Strategie educative per gli allievi plusdotati

STRATEGIE EDUCATIVE
PER GLI ALLIEVI PLUSDOTATI

Lunedì 15 aprile 2024 – h. 15.30: 18.30
IC Galvani, Scuola Secondaria di Primo Grado “San Gregorio”, via San Gregorio 5, Milano 

ADi sta approfondendo la tematica della Plusdotazione (Gifted e Talented) progettando iniziative di informazione rivolte alle scuole italiane. Un recente documento dell’Unione Europea pone l’accento sulla necessità per i Paesi europei di curare anche i livelli di eccellenza, ma in Europa ed in Italia, pur a fronte di approfondimenti a livello universitario e di iniziative di Associazioni Genitori, la tematica non è ancora messa a fuoco dalle scuole. L’obiettivo che si propone ADi è proprio quello di fornire strumenti alle scuole per muoversi in modo informato di fronte alla realtà della plusdotazione.

A questo fine ADi ha portato avanti finora le seguenti iniziative:

  1. una ampia ricognizione del materiale esistente collocato in un apposito sito a disposizione di futuri momenti di formazione;
  2. mobilità internazionali a Dublino ed a Bruges per visionare esperienze in corso da utilizzare come stimolo. È in preparazione la partecipazione ad un Seminario ECHA (European Centre for High Ability) in Salonicco.

Lunedì 15 aprile dalle ore 15:30 alle 18.30 presso l’IC Galvani, Scuola Secondaria di Primo Grado “San Gregorio”, via San Gregorio 5, a Milano, si svolgerà un evento fruibile sia in presenza che online sugli studenti caratterizzati da plusdotazione (ad alto potenziale cognitivo). Tale evento è rivolto a scuole e insegnanti per offrire una prima informazione sul tema.

Nel corso dell’evento verrà presentato un progetto sperimentale, che partirà a settembre. Nel modulo di iscrizione all’evento sarà possibile presentare la propria candidatura.

Il lavoro sulla plusdotazione si è potuto sviluppare anche grazie al progetto di Accreditamento Erasmus Plus 2021-1-IT02-KA120-SCH-00004553, creato con l’obiettivo di contribuire al confronto e allo scambio internazionale, da sempre cifra distintiva della mission di ADi . In questo contesto le mobilità svolte a Dublino e a Bruges hanno consentito agli esperti ADi di visionare approcci, metodologie e pratiche già in corso sulla tematica della plusdotazione, stabilendo intese per ulteriori attività di ricerca e sperimentazione, che saranno presentate nel webinar. Sempre nel quadro di Erasmus Plus è in preparazione la partecipazione di ADi al Seminario ECHA (European Centre for High Ability) di Salonicco, evento al quale interverranno psicologi, ricercatori ed educatori per condividere idee, esperienze e conoscenze.
ADi mette già a disposizione di futuri momenti di formazione una ampia ricognizione del materiale raccolto che rappresenta il risultato di un lavoro di esplorazione di fonti, prevalentemente straniere , riguardante soprattutto i sistemi e le pratiche degli altri Paesi

PROGRAMMA

Lunedì 15 aprile 2024 – h. 15.30: 18.30
IC Galvani, Scuola Secondaria di Primo Grado “San Gregorio”, via San Gregorio 5, Milano 

15.30 Brunella Fiore, ADI -Università di Milano-Bicocca – Coordinamento e introduzione
15.45 Tiziana Pedrizzi, ADI – La plusdotazione oggi nel mondo. E l’Italia?
16.00 Maria Assunta Zanetti, Università di Pavia – Le basi teoriche del concetto e le modalità di individuazione
16.15 Ignace Ryheul, ECHA Specialist in Gifted Education, Bruges. Una esperienza modello in Bruges con la consulenza della Università di Lovanio
16.30 Eventuali domande?
16.45 Coffee Break
17.00 Paolo Barabanti, ADI – Invalsi – Gli eccellenti italiani in Invalsi ed in PISA
17.15 Antonella Cutro, ADI USR Lombardia La normativa italiana
17.30 Ornella Castellano, ADI, Dirigente Scolastica Puglia – Come muoversi: l’esperienza di una Dirigente Scolastica
17.45 Daniela Rigamonti-Responsabile Plusdotazione IIS Paderno Dugnano Milano – La figura del referente per gli studenti plusdotati nella secondaria di II grado
18.00 Eventuali domande?
18.15 Brunella Fiore, La sperimentazione ADi Talento in azione

