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Anche questa volta non ci siamo fatti mancare nulla

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Il 27 marzo il Ministro Giannini ha presentato al Senato le sue linee programmatiche.
Come sempre capita, anche questa volta, abbiamo avuto un elenco fastoso di tutte, ma proprio tutte, le cose da fare. Per quanto si voglia da parte nostra dare credito alle intenzioni del Ministro, una obiezione va fatta: l’assenza di criteri di priorità. E insieme la preoccupazione che, come ai tempi di Berlinguer, riforma dell’istruzione e del Titolo V viaggino su binari paralleli non convergenti.

Le linee programmatiche del Ministro Giannini

Ministro GianniniIl 27 marzo il Ministro Giannini ha presentato al Senato le sue linee programmatiche.

È difficile comprendere i motivi per cui ogni ministro senta il dovere politico di presentarsi al Parlamento con l’elenco il più dettagliato – se non fastoso – di tutte, ma proprio tutte, le proprie buone intenzioni.

Il messaggio: è passato il periodo delle vacche magre

Il messaggio pare essere questo: è passato il periodo delle vacche magre. Si ricomincia a spendere come ai bei tempi.

Finita l’epoca delle contro-riforme tutti avranno finalmente soddisfazione nelle loro legittime aspirazioni:

  • stabilizzazione dei precari (i posti si possono trovare con gli organici funzionali) bidelli compresi,
  • le scuole diventeranno sicure,
  • avremo un nuovo Testo Unico di legislazione scolastica,
  • sarà modificata la selezione dei dirigenti e degli insegnanti,
  • sarà abbreviata la formazione iniziale degli insegnanti,
  • finalmente gli insegnanti avranno un contratto e una retribuzione di merito, non solo di anzianità,
  • i soldi per il miglioramento dell’offerta formativa – sottratti per altri scopi – saranno restituiti alle scuole,
  • saranno istituite nuove scuole dell’infanzia e  asili nido (che per la prima volta diventeranno istituzioni educative),
  • saranno emanati tutti i decreti ancora nel cassetto (ex decreto legge “La scuola riparte”),
  • il sostegno dei disabili sarà allargato ovunque anche negli ospedali e nelle case dei disabili,
  • verrà introdotta l’attività sportiva nella scuola primaria, ma anche l’insegnamento della lingua straniera,
  • e si troveranno anche le risorse per sostenere l’offerta delle scuole paritarie in regime di sussidiarietà e controllo….
  • e infine valutazione su tutto, per tutti e per tutto.

Un “vaso di delizie pieno” che rischia di  trasformarsi nel vaso di Pandora.

vaso di PandoraDi fronte a tanto fasto non ci rimane che esprimere la speranza che questo “vaso di delizie pieno” non si trasformi in una vaso di Pandora.

Non c’è motivo di dubitare dell’intelligenza e della buona fede, nutrita di entusiasmo, del nuovo Ministro.  E gli auguri sono obbligatori e anche dovuti.

Ma i rischi sono dietro l’angolo.

Sappiamo che  la sindrome di onnipotenza dei nostri ministri dell’istruzione è sempre stata una cattiva consigliera politica: tra il dire e il fare c’è di mezzo una difficoltà storica oggettiva: amministrare centralmente (e con questa amministrazione!) più di un milione di persone è un miraggio. E deve sempre fare i conti con il Sindacato. Il silenzio su questa formidabile Istituzione conservatrice promette tempesta.

L’assenza di priorità

PrioritàPer quanto si voglia da parte nostra  dare credito alle intenzioni del Ministro,  una obiezione va fatta.

Nonostante il Ministro speri – come si sa – in un apporto sostanzioso di risorse dalla riduzione delle spese militari, questo elenco manca di sano realismo, e rischia di produrre delusioni e perdita di credibilità (già scarsa nella nostra amministrazione statutariamente inefficiente e sprecona).

Il richiamo ai principi di semplificazione, programmazione, valutazione, internazionalizzazione, non può nascondere l’assenza di criteri di priorità, tenuto conto  che le risorse saranno comunque scarse perché sono troppe le bocche che si è promesso di sfamare.

Ma non solo. Non basta fare elenchi, bisogna sapere che cosa si vuole realizzare. Sono 30 anni per esempio, che si parla di carriera docente e di valorizzare il merito, ma ancora non si è sentita una proposta credibile al riguardo. Avremmo in proposito moltissimo da dire.

