L’indagine internazionale TIMSS valuta il rendimento in matematica e scienze degli studenti di grado 4 e grado 8 e fornisce dati contestuali per il miglioramento dei sistemi educativi. L’ultima indagine è del 2023, ma nel 2024 per la prima volta nove paesi (Italia, Slovenia, Corea del Sud, Svezia, Georgia, Montenegro, Rep. del Kosovo, Macedonia del Nord, Giordania) hanno partecipato a uno studio longitudinale seguendo gli studenti per due anni consecutivi: dal grado 4 al grado 5 e, in alcuni casi, anche grado 8 al 9. Nel 2024 si è dunque ripetuta la rilevazione, con la somministrazione sia delle prove di matematica e di scienze, sia dei questionari che raccolgono le variabili di contesto. L’Italia è tra i Paesi che hanno partecipato a TIMSS Longitudinal, seguendo gli studenti dal grado 4 al grado 5 della scuola primaria (mentre l’indagine non è stata ripetuta al grado 9, per le evidenti difficoltà dovute al cambio di scuola alla fine del grado 8).

A differenza degli studi trasversali, in cui viene coinvolta una coorte di studenti di una certa classe e dopo 4 anni viene coinvolta una coorte diversa di uno stesso tipo di classe, che permette anche misurare il trend di variazione, negli studi longitudinali il confronto è fatto sulla stessa coorte di studenti a distanza di tempo, in questo caso di un anno. Ciò consente di misurare direttamente le traiettorie di apprendimento degli studenti, riducendo le distorsioni di coorte, e non di inferirli come nelle indagini trasversali, arricchendo così le opportunità di analisi del sistema educativo. La copertura del campione italiano nel 2024 è stata del 100% (rispetto a quello del 2023) con 152 scuole e 4341 studenti partecipanti.
I risultati di partenza, ovvero del 2023, collocavano l’Italia, nel più ampio campione di circa 60 paesi, con punteggi in matematica e scienze (513 e 511) sopra la media internazionale TIMMS (503 e 494) ma al di sotto della media UE (526 e 520), che può essere considerata una media di confronto certamente più significativa.
L’incremento medio in matematica per l’Italia nel 2024 per gli studenti di grado 5 è di 38 punti, solo di poco inferiore quello della Corea (40 punti) e della Slovenia (42 punti). Guardando la media dei punteggi invece quella dell’Italia (550) si colloca dietro quella della Corea (635), mentre non sono significative le differenze rispetto alla Slovenia (555) e alla Svezia (560), che ha avuto un incremento minore (parte a 30 punti). A livello di macroaree in Italia l’unica area in cui l’incremento tra i due anni non è significativo è l’area del Sud-isole (28 punti) dove la dispersione dei punteggi, e quindi l’errore standard della misura, è particolarmente accentuata. Per quanto riguarda i 4 livelli di matematica in Italia si ha la distribuzione seguente
- Livello Avanzato: dal 7% (quarta) al 18% (quinta)
- Livello Alto: dal 33% al 52%
- Livello Intermedio: dal 69% all’82%
- Livello Base: dal 91% al 96%

Il dato rilevante per l’Italia riguarda l’aumento – passando dal grado 4 al grado 5 – della differenza tra Nord e Sud della percentuale di studenti che raggiungono il livello avanzato.
Anche in scienze l’Italia registra una crescita significativa di +32 punti, posizionandosi al terzo posto negli incrementi dopo Slovenia (+37) e Repubblica di Corea (+34). La distribuzione per livelli di competenza è la seguente:
- Livello Avanzato: dal 4% all’11%
- Livello Alto: dal 29% al 47%
- Livello Intermedio: dal 71% all’83%
- Livello Base: dal 93% al 97%
La crescita risulta uniforme nei diversi domini di contenuto (scienze della vita, fisica, scienze della terra) e cognitivi (conoscenza, applicazione, ragionamento), con incrementi del 5-7% nella percentuale di risposte corrette.
Lo studio permette anche di quantificare l’impatto dello status socioeconomico e del genere sui progressi.
In matematica, gli studenti con un indice di background socioeconomico alto crescono di 43 punti, quelli con indice medio di 39 punti, mentre quelli con indice basso di 35 punti. Di conseguenza il divario tra studenti con background alto e basso aumenta da 58 punti (in quarta primaria) a 70 punti (in quinta) in matematica, e da 69 a 73 punti in scienze.
Per quanto riguarda le differenze di genere, si confermano differenze significative a favore dei maschi, particolarmente marcate in matematica dove il divario è di 21 punti in entrambi gli anni (anche se va notato che il divario non cresce dalla quarta alla quinta), il più elevato tra i paesi partecipanti. In scienze il gap è più contenuto (7-8 punti), ma comunque presente, con variazioni geografiche significative (fino a 14 punti nel Centro nel 2023 per la quarta primaria).
I dati longitudinali – che confermano i risultati delle indagini trasversali permettendo di quantificare in modo più preciso progressi e variabilità – offrono spunti per riflettere sul miglioramento del sistema educativo italiano. Tra questi evidenziamo sinteticamente i seguenti.
- Contrasto alle disuguaglianze: la crescente divergenza tra studenti di diverso background socioeconomico – evidenziata da tutte le indagini internazionali fin dalle prime indagini della IEA – richiede interventi mirati per garantire equità. Particolare attenzione richiede il Sud Isole, dove l’incremento degli studenti con background basso è più basso (+26 punti vs +35 nazionali).
- Riduzione del divario di genere: le differenze persistenti e significative a favore dei maschi, in particolare in matematica, richiedono strategie didattiche inclusive che valorizzino le competenze di studentesse e studenti.
- Valorizzazione dei progressi: la crescita complessiva degli studenti italiani dimostra l’efficacia del sistema primario, anche se il dato va non solo considerato in un quadro comparato con Paesi che costituiscono punti di riferimento adeguati, ma va anche affiancato al punteggio medio per avere un quadro attendibile dell’efficienza di un sistema educativo; infatti, come rilevato da numerose indagini (Hattie, 2003) la semplice partecipazione a un percorso di istruzione esercita comunque un incremento negli apprendimenti.
- Attenzione alle aree critiche: le differenze territoriali, con il Sud e Sud Isole che mostrano risultati inferiori e maggiore dispersione, confermano l’importanza di politiche territoriali mirate per garantire opportunità educative equivalenti in tutto il Paese.
- Supporto precoce: i dati evidenziano come i divari si amplino nel tempo e quindi come interventi precoci nella scuola primaria siano cruciali per prevenire l’accumularsi di svantaggio educativo.
In conclusione, anche questi dati longitudinali confermano l’importanza del contrasto alle disuguaglianze in particolare al Sud, dove la situazione è lontana dalla media UE e la dispersione è analoga a quella dei paesi balcanici. Sempre importante risulta la formazione degli insegnanti, con l’obiettivo di arricchire di contenuto l’innovazione e assicurarsi che questa informi in modo efficace gli approcci didattici usati in classe.