RELATORI

Brunella Fiore

Brunella Fiore insegna sociologia dell’educazione e della famiglia presso l’Università di Milano-Bicocca. È valutatrice esterna delle scuole per il Sistema Nazionale di Valutazione e componente del Direttivo dei Patti Digitali Nazionali.

Tra i suoi principali interessi di ricerca vi è lo studio delle famiglie, di adolescenti e pre-adolescenti, l’uso dei media digitali in famiglia, la gestione della plusdotazione all’interno delle famiglie.

Ignace Ryheul

Nel 2019, Ignace Ryheul ha completato il corso di specializzazione ECHA (European Council for High Abilities) presso l’Università Radboud di Nimega (NL).  Partito da una situazione per molti aspetti simile a quella che caratterizza il sistema scolastico italiano oggi, a partire dal 2010 Ignace Ryheul, in collaborazione con l’Università di Lovanio, ha avviato un modello di successo per il riconoscimento e la gestione didattica degli studenti plusdotati nelle scuole del I e del II ciclo. Oggi, Ignace Ryheul è mentore della Sint-Jozef e punto di riferimento per la rete di scuole che si occupano di studenti ad alto funzionameto. Inoltre, oltre ad essere un ECHA specialist, è membro del gruppo di lavoro sull’accelerazione.

Tiziana Pedrizzi

Docente di materie letterarie e successivamente preside in Istituti Secondari Superiori in Milano e provincia. Dal 1998 al 2010 distaccata presso IRRE Lombardia. L’interesse per la tematica della plusdotazione le deriva dalle valutazioni standardizzate esterne nazionali ed internazionali (PISA ed INVALSI) e dal ruolo e la rilevanza delle eccellenze nei diversi paesi

Maria Assunta Zanetti

PhD, psicologa, Professoressa Associata in Psicologia dello sviluppo e dell’educazione presso l’Università degli studi di Pavia, direttrice dal 2009 del Laboratorio di ricerca e sviluppo del potenziale, talento e plusdotazione www.labtalento, Coordinatrice del Master di I livello Didattica innovativa e diritto all’istruzione e all’inclusione per studenti ad alto potenziale: nutrire i talenti (DiDIAP) e direttrice del Centro interuniversitario  G.E.O. Giovani Educazione Orientamento. I suoi interessi di ricerca e di intervento vertono su temi dell’educazione, in particolare sviluppo del potenziale e del talento, sviluppo socioemotivo e promozione del benessere individuale, bullismo/cyberbullismo e orientamento.   Socio ordinario dell’AIP. dell’Associazione Italiana di Psicologia e di Alleanza per l’Infanzia. Ha fatto parte del Panel di esperti del Tavolo tecnico del MIUR per la stesura delle Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti plusdotati e per lo sviluppo del potenziale e del talento.

Paolo Barabanti

Paolo Barabanti, sociologo dell’educazione. È stato docente di Scuola Primaria e docente a contratto in Università. Attualmente è ricercatore in INVALSI dove si occupa principalmente di formazione docenti, restituzione dati prove INVALSI alle scuole, analisi e divulgazione dei risultati delle Rilevazioni Nazionali. Tra i suoi principali temi di ricerca e di interesse: gli studenti eccellenti, le scuole multietniche, il coinvolgimento delle famiglie nei processi scolastici, la data literacy di docenti e dirigenti scolastici, la povertà educativa.

