Sono decenni che si dibatte la questione della riduzione del numero di alunni per classe al fine di migliorare gli apprendimenti. I risultati di PISA (v. PISA in Focus How does class size vary around the world?), come di altre ricerche, indicano, però, che non si tratta di un fattore dirimente, e che i sistemi scolastici che danno priorità all'innalzamento della qualità degli insegnanti rispetto alla diminuzione del numero di alunni per classe raggiungono risultati migliori. Gli esempi del Giappone e della Corea sono significativi. Questi due sistemi privilegiano, nei costi complessivi dell'istruzione, la retribuzione degli insegnanti rispetto alla dimensione delle classi, ed entrambi hanno risultati superiori alla media OCSE in PISA. Italia e Finlandia hanno percentuali simili di alunni per classe, ma i risultati sono assolutamente diversi, anche in questo caso la grande differenza è data dallo status degli insegnanti. |
|
Ma ha ancora senso nel 21° secolo ragionare di classi?
Nel XXI secolo dobbiamo e continuare a immaginare la scuola organizzata per classi di età come due secoli fa? Una diversa organizzazione del lavoro degli insegnanti, fondata sul team work, un uso intelligente della tecnologia digitale, i raggruppamenti in piccoli e grandi gruppi a seconda delle attività ecc…, dovrebbe portare al superamento della classe e della tradizionale costruzione dell'organico computato sul numero di ore per classe. Se ne parla da anni, ma varrebbe la pena cominciare a sperimentare tale possibilità, a partire da una nuova architettura scolastica che nel nostro Paese non è ancora decollata. Sarebbe inoltre il modo più incisivo per realizzare un autentico lavoro in team e costruire un forte capitale sociale. |
