Dal 29 luglio al 2 agosto 2025, a Braga (Portogallo), si è svolta la 26ª Conferenza Mondiale sulla Giftedness dal titolo “The Power of Gifted Education and Talent Development in a Changing World”. L’evento ha riunito ricercatori, dirigenti scolastici, formatori e insegnanti di tutto il mondo, mettendo al centro un messaggio chiaro: il talento non sboccia da solo e gli insegnanti hanno un ruolo decisivo nel trasformare il potenziale degli studenti in risultati concreti, motivazione e benessere.
- Atteggiamenti e conoscenze degli insegnanti
Il professor Jae Jung, dell’Università del New South Wales, Australia, ha presentato uno studio internazionale sulle attitudini di insegnanti, genitori e studenti nei confronti della plusdotazione e della gifted education. Dai risultati è emerso che fattori come il contatto diretto con persone gifted, la percezione di sé come gifted, il livello di istruzione, il genere (con una leggera prevalenza femminile tra i più favorevoli), la conoscenza del tema e l’attenzione che la scuola dedica all’argomento influenzano significativamente l’atteggiamento degli insegnanti.
Le attitudini sono state analizzate su tre dimensioni: quella comportamentale, che riguarda i comportamenti concreti di supporto; quella affettiva, cioè gli atteggiamenti emotivi verso la giftedness; e quella percettiva, legata soprattutto alla capacità di considerare la gifted education come inclusiva e non come un privilegio elitario. Secondo i dati raccolti, il 22% degli insegnanti può essere definito un forte sostenitore, il 51% rientra tra i moderati, il 23% tra gli esitanti e il 4% tra i deboli sostenitori. Questo significa che più di un quarto degli insegnanti mostra riserve o difficoltà operative nella gestione degli studenti gifted.
Per Jung, rafforzare gli atteggiamenti positivi richiede un’azione precisa da parte della leadership scolastica. È necessario che le scuole destinino fondi specifici, adottino una policy chiara sulla gifted education, implementino programmi strutturati e diffondano all’interno della comunità scolastica messaggi che valorizzino la plusdotazione, sottolineandone non solo i benefici accademici, ma anche quelli sociali.
- L’importanza delle relazioni
Un altro punto fondamentale emerso dalla conferenza riguarda la qualità delle relazioni tra insegnanti e studenti. La professoressa Karine Verschueren, dell’Università di KU Leuven, ha presentato i risultati di ricerche longitudinali, tra cui il TALENT Project nelle Fiandre, mostrando come le interazioni tra docenti e alunni siano decisive per la motivazione, il benessere e i risultati degli studenti ad alto potenziale.
Gli insegnanti, secondo Verschueren, sono veri e propri “architetti invisibili” delle dinamiche di classe. Sono loro che possono creare contesti nei quali gli studenti gifted trovano compagni con cui condividere interessi, partecipano a esperienze arricchenti e imparano a collaborare. Questo significa favorire il contatto tra studenti con abilità simili anche al di fuori dell’ambito strettamente accademico, valorizzare i possibili benefici sociali dell’accelerazione e proporre attività di arricchimento con obiettivi comuni, utili a consolidare legami tra pari. L’idea chiave è quella di un “universalismo senza uniformità”: alcuni principi della buona didattica valgono per tutti, ma vanno applicati in modo flessibile e adattati alle caratteristiche degli studenti gifted.
- La formazione degli insegnanti
Molti docenti ammettono di sentirsi insicuri nella gestione degli studenti ad alto potenziale. La ricercatrice olandese Anouke Bakx ha condotto interviste con 28 insegnanti per capire quali caratteristiche rendono davvero efficace la formazione professionale sulla giftedness. È emerso che i corsi migliori sono quelli che uniscono contenuti teoricamente fondati con la possibilità di affrontare problemi concreti vissuti in classe, e che offrono strumenti immediatamente applicabili. Anche la flessibilità è cruciale: i docenti preferiscono formati diversi, come workshop, corsi più strutturati, coaching individuale e, sempre più spesso, modalità ibride o a distanza che facilitano la partecipazione.
