LJ. LANGE – ECOSISTEMI DI APPRENDIMENTO E POTERE DELLE CONNESSIONI

Atti del VII Congresso Nazionale ADi 25-26 febbraio 2023

IL LUNGO RAPPORTO CON ALESSANDRA E ADI

Buon pomeriggio a tutti. Mi dispiace molto di non parlare italiano; non parlerò nemmeno danese, che è la mia lingua; vi parlerò in inglese.

Mi chiamo Lene. Ho già incontrato molti di voi ai seminari internazionali dell’ADi e oggi vi racconterò di ecosistemi di apprendimento e del potere delle connessioni, collegandomi, Alessandra,  al tuo straordinario discorso sul capitale professionale, sulle generose comunità sparse nel globo e sulle culture scolastiche del “Noi”.

In realtà il vero motivo per cui sono qui oggi non è per parlare di questo, ma per ringraziare una persona con cui  tanto ho lavorato.

Molti anni fa, la mia cara amica Mariagrazia Marcarini scrisse ad Alessandra e a me, dicendo ” Dovete  conoscervi, vi metto in contatto”.

Ecco, qui accanto, vedete questa pazza signora, piena di progetti ambiziosi, che ama guardare in alto e scalare le difficoltà. Da allora abbiamo sempre lavorato insieme. Ho contato le tantissime mail che ci siamo scambiate; quello che abbiamo creato insieme, Alessandra, è stato proprio ciò di  cui  hai parlato nella tua relazione oggi: la costruzione del capitale professionale,  la capacità di fare cose che non si possono fare da soli. Ed è di questo che vi parlerò.

Con Alessandra abbiamo anche lavorato alle fantastiche conferenze internazionali di ADi.

Il mio ruolo è stato quello di portare relatori da tutte le parti del mondo che appartengono al mio “ecosistema”. In questo modo tante persone hanno potuto conoscere l’Italia e capire un po’ dell’istruzione italiana e, al tempo stesso, hanno portato in Italia tantissime significative esperienze straniere. Alessandra, hai fatto entrare il mondo dentro ai seminari ADi, ed è stato meraviglioso farlo insieme.

C’è anche un libro nato da questa collaborazione,  Cambiare la prospettiva, è il racconto, magnificamente illustrato, di quanto si fa nella scuola californiana High Tech High di San Diego, la descrizione di come si lavora seriamente per progetti interdisciplinari.

E’ un volume di grande ispirazione e utilissimo a chi vuole avere un’idea approfondita e documentata del Project Based Learning, PBL.

Un libro che ADi è riuscita a  tradurre magnificamente in italiano, con l’aiuto di alunni e studenti.

ADI è, dunque, di per sé un modello di connessioni, di come possiamo fare cose insieme e insieme allargare lo sguardo e unire il mondo.

Sono qui per ringraziarvi di tutto questo, è stato un viaggio incredibile e sono davvero stata ispirata dal lavoro che ADi ha fatto e da quello che tutti voi  state facendo. Quindi, volete unirvi a me in un bell’ applauso?

La mia presenza oggi qui voleva essere una sorpresa per Alessandra, ma mi hanno messo nel programma!

AUTENS: REIMMAGINARE L’EDUCAZIONE INSIEME

Allora entriamo nell’argomento del programma.

Il mio modo di lavorare e quello della mia agenzia, Autens, sono un esempio di come possiamo abbattere i muri che ci circondano, di  come possiamo eliminare le pareti delle nostre scuole, di come possiamo buttar giù i recinti di agenzie e associazioni e unirci per costruire un futuro migliore, per creare maggiori opportunità di cambiamento e miglioramento.

Parlerò quindi un po’ della mia agenzia e del mio percorso e cercherò di illustrarvi alcune delle cose che hanno funzionato  e di come potrebbero essere trasferite alle scuole, all’istruzione, al modo di lavorare di colleghi e studenti.

L’apprendimento è ovunque e allora  come possiamo connetterci per imparare ancora di più, per poter salire in alto e avere una visione più ampia, vedere cose che non conosciamo e  continuare a salire insieme?

