SCUOLA, ASCOLTARE IL PRESENTE PER COSTRUIRE IL FUTURO
Reimmaginare la grammatica del cambiamento

Bologna 27 - 28 Feb 2026

Il seminario ADI 2026 di Bologna si è appena concluso

Come nella migliore tradizione ADi, è stato ricco, partecipato, intenso, ispirante. Quest’anno vogliamo tirare le fila con le parole di chi ci ha inviato un feedback più articolato

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 “All’ingresso nella sala del seminario ADI ero sconvolto dalle ipotesi su uno scoppio ormai imminente, e poi avvenuto, di un’ulteriore guerra, segno della sempre più profonda crisi globale e dell’imbarbarimento nelle relazioni internazionali. A questo, si aggiungeva la consapevolezza delle difficoltà di ogni giorno che, spesso, anche nei micro-ambiti delle nostre professionalità, ci disorientano e finiscono per far prevalere una pedagogia della rassegnazione. Il seminario è stato, nel suo insieme, una continua e condivisa esperienza di speranza, e questo mi ha rincuorato. Anche rivedendo i miei appunti, trovo la conferma che tutte le relazioni, tutte le esperienze presentate – senza negare le sfide, e spesso la sfiducia, che attraversano i nostri contesti – hanno messo in circolazione parole alternative, un’autentica “grammatica del cambiamento” (…)”

Giuseppe Milan, docente universitario


“L’impressione generale, come ogni anno, è di altissimo livello. Senza retorica: per me resta uno dei convegni più utili dell’anno, per qualità, ampiezza di sguardo e capacità di generare pensiero.  Dal punto di vista organizzativo ho apprezzato molto alcune innovazioni: il minuto di riflessione iniziale (forse ne avrei voluti due!), e la co-conduzione dei chair studenti, che trovo una scelta appropriatissima e innovatrice. Forse sarebbe stato utile incoraggiare esplicitamente un maggiore spazio espressivo per loro, oltre alla presentazione – che peraltro hanno gestito benissimo. Nel merito degli interventi: Pievani ci ha incantato. Come accade quando uno sguardo scientificamente solido ma “altro” rispetto ai nostri ambiti entra nel campo dell’educazione, si aprono prospettive illuminanti. È stato uno di quei momenti che ti restano dentro e tutti lo stiamo citando più e più volte. (…) Per noi – e per INDIRE – resta ogni anno un momento prezioso di approfondimento e ispirazione”.

Maria Chiara Pettenati, dirigente di ricerca INDIRE


“È stata un’esperienza veramente arricchente ed emozionante. Sono convinto che dal dialogo nascano le migliori idee e durante il seminario ho potuto notare proprio la libertà di espressione individuale, sia tra voi docenti e dirigenti, sia nei miei confronti, che sono un giovane studente. Mi sono piaciuti molto gli interventi dei relatori, soprattutto quelli di sabato e il momento musicale di venerdì. Concludo dicendo che mi piacerebbe assistere anche l’anno prossimo, in qualunque veste (sia di co-coordinatore, sia di semplice auditore) (…)”.

Lorenzo Facchini, studente universitario


“La partecipazione al Seminario di ADI rappresenta sempre un’esperienza significativa che alimenta concretamente il desiderio di rinnovare il proprio impegno. Sono andata via portando con me una consapevolezza maturata attraverso i vari interventi degli illustri relatori presenti: la necessità, per gli insegnanti, di imparare a leggere la realtà in modo nuovo e di diventare innovatori capaci di operare nel futuro emergente. Questo implica aprirsi alle innovazioni e, allo stesso tempo, riconoscere il valore delle imperfezioni come parte dei processi di cambiamento e crescita. Particolarmente significativo è stato un momento in cui la musica ha dato voce ai valori dell’accoglienza dell’altro, nelle sue diversità e fragilità, rendendo vivo e tangibile il richiamo all’etica che ha attraversato l’intero incontro.”

Lucia Veneruso, insegnante-formatore


 “Sono presente ai seminari ADi già da diversi anni. Quello di quest’anno mi ha fatto riflettere sulla varietà di professionalità presenti nel salone Bolognini. Vi sono infatti docenti, dirigenti scolastici, professori universitari, educatori… ognuno diverso nel ruolo di appartenenza, ma simili o uguali nell’unico scopo e passione: la passione per l’educazione. Non è scontato essere riconosciuti per lo scopo comune e non secondo il ruolo!”

Paola Terzi, insegnante


“Per quanto possa sentirmi demoralizzato, il seminario internazionale ADi continua a offrirmi idee ed esempi rigeneranti. Anche quest’anno è stato così. Cito solo due idee che risuonano insistentemente dentro di me: l’ipotesi che il linguaggio sia stato inventato dai bambini (Telmo Pievani) perché solo delle menti complesse che hanno molto tempo per giocare possono perdere il tempo necessario per creare un sistema simbolico e metaforico così straordinario come il linguaggio umano e l’idea di “isola di coerenza” (del Premio Nobel della Chimica  Ilya Prigogin, citato da Otto Scharmer) che ricorda il “deviante positivo” di Jerry e Monique Sternin che facendo cose fuori della norma, e ottenendo risultati sorprendentemente positivi, cambia il corso del pensiero umano. Direi che anche ADI è un buon esempio di isola di coerenza.”

Paolo Mazzoli, già dirigente scolastico, già direttore Invalsi


Ho apprezzato molto la logica organizzativa delle presentazioni, contenuti e la loro successione nelle sessioni (esempi, analisi, importanza della consapevolezza di sé, futuro) nonché la presenza di relatori di altissimo livello (a parte noi!). Le tempistiche e l’organizzazione in generale sono state impeccabili, forse rivedrei la posizione dei monitor sul tavolo dei relatori, che li copre se parlano da seduti. Giovedì (primo giorno della settimana scientifica) è venuta a scuola una persona della Zanichelli che era presente al seminario di Bologna per vedere dal vivo ciò di cui avevamo parlato e ne è rimasta molto colpita. Inoltre, la DS del liceo Vittoria Colonna di Roma ci ha mandato il link per un evento scientifico che si tiene ogni anno a Cordova cui loro hanno partecipato perché “felice di contribuire a portare all’estero la vostra magnifica esperienza”. Questo per dire che un altro aspetto importante è stato il pubblico attento e partecipativo.

Tiziana Scenna, relatrice, insegnante


Ho apprezzato particolarmente Il respiro internazionale e il momento musicale con l’orchestra del mare. Mi son piaciuti inoltre, in particolar modo, gli interventi della Professoressa Kathryn Parker Boudett e del Professor Ron Berger, per i contenuti ma anche per il loro modo di spiegare e raccontare.

A.M., insegnante


“Ho trovato un appuntamento di grande qualità, capace di tenere insieme riflessione pedagogica, confronto tra esperienze e uno sguardo internazionale sui temi dell’educazione. Ma soprattutto ho percepito una comunità viva e appassionata, che crede profondamente nel valore della scuola. Tra i molti momenti significativi, quello dell’Orchestra del Mare è stato particolarmente emozionante e ispirante: un promemoria potente di quanto l’educazione sia anche incontro tra storie, culture e umanità.  Non credo esistano oggi in Italia molte altre occasioni formative di così ampio respiro per chi opera nel mondo della scuola. Grazie ad ADI che ogni anno rende possibile questo spazio di confronto e visione.”

