M. PIACENTINI – PREPARARE I GIOVANI PER UN MONDO INCLUSIVO E SOSTENIBILE

Il quadro di riferimento PISA sulle competenze globali - Mario Piacentini

-copert

INTRODUZIONE

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Il titolo di questo seminario, La grande incertezza, mi ha attirato da subito.
L’incertezza è una caratteristica del mio lavoro: creare misure per fare avanzare la conoscenza senza preconcetti, progredire senza sapere a priori cosa queste misure ci sapranno dire.
Il lavoro di cui vi parlerò è stato un grande impegno collettivo, svolto all’interno del programma Pisa.

PISA in breve

2PISA, come sapete, è un programma gigantesco, che coinvolge tanti paesi e tanti ragazzi nel mondo. Funziona a cicli di tre anni, e ogni volta 500-600 mila ragazzi di 15 anni effettuano il test di base che prevede 3 discipline fondamentali: matematica, scienze e lettura intesa come comprensione del testo.
Voglio ricordare che PISA non è costruita solo sui test. Ci sono altri strumenti fondamentali che ne fanno parte come i questionari.
Gli studenti dopo aver passato due ore sul test, si dedicano a un questionario che dura circa mezz’ora. Il questionario fornisce tantissime informazioni sul loro background familiare, su quello che apprendono, sul loro benessere, sulle loro relazioni con insegnanti e compagni e sulla loro motivazione a scuola.
Anche insegnanti, dirigenti scolastici e genitori compilano un questionario, e rispondono a domande su politiche scolastiche e pratiche pedagogiche, su risorse, su attività curriculari ed extracurriculari e sui diversi fattori istituzionali e ambientali che contribuiscono a differenziare performance e benessere.

Il mio team ed io ci occupiamo di estendere Pisa a nuove competenze, perchè restringere il focus di Pisa esclusivamente alla matematica, alle scienze e alla lettura può dare implicitamente il messaggio che questi siano i soli obiettivi fondamentali dell’istruzione. Quello che cerchiamo di fare è allora di sviluppare nuove misure su nuove aree, pur nella riaffermazione che quelle tradizionali sono e rimangono fondamentali.

E’ chiaramente un percorso complesso e controverso, in cui inevitabilmente si fanno errori e si viene terribilmente attaccati, perché ogni volta che si cerca di fare una valutazione di competenze si entra in un ambito in cui il soggettivo, l’imprecisione e l’interferenza di fattori culturali hanno un ruolo molto significativo.

L’estensione del campo di indagine di PISA ha avuto iniziato con il problem solving cooperativo, la risoluzione dei problemi in modo collaborativo, e nel 2018 abbiamo intrapreso le così dette competenze globali, che sono l’oggetto di questa relazione.

Perché c’è bisogno di competenze globali

3Ogni periodo storico, ogni civiltà ha pagato un prezzo all’ignoranza e alla mancanza di pensiero critico. Diceva Martin Luther King “Non c’è nulla di più pericoloso dell’ignoranza sincera e della stupidità coscienziosa“. forse ancora più pericoloso dell’ignoranza è la “falsa conoscenza” o l’uso strumentale della conoscenza.
Allora come possiamo assicurarci che le giovani generazioni possano acquisire una conoscenza e una comprensione approfondite di ciò che accade intorno a loro e possano alzare con successo le loro voci contro i molti venditori di ignoranza e falsa conoscenza?
L’istruzione ha un ruolo importante da svolgere. Le scuole possono offrire ai giovani l’opportunità di conoscere gli sviluppi globali che riguardano il mondo e le loro vite; insegnare agli studenti come possono sviluppare una visione critica del mondo di oggi; dotarli dei mezzi per accedere e analizzare una vasta gamma di pratiche e significati culturali; coinvolgere gli studenti in esperienze che facilitino le relazioni internazionali e interculturali; promuovere il valore della diversità, che a sua volta incoraggia la sensibilità, il rispetto e l’apprezzamento dell’altro.

Da tutto questo nasce l’idea di sviluppare quelle che abbiamo chiamato Competenze Globali, le cui ragioni sono così sintetizzabili:

  1. favorire lo sviluppo di una convivenza rispettosa e aperta nelle nostre società multiculturali;
  2. dare ai ragazzi piu’ risorse competitive su un mercato del lavoro dinamico e integrato;
  3. fare apprendere l’uso dei nuovi media in maniera critica, efficace e responsabile;
  4. stimolare partecipazione e impegno nella direzione di cambiamento indicata dagli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) dell’Agenda 0230.