La mia “folle” agenzia si chiama Autens. Ci occupiamo di ogni genere di cose che riguardano l’istruzione. Siamo curiosi di sapere cosa possiamo cambiare in meglio, come possiamo innovare.

Ed ecco qui il mio team.

La nostra sede è in Danimarca, un paese piccolo del nord Europa.

C’è da chiedersi come mai questo piccolo team, nel bel mezzo della Danimarca, sia connesso con quasi tutto il mondo in modo molto profondo, con cari amici che sono dei rivoluzionari nel campo dell’istruzione e hanno volontà e passione di cambiare le cose. Com’è possibile che io sia seduta in un piccolo ufficio a Copenhagen e che il mondo intorno a me e le relazioni intorno a me continuino a crescere? È una cosa affascinante, credo.

C’è un mondo generoso fuori di noi, se abbiamo volontà di scoprirlo. Noi l’abbiamo fatto e ci sono tante organizzazioni con cui lavoriamo e ci aiutiamo per molti motivi, dalla Cambogia alla Nuova Zelanda,  dalla California ai Paesi Bassi, tanti luoghi diversi. E sono persone, quelle con cui ci teniamo in contatto, non  asettiche organizzazioni, persone in carne ed ossa,  persone che si aiutano a vicenda. Sono relazioni umane.

Quindi è proprio quel capitale sociale e professionale, di cui hai parlato tu, Alessandra, che ci dà la capacità di fare cose che altrimenti non potremmo fare.

Per esempio, questa che vedete a sinistra è una piccola famiglia di scuole chiamata Global School Alliance, in cui cerchiamo a vicenda di infonderci coraggio. Io non so l’italiano, ma ho comunque capito dalla tua relazione, Alessandra, che il coraggio è una parte importante di quello che hai detto. E quando cerchiamo di fare cose diverse, anche se sono dietro l’angolo, dobbiamo sempre, in ogni caso, guardare al futuro con coraggio. Dobbiamo tenerci uniti, aiutarci e “fare il tifo” gli uni per gli altri. E il coraggio è qualcosa che possiamo costruire insieme, collaborando, relazionandoci, e ci sono anche grandi persone in tutto il mondo disponibili a unirsi in questo sforzo collettivo. Noi l’abbiamo verificato, ed è così che si crea un grande ecosistema per imparare, crescere, fare cose nuove.

BASTA UN PICCOLO “SI” PER GRANDI CONNESSIONI

Quindi,  cosa mi ha portato a fondare la mia azienda nel 2005, da sola e senza conoscere nessuno al di fuori della Danimarca? E cosa è successo? Perché ora ho tutti questi amici  in tutto il mondo che hanno come missione il cambiamento e miglioramento della scuola? Così ho cercato di capire quale percorso ha portato a tutto questo. Cosa è avvenuto ad esempio con Alessandra? Mariagrazia ci ha presentato, perché a sua volta, per il suo dottorato di ricerca, si era rivolta a organizzazioni e persone al di fuori del suo Paese, ha contattato persone che non conosceva, tra cui me, e così una connessione ne ha creato un’altra e un’altra ancora e le cose hanno continuato a crescere.

In tutto questo  c’è  una piccola cosa molto importante: dire sì ogni volta che c’è un’opportunità in sintonia con i nostri valori. Così ho detto sì a Mariagrazia quando mi ha messo in contatto con Alessandra. Un grande sì. Non c’è nessuna spiegazione, solo il sì. Ci siamo presentate e da allora abbiamo continuato a lavorare insieme e ad allargare le relazioni.

E’ una lezione molto semplice su come il nostro mondo può crescere e diventare molto più grande per noi e per i nostri studenti. Chiediamoci sempre come possiamo insegnare ai ragazzi ad aumentare le dimensioni del loro mondo, a capire chi li aiuterà e chi potranno aiutare.

SETTE PRINCIPI PER ACCRESCERE LE CONNESSIONI

Come si fa a creare un mondo molto più grande di quello che si ha, e come si fa a continuare ad aumentarlo? Personalmente ho appreso sette lezioni, che continuano a guidarmi, e forse alcune di queste potranno avere senso anche per voi.

