150.000 assunzioni in ruolo: smoke and mirrors 


   Il contenuto dell'art. 66 comma 1 lettera c)

Il comma 1, lettera c) dispone che (con decreto del ministro della pubblica istruzione di concerto con il ministro dell'economia e delle finanze e delle riforme ed innovazioni nella p.a) sia definito un Piano triennale per l'assunzione a tempo indeterminato di 150 mila unità di personale docente e 20 mila di personale ATA (amministrativo, tecnico ed ausiliario) per gli anni 2007-2009; tale piano sarà sottoposto a verifica annuale. Secondo la Relazione tecnica “Il proposto piano pluriennale, avente comunque carattere programmatico, non determina incrementi di spesa” e aggiunge che ci sarà “minore spesa, rispetto all'attuale"


 
Assunzioni a costo zero?

La disposizione non rappresenta una novità ( vedi Tab.9), dato che il precedente Governo aveva provveduto – con lo stesso metodo del decreto di programmazione – ad assumere oltre 130.000 unità di personale.
La grande novità è rappresenta dal fatto che questa decisione venga adottata, adducendo motivi di efficienza, cioè di risparmi. Una vera “scoperta”, fino a pochi mesi fa sconosciuta agli addetti a questo tipo di calcoli, che si basa su un ragionamento in apparenza a prova di bomba:
•  un supplente annuale ha uno stipendio inferiore rispetto al collega di ruolo che va in pensione, quindi in presenza di un alto turn-over, il risparmio è assicurato;
•  assumere in ruolo un supplente costa solamente (una tantum) la ricostruzione di carriera, che comunque, sommata allo stipendio in godimento (e già erogato dal Miur), rappresenta una spesa inferiore a quella dello stipendio del dimissionario;
•  il personale da assumere è già a libro paga e il calcolo dei risparmi può essere effettuato ad invarianza degli stipendi.
•  poiché il numero dei pensionati è prevedibile, la stima del risparmio per gli stipendi è facilmente quantificabile, a regime, 303 milioni di euro per gli insegnanti e 119 milioni per gli ATA.

I dubbi restano.



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