La diminuzione per legge delle ripetenze: insegnanti a cottimo?
Come per tutti gli altri provvedimenti, anche per questo, non si fa un preventivo esame delle misure esistenti, fallite o non realizzate, e si procede alla cieca. In questo la questione è ancora più preoccupante. Alle scuole viene assegnato l'obiettivo di ridurre le ripetenze del 10% (18.500 unità) nel biennio della secondaria di 2° grado per recuperare risorse (18,6 mln per l'anno finanziario 2007) attraverso la diminuzione delle classi.
La norma non avrebbe bisogno di commento, se non fosse rivelatrice di una cultura e di un metodo di gestione delle risorse umane della scuola.
Essa dimostra che le burocrazie centrali ritengono che:
agli insegnanti possano essere assegnati dirigisticamente obiettivi quantitativi su uno dei momenti più delicati della loro attività cioè la valutazione finale;
le pratiche didattiche degli insegnanti (individualizzazione, flessibilità, riconoscimento dei diversi stili di apprendimento, rimotivazione, riorientamento, ecc.) possano essere manipolate per decreto come si fa assegnando il cottimo agli operai di una fabbrica di bulloni;
sia possibile prevedere un esatto incremento di produttività (il 10% in più di promossi, e perché non il 5% o il 25%??) che si traduca in un altrettanto preciso risultato finanziario.
Nessun altro professionista subirebbe senza ribellarsi una disposizione del genere.
Occorre essere chiari sulla questione della selezione, e sugli obiettivi che un sistema scolastico dovrebbe porsi.
Una corretta ed efficace politica scolastica dovrebbe :
- analizzare le cause degli insuccessi scolastici
- modificare di conseguenza l'organizzazione degli studi
- offrire una ampia e differenziata gamma di percorsi tra cui scegliere
- definire gli standard di apprendimento da raggiungere ai vari livelli
- stabilire (invece sono state tolte) rigorose periodiche verifiche nazionali
- indicare i traguardi di miglioramento degli apprendimenti da conseguire da parte delle scuole, una volta definito i loro deficit di partenza
- fornire strumenti di sostegno alle scuole per migliorarsi, come la formazione degli insegnanti.
Nulla di tutto questo, si sceglie il biennio della secondaria, e si chiede agli insegnanti di fare nuovi “falsi in atto pubblico”: certificare la promozione qualsiasi sia il livello di preparazione degli studenti, aggiungendo nuovi adepti alle folte schiere dei promossi con debito, che, nei nostri bienni, sfiorano il 40% degli iscritti.
Quanto agli strumenti di sostegno alle scuole, come la formazione degli insegnanti, dalle cifre del bilancio e dalle previsioni della finanziaria 2007 non emerge nessun impegno particolare. Per l'aggiornamento – che ormai per contratto non è più un obbligo professionale – la disponibilità finanziaria è da tempo a un livello inaccettabile. Nella scuola si spende per ogni addetto meno di un quarto della media riservata agli altri dipendenti pubblici, quattro volte di meno che per un poliziotto, e quasi 20 volte di meno che per un militare (v.tab.3).
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Ministeri |
addetti |
Spesa per addetto in euro |
|
ministeri |
352.000 |
238 |
| scuola |
1.014.000 |
65 |
|
corpi di polizia |
194.000 |
283 |
|
forze armate |
319.000 |
1.179 |
|
magistratura |
10.000 |
565 |
|
carriera diplomatica |
1.000 |
708 |
|
carriera prefettizia |
2.000 |
341 |
|
enti pubblici |
70.000 |
397 |
|
univesità |
75.000 |
174 |
|
regioni ed enti locali |
565.000 |
243 |
|
servizio sanitario nazionale |
756000 |
156 |
|
enti di ricerca |
21.000 |
265 |
|
totale |
3.351.000 |
264 |
Fonte: MEF, 2003 |
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Misure già adottate per contrastare gli insuccessi scolastici |
Art. 4 del DPR 8 marzo 1999, n. 275, prevede l'attivazione di percorsi didattici individualizzati e di iniziative di recupero e sostegno, implicanti anche una diversa aggregazione degli alunni e delle discipline, nell'ambito dell'autonomia didattico organizzativa riconosciuta alle istituzioni scolastiche Art. 1, comma 3 Legge 15 marzo 2003, n. 53 (cosiddetta Legge Moratti) ha previsto, tra gli interventi del Piano programmatico per la realizzazione delle finalità della legge, interventi di orientamento contro la dispersione scolastica e per la realizzazione del diritto - dovere di istruzione e formazione. Art. 4 del D.lg. 15 aprile 2005, n. 76 (Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all'istruzione e alla formazione ) ha previsto l'adozione di linee guida per la realizzazione di piani di intervento per l'orientamento e la prevenzione ed il recupero degli abbandoni. |
