Addio agli insegnanti specialisti d'inglese
Il contenuto dell'art. 66 comma 1 lettera e) |
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Un'inversione di rotta?
È la prima volta che si mette in discussione – giustamente - l'applicazione della legge sui moduli. Con la fine degli “insegnanti specialisti”, non solo si incide sugli organici in modo consistente, ma si ammette implicitamente che la via seguita da più di dieci anni, quella in sostanza di “secondarizzare” i curricoli elementari, era sbagliata.
Chi ricorda il dibattito sul sistema “tre maestre per due classi” sa che questo team doveva assolvere a tutte le esigenze didattiche delle classi (insegnamento della religione, integrazione dell'handicap, lingue straniere, ecc.) con un accento particolare ad una organizzazione fortemente integrata (di gruppo, la cosiddetta “cotitolarità”) e la “rotazione.
Niente di tutto questo è avvenuto in questi anni. Al contrario:
- è scomparsa la pratica della rotazione degli insegnanti, per cui oggi , in moltissimi casi, le maestre si considerano docenti solo di determinate aree disciplinari;
- il sostegno ai bambini con handicap è stato definitivamente separato e assegnato a un organico distinto;
- si sono costruiti gli organici (con la conseguente immissione in ruolo) anche delle insegnanti di religione;
Questa organizzazione, che non ha esempio in nessun paese d'Europa, è dovuta alla gestione accentrata e “poco rigorosa”degli organici. Si è operato nel senso di mantenere alta la domanda di posti, senza alcuna analisi qualitativa del modello “modulare”, che è rimasto sostanzialmente rigido, nonostante l'autonomia organizzativa delle scuole, e senza peraltro creare condizioni di lavoro “distese” per le insegnanti, che spesso vivono in situazioni di forte stress.
Quindi il superamento delle specialiste in inglese
potrebbe costituire una giusta inversione di rotta , ma il metodo del “corsetto” è mediocre e avrà risultati nulli o quasi sulle competenze dei bambini. Per ottenere un risultato significativo e stabile nel tempo bisognava partire dalle scuole di formazione delle insegnanti della scuola primaria (ma anche degli altri insegnanti), istituendo in quella sede corsi ed esami per l'apprendimento “certificato” della lingua straniera.
Il comma 1, lettera e) , prescrive (tramite apposito decreto ministeriale) l'adozione di un piano biennale di formazione (eventualmente anche a distanza) dei docenti di scuola primaria per l'insegnamento dell'inglese; ciò al fine di dare attuazione alle previsioni dell'art. 1, c. 128, della legge 311/2004