Eccole:

  1. “Si tratta di LORO, non di noi”. La prima cosa da fare quando ci si mette in contatto, è che non si tratta di noi o di quello che possiamo ricavarne. Si tratta di ciò che è utile per loro, di come possiamo essere al servizio degli altri.
  2. “Si tratta di DARE, non di prendere. In questo modo le cose crescono. Credo che questo principio sia stato molto presente nel tuo discorso, Alessandra.
  3. “Si tratta di PERSONE, non di transazioni”. Non si tratta di cosa ottengo se lo faccio. Non è questo. È costruire relazioni con le persone, costruire fiducia, fare cose insieme, perché si condividono valori e missione.
  4. “Si tratta di ASCOLTARE, non di promuovere ciò che facciamo”. Bisogna cercare di capire gli altri e di non essere ansiosi di mostrare chi si è o cosa si fa. Si deve essere innanzitutto curiosi dell’altro.
  5. “Si tratta di RELAZIONARSI agli altri, non di pensare a se stessi”. Occorre essere altruisti.
  6. “Si tratta di ESSERCI, non di ottenere qualcosa”. Non bisogna cercare collegamenti per ottenere qualcosa, essere nella relazione è già una grande cosa  in sé.
  7. “Si tratta di essere presenti, senza aspettarsi nulla. Esserci quando gli altri hanno bisogno, ed essere tanto curiosi verso gli altri da prendere un aereo e andare a vedere quello che fanno, in una scuola , in un’azienda, in una città.

Queste lezioni sono servite a noi di Autens per crescere da una piccolissima organizzazione nazionale ad un’agenzia che ha contatti e relazioni in tutto il mondo.

Abbiamo imparato a essere presenti e a dire di sì, a incontrare le persone con un atteggiamento umile e curioso di sapere chi sono e cercare di capire come possiamo essere utili. Si tratta di fa valere il NOI , il NOI GLOBALE, di condividere la missione in cui crediamo.  IL POTERE DEL NOI è incredibile. Le cose che possiamo fare insieme vanno molto al di là di qualsiasi decisione governativa, di qualsiasi deliberazione locale, di qualsiasi cosa. Quando ci uniamo, possiamo eliminare tutti i confini che ci limitano.

Quindi, in realtà, la lezione più importante è “IL SI’ E’ DI PIU’”.

Ora vi farò alcuni esempi

UN ESEMPIO: LINK ONLINE LEARNERS

Tutti ci ricordiamo il 2020, pochi giorni prima del seminario internazionale di ADi a fine febbraio, in Italia cominciò il lockdown dovuto alla pandemia, dopo poco cominciò anche nel mio Paese, in Danimarca. Ero seduta in un bar con un mio amico americano quando fu data la notizia. L’ho portato all’aeroporto per tornare in USA e nel tragitto in macchina ci siamo chiesti: “ Cosa succederà dei bambini, isolati in casa? Cosa possiamo fare?” Nel giro di una settimana abbiamo costituito un team globale e abbiamo lanciato un’organizzazione che abbiamo chiamato “Link Online Learners”, un club digitale globale per permettere ai bambini e ai ragazzi di non essere isolati nelle loro stanze. Potevano fare nuove amicizie. Avevano un luogo in cui parlare e raccontarsi quello che l’isolamento stava provocando in loro e l’esperienza che stavano vivendo. Ancora oggi è in funzione. E questo è stato possibile grazie AL POTERE DEL NOI .

Nessun budget, nessuna decisione presa dall’alto, solo persone che si sono unite per realizzare un progetto.

Tutto questo potete costruirlo con i vostri studenti. Nel giro di poco tempo, attraverso Link Online Learners, abbiamo vissuto l’esperienza dei mercati alimentari di Hanoi, dei quartieri dell’Arabia Saudita, abbiamo scoperto come vivevano in quel periodo le persone in Vietnam e quali erano le preoccupazioni in Nuova Zelanda.