Veronica Mobilio, responsabile Unità Ricerca Fondazione per la Scuola


 “A conclusione del Convegno sono rimasta con la sensazione di essere una specie di campo in cui sono stati seminati i diversi appezzamenti; ripensare agli interventi, infatti, ha significato attivare tanti pensieri differenti, tutti riconducibili al cambiamento. Così dalla prima relazione sul cambiamento nella natura di Telmo Piovani – che ha scalzato con leggerezza, ma anche con profondità, molte idee radicate – alla relazione, nell’ultima sessione, di Ron Berger relativa alla pratica dell’eccellenza, come etica dell’intervento educativo, è stato un susseguirsi di spunti interessanti. Berger ha sottolineato, a mio parere, la funzione fondamentale (e insostituibile, direi) di far emergere gli interessi autentici di studenti e studentesse, non per orientarli verso il cosiddetto ‘successo formativo’, ma per promuovere il senso della passione per ciò che si ama, anche quando questo riguarda ambiti non formali propri della scuola. In altri termini, mantenere la curiosità, sostenerla, fino a far sviluppare una pratica che non sia soltanto occasionale, restituisce il senso dell’impegno e del gusto del coinvolgimento che solo ciò che appassiona può fornire.”

Anna Maria Ajello, docente universitaria, già Presidente Invalsi


Ho apprezzato la profondità e la visione sistemica degli interventi, capaci di intrecciare riflessione scientifica, responsabilità educativa e prospettiva etica. In particolare, l’invito di Telmo Pievani a rileggere l’errore come possibilità evolutiva mi è sembrato estremamente potente per la scuola: accogliere l’infedeltà agli schemi obsoleti come condizione di crescita è un messaggio liberante. Allo stesso modo, la prospettiva di Otto Scharmer sulle “isole di coerenza” mi ha restituito fiducia nel valore delle comunità educanti: non serve attendere grandi riforme, ma praticare nel presente una scuola capace di generare futuro. Molto significativo anche il focus sull’Intelligenza Artificiale, affrontata non come minaccia ma come specchio: uno strumento che ci obbliga a ridefinire il cuore della nostra professione e a mettere al centro il pensiero critico come competenza di sopravvivenza.

V.A., insegnante


Il tempo più lungo dedicato a ogni intervento ha permesso ai relatori di esporre con maggiore intensità e connessione con noi del pubblico. Molto ispiranti in particolare: Pievani, sempre interessante, scientifico e umanistico al tempo stesso; Teach for All, per l’ispirazione dell’insegnamento da parte dei giovani, il loro coinvolgimento attivo nella scuola; Mondadori, concreto, umano, con argomenti di equità e umanità urgenti e importanti, che coinvolgono tante persone; Bouquet, che ci ha donato un poco di pace con noi stessi e connessione con una serenità di cui potremmo sempre fare buon uso; Schleicher, i cui dati importantissimo e chiari dovremmo studiare con i nostri colleghi, importante sapere cosa funziona davvero e cosa no, quanta umanità dovremmo mettere nel nostro lavoro; Berger, gentilissimo, umanissimo, con esempi meravigliosi e molto ispiranti; e il liceo di Avezzano, un esempio concreto per tutti noi, colleghi in carne e ossa che riescono a fare cose bellissime pur nelle nostre scuole italiane. Grazie che avete cercato di fare stare tutti nei tempi e iniziare in orario.

Marta Rampichini, insegnante


Il seminario è stato di altissimo livello sotto tutti gli aspetti. Le tematiche attuali, interessantissime. I relatori scelti con molta cura. Mi è piaciuto il taglio e l’impostazione che ognuno di loro ha dato all’intervento. Nessun intervento è stato noioso, anzi, mi sarei fermata anche domenica. Per due giorni ho viaggiato con la mente e ho sognato una scuola nuova (quella per cui lavoro da 28 anni) dove ogni bambino, bambina, ragazza o ragazzo va con piacere perché impara attraverso progetti concreti, attraverso compiti di realtà in gruppo insieme agli altri. Una scuola che permette di potenziare le competenze di collaborazione, condivisione, aiuto reciproco, benessere. Ecco, da tutti gli interventi è emersa una scuola dove ognuno ha il piacere di andare. Quindi una scuola lontana da competizione, voti, individualismo… Bellissimi tutti gli interventi. Quello di Arnoldo mi ha toccata particolarmente, ero commossa. Poi, ancora, l’idea di chiamare come co-conduttore uno studente è stata eccezionale. Quei ragazzi sono entrati nel mio cuore. È stato un esempio concreto, già nel convegno stesso, di come coinvolgerli in compiti di realtà. È stato uno stimolo per tutti noi, andando oltre il seminario, per dirci: coinvolgeteli, loro ci sono, si appassionano. Il vostro è ormai l’unico seminario che non manco mai. Si vede che dietro c’è tantissimo lavoro. Soprattutto, continuate a portare esperienze concrete e momenti che attraverso l’arte fanno passare messaggi educativi ed il bello di imparare. Unico consiglio, considerazione: bisogna che qualcuno del Ministero dell’Istruzione partecipi a questi seminari. Manca quella voce, qualcuno che si faccia “carico” a livello centrale di migliorare la scuola. La presenza del MIM, per ascoltare, e la loro voce, non dovrebbero mancare. Grazie ancora!

Paola Angelucci, insegnante


Grazie davvero, è stato un piacere e ho conosciuto una comunità davvero appassionata e coinvolta. Abbiamo ancora qualche speranza di gettare semi di civiltà per le prossime generazioni.

Telmo Pievani, relatore, docente universitario



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Parole, immagini e suoni che dicono la ricchezza dei contenuti e l’”aria” che abbiamo respirato, un clima peraltro frutto del contributo di tutti, organizzatori, relatori e partecipanti!!!


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Questo il grafico della valutazione complessiva del seminario, su una scala da 1 a 5, in base alle 145 risposte che abbiamo ricevuto al questionario di feedback.

 

 

 

A presto con la pubblicazione degli atti!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Galleria fotografica del seminario

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Gli atti sono in preparazione. Man mano che saranno pubblicati ne verrà data notizia in newsletter e saranno contraddistinti da una spunta verde vicino al relatore.

La scuola in un mondo che cambia

L’umanità e il nostro pianeta sono in pericolo.  (…) Ci troviamo di fronte alla duplice sfida di mantenere la promessa irrealizzata di garantire il diritto a un’educazione di qualità per ogni bambino, bambina, giovane e adulto e di attuare pienamente il potenziale di trasformazione dell’educazione, come via per futuri collettivi sostenibili.”

Questo l’incipit del rapporto pubblicato dall’UNESCO nel 2021, “Reimmaginare i nostri futuri insieme. Un nuovo contratto per l’educazione”. Un incipit decisamente più allarmante di quello dei notissimi rapporti che lo hanno preceduto: quello della commissione Faure, dal titolo “Learning to Be: The World of Education Today and Tomorrow”, del 1972, che proponeva l’educazione permanente come  concetto  guida  per  le  politiche  educative, e quello della commissione Delors del 1996, “Learning: The Treasure Within” (Nell’educazione un tesoro), con i quattro pilastri dell’educazione – l’imparare a conoscere, a fare, a vivere insieme e a essere – e la speranza di uno sviluppo umano integrale e la costruzione di società più giuste, solidali e pacifiche.

Oggi vecchie e nuove forze di frammentazione si manifestano in tutti i campi del vivere: dal proliferare di guerre che fanno pensare a una terza guerra mondiale a pezzi, al cambiamento climatico, da una globalizzazione senza più regole, alle diseguaglianze crescenti, dall’erosione della democrazia e del diritto internazionale, all’accelerazione dello sviluppo tecnologico e dell’IA che rischia di estromettere l’essere umano, dalle “eco chambers” create dai social media, all’aumento della sofferenza psichica che investe in particolare i giovani.

