’istruzione deve tornare al centro del nostro sistema Paese. La buona qualità dell’insegnamento, fin dai primi anni, rappresenta una condizione indispensabile per la corretta formazione dei nostri ragazzi. La nostra scuola dovrà essere in grado di fornire gli strumenti adeguati per affrontare il futuro con fiducia. Per far ciò occorre ripartire innanzitutto dai nostri docenti.
In questi anni le riforme che hanno coinvolto il mondo della scuola si sono mostrate insufficienti e spesso inadeguate, come la c.d. “Buona Scuola”, ed è per questo che intendiamo superarle con urgenza per consentire un necessario cambio di rotta, intervenendo sul fenomeno per l’insegnamento. Particolare attenzione dovrà essere posta alla questione dei diplomati magistrali e, in generale, al problema del precariato nella scuola dell’infanzia e nella primaria.
Una delle componenti essenziali per il corretto funzionamento del sistema di istruzione è rappresentata dal personale scolastico. L’eccessiva precarizzazione e la continua frustrazione delle aspettative dei nostri insegnanti rappresentano punti fondamentali da affrontare per un reale rilancio della nostra scuola. Sarà necessario assicurare, pertanto, anche attraverso una fase transitoria, una revisione del sistema di reclutamento dei docenti, per garantire da un lato il superamento delle criticità che in questi anni hanno condotto ad un cronico precariato e dall’altro un efficace sistema di formazione. Saranno introdotti nuovi strumenti che tengano conto del legame dei docenti con il loro territorio, affrontando all’origine il problema dei trasferimenti (ormai a livelli record), che non consentono un’adeguata continuità didattica.
Un altro dei fallimenti della c.d. “Buona Scuola” è stato determinata dalla possibilità della “chiamata diretta” dei docenti da parte del dirigente scolastico. Intendiamo superare questo strumento tanto inutile quanto dannoso.

Una scuola che funzioni realmente ha bisogno di strumenti efficaci che assicurino e garantiscano l’inclusione per tutti gli alunni, con maggiore attenzione a coloro che presentano disabilità più o meno gravi, ai quali va garantito lo stesso insegnante per l’intero ciclo. Una scuola inclusiva è, inoltre, una scuola in grado di limitare la dispersione scolastica che in alcune regioni raggiunge percentuali non più accettabili. A tutti gli studenti deve essere consentito l’accesso agli studi, nel rispetto del principio di uguaglianza di tutti i cittadini.

La cultura rappresenta un mondo in continua evoluzione. È necessario che anche i nostri studenti rimangano sempre al passo con le evoluzioni culturali e scientifiche, per una formazione che rappresenti uno strumento essenziale ad affrontare con fiducia il domani. Per consentire tutto ciò garantiremo ai nostri docenti una formazione continua.
Intendiamo garantire la presenza all’interno delle nostre scuole di docenti preparati ai processi educativi e formativi specifici, assicurando loro la possibilità di implementare adeguate competenze nella gestione degli alunni con disabilità e difficoltà di apprendimento.

La c.d. “Buona Scuola” ha ampliato in maniera considerevole le ore obbligatorie di alternanza scuola-lavoro. Tuttavia, quello che avrebbe dovuto rappresentare un efficace strumento di formazione dello studente si è presto trasformato in un sistema inefficace, con studenti impegnati in attività che nulla hanno a che fare con l’apprendimento.