ADi PER IL RILANCIO DELLA MEDICINA SCOLASTICA

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Abbiamo posto per primi la questione del rilancio della medicina scolastica, che, con soddisfazione, abbiamo visto ripresa da più parti.
Abbiamo già dedicato 2 articoli a questo tema e continueremo con altri approfondimenti, perché è importante capire da un lato il grave errore compiuto nell’averla abbandonata, pur non essendo stata eliminata dalla legge (Legge 23 Dicembre 1978, n. 833, Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale), e dall’altro per dimostrarne la grande attualità ed importanza.

Nel Piano scuola 2020-2021 pubblicato il 26 Giugno scorso c’è un richiamo importante, si afferma infatti la necessità di “Raccordi tra gli Istituti scolastici e i Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali, anche tramite la previsione di uno specifico referente medico per le attività scolastiche”. Purtroppo tale impegno non risulta tra gli aspetti operativi del “Piano Scuola”, nonostante la sua importanza!

I due articoli sulla medicina scolastica sono a cura del Prof. Antonio Faggioli, già Ufficiale Sanitario del Comune di Bologna, successivamente Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL di Bologna e Libero Docente di Igiene all’Università degli Studi di Bologna, che ha avuto conoscenza diretta di tale servizio.

1° Articolo: Covid-19 e l’ importanza della medicina scolastica

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L’articolo Covid-19 e l’importanza della medicina scolastica prende spunto dal richiamo presente nel Piano scuola 2020-2021, pubblicato il 26 Giugno scorso, che afferma la necessità di “Raccordi tra gli Istituti scolastici e i Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali, anche tramite la previsione di uno specifico referente medico per le attività scolastiche”. L’articolo illustra alcuni aspetti fondamentali della medicina scolastica, un tempo pilastro della prevenzione, ma diventata da alcuni decenni sconosciuta e invisibile, nonostante sia ancora normativamente in vigore. L’articolo ripercorre la storia della medicina scolastica e ci fa capire gli enormi vantaggi che deriverebbero dal suo ripristino.

2° Articolo: Riattivare e aggiornare le funzioni della medicina scolastica

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In questo nuovo articolo, Riattivare e aggiornare le funzioni della medicina scolastica, il Prof. Antonio Faggioli, pone diverse importanti tematiche su cui la medicina scolastica era competente. Nel rimandare all’articolo integrale, vengono intanto riproposte qui in estrema sintesi le principali questioni.

1) Edilizia scolastica

La vigilanza sull’idoneità dei locali scolastici era uno dei compiti della medicina scolastica. Il venir meno è stato grave, se si considera l’elevato numero di istituti privo del certificato comunale di agibilità previsto dal Testo Unico dell’Edilizia. Sul piano storico l’inosservanza di tali disposizioni normative da parte degli Enti locali, ha rappresentato un arretramento rispetto al ruolo fondamentale che tali Enti avevano svolto in passato, assicurando la prevenzione dei rischi negli edifici scolastici. Ricorda Antonio Faggioli che il Comune di Bologna, con il Sindaco Zanardi (1914-1920), curò l’igiene e sicurezza non solo delle abitazioni ma anche delle scuole. Con i sindaci Fanti (1966-1970) e Zangheri (1970-1983) furono promossi studi e sperimentazioni di rilevanza nazionale sui requisiti delle aule scolastiche. Secondo tali studi la sicurezza era mirata non solo alla incolumità degli occupanti, ma anche alla prevenzione delle patologie proprie dello sviluppo psicosomatico e sensoriale dell’età evolutiva. Ci si occupò, tra l’altro, del benessere acustico e visivo, delle misure dei banchi, ecc…

2) Prevenzione, diagnosi precoce, vaccinazioni

Tra il 1950 e il 1970 la medicina scolastica provvedeva a svolgere le visite periodiche per la prevenzione e la diagnosi precoce delle turbe dello sviluppo psico-somatico, delle funzioni visive, dell’udito e del linguaggio, delle malattie cardioreumatiche, otorinolaringoiatriche e dentarie, attivando le rispettive funzioni riabilitative. Determinante fu l’ampia diffusione delle vaccinazioni nelle scuole per la prevenzione delle malattie infettive diffusive batteriche e virali.

3) Il tempo scuola

In quegli stessi anni la medicina scolastica giunse a formulare proposte per il “calendario e l’orario scolastico”, per la distribuzione giornaliera delle materie di insegnamento al fine di ridurre l’affaticamento mentale.

Purtroppo allora come ora, non si poneva sufficiente attenzione al tema dell’orario scolastico e al numero e distribuzione delle discipline. La concezione del “tempo-scuola” e dell’organizzazione didattica non tenevano e non tengono conto dei ritmi e modalità di apprendimento, oltre alle esigenze di vita degli studenti. Si trascura il loro naturale bisogno di “pause”(i nostri cosi detti intervalli sono tra i più brevi in Europa), con la conseguenza che gli alunni reagiscono con autonome strategie di difesa, dal distacco dell’attenzione all’assenteismo.

In conclusione: aggiornare la medicina scolastica non eliminarla

Non c’è solo l’emergenza creata dal Covid19 a riproporre con urgenza la necessità della medicina scolastica, ci sono anche dati preoccupanti riguardanti il malessere giovanile, forme crescenti di disturbi dell’apprendimento, di disagio scolastico, altrettanto allarmanti sono i dati fra i giovani relativi alla depressione, all’anoressia, alla tossico e alcool dipendenza e al suicidio. E’ evidente che non è la medicina scolastica, né la sola scuola, a risolvere questi problemi, ma ciò non esime dal mettere in pratica tutti gli strumenti e le condizioni necessarie che aiutino a prevenire e combattere questi fenomeni.

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