La scuola è dentro questa società, e non può che essere investita in pieno da queste crisi multiple, ma – nonostante non abbia realizzato la promessa di garantire un’istruzione di qualità per tutti e di mettere le basi per futuri sostenibili – viene ancora riconosciuta come spazio in cui si può reimmaginare e costruire il cambiamento.

Le promesse disattese

François Dubet, eminente sociologo francese, più volte intervenuto nei seminari dell’ADi, ha analizzato in modo approfondito quella “promessa irrealizzata” dell’educazione. Sostiene infatti che il lungo processo di massificazione della scuola a partire dagli anni ’60 ha mantenuto solo molto parzialmente le tre principali promesse su cui riposava: la promessa di una maggiore giustizia sociale, la promessa di sviluppo del ‘capitale umano’ e la promessa di progresso dello spirito democratico.

Per rendere conto del perché queste promesse siano state disattese si sono avanzate due tipi di spiegazioni: spiegazioni “endogene”, che chiamano in causa i sistemi scolastici stessi, che non avrebbero agito nel modo corretto; e spiegazioni “esogene”, che attribuiscono le difficoltà della scuola a mutamenti della società, che avrebbero giocato contro la scuola. Entrambi i tipi di spiegazione però non mettono in causa quella che nel loro ultimo lavoro Dubet e Duru-Bellat[1] definiscono l’emprise della scuola, il suo dominio: un’emprise legata al peso dei diplomi nei percorsi individuali, al monopolio della scuola nella definizione del merito, alla dicotomia tra vincitori e vinti della meritocrazia, all’impatto della scuola sul lavoro e infine alla ‘colonizzazione’ dell’educazione da parte della ‘forma’ che ha la scuola. Non mettendo in causa l’emprise della scuola, la soluzione che si tende a proporre è quella di rafforzarla: dare più scuola, cominciare prima e scolarizzare per più tempo.

Richiamando il pensiero di Ivan Ilich, Dubet avanza l’ipotesi che sia proprio il suo dominio a trasformare la natura della scuola e a indebolire l’educazione: “Allo stesso modo in cui un eccesso di industria e mobilità distrugge la natura, o un eccesso di farmaci indebolisce la salute, un eccesso di emprise scolastica uccide l’educazione”[2].  Per alleggerire il peso della scuola e dei suoi effetti non voluti – dicono Dubet e Duru-Bellat – occorrerebbe, paradossalmente, “più educazione”: “aprire la scuola ad altri valori e talenti e favorire la diversificazione dei meriti per allentare la morsa scolastica”[3], ma anche rinunciare al monopolio della struttura attuale della scuola, facendo entrare nell’orientamento, ad esempio, competenze che non sono unicamente quelle della riuscita scolastica, e aprendo la formazione e l’educazione ad altri soggetti.

[1] François Dubet et Marie Duru-Bellat, L’emprise scolaire. Quand trop d’école tue l’éducation, 2024, Presses
  De Sciences Po,
[2] Dubet et Duru-Bellat, cit. p. 17.
[3] Ibid., p. 199.

Il cambiamento necessario

Le questioni sono complesse, come sempre. Quello che è sicuro è che non si può andare avanti tornando indietro, guidati dalla nostalgia del passato, e non si può fare semplicemente di più delle stesse cose, puntando a perpetuare e rafforzare la scuola creata nell’epoca industriale. Di entrambe queste reazioni abbiamo oggi esempi dentro e fuori la scuola, in Italia come a livello globale.

La storia e l’esperienza ci insegnano invece che quello che la crisi richiede è di guardare avanti, di “imparare dal futuro emergente”[1], come propone Otto Scharmer con quella che ha battezzato “Teoria U”, un futuro che ha bisogno di noi per materializzarsi. E questo presuppone di rallentare, mettersi in ascolto della realtà con un’attenzione ‘aperta’, possibilmente ponendoci ai margini del sistema, dove l’informazione è più ricca e più spesso ignorata, per cogliere che cosa vada lasciato andare, che cosa vada mantenuto e che cosa vada accolto e coltivato di nuovo.

Proprio questo sarà il tema del nostro seminario di febbraio 2026.

[1] Otto Scharmer, Teoria U. I fondamentali, 2018, Guerini Next, p. 30.

 

LE TRE SESSIONI

Come sempre il seminario si articolerà in tre sessioni, venerdì 27 febbraio mattina, venerdì 27 febbraio pomeriggio e sabato 28 febbraio mattina.

Verranno proposte riflessioni teoriche, approcci, pratiche e storie che mostrano il viaggio del cambiamento.

Prima sessione –  Alla ricerca di una nuova “ grammatica” del cambiamento – venerdì 27 febbraio mattina

Nella prima sessione, coordinata da Giulia Guglielmini, Presidente della Fondazione per la Scuola, e Giacomo Armigliato, studente di quarto anno del Liceo Minghetti di Bologna, guarderemo a come avviene il cambiamento. Hanno qualcosa da dirci i meccanismi e le strategie del cambiamento nella natura? Quale è il percorso del cambiamento nella scuola, dall’idea iniziale al suo pieno sviluppo? Come si configura il cambiamento nei “campi sociali”, qual è il “punto cieco” del nostro muoverci e quale la dimensione da cui partire? Che cosa ha a che fare la consapevolezza con il cambiamento?

Telmo Pievani, Docente di Filosofia delle scienze biologiche, Bioetica e Divulgazione naturalistica all’Università di Padova, parlerà delle strategie di cambiamento nella natura; Patrizia Di Giulio insieme alle sue colleghe e a una studentessa del Liceo Vitruvio di Avezzano racconteranno il loro viaggio di cambiamento; Otto Scharmer, senior lecturer all’MIT Boston, e co-fondatore di Presencing Institute, ci parlerà della Teoria U, che offre un framework, un metodo e una nuova narrazione del cambiamento (intervento spostato al pomeriggio); Caromai Bouquet, formatrice di mindfulness, introdurrà e guiderà un’esperienza partecipativa (intervento spostato al pomeriggio).

Seconda sessione – Oltre il mito delle alternative inconciliabili – venerdì 27 febbraio pomeriggio

La seconda sessione, coordinata da Francesco Manfredi, Presidente di INDIRE e Silvia Collacciani, studentessa al primo anno di Ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, proporrà approcci al cambiamento che tengono insieme esigenze spesso contrapposte come alternative. Come tenere insieme i dati delle valutazioni esterne con la creatività e l’autonomia dell’insegnamento? Come armonizzare attitudini, entusiasmo e sviluppo professionale degli insegnanti? Come è cambiata l’Italia negli ultimi 60 anni, come sono cambiati i giovani e su che cosa può puntare la scuola oggi? A quali condizioni si può fare la differenza in scuole difficili?