Antonella Cutro

Ispettrice presso l’USR Lombardia, già dirigente scolastica di istituti superiori ad alta complessità a Milano e provincia, svolge attività di docenza a contratto nell’ambito della didattica speciale e sperimentale. Si occupa di tematiche inerenti inclusione, interculturalità, tecnologie didattiche e Universal design for learning.

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Ornella Castellano

Ornella Castellano è pedagogista e Dirigente scolastica dell’Istituto Falcone di Copertino a Lecce. Si occupa di formazione docente; capofila dell’Idea Oltre le Discipline della Rete, è responsabile della Scuola Polo Regionale per le Avanguardie Educative di INDIRE e coordina la Rete Il Veliero Parlante per l’innovazione metodologico didattica.

Attiva nel sociale con attività di Service Learning, promuove campagne di tutela dell’Ambiente e di Cittadinanza attiva. Tra le maggiori aree di interesse personale, l’organizzazione di sistema, l’innovazione didattica digitale, la valutazione scolastica e le metodologie per l’inclusione

Daniela Rigamonti

Daniela Rigamonti insegna Lingua e cultura spagnola presso l’IIS C.E. Gadda di Paderno Dugnano (MI). Pubblica materiale didattico, fa formazione a docenti e futuri insegnanti presso l’Università degli Studi di Milano e in incontri per la popolazione. È referente per studenti con Alto Potenziale Cognitivo e Plusdotati della scuola superiore in cui insegna. Specializzata sugli adolescenti, si occupa di supportare e indirizzare i ragazzi (certificati e potenziali), inoltre dialoga coi genitori. Monitora gli iscritti alla Academy of Distinction e accoglie centinaia di famiglie agli open day, dove parla di plusdotazione, fungendo anche da raccordo con le scuole di provenienza.

ABSTRACT

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Coordinamento e introduzione – Brunella Fiore, ADI -Università di Milano-Bicocca

Obiettivo di questo intervento è introdurre alla situazione italiana sulla plusdotazione e sulle motivazioni che hanno spinto ADI ad avviare una ricognizione dello status quo nelle strategie adottate da scuole e insegnanti su questo tema all’interno del sistema scolastico italiano. A partire da una rassegna della letteratura scientifica e della situazione del sistema di istruzione in Italia e fuori confine e delle esperienze di visiting di Dublino e di Bruges (presentata nel dettaglio da Ignace Ryheul nell’intervento successivo) di alcuni docenti e ricercatori italiani, si offriranno indicazioni sulla sperimentazione che ADI intende offrire ad un gruppo di scuole interessate a proporsi a mettersi in gioco in un approccio e secondo modalità inedite per l’Italia.

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Una esperienza modello in Bruges con la consulenza della Università di Lovanio – Ignace Ryheul, ECHA Specialist in Gifted Education, Bruges

La Fiandre possono essere descritte come la parte del Belgio in cui si parla fiammingo. Conta 6,5 milioni di abitanti, di cui 1,1 milioni frequentano la scuola (dai 2,5 ai 18 anni). Nel 2020, il dipartimento dell’istruzione fiamminga ha deciso di avviare un programma relativamente piccolo (con un budget di €500.000/anno) per stimolare l’istruzione per gli studenti cognitivamente dotati. Tre anni dopo, possiamo dire che i risultati nel campo sono oltre le aspettative. Ovviamente, ci sono molteplici modi per spiegare cosa è successo. In questa breve panoramica si cercherà di descrivere il contenuto generale e i successi del progetto. Tra le righe, cerchiamo anche di individuare i fattori facilitanti e le insidie.