Ed è preoccupante il silenzio sull’istruzione professionale, che chiama in causa il rapporto con la formazione professionale e quindi la decentralizzazione. Ancora una volta, come capitò ai tempi di Berlinguer, riordino dell’istruzione  e del Titolo V  viaggiano su binari paralleli. E questo è preoccupante. Se le due questioni convergessero non troveremmo nemmeno nell’elenco delle proposte  la riesumazione del  Consiglio Nazionale della Pubblica istruzione, CNPI, e di tutti gli altri orpelli territoriali, la cui sola idea fa rabbrividire.

Ma avremo modo di riprendere il discorso. Per il momento  Buon lavoro, Ministro Giannini!

SINTESI DELLE LINEE PROGRAMMATICHE

Quattro principi in premessa:

  • SEMPLIFICAZIONE,
  • PROGRAMMAZIONE,
  • VALUTAZIONE,
  • INTERNAZIONALIZZAZIONE
1 Bidelli – ex Lsu Utilizzazione degli ex Lsu, una volta qualificati, tramite un piano straordinario biennale in interventi di piccola manutenzione
2 Personale Ata Risolta questione restituzione somme
3 Edilizia scolastica Vari interventi e Anagrafe dell’edilizia scolastica: una “cartella clinica” di tutte le sedi scolastiche.
4 Organi collegiali Ricostruire il CNPI e gli OOCC locali
5 Nuovo Testo Unico Con semplificazioni
6 Stato giuridico Modifica dello stato giuridico dei docenti
7 Valutazione Sì ai test Invalsi ma maggiore coinvolgimento delle scuole
8 Valutazione delle scuole, dei presidi e dei docenti Avvio del regolamento 80/2013 dal 1 settembre. Autovalutazione per il miglioramento.
9 Contratto nazionale Avviare la contrattazione: partire da formazione, figure per l’autonomia, carriera professionale
10 Retribuzione dei docenti Non basata solo sull’anzianità
11 Modifica Stato giuridico Con coinvolgimento Parlamento
12 Reclutamento docenti Nuove regole
13 Reclutamento dirigenti Nuove regole
14 Precariato In un’ottica di lungo periodo solo concorsi a cattedra,a medio termine piano di riassorbimento attraverso organici funzionali
15 Organici funzionali di istituto e di rete Per supplenze e maggiore offerta formativa
16 Sostegno dei disabili Creazione di un gruppo professionale qualificato a livello di rete
17 Supplenze brevi Da risolvere con l’organico funzionale di istituto e di rete
18 Tirocinio formativo attivo Subito nuova tornata TFA
19 Formazione iniziale In futuro il tirocinio entro la laurea magistrale
20 Miglioramento dell’offerta formativa (MOF) Reintegrare i fondi fino a 1 miliardo e mezzo
21 Budget unico per le scuole Senza vincoli di destinazione
22 Budget orario del personale Maggiore flessibilità e organizzazione di rete
23 Asili nido Da servizio a domanda individuale a diritto educativo. Fondi Ue destinati a una grande piano per infanzia. Maggiore sinergia tra pubblico, privato ed enti locali.
24 Completamento della decretazione ancora incompleta Ex Dl “La scuola riparte”
25 I disabili Sostegno a scuola, ma anche negli ospedali e nelle case dei ragazzi malati e o disabili
26 Scuole aperte oltre l’orario anche alla cittadinanza Per contrasto dispersione, per alfabetizzazione immigrati, per attività educativa e ricreativa, per lo studio della filosofia, della storia dell’arte e della musica
27 Alfabetizzazione motoria e sportiva nella scuola primaria Contro obesità
28 Lingua straniera per scuola infanzia e primaria In modalità CLIL
29 La digitalizzazione della scuola Infrastrutture e connettività
30 Offerta di lavoro a tutti i giovani Piano Garanzia Giovani, per assicurare ai giovani un’offerta di lavoro o formazione entro 4 mesi dall’uscita dall’ istruzione o dall’inizio della disoccupazione.
31 Apprendistato Partenza delle prime sperimentazioni all’interno delle scuole. Aumento ore in azienda. Sostegno ai Tirocini
32 Alternanza scuola lavoro Con durata significativa negli istituti tecnici e professionali
33 Orientamento scolastico Per tutti
34 Formazione tecnica Profonda revisione degli istituti tecnici e istituzione di una struttura interdipartimentale ad hoc, che supplisca all’abolizione della specifica Direzione generale
35 Istituti tecnici superiori Valorizzazione e maggiore diffusione degli ITS
36 Poli tecnico professionali Istituzione di poli tecnici e professionali
37 Sussidiarietà per le scuole paritarie Applicazione coerente della legge 62/2000


Due parole chiave in conclusione: COMPETIZIONE-COLLABORAZIONE