Wendy Kopp, fondatrice di Teach for America, CEO di Teach for ALL, ci parlerà del viaggio che l’ha portata dall’osservazione delle scelte degli studenti dei migliori college americani, a fondare Teach for America fino a Teach for All (intervento spostato al mattino); Alessandro Rosina, Docente di Demografia e Statistica sociale all’Università Cattolica di Milano e coordinatore scientifico dell’Osservatorio giovani dell’Istituto G. Toniolo, ci parlerà del cambiamento sociale, economico e antropologico dell’Italia dagli anni ’60 a oggi e di quanto chiedono oggi i giovani della Gen Z e della generazione alpha; la voce di alcuni studenti di scuola primaria e secondaria ci aiuterà a metterci dal loro punto di vista; Kathryn Parker Boudett, senior lecturer alla Harvard Graduate School for education, parlerà del suo lavoro ventennale per fare dei dati delle valutazioni il punto di partenza per la collaborazione e il miglioramento; Arnoldo Mosca Mondadori, Presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, presenterà il progetto Metamorfosi, con gli strumenti dell’Orchestra del Mare costruiti con il legno delle barche dei migranti dalle persone detenute delle carceri di Milano-Opera, Monza e Napoli-Secondigliano (intervento spostato al mattino).

Terza sessione – Tendenze e futuri possibili – sabato 28 febbraio mattina

La terza sessione, coordinata da Roberto Ricci, Presidente INVALSI, e Lorenzo  Facchini studente al secondo anno di Fisica all’università di Bologna, analizzerà il cambiamento a livello di sistema, tratteggiando tendenze e scenari possibili, fondati su dati e prospettive internazionali.

Andreas Schleicher, Direttore di Education and Skills all’OCSE, ci parlerà dei futuri scenari dei sistemi scolastici e anche, in questo quadro, delle aspettative degli insegnanti; Hai Siang Chia, master specialist nel settore EdTech del Ministero dell’Educazione di Singapore, traccerà un quadro delle trasformazioni e degli adattamenti che sta mettendo in atto uno dei sistemi scolastici in cima alle classifiche di PISA di fronte all’arrivo dirompente dell’Intelligenza Artificiale; Ron Berger, insegnante, falegname, autore e senior advisor di EL Education, dirà di come non si nasca grandi insegnanti ma lo si diventi, e dell’etica dell’eccellenza.

PROGRAMMA  SEMINARIO INTERNAZIONALE ADi 27-28 febbraio 2026

1^ SESSIONE – ALLA RICERCA DI UNA NUOVA “GRAMMATICA” DEL CAMBIAMENTO – 27 FEBBRAIO 2026 mattina
8:30 Registrazione dei partecipanti
9:00 Apertura dei lavori Mimma Siniscalco, Presidente ADi
9:10 Introduzione e coordinamento della sessioneGiulia Guglielmini, Presidente Fondazione per la Scuola, Giacomo Armigliato, studente di quarto anno del Liceo Minghetti di Bologna.
9:20 Il cambiamento nella natura Telmo Pievani, Docente di Filosofia delle scienze biologiche, Bioetica e Divulgazione naturalistica all’Università di Padova
10:10 Interventi dei partecipanti
10:25 Dall’introduzione del CLIL fino “CambiaMenti” e oltre, Settimana della Cultura Scientifica Patrizia Di Giulio, insegnante di Scienze, Liceo Vitruvio di Avezzano
10:50 Interventi dei partecipanti
11:00 Coffee Break
11:20 Teach for All: dall’idea all’organizzazione globale – Wendy Kopp, fondatrice di Teach For America, CEO di Teach For All 
11:45 Interventi dei partecipanti
12:00 Metamorfosi: storia di un canto del legno – Arnoldo Mosca Mondadori, Presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti – Momento musicale con strumenti dell’Orchestra del Mare
13:00 Conclusione della sessione
2^ SESSIONE – OLTRE IL MITO DELLE ALTERNATIVE INCONCILIABILI – 27 FEBBRAIO 2026 pomeriggio
14:30 Introduzione e coordinamento della sessione Francesco Manfredi, Presidente di INDIRE, e Silvia Collacciani, studentessa di Ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino
14:45 La scomparsa dei giovani – Alessandro Rosina, Docente di Demografia e Statistica sociale all’Università Cattolica di Milano e coordinatore scientifico dell’Osservatorio giovani dell’Istituto G. Toniolo
15:20 Interventi dei partecipanti
15:35 Data wise: promuovere il cambiamento a partire dai dati – Kathryn Parker Boudett, Senior lecturer alla Harvard Graduate School for Education
16:10 Interventi dei partecipanti
16:25 Coffee Break
16:50 La Teoria-U, per una leadership del cambiamento fondato sulla consapevolezza Otto Scharmer, Senior lecturer all’MIT Boston, e co-fondatore di Presencing Institute
17:20 Interventi dei partecipanti
17:35 La consapevolezza alla base del cambiamento – Caromai Bouquet, formatrice di mindfulness
18:30 Conclusione della sessione
3^ SESSIONE – TENDENZE E FUTURI POSSIBILI – 28 FEBBRAIO 2026 mattina
8:45 Introduzione e coordinamento della sessioneRoberto Ricci, Presidente INVALSI, e Lorenzo Facchini, studente di Fisica all’università di Bologna
9:00 Scenari futuri e tendenze di cambiamento a livello di sistemi – Andreas Schleicher, Direttore di Education and Skills all’OCSE
9:35 Interventi dei partecipanti
09:50 Singapore: scuola e AI tra adattamento e trasformazione – Hai Siang Chia, Master Specialist in EdTech, Singapore Ministry of Education
10:25 Interventi dei partecipanti
10:40 Coffe break
11:00 Per un’etica dell’eccellenza – Ron Berger, insegnante e educatore (Massachussets), Consulente Senior presso Expeditionary Learning Education USA
11:40 Interventi dei partecipanti
11:55 Momento partecipato – Caromai Bouquet, Formatrice di mindfulness
12:25 Conclusione del seminario Mimma Siniscalco, Presidente ADi
12:40 Finito l’incontro, nella sala, mini-interviste a relatori e partecipanti che lasciano una parola a caldo

 

RELATORI 1^ SESSIONE

Telmo Pievani

Telmo Pievani, evoluzionista, filosofo della scienza, saggista, è Ordinario di Filosofia delle Scienze Biologiche presso il Dipartimento di Biologia dell’Università degli studi di Padova. Dal 2017 al 2019 è stato Presidente della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica, il primo filosofo della scienza a ricoprire questa carica. Dal 2024 è visiting scientist presso l’American Museum of Natural History di New York.

Filosofo della biologia ed esperto di teoria dell’evoluzione è autore di 375 pubblicazioni nazionali e internazionali nel campo della filosofia della scienza, tradotte in molte lingue, i suoi libri più recenti sono: Imperfezione (Cortina, 2019); Finitudine (Cortina, 2020); Serendipità (Cortina, 2021); La natura è più grande di noi (Solferino, 2022); Tutti i mondi possibili (Cortina, 2024). Socio di importanti società scientifiche e dell’Editorial Board di riviste internazionali, dirige i portali Lucy sui Mondi, Pikaia e Il Bo LIVE.

Vincitore di 17 premi, autore di libri anche per bambini sull’evoluzione, insieme alla Banda Osiris, al collettivo “Deproducers”, a Gianni Maroccolo e a Marco Paolini è artefice di progetti teatrali e musicali a tema scientifico. Collabora con Il Corriere della Sera e con le riviste Le Scienze, Micromega e L’Indice dei Libri. Nel febbraio 2024 la International Astronomical Union gli ha dedicato un asteroide: 120098 EJ50 2003.

