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INDICAZIONI NAZIONALI PER I LICEI
OSSERVAZIONI SULLA PREMESSA
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Facendo un'analisi dei paragrafi della Premessa delle nuove Indicazioni nazionali per i Licei, Paolo Mazzoli (già direttore Invalsi e membro del gruppo redazionale delle Indicazioni nazionali per il primo Ciclo del 2012) solleva rilievi puntuali su diversi nodi problematici. A monte vi è una domanda di fondo: ha senso, per delle Indicazioni nazionali, che per definizione non sono programmi, una Premessa culturale generale, così corposa e così orientata a definire dall’alto un modello pedagogico? La risposta nelle sue osservazioni preliminari.
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INDICAZIONI NAZIONALI PER I LICEI
STORIA
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Nella nuove Indicazioni per la storia si dichiara di voler evitare il nozionismo, valorizzare l'analisi delle fonti e confrontare diverse tesi interpretative, favorendo la comprensione critica dei processi storici anche grazie al ricorso dell'IA, obiettivi condivisibili. Il problema, nota Anna Maria Ajello (Professore in quiescenza di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione e già Presidente dell'INVALSI), sta nella contraddizione tra questi principi e quanto viene richiesto sul piano delle conoscenze: ben 14 nuclei tematici "che non possono essere tralasciati" per ciascun biennio, da affrontare in un numero di ore ridotto. Un "programma", quindi, che, nei fatti, rischia di trasformarsi nell'ennesima corsa ad esaurire i contenuti, con verifiche mnemoniche e apprendimento superficiale.
La critica non è ideologica, ma pratica e pedagogica: se si vuole davvero insegnare agli studenti a lavorare sulle fonti, confrontarle e valutarle criticamente, bisogna scegliere e dare criteri per scegliere e non sperare di poter fare tutto.
Ugualmente non ideologica è la constatazione di Ajello che il modo trionfalistico in cui si parla dell'Occidente nel paragrafo introduttivo, non è adeguato all'esigenza di preparare i ragazzi a una convivenza sempre più complessa tra culture e nazioni diverse.
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INDICAZIONI NAZIONALI PER I LICEI
MATEMATICA
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La percezione immediata che si ha a una prima lettura è di un’eccessiva densità di contenuti e obiettivi da conseguire, soprattutto se si tiene conto dei quadri orari. Domingo Paola (già docente di matematica e fisica nella scuola secondaria superiore, attualmente membro del Laboratorio di didattica della matematica dell'Università di Genova) ritiene che questo sia il punto di maggiore criticità delle Indicazioni per la Matematica. È vero che è difficile riuscire a individuare competenze, obiettivi e conoscenze davvero essenziali e questo vuol dire fare scelte, spesso dolorose, che magari impattano su tradizioni e prassi consolidate, che possono essere significative dal punto di vista culturale e che possono anche essere importanti per la formazione. D’altra parte, se non si ha il coraggio di fare queste scelte, il risultato è quello di dare vita a Indicazioni che magari hanno una forte coerenza interna, hanno un senso per gli esperti, ma appaiono poco sensate per chi deve realizzare gli obiettivi specifici di apprendimento e conseguire le competenze elencate.
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INDICAZIONI NAZIONALI PER I LICEI
FISICA
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Una delle questioni rilevanti da affrontare rispetto all’insegnamento della fisica è la convinzione, da parte di una quota consistente di studenti e studentesse, che la fisica “non sia per tutti” perché troppo difficile. Non sembra che le nuove Indicazioni per la Fisica affrontino questo dato di partenza.
Paolo Mazzoli (laureato in didattica della Fisica, formatore di educazione scientifica per alcuni decenni per diversi progetti nazionali finanziati dal MIUR, già direttore INVALSI) si domanda: "Possibile che dopo settant’anni dai grandi progetti anglosassoni per l’insegnamento della fisica – come il PSSC, il Nuffield e l’IPS – e dopo decenni di progetti nazionali Italiani di grande impegno, come i progetto Set e ISS, peraltro lanciati all’inizio degli anni 2000 dallo stesso ministero e, più recentemente, i progetti promossi dalla Fondazione “I Lincei per la Scuola”, le Indicazioni del 2026 non abbiano neanche tentato di impostare il sistema degli obiettivi in un modo meno piatto, meno simile all’indice di un testo scolastico?"
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LA RIFORMA DELL'ISTRUZIONE TECNICA IN ITALIA E LO SVILUPPO DELLA FILIERA TECNOLOGICO-PROFESSIONALE
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gli atti del webinar del 22 aprile 2026 sono ora online
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ADi ha realizzato questo webinar sulla riforma dell'istruzione tecnica quinquennale con l’obiettivo di andare oltre le questioni gestionali per offrire chiavi di interpretazione dell’evoluzione dell’istruzione tecnica in corso nel nostro Paese. La sfida era intercettare, nelle pieghe del dispositivo normativo, le opportunità che offre: la progettazione per competenze e l’interdisciplinarietà, l’essenzializzazione del curricolo e l’autonomia scolastica. Temi da sempre nelle corde dell'ADi.
Il discorso si è articolato attraverso tre prospettive complementari. Arduino Salatin ha analizzato la riforma, delineandone il contesto e le origini, esaminandonel'iter normativo e le principali caratteristiche e evidenziando le opportunità che offre per il sistema italiano. L’intervento di Oscar González ha offerto un confronto internazionale, con il quadro del modello svizzero che rappresenta un esempio virtuoso di filiera integrata, mettendo in atto soluzioni flessibili e orientate al mondo del lavoro. Guido Torrielli ha sottolineato l’importanza degli ITS Academy, una filiera che collega l’istruzione secondaria alla formazione superiore tecnica, garantendo ai giovani percorsi d’eccellenza e alta occupabilità.
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ADI DAYS 2026 5-6 SETTEMBRE A ROMA
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L'appuntamento estivo residenziale di ADi – gli ADi Days – è incentrato quest’anno sulle competenze sociali ed emotive. Un tema la cui rilevanza – dimostrata da tempo dai risultati della ricerca – è ora riconosciuta anche dai provvedimenti normativi italiani.
In particolare, il discorso si focalizzerà su due aspetti.
- Francesca Napoletano (docente stabile presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana, psicoterapeuta e formatrice) affronterà il tema delle competenze sociali ed emotive e su come promuoverle in classe.
- Mauro Doglio (counselor, formatore, presidente dell’istituto Change di Torino, docente presso la SUPSI del Canton Ticino) ci guiderà nell'analisi e nella pratica del colloquio con i genitori, con un'ampia parte laboratoriale.
Inoltre, il sabato pomeriggio, ci collegheremo alla sessione iniziale del percorso internazionale delle Happy School che promuove le competenze sociali ed emotive cominciando dagli insegnanti, per metterli in grado di accompagnarne poi lo sviluppo negli studenti.
> Presentazione, programma e iscrizioni a questo link |
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ADDIO A EDGAR MORIN, FILOSOFO DEL PENSIERO COMPLESSO
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Questo 29 maggio ci ha lasciato Edgar Morin, una persona straordinaria – sociologo, filosofo, scrittore, sceneggiatore e regista francese – un intellettuale che ha incarnato la transdisciplinarità come approccio alla complessità del reale, teorizzandolo nei sei volumi di “La Méthode”.
Morin sostiene che è necessario superare la frammentazione tra le discipline, e la stessa frattura tra cultura umanistica e scientifica, e che sia “vitale” una riforma radicale del pensiero e dei nostri modi di conoscere. Questa riforma – a sua volta – comporta un profondo rinnovamento dell’educazione e delle materie insegnate.
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