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Il discorso della vittoria di Obama: intenso e coinvolgente

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Non siamo del tutto convinti che nel precedente mandato, Obama abbia trovato una giusta strategia per migliorare le scuole e la condizione degli insegnanti, ad ogni modo l’educazione è sempre stata al centro della sua politica. E colpisce che anche nel discorso della vittoria all’interno in inglese e in italiano) la scuola sia presente, con la riaffermazione che l’istruzione è e rimane un grande ascensore sociale

BARACK OBAMA: IL DISCORSO DELLA VITTORIA

Riportiamo integralmente il discorso della vittoria di Barack Obama, perchè è stato coinvolgente e intenso. Lo potete leggere nella versione inglese e italiana nel download, o guardare nel video con la sottotitolatura in italiano.

Un discorso, secondo alcuni commentatori, animato dallo spirito di JFK e con le cadenze di Martin Luther King.

E c’è chi ha paragonato le parole di B. Obama

Non abbiamo mai pensato a ciò che l’America può fare per noi, ma a ciò che noi possiamo fare insieme”

alle parole pronunciate da J.F. Kennedy nel famoso discorso alla Nazione del 1961:

non chiedete ciò che il Paese può fare per voi, ma ciò che voi potete fare per il vostro Paese. Non chiedete ciò che l’America farà per voi, ma ciò che insieme possiamo fare per la libertà degli uomini”

E ancora il rilancio del sogno americano, da lui stesso incarnato:

Se hai voglia di metterti in gioco, in America puoi farcela”

E questa idea è ritornata più volte:

Crediamo in un’America generosa, in un’America altruista, in un’America tollerante, aperta ai sogni della figlia di un immigrato che studia nelle nostre scuole e crede nella nostra bandiera. A un giovane delle zone più povere di Chicago che immagina una vita al di là dell’angolo della sua strada. Al figlio di un operaio del Nord Carolina che vuole diventare un dottore o uno scienziato, un ingegnere o un imprenditore, un diplomatico o persino un presidente. Questo è il futuro che vogliamo.

E ancora un richiamo alla scuola e ai bravi insegnanti:

Vogliamo che i nostri figli crescano in un paese dove possano avere accesso alle migliori scuole e all’insegnamento dei migliori docenti. Un paese che sappia mantenere la propria leadership nella tecnologia, nell’innovazione e nelle scoperte, con tutte le possibilità di nuovi posti di lavoro e di impiego che porta con sé.”

Ma quale è stata la politica di Obama per la scuola?

Partita con grandi sogni, ingenti stanziamenti per la Race to the top, poi pesanti ristrettezze, la politica per l’istruzione perseguita dal governo Obama non pare aver prodotto grandi risultati.  Il destino della riforma NCLB, No Child Lef Behind, non è ancora stato delineato con chiarezza. Sugli insegnanti il dibattito è avvitato sul merit pay, gli incentivi legati ai risultati degli studenti, peraltro già assunti in 30 Stati su 50.

Nonostante ciò, Obama confermerà ministro dell’istruzione l’amico di sempre, compagno di basket, Arne Duncan, sostenitore del merit pay e delle charter schools, anche se queste ultime non hanno dato risultati molto incoraggianti. L’ultimo Rapporto dell’università di Stanford (CREDO Report: “Multiple Choice: Charter School Performance in 16 States”), un’indagine longitudinale effettuata sul 70% degli studenti delle charter schools, ha dato questi risultati:

  • 17% degli studenti ha performace migliori delle scuole statali
  • 46% ha performace analoghe alle scuole statali
  • 37% ha performace molto peggiori delle scuole statali

Vedremo in questo nuovo mandato come evolveranno le tre questioni di fondo:

  1. Che ne sarà di NCLB?
  2. Rimarrà un forte sostegno alle Charter Schools?
  3. Si continuerà a perseguire l’obiettivo di legare la retribuzione degli insegnanti ai risultati degli alunni?

Per il momento non si profilano cambiamenti all’orizzonte.

Discorso della vittoria di Barack Obama

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