Patrizia Di Giulio, Anna Maria Rubeo, Giuseppina Ruggeri, Rita Sorge, Domenica Ranalli, Tiziana Scenna, Silvia Collacciani

Dal 2004 ogni anno, a marzo, il liceo Vitruvio di Avezzano di organizza il progetto denominato Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica, un percorso scientifico-esperienziale incentrato sull’attività di laboratorio integrato inteso come luogo di “gestazione” di idee, progetti e soluzioni in cui gli studenti sono protagonisti, affiancati dai loro docenti. Il risultato produce una fitta trama tra scienza e arte, scienza e letteratura, scienza e gioco, scienza e sport, realizzando momenti di formazione cognitiva, socio-affettiva e psicodinamica, di animazione scientifica con lezioni/spettacolo, di interrelazioni produttive e motivanti. Il lavoro si concretizza e diventa visibile all’esterno con l’apertura della scuola al territorio attraverso mostre, exhibit, esperimenti, spettacoli e giochi di scienza presentati e realizzati dagli studenti. La presenza di ricercatori, scienziati e professionisti del settore arricchisce l’evento di contributi preziosi, con l’obiettivo di mettere in luce soluzioni pratiche e teoriche alle sfide scientifiche moderne. La manifestazione, divenuta stabile e riconosciuta, è quest’anno alla sua XXII edizione con il titolo di “Complessità”.

Patrizia Di Giulio è docente di Scienze al Liceo Vitruvio Pollione di Avezzano ed è la referente “storica” della Settimana Scientifica. Ha organizzato e guidato laboratori scolastici in ambito scientifico-divulgativo insieme alle colleghe che l’accompagnano: Anna Maria Rubeo insegnante di Scienze Naturali, Giuseppina Ruggeri, Rita Sorge e Domenica Ranalli, insegnanti di Matematica e Fisica e Tiziana Scenna, insegnante di Inglese.

Wendy Kopp

Wendy Kopp è amministratore delegato e cofondatrice di Teach For All. Wendy ha ideato e proposto l’idea di Teach For America nella sua tesi di laurea alla Princeton University nel 1989. Ha fondato e guidato l’organizzazione per 24 anni. Wendy ha guidato lo sviluppo di Teach For All per rispondere all’iniziativa di imprenditori sociali di tutto il mondo determinati ad adattare questo approccio nei propri paesi.

Wendy è autrice di A Chance to Make History: What Works and What Doesn’t in Providing an Excellent Education for All (2011) e One Day, All Children: The Unlikely Triumph of Teach For America and What I Learned Along the Way (2000). Ha ricevuto lauree honoris causa da 15 università e numerosi premi, tra cui Forbes 50 Over 50 (2025), il WISE Prize for Education (2021), lo Skoll Award for Social Entrepreneurship (2008) e lo Schwab Foundation’s Outstanding Social Entrepreneur Award (2003).

Arnoldo Mosca Mondadori

Arnoldo Mosca Mondadori è figlio di Paolo Mosca e di Nicoletta Mondadori ed è pertanto pronipote di Arnoldo Mondadori, fondatore dell’omonima casa editrice. Editore, saggista e poeta è stato il curatore dell’opera mistica della poetessa Alda Merini tra il 1998 e il 2009, pubblicata da Frassinelli. È segretario generale della Fondazione Benedetta D’Intino. È membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori. È Presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti. Ѐ membro del cda dell’Opera Cardinal Ferrari e della Casa Editrice Morcelliana. Ѐ stato anche membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cariplo. Dal 2010 al 2013 è stato Presidente del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.

Tra i suoi libri ricordiamo: La Seconda Intelligenza, La lenta agonia della Beatitudine e ha curato, con A. Cacciatore e S. Triulzi, il volume: Bibbia e Corano a Lampedusa, La Scuola, Brescia 2014.

 

RELATORI 2^ SESSIONE

Alessandro Rosina

È professore ordinario di Demografia e Statistica sociale dell’Università Cattolica di Milano, dove è stato Direttore del Dipartimento di Scienze statistiche e attualmente dirige il “Center for Applied Statistics in Business and Economics”.

Ha svolto il ruolo di esperto del Ministro per le Pari opportunità e la Famiglia (2019-2022), coordinatore del Gruppo di esperti su “Demografia e Covid-19” (2020-2022), membro del “COVIGE-Comitato per la valutazione dell’impatto generazionale delle politiche pubbliche” – Ministro per le Politiche Giovanili (2021-2022), membro del Gruppo di lavoro “Politiche giovanili: lavoro e welfare” – Ministro del Lavoro (2021).

E’ attualmente Consigliere esperto del CNEL su nomina del Presidente della Repubblica; coordinatore scientifico del “Rapporto giovani” dell’Istituto Toniolo, realizzato in collaborazione con Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo; esperto della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica; componente del Comitato tecnico-scientifico di IPRASE– Provincia autonoma di Trento, parte del Team di Thematic Experts for the European Commission. E’, inoltre, tra i fondatori della rivista online Neodemos, co-coordinatore di ‘”Alleanza per l’Infanzia” e Associate Research Fellow di ISPI, membro del comitato scientifico sulla “Valutazione di impatto intergenerazionale” istituito da Save the Children e ASVIS, co-coordinatore di ‘”Alleanza per l’Infanzia”, advocate HeForShe di UN women Italy.

Ha al suo attivo molte pubblicazioni scientifiche e divulgative su temi riguardanti: demografia e sviluppo, modelli familiari, innovazione sociale e welfare, transizione alla vita adulta, invecchiamento e rapporto tra generazioni. E’ editorialista del Sole 24 Ore. Nel 2022 ha vinto il premio “Atlante” della Fondazione Circolo dei lettori, come migliore opera letteraria sul tema Demografia e sviluppo sostenibile. Il suo ultimo libro è “La scomparsa dei giovani. Le 10 mappe che spiegano il declino demografico dell’Italia” (Chiarelettere).

Kathryn Parker Boudett

Kathryn Parker Boudett, Ph.D., è docente di pedagogia e direttrice esecutiva del Data Wise Project presso la Harvard Graduate School of Education. Si dedica con passione ad aiutare gli educatori a collaborare per migliorare l’apprendimento e l’insegnamento, affinché ogni studente possa avere successo. Dirige istituti, corsi online e un programma di certificazione per coach sull’uso dell’analisi collaborativa dei dati per costruire scuole eque. Boudett è co-editrice di Data Wise: Educators Collaborating so Each Learner Thrives (2005, 2013, 2025); System Wise: Continuous Instructional Improvement at Scale (2024) e Meeting Wise: Making the Most of Collaborative Time for Educators (2014), tutti pubblicati da Harvard Education Press. Ha conseguito un dottorato in politiche pubbliche presso l’Università di Harvard e una laurea in economia presso l’Università di Yale.

Otto Scharmer

Il dott. Otto Scharmer è Senior Lecturer presso la MIT Sloan School of Management e fondatore e presidente del Presencing Institute, dove da oltre vent’anni promuove la trasformazione dei sistemi tra settori diversi. Il suo lavoro pionieristico sul concetto di “presencing”, la pratica di apprendere dal futuro emergente, ha ridefinito il pensiero sulla leadership. Questa visione è stata presentata per la prima volta nei bestseller Theory U e Presence, scritto con Peter Senge e altri, ed è stata poi sviluppata in Leading from the Emerging Future.

Le iniziative di Otto hanno attivato processi di cambiamento a livello globale, in particolare attraverso MITx u-lab, che coinvolge una comunità attiva di oltre 260.000 partecipanti provenienti da 194 paesi. In collaborazione con organizzazioni internazionali, ha co-progettato Action Learning Labs per le agenzie delle Nazioni Unite e SDG Leadership Labs per i team paese dell’ONU, contribuendo a soluzioni innovative per urgenti sfide umanitarie.