Quanto alla durata, l’efficacia della formazione cresce quando i corsi si collocano tra le 26 settimane e le 45–60 ore complessive. Tuttavia, anche percorsi più brevi, se di alta qualità, possono produrre buoni risultati. Le scuole che favoriscono davvero lo sviluppo professionale sono quelle che hanno una visione condivisa sulla gifted education, adottano politiche integrate, sostengono una cultura aperta e offrono una dirigenza disponibile. Al contrario, i principali ostacoli restano la mancanza di tempo, di risorse, di personale e, in alcuni casi, la resistenza al cambiamento.
Un altro punto evidenziato è che non tutti gli studenti gifted hanno percorsi lineari. Alcuni presentano bisogni educativi complessi e richiedono una collaborazione tra docenti fondata su disponibilità, condivisione di conoscenze e un approccio centrato sullo studente. Le difficoltà maggiori segnalate dagli insegnanti riguardano invece la scarsità di tempo e la mancanza di basi comuni di conoscenza. Anche il ruolo della dirigenza è determinante: i dirigenti che facilitano il lavoro del personale e inseriscono la gifted education nelle politiche scolastiche creano le condizioni per interventi davvero sostenibili.
- Strategie pratiche per la classe
Dai diversi contributi della conferenza sono emerse numerose strategie pratiche che ogni insegnante può applicare per sostenere gli studenti gifted. È importante costruire relazioni di fiducia, ascoltando attivamente gli studenti, riconoscendo i loro bisogni socio-emotivi e fornendo feedback autentici. Allo stesso tempo, occorre evitare l’isolamento organizzando attività di gruppo, progetti interdisciplinari e forme di mentorship tra pari. La didattica deve essere differenziata, adattando contenuti, processi e prodotti agli interessi e ai livelli degli studenti.
Fondamentale è anche il coinvolgimento delle famiglie: comunicare progressi e obiettivi, condividere strategie e valorizzare il contributo genitoriale rafforza la rete educativa intorno agli studenti. Parallelamente, è necessario promuovere una cultura scolastica che veda la gifted education non come élitismo, ma come parte integrante di un’educazione inclusiva. Infine, la partecipazione a reti di scuole consente di condividere strumenti, buone pratiche e anche difficoltà, evitando che gli insegnanti restino isolati.
Uno dei messaggi più forti della conferenza è che le competenze necessarie per sostenere gli studenti gifted — osservazione, empatia, differenziazione didattica e capacità di costruire comunità di apprendimento — sono le stesse che migliorano la qualità dell’insegnamento per tutti gli alunni. Tuttavia, per i gifted queste competenze sono ancora più decisive, perché contribuiscono a prevenire disaffezione, sotto-rendimento e isolamento sociale.
- Una lezione da portare a casa
Se c’è una lezione che gli insegnanti possono portare a casa dalla conferenza di Braga, è che la gestione della giftedness non è mai un compito da portare avanti in modo individuale. Le scuole, le famiglie, gli studenti stessi e la comunità possono essere coinvolti in un progetto educativo condiviso, in cui il docente diventa facilitatore, mentore e architetto sociale. Promuovere atteggiamenti positivi verso la gifted education non significa solo organizzare corsi o programmi speciali: significa costruire una cultura scolastica che riconosca e valorizzi la diversità dei talenti in tutte le sue forme. In questo processo, la figura dell’insegnante preparato, motivato e sostenuto rimane insostituibile.
* La partecipazione dell’autrice alla conferenza è stata finanziata da ADi Associazione Docenti e Dirigenti scolastici Italiani che, avvalendosi dell’Accreditamento Erasmus KA120, sta sviluppando un lavoro di ricerca, analisi e confronto sui temi dell’apertura internazionale e della mobilità come elemento chiave per la formazione iniziale e continua degli insegnanti e del profilo del docente con vocazione interculturale.
Per approfondimenti sul tema della plusdotazione in Italia vedere il Corso di formazione proposto da ADi:
https://education.adiscuola.eu/courses-archive-2/gifted-copy/