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La plusdotazione oggi nel mondo. E l’Italia? – Tiziana Pedrizzi, ADi

Il contributo offre una rassegna sull’approccio di alcuni sistemi scolastici sulla plusdotazione. L’atteggiamento delle diverse società e sistemi educativi negli ultimi decenni si è diversificato: i paesi emergenti in particolare dell’estremo oriente cercano di valorizzare ed orientare la plusdotazione anche ai fini del loro sviluppo attraverso istituzioni e misure apposite: scuole dedicate, salti di classe etc. In Occidente la forte attenzione all’inclusione dei livelli più deboli ha generato il timore di causare mancanze di equità assumendo misure specifiche di sviluppo e di sostegno alla Plusdotazione. In Italia questa situazione è particolarmente accentuata: cattedre universitarie e psicologi approfondiscono il tema in particolare dal punto di vista della individuazione, associazioni genitori attivano iniziative volte a rispondere ai bisogni dei figli, ma la tematica e la sua trattazione è sostanzialmente assente sia a livello normativo che pedagogico ed organizzativo dalla vita reale della scuola..

Le basi teoriche del concetto e le modalità di individuazione – Maria Assunta Zanetti, Università di Pavia

La plusdotazione è una complessa costellazione di caratteristiche personali, genetiche e comportamentali che si esprimono in modi differenti, la ricerca scientifica ha proposto modelli e paradigmi teorici per cercare di definirla. Tuttavia, arrivare a una definizione univoca è un’operazione complessa.

Nel contesto scolastico la presenza di alunni plusdotati (gifted) è del circa il 5%. Contrariamente a quanto può suggerire il senso comune, alunni che presentano queste caratteristiche possono deragliare dalle traiettorie di successo e sperimentare vissuti di disagio. È quindi importante saperli individuare con strumenti di screening e offrire loro un supporto a livello scolastico implementando percorsi didattici innovativi che tengano conto dei bisogni ciascuno in ottica di personalizzazione e inclusione.

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Gli eccellenti italiani in Invalsi ed in PISA – Paolo Barabanti, ADi, Invalsi

Gli studenti eccellenti sono stati a lungo un tema marginale; tuttavia, in tempi recenti si è approdati a un concetto multidimensionale di equità. Pertanto, accanto al dovere istituzionale (e costituzionale) di aiutare gli studenti più deboli in situazione di disagio e difficoltà, si è affiancato il “diritto all’eccellenza” al fine di valorizzare il potenziale degli studenti più brillanti e talentuosi e di non sprecarne le risorse, utili per l’intera collettività. In questo intervento si vuole tentare di fornire alcune risposte alle domande: Cosa vuole dire essere eccellente? Che differenza c’è tra studente eccellente, studente ad alto potenziale e studente top performer? Perché una scuola equa dovrebbe fornire attenzione anche a questo gruppo di studenti? È possibile indagare le caratteristiche di questo gruppo di studenti attraverso indagini quali le prove INVALSI e OCSE-PISA?

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La normativa italiana Antonella Cutro, ADI USR Lombardia 

L’intervento intende illustrare, a partire dalla normativa vigente, quali possono essere le basi per promuovere al livello di istituto la valorizzazione degli studenti di talento. L’autonomia scolastica, la personalizzazione dei percorsi, l’inclusione come risposta sistematica ai bisogni educativi di tutti e di ciascuno, rappresentano il quadro di riferimento entro cui ogni singola scuola può progettare e sperimentare percorsi atti a sostenere lo sviluppo di vocazioni e il potenziamento di talenti.

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Come muoversi: l’esperienza di una Dirigente Scolastica Ornella Castellano, ADI, Dirigente Scolastica Puglia

Il contributo offrirà una narrazione di un’esperienza all’IC Falcone di Copertino LE. Se la scuola si organizza per alternare alle fasi di scoperta dei contenuti disciplinari (la didattica delle discipline) fasi di attività esperienziali multidisciplinari ricche e innovative, allora ciascuno troverà gratificazione e motivazione. In una scuola complicata dalla creatività e dalla Ricerca c’è posto per tutti. Gli strumenti che utilizziamo per la valorizzazione delle plusdotazioni spaziano da interventi organizzativi -come la libera fruizione di una parte dei tempi didattici-, alla premiazione delle eccellenze.