Al centro del suo pensiero vi è l’idea che il cambiamento sostenibile inizi dalla cura del “suolo sociale”, cioè delle condizioni di base che rendono possibile una società rigenerativa. Questa intuizione nasce dalle sue prime esperienze di vita nella fattoria di famiglia vicino ad Amburgo, in Germania, e ricorre come riferimento chiave nel suo lavoro. Così come un terreno fertile sostiene coltivazioni sane, allo stesso modo un campo sociale ricco è essenziale per sviluppare una leadership trasformativa e comunità resilienti.

Laureato presso l’Università di Witten-Herdecke, dove ha conseguito diploma e dottorato in economia, Otto ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Jamieson Prize for Teaching Excellence del MIT, l’European Leonardo Corporate Learning Award e l’Elevating Humanity Award dell’Organizational Development Network. Membro del Club of Rome, del UN Learning Advisory Council per l’Agenda 2030 e consigliere del World Future Council dal 2019, Otto è attualmente candidato alla rielezione per proseguire il suo impegno nella costruzione di un futuro rigenerativo per la società.

Caromai Bouquet

Caromai Bouquet è una praticante di mindfulness e meditazione. Ha trascorso 18 anni come monaca in vari Centri di pratica internazionali di Plum Village. Durante questi anni ha offerto ritiri e fornito formazione a persone provenienti da diversi settori, tra cui educatori, operatori sanitari, ecologisti e attivisti sociali nelle Americhe, in Asia e in Europa. Ha anche lavorato molto con bambini e adolescenti e ha un interesse particolare per la promozione dell’inclusività (razziale e per la comunità LGBTIQ+ in particolare).

Attualmente tiene seminari e formazione sulla mindfulness nelle scuole per gli insegnanti e in contesti clinici, terapeutici e aziendali. Collabora con l’Eurasia Learning Institute e con l’Happy School Program per condividere la pratica con gli insegnanti (fa parte dei facilitatori della formazione online dell’Happy School International) e insegna mindfulness in Vietnam ai dirigenti di grandi aziende vietnamite. Organizza regolarmente ritiri in Francia e in Svizzera.

 

RELATORI 3^ SESSIONE

Andreas Schleicher

Andreas Schleicher è Direttore di Education and Skills, nonché Consigliere Speciale per le Politiche Educative presso l’OCSE a Parigi. Ha avviato e supervisiona l’indagine PISA sui risultati dei 15enni e altri progetti internazionali che hanno creato una piattaforma globale per i responsabili politici, i ricercatori e gli educatori, per innovare e trasformare le politiche e le pratiche educative. Da oltre 20 anni collabora con ministri e responsabili dell’istruzione di tutto il mondo per migliorare la qualità e l’equità dell’istruzione. Prima di entrare all’OCSE, è stato Direttore scientifico presso l’International Association for Educational Achievement (IEA). È stato insignito di numerose onorificenze e riconoscimenti, tra cui il premio “Theodor Heuss”, assegnato in nome del primo presidente della Repubblica federale di Germania per “l’impegno democratico esemplare”. È professore onorario presso l’Università di Heidelberg.

Hai Siang  Chia

Mr Chia Hai Siang lavora nell’istruzione pubblica e nel servizio pubblico di Singapore da 25 anni. Ha iniziato come docente di Letteratura Inglese e General Paper al Raffles Junior College. Ha poi lavorato nella Planning Division del Ministry of Education, come Subject Head alla East Spring Secondary, come Vice Preside per i Programmi Didattici alla NorthLight School e infine come Preside alla Shuqun Secondary.

Dal 2016 al 2018 è stato Principal Analyst for Technology nello Strategic Group del Prime Minister’s Office di Singapore. Dal 2018 al 2025 è stato Product Owner della Student Learning Space di Singapore e delle sue soluzioni di intelligenza artificiale per l’istruzione, utilizzate da circa mezzo milione di studenti e docenti dalla scuola primaria alla secondaria in tutte le scuole di Singapore.
Attualmente è Principal Specialist in Technologies for Learning presso la Education Technology Division del Ministero dell’Istruzione e svolge attività di consulenza per gli X-Labs, un team di specialisti del Ministero focalizzato sulla ricerca rapida in ambito di tecnologie educative.

Ha conseguito una laurea con lode di Seconda Classe Superiore in Letteratura Inglese alla National University of Singapore, un Postgraduate Diploma in Education con merito al National Institute of Education e un Master in Education in Learning and Teaching alla Harvard Graduate School of Education.

Ron Berger

Ron Berger è un noto relatore a livello nazionale e internazionale, impegnato a ispirare negli studenti un forte impegno verso la qualità, il carattere e la cittadinanza. È Senior Advisor di EL Education, un’organizzazione non profit per il miglioramento delle scuole che collabora con scuole e distretti pubblici in tutti gli Stati Uniti, promuove la formazione professionale e sviluppa risorse educative aperte. Il suo lavoro più recente comprende conferenze e laboratori in Inghilterra, Scozia, Australia, Giappone, Spagna, Pakistan e Timor Est.

Ron è autore di libri di grande successo nel campo dell’educazione, tra cui: An Ethic of Excellence, A Culture of Quality, Leaders of Their Own Learning, Transformational Literacy, Management in the Active Classroom, Learning that Lasts e We Are Crew: A Teamwork Approach to School Culture. È stato professore presso la Harvard Graduate School of Education, dove ha svolto i suoi studi post-laurea. Ha fondato e dirige il sito Models of Excellence: The Center for High-Quality Student Work, che ospita la più ampia raccolta al mondo di lavori di alta qualità realizzati da studenti dalla scuola primaria alla secondaria.

Ron è stato insegnante nella scuola pubblica e maestro carpentiere nel Massachusetts rurale per oltre 25 anni e ha ricevuto il premio Autodesk Foundation National Teacher of the Year.

 

ABSTRACT 1^ SESSIONE

Telmo Pievani – Il cambiamento nella natura

Nell’evoluzione il combustibile di ogni cambiamento è la diversità. Non la diversità di specie, di popolazioni o di gruppi, bensì la radicale e irriducibile diversità di ogni singolo essere vivente. Non ci sono mai due piante, due animali, due esseri umani uguali l’uno all’altro. Questa forza spontanea della diversità incontra poi dinamiche ambientali e selettive, che non dobbiamo associare allo stereotipo della “sopravvivenza del più forte”. Le strategie di successo nel cambiamento evolutivo sono sempre molteplici e ambivalenti, conflittuali e cooperative. Di certo, noi oggi non saremmo qui se non fossimo una specie con spiccate capacità di cooperazione e di altruismo. La guerra non è affatto scritta nel nostro DNA. Grazie all’immaginazione possiamo allargare il “noi” verso il quale proviamo solidarietà. Oggi la specie umana soffre tuttavia di miopia: stravolge il mondo attorno a sé e poi fa fatica ad adattarsi a un mondo che ha modificato e impoverito. Il cambiamento in natura non genera mai risultati perfetti e definitivi. Al contrario, l’imperfezione è il vero segno della storia. E l’imperfezione più feconda di tutte è stata la neotenia, il nostro rimanere bambini più a lungo di qualsiasi altro mammifero, il nostro nascere come cuccioli inermi ma capaci di apprendere, di imitare, di giocare, di sperimentare innovazioni alle quali nessun adulto aveva mai pensato. Insegnare e apprendere, questo ci ha reso umani. Siamo scimmie bambine che hanno trasformato una fragilità in una forza di cambiamento.

