Gli standard professionali

La formazione dei membri di una professione richiede preliminarmente la definizione degli Standard professionali (cosa devono sapere e saper fare i professionisti).

Più complessi e articolati del profilo, gli standard si ispirano alla missione, alla visione e ai valori dell'insegnamento e ad essi si allineano. Non entriamo qui nello specifico di queste tre voci, riproponiamo però con forza la finalità della scuola di tutti - equità e qualità- a cui dovrebbero inequivocabilmente ispirarsi gli standard professionali.

Gli standard sono costituiti da competenze comuni a tutti gli insegnanti e da competenze specifiche per ordini e gradi di scuola e per discipline, e pongono particolare accento alla componente professionalizzante.

Nel 2000 (13 anni fa…) l'ADi ha elaborato gli standard comuni a tutti i docenti, avendo come punto di riferimento quelli assunti da NBPTS, ma non solo, ADi ha anche divulgato i più recenti standard inglesi e ha dato conto dei recenti Standards for Professional Learning dell'americana Learning Forward.

Noi riteniamo che gli Standard professionali vadano richiamati in un nuovo Statuto della docenza e possano essere ufficialmente elaborati da una commissione nominata dal MIUR composta di insegnanti appartenenti alle associazioni professionali e da docenti universitari

Autonomia professionale e codice deontologico

Uno dei tratti fondamentali delle professioni è l' autonomia professionale, ossia uno status caratterizzato da indipendenza e autoregolazione, soprattutto nell'assunzione delle decisioni relative all'esercizio professionale.

L' autonomia professionale coinvolge la sfera individuale, ma è soprattutto autonomia del corpo professionale.

L'autonomia professionale degli insegnanti è stata molto discussa in altri Paesi, e la si considera più limitata di quella di altre professioni, per i vincoli legati allo svolgimento del curricolo, alle valutazioni, alla dipendenza dal dirigente scolastico ecc..

Per quanto riguarda l' Italia si è continuato a confondere autonomia professionale con libertà di insegnamento, dando a quest'ultima un'accezione del tutto individualistica e discrezionale, e poco si è fatto come corpo professionale per esercitare una reale autonomia del corpo docente, in particolare attraverso le proprie associazioni (per esempio nella definizione dell'abilitazione alla professione, degli standard professionali, del codice deontologico, nella valorizzazione della professione con rigorosi controlli in ingresso, ecc..). L'autonomia, in ultima analisi è stata assunta come autodifesa rispetto al datore di lavoro, con tutte le caratteristiche del lavoro dipendente impiegatizio (lo stesso collegio quando si “vivacizza” assume i connotati dell'assemblea sindacale), in breve la negazione del professionismo.

Il nuovo auspicato Statuto della docenza dovrà chiarire il concetto di autonomia professionale, senza dimenticare che tutte le professioni contemperano l'autonomia con il codice deontologico.

A questo riguardo mi piace ricordare che poco dopo la sua istituzione, l'ADi, nel 1999, ha prodotto il primo codice deontologico della professione docente in Italia. Tuttora, però, non esiste un codice vincolante per tutti.

Noi riteniamo che un nuovo Statuto della docenza debba richiamare il codice deontologico che, come per gli standard, potrebbe essere elaborato da una commissione nominata dal MIUR composta di insegnanti appartenenti alle associazioni professionali e da docenti universitari, nella considerazione che codice deontologico e standard profe ssionali dovrebbero essere intrinseci alla formazione iniziale degli insegnanti, perché ne costituiscono i tratti fondanti.

Un esempio di valori, competenze e conoscenze di docenti del 21° secolo

Singapore. Sotto gli attributi di insegnanti professionisti del XXI secolo definiti dal NIE (National Institute of Eucation), l'Istituto in cui si forma la docenza e dirigenza scolastica di Singapore.


 


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