CLASSE DIRIGENTE E MERITOCRAZIA
Dal dibattito italiano alla… Cambogia

Il recente dibattito italiano

Alessandro Baricco ha aperto su Repubblica un dibattito molto partecipato sulle élite, a cui sono associate due parole che si tende a non pronunciare più “ classe dirigente e meritocrazia”.

cam1La posizione di Baricco, espressa in estrema sintesi, è questa: è andato in pezzi un certo patto tra le élite e la gente, che adesso ha deciso di liberarsene e fare da sola. La rivoluzione digitale ha ridistribuito il potere o almeno la possibilità, ma non ha redistribuito il denaro. Di qui le enormi tensioni che stiamo vivendo, rispetto alle quali si impone la necessità di coniare nuovi metri per misurare la realtà all’altezza delle vite di oggi.
 
Molte le critiche. Alcune di esse ritengono che il problema di una società in cui una piccolissima percentuale di popolazione detiene un’altissima e sproporzionata percentuale di ricchezza vada affrontato con ben altre analisi poiché siamo in presenza di problemi radicalmente più seri, ad esempio l’emersione e la spinta di quelli chiamati per decenni “Paesi in via di sviluppo”, il vertiginoso invecchiamento della popolazione dell’occidente, la prospettiva in atto degli stravolgimenti climatici. Tutti problemi ai quali non si sta attribuendo la rilevanza che hanno e ai quali si guarda senza coraggio, mentre andrebbero affrontati radicalmente.

Un balzo nei Paesi emergenti

Ma se questa è la situazione di un occidente che tarda a prendere coscienza dell’accelerazione dei cambiamenti, che è il caso di chiamare epocali, cosa succede in quelle parti del globo che in termini dispregiativi eravamo abituati a chiamare “Paesi del terzo mondo”? L’ADi se ne sta occupando dal punto di vista dell’istruzione.

cam2Nel seminario internazionale 2018 è stata affrontata l’istruzione in quel gigantesco affascinante paese che è l’India (1 miliardo e 200 milioni di abitanti), terra di enormi contrasti, dove ancora regna analfabetismo e povertà, ma che sta facendo passi da gigante, si calcola che entro 20 anni il PIL indiano avrà superato quello di tutta l’Europa e fra meno di 30 anni l’India starà nel club delle tre superpotenze globali, in compagnia di Cina e Stati Uniti. Non solo, fra pochi anni contenderà alla Cina il primato di Paese più popoloso del mondo, ma mentre la popolazione cinese ristagna e invecchia, l’India diventerà l’unica superpotenza popolata da giovani e giovanissimi. E’ cresciuta in India una leva di imprenditori, scienziati, artisti tra i più brillanti e innovativi del nostro tempo, squadre di biologi indiani appena trentenni sono i nuovi cervelli della ricerca medica internazionale.

cam3Ebbene nel seminario internazionale ADi di quest’anno si passa dal macro al micro, dall’India alla Cambogia, al piccolo regno di Cambogia, con meno di 15 milioni di abitanti, la martoriata terra dei Khmer, prima rasa al suolo dagli americani durante la guerra del Vietnam per il loro legame con i vietcong, poi teatro di uno dei più tremendi genocidi dell’umanità ad opera dei “liberatori”, i Khmer rossi. E’ una monarchia costituzionale, ma con una democrazia molto limitata. Ed è ancora uno dei Paesi più poveri dell’Asia. Però ha una crescita annua del PIL del 6%, la più alta dei Paesi del sud est asiatico. La popolazione è giovanissima. Il 65 % della popolazione ha meno di 30 anni!

Circa un quarto della popolazione adulta è analfabeta. Oggi però quasi il 98% dei bambini frequenta la scuola primaria. Lì c’è un enorme bisogno di creare una nuova classe dirigente. E allora vediamo cosa fa una scuola tutta particolare, la Liger Leaderhip Academy

La Liger Leadership Academy in Cambogia

cam4I fondatori, l’americano Trevor Gile e sua moglie polacca visitarono la Cambogia nel 2002, si innamorarono del Paese e della sua gente e decisero di fare qualcosa per quel paese dove accanto a coste meravigliose e stupendi templi buddisti vedevano ovunque bambini mangiare sporcizia per terra. Così nel 2012, dopo dieci anni di studi, e con un’ottima squadra, hanno creato la Liger Leadership Academy, un’oasi alla periferia della capitale Phnom Penh, dove formano ragazzini di talento, che saranno la classe dirigente di domani: giovani imprenditori con una mentalità globale, determinati, appassionati  L’idea è antica: a chi ha fame non regalare un pesce ma insegnagli a pescare! Bambini scelti in tutto il Paese sulla base delle loro potenzialità: svegli, curiosi della vita, con qualche scintilla in più che poi aiuteranno tutto il Paese a crescere.

Una scuola che dà l’opportunità a bambini e bambine in gamba di avere quella buona formazione che non avrebbero mai avuto.

Nella scuola-convitto vivono 110 studenti divisi in 2 gruppi: dai 10 ai 13 anni e dai 14 ai 16 anni. Una scuola all’avanguardia. Al mattino le discipline classiche, matematica, scienze, lingua Khmer e inglese. Al pomeriggio i progetti scelti dagli stessi ragazzi: costruzione di robots, teatro, cinema, scavi archeologici eccetera. Tutti curano le proprie camere e aiutano in cucina. La leadership non viene insegnata, è appresa naturalmente da come si vive, si studia e si lavora.

Al seminario internazionale ADI del 22 e 23 febbraio ne parlerà il suo Direttore Jeffrey Holte.

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