Patrizia Di Giulio, Liceo Vitruvio Avezzano – Dall’introduzione del CLIL fino “CambiaMenti” e oltre, XXII Settimana della Cultura Scientifica

Il Liceo Vitruvio Pollione di Avezzano accoglie ogni anno una popolazione studentesca numerosa e fortemente eterogenea (circa 1300–1400 studenti), proveniente da diversi comuni della Marsica e da contesti socioculturali differenti. Questa complessità rappresenta una risorsa educativa significativa, ma interroga la scuola su come garantire inclusione, motivazione e pari opportunità formative, non solo sul piano disciplinare, ma anche su quello socio-affettivo e dello sviluppo delle competenze trasversali.

A partire dall’anno scolastico 2003/2004, un gruppo di docenti ha scelto di “ascoltare il presente” della propria comunità scolastica, mettendo in discussione alcuni presupposti della didattica tradizionale e sperimentando modalità di insegnamento più partecipative, senza rinunciare al rigore dei contenuti e alla chiarezza degli obiettivi formativi. All’interno di questo percorso si è collocata anche l’introduzione della metodologia CLIL e da questa riflessione condivisa è nata la Settimana Scientifica e Tecnologica, un progetto di didattica laboratoriale che, nel corso di oltre vent’anni, si è progressivamente consolidato fino a giungere alla sua XXII edizione.

Dal 2011, anche grazie a progetti europei e a scambi di classi, la Settimana Scientifica si è aperta a una dimensione internazionale, dando vita a una rete di partnership con scuole straniere che partecipano attivamente con propri laboratori, arricchendo il confronto metodologico e culturale.

Durante questa esperienza, la scuola riorganizza tempi, spazi e ruoli, trasformandosi in una vera e propria comunità educante: docenti, studenti, dirigenti, personale amministrativo e ATA collaborano alla progettazione e realizzazione delle attività, ridefinendo le relazioni educative e i linguaggi dell’apprendimento. L’intervento propone una riflessione su questa esperienza come esempio di approccio al cambiamento, capace di incidere sulla motivazione degli studenti e sul loro approccio allo studio, offrendo spunti trasferibili per ripensare la scuola come ambiente di apprendimento orientato al futuro.

Wendy Kopp – Teach For All: dall’idea all’organizzazione globale

Teach for America è nata dall’osservazione di come e da chi venivano reclutati i migliori laureati delle migliori università americane. Da qui è nata l’idea di puntare proprio a loro per chiedere di impegnarsi per due anni ad insegnare nelle scuole delle comunità svantaggiate. L’idea è arrivata al momento giusto negli Stati Uniti e ha ricevuto supporto. Si è puntato a selezionare persone con capacità di leadership e a formarle e sostenerle durante i due anni, attraverso un intenso programma di tutoraggio in-servizio. Ma si è anche continuato a seguire chi di loro voleva continuare a impegnarsi in campo educativo una volta finiti i due anni, puntando a creare una capacità di leadership collettiva. In questo modo si è riusciti ad avere un impatto sull’intero ecosistema-scuola, e questo ha permesso di incidere sui risultati – accademici e non solo – di studenti, scuole e intere comunità. L’esperienza di Teach for America in questi oltre trent’anni anni, e ora l’esperienza di Teach for All, con le diverse organizzazioni nazionali che la compongono, mostrano il potenziale di questa iniziativa, che continua a svilupparsi e diffondersi. Ed è anche in Italia, Teach for Italy.

Arnoldo Mosca Mondadori – Metamorfosi: storia di un canto del legno

Dalla cronaca dei naufragi di migranti, testimoniata dai rottami di barconi raccolti a Lampedusa, fino alla musica degli strumenti del mare. Il percorso di chi si lascia interpellare dalla realtà ed è capace di avviare processi di metamorfosi, che trasformano il legno in canto e insieme incidono su traiettorie di vita.

 

ABSTRACT 2^ SESSIONE

Alessandro Rosina – La scomparsa dei giovani

Il quadro demografico dei paesi a sviluppo avanzato, e in particolare dell’Italia, è oggi caratterizzato da un marcato indebolimento quantitativo delle nuove generazioni (degiovanimento), conseguenza di una fecondità persistentemente bassa. La diminuzione del numero di studenti non può essere interpretata come un’opportunità per comprimere risorse e investimenti, ma come condizione che rende ancora più urgente un deciso potenziamento qualitativo dei percorsi formativi, a partire dalla scuola.

Nel contempo è in atto un mutamento antropologico evidente nelle generazioni nate nel XXI secolo, a cui si associa la domanda di una scuola non intesa solo come luogo di trasmissione di conoscenze, ma come contesto in cui star bene e come spazio capace di dare senso all’apprendimento, di accompagnare la costruzione del progetto di vita e di fornire strumenti per affrontare un futuro segnato da incertezza e rapido cambiamento.

Le principali aspettative riguardano la connessione tra saperi e vita reale, l’adozione di metodologie didattiche attive e interdisciplinari, la qualità delle relazioni educative e l’attenzione al benessere psicologico. In questa prospettiva, la scuola è riconosciuta anche come presidio fondamentale per la riduzione delle diseguaglianze sociali e territoriali, nonché come luogo privilegiato di integrazione, incontro e confronto tra differenze culturali, sociali e di genere. Nel complesso emerge una domanda di formazione capace di valorizzare il potenziale delle nuove generazioni, rafforzare la fiducia nel futuro e contribuire alla coesione sociale. Tali aspettative delineano la necessità di un riposizionamento strategico della scuola, affinché essa rafforzi e aggiorni il suo ruolo di attore centrale nella formazione di cittadini competenti, responsabili e capaci di progettualità in una società in profonda trasformazione

Kathryn Parker Boudett – Data wise: promuovere il cambiamento a partire dai dati

Immaginate un mondo in cui ogni studente riceva il sostegno necessario per coltivare il proprio potenziale e vivere una vita piena di significato e soddisfazioni. Come dovrebbero cambiare le scuole e i sistemi scolastici per sostenere questa visione? Da vent’anni il Data Wise Project esplora come l’analisi collaborativa dei dati possa consentire a educatori e dirigenti scolastici di soddisfare le esigenze di ogni studente.  La sessione inizierà con la descrizione del quadro di riferimento Data Wise e coinvolgerà i partecipanti in una valutazione interattiva della misura in cui il lavoro di ricerca incentrato sull’equità viene svolto nei loro contesti. Condivideremo quindi la storia di come, utilizzando il quadro di riferimento Data Wise “su noi stessi”, il nostro team ha imparato in prima persona il valore di ascoltare con mente aperta le intuizioni degli educatori a ogni livello dell’impresa educativa. Concluderemo con esempi di collaborazione intenzionale che costruisce una comunità in cui è possibile affrontare le situazioni difficili fondate su dati concreti: una comunità in cui un impegno condiviso all’azione, alla valutazione e all’adeguamento consente agli educatori di adattare la loro pratica condivisa per rispondere alle sfide del momento.

Otto Scharmer – Teoria U, per una leaderhip del cambiamento basata sulla consapevolezza

In tutto il mondo, i leader stanno riconoscendo che le sfide più grandi che affrontiamo oggi non possono essere risolte con lo stesso modo di pensare che le ha create. Nei momenti di sconvolgimento e rapido cambiamento, ciò che conta di più non è la previsione, ma la qualità della presenza che apportiamo a una situazione: la nostra capacità di rallentare, guardare con occhi nuovi e connetterci con il futuro emergente piuttosto che reagire secondo gli schemi del passato.

