Audizione del Prof. Patrizio Bianchi

VII Commissione Camera dei Deputati

INTRODUZIONE

Il professor Bianchi, in qualità di coordinatore del Comitato di esperti costituito dalla Ministra dell’Istruzione è stato audito il 9 giugno in Commissione Cultura sulle proposte per la scuola con riferimento all’emergenza sanitaria in atto e al miglioramento del sistema di istruzione nazionale. Il Comitato degli esperti ha lavorato, a partire da aprile, innanzitutto cercando di ascoltare le voci della scuola, e cioè le voci di coloro che in questo periodo hanno affrontato una situazione straordinaria ed eterogenea con, da una parte, casi di eccellenza che seguono da tempo una consolidata tradizione pedagogica e, dall’altra, aree che in questi anni hanno vissuto situazioni di spopolamento, di riduzione demografica e anche di emigrazione.

Bianchi, da economista, sottolinea come la crisi pandemica sia arrivata dopo un lungo periodo di trasformazione economica del Paese, da economia nazionale ad economia globalizzata, e dopo una profondissima trasformazione tecnologica che pur tuttavia ha trovato il Paese impreparato, tanto che a febbraio le imprese che in Italia utilizzavano gli strumenti digitali per la propria attività, il cosiddetto smart working, erano il 9% del totale a otto anni dalla prima Agenda Digitale.

Dunque Bianchi muove dal sistema Paese perché, dice, non è la scuola che può farsi carico anche dei problemi del Paese che oggettivamente non aveva accolto in tutta la sua pienezza la transizione tecnologica che stiamo vivendo. Questa e altre criticità sono analizzate nel rapporto intermedio che il comitato ha presentato al Ministro dell’Istruzione, toccando temi quali autonomia e responsabilità, più attenzione alle fragilità come la dispersione e la povertà educativa, un piano straordinario di formazione e sostegno per insegnanti, dirigenti e tutto il personale della scuola e, infine, il ruolo del territorio: il ruolo delle Regioni, degli Enti locali, della società civile, del volontariato.

I PUNTI TRATTATI IN AUDIZIONE

-La commissione al lavoro 

La commissione di esperti è stata istituita mettendo insieme persone con competenze molto diverse che hanno iniziato a lavorare insieme ma in complementarietà. Di seguito ricordiamo i nomi:

I membri del Comitato

Prof. Patrizio Bianchi – Coordinatore
Dott.ssa Carimali Lorella
Prof. Ceppi Giulio
Dott. Di Fatta Domenico
Dott.ssa Ferrario Amanda
Dott.ssa Fortunato Maristella
Prof.ssa Lucangeli Daniela
Prof. Melloni Alberto
Dott.ssa Pozzi Cristina
Dott. Quacivi Andrea
Dott.ssa Riccardo Flavia
Prof. Ricciardi Mario
Prof.ssa Riva Mariagrazia
Prof. Salatin Arduino
Prof. Sandulli Aldo
Dott.ssa Spinosi Mariella
Dott. Versari Stefano
Prof. Villani Alberto

La commissione, seguendo il mandato per cui è stata istituita, ha svolto audizioni conoscitive allo scopo di recepire i contributi di esperti e rappresentanti del mondo della scuola. Ha ascoltato i cosiddetti stakeholder, persone, associazioni, genitori dei ragazzi disabili, dirigenti scolastici, insegnanti, genitori, un capitale umano che è ricchezza per il Paese e a cui è possibile delegare delle responsabilità. Ecco perché, pur dovendo consegnare il rapporto definitivo entro luglio, il comitato ha deciso di redigere un rapporto intermedio entro maggio che mobilitasse il prima possibile le varie responsabilità locali e che rispondesse soprattutto al primo dei 6 punti su cui è stato chiamato a lavorare e che di seguito riportiamo:

  1. Avvio del prossimo anno scolastico, tenendo conto della situazione di emergenza epidemiologica attualmente esistente.
  2. Edilizia scolastica, con riferimento anche a nuove soluzioni in tema di logistica.
  3. Innovazione digitale, anche al fine di rafforzare contenuti e modalità di utilizzo delle nuove metodologie di didattica a distanza.
  4. Formazione iniziale e reclutamento del personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado, con riferimento alla previsione di nuovi modelli di formazione e selezione.
  5. Consolidamento e sviluppo della rete dei servizi di educazione e di istruzione a favore dei bambini dalla nascita sino a sei anni.
  6. Rilancio della qualità del servizio scolastico nell’attuale contingenza.