Un ruolo per PISA

4La valutazione PISA ci aiuterà a rispondere ad alcune domande chiave:

  1. In che misura i 15enni hanno acquisito competenze globali?
  2. Che ineguaglianze esistono tra paesi e all’interno dei paesi nelle opportunità di apprendere problematiche di interesse globale e di conoscere altre culture?
  3. Quali sono gli approcci adottati per l’educazione interculturale e globale nei diversi sistemi educativi?
  4. Come vengono formati gli insegnanti a supportare i loro studenti nello sviluppo di competenze globali?

Gli obiettivi del Millennio saranno solamente carta se non ci sarà una reale volontà di impegnarsi per la felicità collettiva, quindi il ruolo di Pisa è, da questo punto di vista, molto limitato, non cambiamo il mondo, non cambiamo l’educazione. Pisa è però una straordinaria risorsa per far discutere e creare attenzione su temi molto importanti ed è una fonte ricchissima di dati e informazioni. Quando cominceremo a lavorare sui dati, che arriveranno fra circa tre mesi, potremo mettere a disposizione di tutti tantissime indicazioni, ad esempio a che livello i quindicenni padroneggiano determinate competenze, quali e quante disuguaglianze ci sono nello sviluppo di queste competenze, quanto sono importanti la scuola che si frequenta e la famiglia da cui si proviene nello sviluppo di queste capacità di conoscere il mondo e le altre culture.

E’ soprattutto il questionario ci fornisce moltissime informazioni su cosa viene fatto a scuola da prospettive diverse, quella degli studenti, degli insegnanti e dei presidi, a quest’ultimi due chiediamo anche che tipo di formazione ricevono, in che misura temi come l’inclusione e la comunicazione interculturale rientrano nei programmi di formazione iniziale o di formazione continua.

Quindi PISA rappresenta essenzialmente un deposito di informazioni che metteremo a disposizione, cercando di limitarne al massimo l’uso strumentale, che è un rischio sempre presente e di cui siamo ben consapevoli.

LA DEFINIZIONE PISA DELLE COMPETENZE GLOBALI

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Vi spiegherò ora in sintesi che cosa si intende per competenza globale.

Le quattro dimensioni della competenza globale

La definizione che dà PISA di competenza globale è multi-dimensionale. In particolare sono state formulate 4 dimensioni distinte ma strettamente correlate dell’essere realmente competenti in termini globali.

Vediamole singolarmente.

  1. 6bLa prima fondamentale dimensione è il saper vivere insieme, riconoscendo, apprezzando e valorizzando le differenze culturali. Questo è un fattore essenziale perché tutte le comunità stanno diventando multiculturali. In realtà lo sono sempre state, ma oggi l’insieme di identità e di potenziali divisioni si sta moltiplicando. La prima dimensione è allora così sintetizzabile: la capacità di esaminare temi e situazioni di significatività locale globale e culturale (ad esempio povertà, interdipendenza economica, migrazione, diseguaglianza, rischi ambientali, conflitti, differenze culturali e stereotipi);
  1. 7bLa seconda dimensione è così definibile: la capacità di capire ed apprezzare differenti prospettive e visioni del mondo: riconoscere che comportamenti e opinioni sono influenzati da differenze culturali, e dare valore a queste differenze. E’ importante chiarire che non significa che tutti debbano condividere la stessa prospettiva: i singoli possono mantenere le loro identità culturali, ma gli studenti competenti in termini globali riconoscono che prospettive e valori, compresi i propri, sono intrinsecamente forgiati da varie influenze e che pertanto altri possono avere visioni del mondo profondamente diverse dalle proprie. Questa seconda dimensione definisce una capacità fondamentale per il mercato del lavoro. Nelle inchieste recenti fatte ai datori di lavoro è emerso che uno dei requisiti essenziali richiesti ai nuovi assunti è la capacità di lavorare con l’altro, chiunque sia, da dovunque venga e qualunque lingua parli. La capacità di interazione è dunque un fondamentale fattore competitivo, non riducibile alla disponibilità di lavorare in altri Paesi, ma come capacità di vivere nella propria comunità, sapendo interagire tra i diversi fattori culturali.
  1. 8bLa terza motivazione è per i nuovi media: sappiamo tutti che l’informazione arriva adesso in un modo diverso, attraverso internet ed in particolare i social network. C’è un rischio implicito forte, quello di moltiplicare la segregazione, la formazione di “Echo Chambers”, di camere chiuse, in cui si rafforzano stereotipi e semplificazioni. La terza dimensione è dunque così sintetizzabile: Interagire con persone di culture diverse in maniera aperta, appropriata e efficace: Conoscere e rispettare le norme associate a diversi contesti culturali, adattare comportamento e comunicazione, capire e farsi capire.
  1. 9bLa quarta ed ultima dimensione della competenza globale è molto più orientata verso l’azione. E’ centrata sui ruoli attivi e responsabili dei membri della società e sul loro impegno ad agire per il benessere collettivo e lo sviluppo sostenibile. La quarta dimensione è così definita: Essere pronti e disposti ad agire per il benessere collettivo e per lo sviluppo sostenibile: a darsi da fare, in modo responsabile e consapevole, per migliorare le condizioni di vita e le opportunità nella propria comunità e in luoghi piu’ distanti.