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La figura del referente per gli studenti plusdotati nella secondaria di II grado Daniela Rigamonti, Responsabile Plusdotazione IIS Paderno Dugnano Milano 

A partire dalla descrizione di una esperienza familiare che ha spinto ad approfondire le caratteristiche della plusdotazione, il contributo di Daniela Rigamonti intende offrire indicazioni sulla figura del referente per gli studenti plusdotati. In particolare, saranno in messi in luce gli aspetti di potenzialità e i limiti che incontra una figura di questo tipo nella scuola secondaria di II grado.

Di seguito le slide dei relatori (risorse riservate agli associati ADi):

  1. Tiziana Pedrizzi, ADI – La plusdotazione oggi nel mondo. E l’Italia?
  2. Maria Assunta Zanetti, Università di Pavia – Le basi teoriche del concetto e le modalità di individuazione
  3. Ignace Ryheul, ECHA Specialist in Gifted Education, Bruges Una esperienza modello in Bruges con la consulenza della Università di Lovanio
  4. Paolo Barabanti, ADI – Invalsi Gli eccellenti italiani in Invalsi ed in PISA
  5. Antonella Cutro, ADI USR Lombardia La normativa italiana
  6. Ornella Castellano, ADI, Dirigente Scolastica Puglia – Come muoversi: l’esperienza di una Dirigente Scolastica
  7. Daniela Rigamonti, Responsabile Plusdotazione IIS Paderno Dugnano Milano La figura del referente per gli studenti plusdotati nella secondaria di II grado
  8. Brunella Fiore, Università di Milano La sperimentazione ADi Talento in azione (lettura aperta a tutti)

RISPOSTA ALLE DOMANDE POSTE DURANTE L’EVENTO

Parlando di accelerazione, ovvero di far saltare un anno o due, esiste un problema di  tipo socio-emotivo, c’è un compromesso tra sviluppo cognitivo ed emotivo?

Dal punto di vista fisico, quando gli studenti crescono, non ci stupisce che non abbiano la stessa altezza. Ma quando parliamo dell’apprendimento ci aspettiamo che tutti imparino allo stesso passo e allo stesso ritmo. Non è così, come ci sono persone alte e basse, ragazzi che cresceranno in altezza a diversi momenti della loro età, la stessa cosa avviene per l’apprendimento. Bisogna tenerne conto, perché naturalmente con studenti di pari età il ragazzo plusdotato potrebbe non entrare in sufficiente connessione, pensa ad altro, a qualcosa di più complesso e spesso non c’è nessuno con cui possa parlare. Non è sempre vero, ma spesso, quando si passa a un livello maggiore, quando accelerano, dal punto di vista emotivo e sociale hanno più connessioni con altri studenti. Ci sono studi scientifici che dimostrano la validità di questo approccio.

A che età iniziate a differenziare in Belgio? Si può iniziare dall’infanzia?

In Belgio, nelle Fiandre, i bambini fanno ingresso a scuola a due anni e mezzo. Per quanto riguarda le reti per l’apprendimento, seguiamo questi studenti dai due anni e mezzo. Bisogna fare attenzione con questi bambini così piccoli perché non sempre si ha la comprensione immediata del loro potenziale, non tutti mostrano gli stessi gradi di sviluppo.

Quando si parla di plusdotazione spesso si parla di intelligenza e, quando sono molto piccoli, non riusciamo a distinguere fra i bambini che sono particolarmente intelligenti e quelli che sono particolarmente seguiti dai genitori, è difficile da dire. Diciamo che la plusdotazione come manifestazione all’esterno emerge più tardi. Alcuni esperti dicono che la giftedness, la plusdotazione appare più chiara a livello scientifico verso i 5-6 anni.

A livello teorico è tutto molto bello ma il problema è trovare le risorse pratiche. L’autonomia scolastica, le risorse per attuare i progetti e le personalizzazioni dove sono? Avrebbe un consiglio per capire da dove attingere le risorse?