-Rapporto Intermedio del 27 maggio 2020

Come scritto, il rapporto intermedio si è concentrato sul primo punto: cosa fare da qui a settembre.

Nella prima parte del rapporto le scelte si concentrano su Autonomia, inclusione, solidarietà per la ripartenza del sistema nazionale d’istruzione e sono sostenute dai principi fondanti della Costituzione (artt. 33, 34 ma anche artt. 2 e 3) – che delineano il mandato della scuola nel rimuovere ogni vincolo affinché tutti possano partecipare alla vita della comunità e contemporaneamente sviluppare la propria persona – e dal principio dell’autonomia.

Sono stati comunque assunti i vincoli imposti delle autorità sanitarie nazionali e dell’Organizzazione mondiale della sanità anche grazie alla presenza nel comitato del professor Villani e della professoressa Riccardo, cercando di capire come la regola nazionale potesse essere recepita da parte di ogni singola scuola, dalle piccole scuole della Val d’Aosta fino alla scuola tecnica del centro di Palermo. Nella seconda parte del rapporto sono delineate da un lato le leve educative che possono essere messe in campo da ogni scuola (e quindi da ogni organismo collegiale) e dall’altro gli interventi normativi che bisogna adottare per semplificare e rendere operative queste leve. Sono coinvolti tutti, dal ministero, agli uffici scolastici regionali, alle regioni e gli enti locali (non solo proprietari degli edifici ma anche referenti delle comunità locali).

I principali temi:

  • rilancio del sapere scientifico;
  • digital capabilities;
  • saperi sociali ed umanistici e collaborative problem solving skills;
  • mettere a disposizione i patrimoni culturali;
  • mettere al centro i bambini e il loro bisogno di socialità;
  • autonomia e responsabilità: governance della scuola, gli organi collegiali e la partecipazione;
  • più attenzione alle fragilità. Un Piano contro la dispersione e la povertà educativa;
  • un piano straordinario di formazione e sostegno per insegnanti, dirigenti e tutto il personale della scuola;
  • patti educativi di comunità e il ruolo del territorio, il ruolo delle Regioni, degli Enti locali, della società civile, del volontariato;
  • gruppi di apprendimento ed organizzazione della didattica: la classe come comunità aperta e le attività della socializzazione attiva;
  • edilizia e spazi di apprendimento, un programma di lungo periodo;
  • semplificazione e applicabilità delle norme in situazione.

-“Si torna a scuola” in presenza e con distanziamento – autonomia, flessibilità e partecipazione come leve educative

  • la priorità: gli alunni con disabilità;
  • ragionare per ordini di scuola: infanzia e la primaria. Scuola secondaria e formazione e formazione professionale;
  • la formazione del personale docente, per consolidare le nuove esperienze;
  • impegno didattico dei docenti e dialogo con le parti sociali;
  • gli spazi “aula” e gli spazi complementari aggiuntivi, esterni agli edifici scolastici;
  • gli attori del sistema nazionale d’istruzione: le scuole paritarie;
  • l’impegno degli Uffici scolastici regionali e dei Dirigenti
  • patti educativi di comunità. Il ruolo del Territorio per una nuova organizzazione didattica.

Possibili strumenti affidati alla autonomia delle istituzioni scolastiche per permettere l’avvio del nuovo anno tenendo conto dei vincoli di sicurezza:

  • valorizzazione del capitale sociale positivo espresso dal territorio (genitori, terzo settore, istituzioni pubbliche e private).
  • valorizzazione dei nuclei integrativi delle discipline mediante l’istruzione non formale ed informale;
  • Ricorso a metodologie blended e ricorso a nuove tecnologie digitali di comunicazione
  • innovazioni didattiche (flipped-classroom, coding, steam, più spazio al sapere scientifico)
  • rivisitazione dei nuclei essenziali delle discipline;
  • riprogettazione dei percorsi per le competenze trasversali;
  • incremento spazi di apprendimento, interni oppure esterni agli edifici scolastici;
  • attivazione di gruppi di auto-aiuto tra studenti con individuazione di tutor fra pari;
  • utilizzo innovativo e in gruppi di apprendimento dei device e delle nuove tecnologie;
  • ricorso agli spazi di flessibilità organizzativa del servizio scolastico;
  • impegno didattico dei docenti mediante il ricorso alle ore aggiuntive;
  • innovazione della didattica e valorizzazione degli attori educativi;
  • rimodulazione dell’unità oraria;
  • rimodulazione dell’orario annuale obbligatorio;
  • adattamento del numero di alunni per classe in ragione degli spazi d’aula disponibili e dei distanziamenti previsti;
  • disporre di gruppi di apprendimento con numero di allievi adeguato agli spazi effettivamente disponibili nella singola struttura scolastica e in spazi reperiti all’esterno;
  • rimodulare il tempo delle lezioni in modo da offrire le attività in presenza per il maggior numero di allievi ed un ricorso selezionato e consapevole a modalità blended;
  • riprogettare l’offerta didattica delle discipline che costituiscono il curriculum, di fruire di spazi interni ed esterni alla scuola;
  • svolgere attività informali e non formali (in questo caso anche con eventuale assistenza aggiuntiva) sulla base dei Patti educativi di comunità in cui coinvolgere le realtà locali, istituzionali, produttive.

-Ipotesi di semplificazioni normative per rendere concrete le azioni 

  • La pandemia come un terremoto: deroghe agli ordinamenti
  • innovare la didattica e valorizzare gli attori educativi;
  • parziale esimente di responsabilità per il Dirigente scolastico;
  • procurement facilitato per la scuola;
  • semplificazioni procedurali transitorie per interventi di edilizia scolastica;
  • superare la deroga per i posti di sostegno agli studenti con disabilità;
  • nuove norme per il dimensionamento delle istituzioni scolastiche;
  • esonero dal servizio per commissioni di concorso.

-Punti da approfondire nel Rapporto finale di Luglio

  • Edilizia scolastica, con riferimento anche a nuove soluzioni in tema di logistica;
  • innovazione digitale, anche con lo scopo di rafforzare contenuti e modalità di utilizzo delle nuove metodologie di didattica a distanza;
  • formazione iniziale e reclutamento del personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado, con riferimento alla previsione di nuovi modelli di formazione e selezione;
  • consolidamento e sviluppo della rete dei servizi di educazione e di istruzione a favore dei bambini dalla nascita sino a sei anni;
  • rilancio della qualità del servizio scolastico nell’attuale contingenza emergenziale;
  • una visione della nuova scuola per preparare i nostri ragazzi per l’età in cui vivere.

I PUNTI INTERROGATIVI

Al termine dell’audizione il professor Bianchi ha risposto ad alcune domande:

  1. Sull’uso dei presìdi di protezione individuale: il comitato di esperti è stato chiamato a formulare idee e proposte per la scuola nel rispetto dei vincoli dettati dalle norme sanitarie. La responsabilità dei presìdi di contenimento epidemico è in mano ai responsabili di protezione civile e a loro va chiesto un chiarimento in tal senso.
  2. Sul rilievo che avrà la relazione del comitato di esperti e sul chi deve agire: questa è una domanda di natura politica ed è nell’autorità del governo decidere. Il comitato ha fornito la competenza tecnica di supporto a chi ha la responsabilità (governo e parlamento), le linee guida le farà il ministro. Il comitato ha dei limiti.
  3. Sull’autonomia: autonomia non significa anarchia. Bisogna rafforzare le responsabilità dei vari attori e non surrogarle. Le Regioni, ad esempio, hanno potere decisionale sul calendario, i Comuni e le Province hanno delle responsabilità specifiche (Infanzia, Formazione Professionale), e può, ad esempio, decidere sulle condizioni da assicurare perchè i ragazzi arrivino a scuola (trasporti).
  4. Sulla spesa finanziaria per il ritorno in sicurezza: al comitato non è stato chiesto di formulare previsioni finanziarie. Una commissione tecnica non può stabilire quante risorse allocare. Sono decisioni politiche.

A questo punto, Bianchi si è di fatto tirato fuori: “Decide chi è stato eletto, io sono qui solo per una competenza tecnica di supporto di chi ha responsabilità: il governo e il Parlamento. Le linee guida le farà il ministro che poi si confronterà con voi

VIDEO DELL’AUDIZIONE 

Link alla registrazione originale

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