 

I 4 PILASTRI DELLA COMPETENZA GLOBALE: CONOSCENZE, ABILITÀ, ATTITUDINI E VALORI

10Le quattro dimensioni sopra descritte si coltivano e si possono formare, acquisendo determinate conoscenze, abilità pratiche e soprattutto avendo determinate attitudini e valori. Possiamo dunque dire che le quattro dimensioni della competenza globale sono supportate da quattro fattori inseparabili, quattro pilastri:

  1. conoscenze,
  2. abilità,
  3. attitudini
  4. e valori.

1° pilastro: conoscenze del mondo e di altre culture

11La competenza globale è supportata sia dalla conoscenza di temi globali che influenzano la vita a livello locale e a livello mondiale, sia dalla conoscenza interculturale, cioè il sapere sulle somiglianze, differenze e relazioni fra le culture.

L’elenco delle questioni globali e/o interculturali che possono essere affrontate a scuola è lungo; tuttavia, nel nostro framework, abbiamo identificato quattro domini di conoscenza, o aree di apprendimento, che in generale colgono la gamma e la complessità dei problemi.

Integrare queste tematiche nel curricolo è un modo efficace per sviluppare la competenza globale dei giovani. Si tratta di tematiche fortemente interdisciplinari, il che significa che possono essere introdotte in tutte le aree del curricolo, in tutte le materie e in tutti i livelli di istruzione.

 Un curriculo dovrebbe prestare attenzione ai seguenti quattro ambiti di conoscenza:

  1. differenze culturali e relazioni tra culture,
  2. sviluppo e inter-dipendenze socio economiche,
  3. sostenibilità ambientale e istituzioni internazionali,
  4. conflitti e diritti umani

La questione delle conoscenze è essenzialmente cosa mettiamo nel curricolo. Si dibatte spesso se si deve creare uno spazio specifico per queste materie, o se e in che misura esse devono integrarsi con le altre discipline. La posizione mia personale è che c’è bisogno di entrambe le modalità. Lo sforzo maggiore è creare collegamenti all’interno delle materie esistenti, all’interno della geografia, della storia, dell’insegnamento delle lingue, della scienza.

Ovviamente per creare questi collegamenti c’è bisogno di un grosso lavoro di formazione degli insegnanti.

2° pilastro: abilità di capire il mondo e agire.

12Il secondo pilastro, le abilità, il pensiero critico, la comunicazione interculturale, la capacità di comprendere le prospettive, la capacità di risolvere e gestire i conflitti, l’adattabilità, è supportato da determinate pedagogie che sono utilizzabili nelle varie scuole. Inoltre come parte di questo lavoro stiamo cercando di raccogliere esperienze materiali, si tratta un po’ di quello di cui si è parlato questa mattina nella presentazione sulla Cambogia, sono essenzialmente strumenti di apprendimento attivo basati sui progetti, che sono fortemente orientati all’azione nella comunità, dando spazio agli studenti di stabilire i loro obiettivi

Di seguito esempi di pedagogie efficaci

  • Apprendimento attraverso la collaborazione su progetti: gli studenti pianificano i loro obiettivi, sviluppano i loro progetti e valutano i loro progressi in maniera collaborativa
  • Discussioni organizzate: definire una questione, presentare evidenza e prospettive, stabilire un’opinione condivisa o riconoscere la diversità di opinioni.
  • Il dibattito all’inglese: dividere la classe in due gruppi, uno in favore di una posizione e uno contrario.
  • Service learning (apprendimento attraverso l’azione sociale): partecipazione in progetti che sono utili alla comunità, e allo stesso tempo collegati con cio’ che si studia in classe.

3° pilastro: attitudini all’apertura e al rispetto verso persone provenienti da contesti culturali diversi e apertura mentale alla globalità

13Se ci limitiamo al pensiero critico senza aver alcuna intenzione di agire non si produce il cambiamento, quindi cerchiamo di definire quali attitudini favoriscono la coabitazione pacifica, la tolleranza e il rispetto per l’altro. Cerchiamo di definire il concetto abbastanza controverso della Global mindedness, ovvero la responsabilità verso il prossimo, fare qualcosa per l’altro.

