Molti i chiamati, pochi gli eletti (I)
E' errata la previsione del costo zero
1 - Il primo dubbio è sotto gli occhi di tutti, dato che nell'ultimo quinquennio, con l'assunzione in ruolo di 130.000 dipendenti non si sono ridotte le spese di personale, ma sono aumentate di circa il 20%. L'aumento è stato causato anche dai miglioramenti retributivi di due tornate contrattuali, ma, a meno di escludere che l'attuale Governo sospenda la contrattazione, questo incremento dovrà pesare anche sul futuro bilancio, e peserà di più, per l'aumento di personale
2 - La maggioranza dei precari (circa 100.000) da assumere in ruolo oggi non è a stipendio pieno (cioè sono supplenti fino al termine dell'anno scolastico), e al massimo percepiscono solo 10/12 della retribuzione;
3 - Gran parte del 50% dei docenti da assumere in ruolo dalla fascia degli idonei ai concorsi, non lavorano nella scuola o sono supplenti saltuari; in ambedue i casi gli stipendi lordi che percepiscono sono mediamente molto inferiori a quelli dei 25.000 incaricati per tutto l'anno. In sostanza solo il 20% è nelle condizioni di essere “stabilizzato”, mentre per tutti gli altri al momento del ruolo bisognerà coprire un gran buco finanziario, cioè la differenza tra lo stipendio di chi è andato in pensione e quello percepito parzialmente o non percepito affatto da chi non ha incarico annuale e sarà immesso in ruolo.
4 - Ugualmente si sottovalutano i costi delle ricostruzioni di carriera, che non sono un costo “una tantum”, come si sostiene nella relazione tecnica, ma hanno effetti di trascinamento per tutta la carriera retributiva degli interessati.
5 - E ancora non si prevedono le “nuove” spese dovute alla differenza tra i posti dei cessati (quelli che vanno in pensione) e i posti garantiti agli immessi in ruolo (v. tab. 6).
6 - La relazione tecnica giustifica il mancato aggravio dei costi perché prefigura un turn-over molto consistente. Ma da un lato la stima fatta della differenza di costo tra un docente che va in pensione e un nuovo assunto, di circa 10.000 euro l'anno, non appare realistica per le considerazioni appena fatte, dall'altro per coprire l'incremento di costo di 1 miliardo di euro dovrebbero andare in pensione circa 100 mila insegnanti . Cosa poco realistica, considerato anche che l'ultima “finestra”, prima dell'avvio della riforma pensionistica, può consentire l'uscita di 30.000 insegnanti, ma dopo il 2008, il numero si dovrà abbassare drasticamente.