In questo discorso, Otto Scharmer introduce le idee fondamentali della Teoria U, un quadro di riferimento per guidare il cambiamento spostando il luogo interiore da cui nasce l’azione. Attingendo a due decenni di ricerca-azione in diversi settori – imprese, governo, istruzione e società civile – mostrerà come i leader possano passare da risposte reattive e isolate a una forma di leadership più consapevole e generativa, radicata nella consapevolezza, nell’intenzione e nella connessione.

I partecipanti esploreranno come i tre movimenti della Teoria U – co-sensing, co-presencing e co-creating – aiutano i gruppi e le organizzazioni a navigare nella complessità, ad accedere a fonti di intelligenza più profonde e a coltivare il campo relazionale necessario per una vera innovazione. Otto metterà in evidenza esempi pratici di come piccoli cambiamenti nell’attenzione e nella pratica collettiva possano sbloccare nuove possibilità di collaborazione, rigenerazione e trasformazione dei sistemi.

Piuttosto che offrire una teoria astratta, questa sessione invita i leader a confrontarsi con una domanda semplice ma profonda: Qual è il futuro che vuole emergere attraverso di noi e cosa diventa possibile quando impariamo a guidare da quel luogo?

Caromai Bouquet – La consapevolezza alla base del cambiamento

La consapevolezza è l’energia che ci aiuta a riconoscere ciò che sta accadendo nel momento presente, dentro di noi e intorno a noi.
Praticando la consapevolezza, diventiamo più in sintonia con il nostro corpo, le nostre emozioni, la nostra mente, le persone e il mondo che ci circonda. Ci aiuta a coltivare una presenza più stabile, aperta e gentile, che ci permette di affrontare le situazioni così come si presentano nel momento presente.
Come insegnanti ed educatori, ci prendiamo costantemente cura degli altri. La consapevolezza offre pratiche semplici per prenderci cura di noi stessi e, di conseguenza, delle nostre famiglie, delle nostre classi e dell’ambiente di lavoro.
In questa sessione praticheremo insieme e impareremo modi per prenderci cura del momento presente, affinché possa emergere un futuro bello.

 

ABSTRACT 3^ SESSIONE

Andreas Schleicher – Scenari futuri e tendenze di cambiamento a livello di sistema

Si è cercato in questi anni di delineare alcuni possibili scenari per i sistemi educativi del futuro. Tuttavia, la realtà ci sorprende sempre. Allora, più che aspirare a prevedere il futuro con precisione, possiamo puntare a comprendere e plasmare alcuni dei fattori che lo determineranno.
Uno di questi fattori è al centro del dibattito in questo periodo: l’intelligenza artificiale. L’IA sta trasformando il mondo che ci circonda a un ritmo incredibile. E sta trasformando l’istruzione su due fronti: cambia ciò che dobbiamo imparare per avere successo in questo mondo dominato dall’IA e cambia il modo in cui apprendiamo con l’IA. In che modo le scuole e le politiche scolastiche possono garantire che l’IA amplifichi le buone idee e la buona didattica piuttosto che le pratiche educative inadeguate? In che modo l’IA può creare condizioni di parità che abbracciano la diversità degli studenti, in modo che tutti possano avere successo, piuttosto che potenziare eccessivamente coloro che dispongono delle risorse e delle caratteristiche giuste e lasciare gli altri ancora più indietro? In che modo l’IA può consentire agli insegnanti di diventare progettisti creativi di esperienze di apprendimento innovative, piuttosto che depotenziarli trasformandoli in prigionieri di programmi didattici prestabiliti o di algoritmi che non comprendono più?
In che modo l’IA può contribuire a ridurre i pregiudizi attraverso dati migliori, anziché amplificarli e rafforzarli? E, non da ultimo, in che modo l’IA può collegare le persone al di là dei confini geografici, linguistici o culturali, anziché dividerci in camere di risonanza che amplificano le nostre opinioni e ci isolano dal pensiero divergente? Le risposte che insegnanti, dirigenti scolastici e responsabili politici troveranno a queste domande avranno un impatto significativo sulla vita della prossima generazione e sulla società in cui vivremo.

Hai Siang Chia – Singapore: scuola e AI tra adattamento e trasformazione

Singapore sta adottando l’intelligenza artificiale nell’istruzione (AIEd) attraverso il suo EdTech Masterplan 2030 per trasformare l’insegnamento e l’apprendimento.

Guidati dalle 6 P – Problema, Principi, Pedagogia, Persone, Proxy e Prodotto – il Ministero dell’Istruzione e le scuole cercano di sfruttare le opportunità gestendo al contempo i rischi che l’IA comporta. La presentazione si concentrerà su come il Paese sia in grado di promuovere pratiche AIEd, articolate e basate su dati concreti, tra i suoi insegnanti e studenti attraverso la progettazione e lo sviluppo del suo sistema di apprendimento nazionale: lo Singapore Student Learning Space (SLS).

Verrà evidenziato l’intento pedagogico alla base delle varie funzionalità di IA dello SLS, come Authoring Copilot, Adaptive Learning System, Feedback, Learning and Data Assistants (https://www.learning.moe.edu.sg/ai-in-sls/about-ai-in-sls/), e verranno condivisi alcuni dei risultati positivi ottenuti a livello professionale e di apprendimento.

La presentazione si concluderà con alcuni suggerimenti per i sistemi e le scuole che non hanno accesso a piattaforme educative di IA simili e con una discussione sulle altre sfide emergenti nell’ambito dell’IA applicata all’istruzione che Singapore si sta preparando ad affrontare.

Ron Berger – Per un’etica dell’eccellenza

La mia principale passione durante i miei 50 anni nel campo dell’istruzione è stata l’idea che sottovalutiamo enormemente la capacità degli studenti di realizzare opere meravigliose. Per opere meravigliose non intendo solo opere esteticamente belle, ma anche opere meravigliose dal punto di vista matematico, scientifico, storico ed etico. Credo che quando gli studenti creano opere o prestazioni accademiche o artistiche che vanno ben oltre ciò che loro e la loro comunità ritenevano possibile, quegli studenti non sono più gli stessi. Hanno aspettative più elevate per se stessi e per il mondo che li circonda. Hanno, nei confronti dell’apprendimento, una motivazione, una visione e un senso di iniziativa rinnovati e appassionati.

Credo che un lavoro eccellente sia trasformativo per gli individui e le comunità accademiche. Le scuole temono che concentrarsi su lavori belli distragga insegnanti e studenti dalla preparazione per gli esami che sono cruciali per il successo scolastico e il percorso accademico degli studenti. In realtà ho scoperto che le comunità scolastiche che coltivano lavori belli in realtà instaurano una cultura della qualità che è come una forza che migliora ogni cosa: gli studenti sono più orgogliosi, più concentrati, studiano con più impegno, si trattano con più rispetto e il loro rendimento negli esami aumenta in modo proporzionale e spesso in modo significativo.

Sono il fondatore di un sito web aperto che ospita la più grande collezione al mondo di lavori di alta qualità realizzati da studenti di tutte le età e discipline. Condividerò esempi di lavori scolastici provenienti da tutto il mondo, le storie di questi studenti e il successo delle loro scuole. Condividerò strategie per costruire una cultura scolastica di eccellenza, in cui i lavori di alta qualità siano lo standard, e strategie per aiutarci a cambiare le routine scolastiche e le lezioni quotidiane per aiutare gli studenti a creare lavori di cui siano profondamente e giustamente orgogliosi.

ADi