La differenziazione e la personalizzazione sono percorsi previsti all’interno della normativa sull’autonomia scolastica. Il passaggio più complesso nell’accettazione e implementazione di questa prospettiva è, in realtà,  già avvenuto nel momento in cui i docenti hanno iniziato a differenziare e personalizzare per gli studenti che rimangono indietro. Le risorse aggiuntive sono sempre le benvenute ma prioritario è intervenire su questa prospettiva ampliando lo sguardo da parte dei propri stessi docenti su quegli studenti che apparentemente hanno la possibilità di farcela da soli ma che in realtà necessitano di uno sguardo differenziato.

Come possiamo differenziare i contenuti per questi studenti nella scuola secondaria e riuscire a concludere i programmi? Ci dovrebbe essere una riforma della scuola. Più codocenze o una didattica flessibile

I programmi sono stati sostituiti dai curricoli che, al di là del cambio di nome, permettono una maggiore flessibilità. In realtà, l’autonomia scolastica, sul suo aspetto didattico, già permette di lavorare in modo flessibile: gruppi di lavoro a classi miste, per esempio, o gruppi di livello mescolando le classi.

In altri casi, si tratta si fornire stimoli diversi, magari più sfidanti, a temi affrontati ordinariamente in classe. Così come, in certi casi, si forniscono semplificazioni (sebbene non ci sia una codocenza), parimenti si può predisporre qualcosa per chi necessita di stimoli maggiori e più approfonditi. In questo, anche la tecnologia, il materiale aggiuntivo che spesso viene fornito dalle case editrici e le risorse libere in rete possono aiutare.

Una volta individuato un alunno plusdotato a chi deve rivolgersi un genitore? Neuropsichiatra? Psicologo? Pediatra? Quali sono esattamente i passaggi che bisogna fare per una diagnosi? 

La proposta di ADI si focalizza su un approccio integrato nel quale le diverse figure che ruotano intorno all’alunno/a plusdotato/a riconoscono uno o più aspetti della plusdotazione. Quando un genitore, uno o più docenti, gli esperti individuano caratteristiche compatibili con la plusdotazione, il suggerimento di ADI è quello di avviare, in primo luogo, una riflessione interna alla scuola in grado di coinvolgere l’intero consiglio dei docenti della classe. Tale riflessione deve essere orientata al fine di pianificare  congiuntamente strategie di valorizzazione dello studente plusdotato. Il ricorso alle certificazioni (suggeriamo, nel caso si voglia ottenere, di rivolgersi a centri specializzati) sono da utilizzarsi come ulteriore elemento a sostegno della necessità di avviare la rifessione soprattutto in contesti scolastici poco inclini a riconoscere e differenziare i percorsi per gli studenti con plusdotazione.

La Dott.ssa Zanetti ha detto anche che gli studenti plusdotati possono anche essere a rischio dispersione scolastica e quindi non avere necessariamente successo scolastico. Io vorrei sapere quali sono le possibilità che si possono offrire loro quando si trovano in una situazione di underachievement o di drop out, non solo in caso di eccellenza manifestata e chiaramente riconoscibile

Il rischio di dispersione e underachievement può essere un elemento presente tra gli studenti/studentesse con plusdotazione. Questo rischio nasce quando gli studenti plusdotati manifestano comportamenti divergenti che non sono però riconosciuti come plusdotazione da parte degli insegnanti. Obiettivo della sperimentazione è offrire ai docenti elementi formativi per riconoscere la plusdotaione in studenti a rischio dispersione o non eccellenti. La distrazione che è una delle possibili caratteristiche della plusdotazione, ad esempio, può essere confusa in alcuni casi come un disturbo dell’attenzione. La capacità del docente nel saper approfondire con ulteriori elementi e strategie di differenziazione possono aiutare il riconoscimento degli studenti/studentesse con plusdotazione.

Come posso proporre la mia scuola o la mia presenza per la sperimentazione? Entro quando bisogna inviare la candidatura?

Le candidature saranno accettate fino alla prima metà di maggio 2024. La selezione si orienterà prioritariamente verso le istituzioni scolastiche del I e del II ciclo presenti in Lombardia.

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