Bambini e ragazzi provenienti da più di 35 Paesi si sono incontrati ed è stata un’esperienza bellissima. Hanno realizzato dei progetti insieme, e anche se non si trattava di scuola, c’erano tante cose che volevano e potevano fare insieme. Così ora hanno una “famiglia globale”.

Ed ora alcuni altri esempi.

ALTRI ESEMPI

HUNDRED

Hundred è un’organizzazione che esamina le innovazioni nel campo dell’istruzione in tutto il mondo. Ogni anno vengono raccolte, selezionate e messe a disposizione di tutti, cento fra le innovazioni più significative a livello globale. C’è davvero tanto da imparare e se trovate qualcosa di interessante, potete contattare la persona coinvolta e costruire un rapporto che vi permette di lavorare insieme.

EDCAMP

Edcamp rappresenta un modo per innovare insieme fra insegnanti di scuole, regioni e nazioni diverse. Chiunque può organizzare un Edcamp. Si tratta di persone che si riuniscono, come state facendo voi oggi, e che costruiscono insieme un programma e discutono di tutte le cose che vogliono approfondire e sperimentare. E’ un affascinante ecosistema di apprendimento, creato senza molta preparazione, coinvolgendo un po’ di persone, che poi continuano a crescere.

IL SITO “WHAT SCHOOL COULD BE”

What school could be-Cosa potrebbe essere la scuola” è un sito ricchissimo di idee per mobilitare le comunità e sviluppare professionalità. Fanno davvero un lavoro straordinario, mettendo a disposizione cose che possono ispirare in un mondo che è in continua evoluzione.

Due giorni fa ho fatto amicizia con Josh, la persona che gestisce il sito. Gli ho detto che probabilmente ora si aggiungeranno anche insegnanti italiani. Quindi, per favore, andate a visitare questo sito. E’ un sito ancora molto americano, ma io l’aiuterò a mettere esempi di altre parti del mondo, come  Europa, e Australia.

LIGER LEADERSHIP ACADEMY

Una delle mie scuole preferite in tutto il pianeta è la Liger Leadership Academy. Ha sede in Cambogia, nella giungla. Il suo direttore Jeff Holte, ha partecipato a un seminario internazionale ADi, mi pare quattro anni fa.

Una delle cose che mi affascina di più è che questa scuola ha cento studenti, e quando chiedete loro quanti insegnanti hanno, mentre nella sala insegnanti ne trovereste più o meno otto, loro vi dicono che ne hanno 8 milioni, perché per qualsiasi cosa vogliano imparare o fare, usano il mondo intero.

Si mettono in contatto con persone della NASA o della Boeing, costruiscono relazioni con qualsiasi parte del mondo da cui possono trarre apprendimento. E gli studenti riescono a imparare cose a cui i docenti non saprebbero nemmeno mettere mano. In questo modo si costruisce davvero un ampio, aperto ecosistema di apprendimento.

IN CONCLUSIONE…

Concludo con un’immagine che amo molto.

Quando qualcuno chiede: ma come è possibile? Si può legare un mulo a una sedia di plastica? Si, si può, e non scapperà. Ma è solo nella nostra mente. Non dobbiamo lamentarci dei governi, dei comuni o dei distretti scolastici.

Ognuno di noi può fare molto grazie al “Potere del Noi”, alla connessione, all’atteggiamento generoso e alla cura. Se hai un ostacolo, pensa a questa figura e immagina come puoi raggirarlo, e vedrai  che dopo un po’ l’ostacolo sarà alle tue spalle.

Questo era ciò che volevo dirvi.

E un grande grazie a te, Alessandra,  per il tanto lavoro fatto insieme. È stato un viaggio incredibile. E grazie anche all’intero team di ADi, è stato meraviglioso.

E ora sono qui pronta per la nuova fase che oggi inizia. Ho già conosciuto Mimma, sarà bellissimo continuare a lavorare insieme.

È affascinante quello che avete fatto e state facendo. Quindi un grande applauso, e ancora grazie.

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