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La decisone del Consiglio provinciale di Vicenza sui “ presidi meridionali” è davvero razzista?

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La decisione del Consiglio provinciale di Vicenza sui “presidi meridionali” è davvero razzista?
In merito alla nota vicenda del voto bipartisan del Consiglio Provinciale di Vicenza sulla copertura dei posti disponibili di dirigente scolastico,che ha visto esponenti del PD nazionale, tra cui l’ex ministro Fioroni, bacchettare i propri esponenti locali, F.Fonfriest, dirigente scolastico di Modena, esamina la questione e si chiede se davvero l’espressa volontà di fare rispettare le regole sia etichettabile come “atteggiamento razzista”, o se invece non sia il frutto della solita italica ipocrisia e della totale ignoranza dei termini del problema.

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In merito alla nota vicenda del voto bipartisan del Consiglio Provinciale di Vicenza sulla copertura dei posti disponibili di dirigente scolastico, che ha visto esponenti del PD nazionale, tra cui  l’ex ministro Fioroni, bacchettare i propri esponenti locali, F. Fonfriest, dirigente scolastico di Modena, esamina la questione e si chiede se davvero l’espressa volontà di fare rispettare le regole sia etichettabile come “atteggiamento razzista”, o se invece non sia il frutto della solita italica ipocrisia e della totale ignoranza dei termini del problema.

Presidi meridionali a Modena: anche i modenesi sono razzisti ?

di Franco Fondriest

Franco Fondriest
Franco Fondriest

La recente polemica sui “presidi meridionali” dimostra, ancora una volta (ma non ce n’era  bisogno), quanto sia abituale banalizzare i problemi, soffermandosi alle apparenze senza andare alle radici e riportandoli allo schema buoni/cattivi.

Chi sarebbero i buoni? Naturalmente quelli che accolgono  senza nessuna analisi dei vari aspetti e delle diverse situazioni e in particolare quelli “di sinistra”.

E i cattivi ? Quelli che chiedono il rispetto delle regole e in particolare, in questo caso, i leghisti con la compagnia, a Vicenza, di “compagni che sbagliano”.

E poi ci sono i soliti soloni che sanno tutto e pontificano dai grandi giornali su problemi che manco conoscono e che confondono chi è iscritto in una graduatoria di una determinata provincia con chi lì è nato.

Ma cerchiamo di capire come stanno le cose, puntualizzando alcune questioni.

br9_ritalia–         La prima è che, analogamente a quanto avviene a Vicenza, anche nella provincia di Modena vi sono diversi posti vacanti di dirigente scolastico e che questi saranno, molto probabilmente, coperti da dirigenti meridionali.

–         La seconda è che il meridione è , a tutto titolo, parte dell’ Italia e che, quindi, “dovrebbe” rispettare le leggi nazionali, ma così non è sempre. Ad esempio nel sud c’è la più alta concentrazione di istituti “sottodimensionati” e quindi fuorilegge; c’è un rapporto tra insegnanti di sostegno e alunni handicappati pari a quasi il doppio di quello del nord.
Allo stesso modo  le graduatorie dei dirigenti sono state “gonfiate” rispetto ai parametri nazionali; ecco perché essi dovranno migrare in quelle regioni dove le graduatorie sono state costituite “su misura” nel rispetto scrupoloso della legge.

Ma le regole non valgono per tutti ? Non è forse quello delle regole un potente riferimento e richiamo della sinistra ?

br9_rregoleA Modena, stanno forse aspettando a braccia aperte i nuovi dirigenti provenienti dalle provincie del meridione?

Nella solita ipocrisia italiana, ci sono cose che si dicono e altre che si possono solo pensare. E allora i modenesi sono razzisti ?

Per niente! Come non credo che lo siano i vicentini, al di là della indisponente rozzezza del linguaggio leghista.

Semplicemente, temono che essi:

  • arrivino con una cultura sociale, scolastica e lavorativa lontana da quella in cui si inseriscono e quindi facciano fatica, almeno nell’immediato, a interpretare la comunità in cui operano e a portare il loro positivo contributo;
  • scappino appena si sono inseriti, per  ritrovare i loro affetti e luoghi dove il costo della vita è più basso
  • siano, come risulta da numerose indagini, particolarmente “sfortunati” dal punto di vista personale e familiare (invalidità e legge 104), tanto da essere “costretti” a frequenti periodi di lontananza  dalla sede di titolarità.

Se arriveranno presidi meridionali (o da qualunque altra regione) capaci di leggere il contesto locale, di apportarvi positivi contributi, di manifestare la volontà di inserirvisi stabilmente,  i modenesi saranno ben contenti di accoglierli e di trattenerli a lungo, sempreché siano state rispettate le leggi nazionali e la loro assegnazione non sia il risultato di abusi normativi.

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