 

4° pilastro: valorizzazione della dignità umana e delle diversità

14Quando si parla di valori c’è l’esigenza di stabilire se esistono valori globali e come si definiscono:. Questo è un lavoro molto lungo e complesso, abbiamo cercato di vedere paralleli tra la tradizione umanistica dei diritti umani e altri concetti, però essenzialmente il messaggio è che si possono identificare valori di base di rispetto degli altri. L’articolo 1 della Dichiarazione dei diritti umani deve diventare un fondamento della convivenza e dello spirito scolastico.

Come si coltivano questi valori? Non solo diritti umani, l’ importanza di sviluppaare un ambiente scolastico basato sul rispetto, e ancora di investire sulla formazione specifica per gli insegnanti, per insegnare come gestire determinate situazioni, come incidenti o episodi di discriminazione e intolleranza che succedono in ogni classe. E ancora come sviluppare un ambiente scolastico inclusivo.

In sintesi occorre:

  • più spazio e nuovi approcci per l’insegnamento dei diritti umani (attraverso corsi specifici e collegamenti nelle materie curriculari);
  • coltivare un ambiente scolastico dove il rispetto e l’attenzione all’altro viene dimostrato quotidianamente da tutto lo staff;
  • investire su formazioni specifiche per tutto il personale educativo:
    • Insegnare come gestire conversazioni difficili su questioni come la discriminazione.
    • Insegnare come perseguire la massima inclusione nel rispetto delle differenze.
    • Insegnare tecniche di base della comunicazione interculturale.

COME PISA MISURA LE COMPETENZE GLOBALI

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Infine vi descriverò come PISA intende misurare questa competenza globale. Chiaramente, valutare la competenza globale in tutta la sua complessità richiede un approccio multi-metodo e multi-prospettico, e l’adattamento alle sfide di una valutazione internazionale di vasta scala.
La valutazione PISA 2018 della Competenza Globale viene effettuata mediante due componenti: un test cognitivo e un questionario di riferimento. Quindi abbiamo due strumenti separati.

Test cognitivo

16Il test cognitivo è un test dicomprensione di temi globali”, un test esclusivamente focalizzato sul costrutto di “comprensione globale”: valutiamo come gli studenti sanno riflettere in maniera critica su questioni globali e interpretare lo sviluppo di ‘scenari’ in cui interagiscono persone/gruppi di background diversi.  Per esempio diamo da analizzare l‘estratto di un dibattito sul cambiamento climatico in cui uno scienziato sostiene che non c’è alcun cambiamento climatico, non c’è aumento della temperatura, basandosi su uno studio di cinque anni.

Inoltre proponiamo storie di vita, come ad esempio una ragazza che canta su YouTube canzoni pop nella sua lingua autoctona, in quechua, e chiediamo ai ragazzi semplicemente di spiegarci quali sono le motivazioni di questa ragazza. Cerchiamo di ridurre l’influenza culturale perché il test è internazionale.

Questionario

17C’è il questionario per gli studenti e per presidi e insegnanti.

Nel questionario per gli studenti proviamo a misurare le varie attitudini, come l’apertura alla diversità, l’adattabilità, la capacità di utilizzare diverse prospettive. Ci sono diversi Statement, affermazioni, e chiediamo agli studenti in che misura sono d’accordo o in disaccordo con queste affermazioni;

Tutto questo insieme di informazioni che raccogliamo nel questionario non servono a formare dei rankings, delle classifiche, quindi non diremo che il Paese in cui gli studenti hanno più apertura alla diversità è al secondo posto e invece quello con studenti senza alcuna attitudine positiva alla diversità è all’ultimo.  Si tratta semplicemente di informazioni che ci permettono di studiare le relazioni tra gli aspetti cognitivi e non cognitivi delle competenze globali.

I dati saranno anche utilizzati per analizzare come attività, pedagogie e ambiente scolastico sono associati ai risultati del test e alle misure di attitudini e valori dal questionario.

La parte forse più importante del questionario è che si riesce ad avere tanto materiale sulle attività che vengono svolte a scuola: se si leggono i giornali, se si fanno progetti, magari con altre scuole, con altri paesi usando internet. Tutto questo insieme di attività ci dirà più o meno cosa stanno facendo le scuole nel mondo e ce lo dirà con una prospettiva rappresentativa che è il valore principale di Pisa. Non presentiamo casi eccezionali di scuole eccezionali, diamo solo una prospettiva uno snapshot della situazione attuale, nelle scuole ricche, nelle scuole povere, private e pubbliche.

Analogamente nel questionario per presidi e insegnanti, si si chiede che opportunità di apprendimento interculturale propongono, e che valore assegnano a queste attività.

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Sono giunto alla conclusione e sono sicuro che ci saranno molte domande, molte critiche, ma ci sono abituato e resto a vostra disposizione oggi e domani.

Vi ringrazio dell’attenzione.

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