UN NUOVO TEMPO SCUOLA PER IL XXI SECOLO

Una nuova organizzazione scolastica adeguata alle mutate condizioni sociali

Le condizioni sociali e lavorative nelle quali si è nel corso di decenni strutturato il tempo scuola sono profondamente cambiate.

La scuola era organizzata per una società e un ambiente di lavoro che sono ampiamente scomparsi .

La vera differenza fra ora ed allora sta nel fatto che nel secolo scorso i lavori erano rigidamente regolamentati, mentre oggi consentono una crescente autonomia.

Tutti i lavori sono collocati fra questi due estremi: irregimentazione e autonomia. Ci sono lavori in cui devi timbrare il cartellino, hai un'ora fissa per il pranzo e un insieme predefinito di compiti. E ci sono lavori che puoi svolgere a casa, di cui puoi gestire gli orari e avere obiettivi da raggiungere più che compiti da adempiere.

Oggi ci sono più occupazioni nel settore dei servizi rispetto al settore industriale, più lavori che implicano un rapporto con il pubblico che lavori chiusi all'interno. Lavori, insomma, che impongono una nuova responsabile autonomia.

Questo corrisponde non solo alla realtà ma anche ai desideri delle persone, che sempre più mal sopportano lavori irregimentati e aspirano a lavori che godono di propria autonomia.

Ed è questa autonoma responsabilità che la maggior parte di noi vuole per i propri figli.

Ma la scuola è stata organizzata quando l'irregimentazione era la regola. E rimane tuttora organizzata in quel modo. Gli studenti e gli insegnanti conducono una vita regolamentata in modo assolutamente rigido: l'organizzazione della classe, la rigida divisione degli alunni per età anagrafica, la divisione delle discipline, le ore scandite in tutta la scuola dallo stesso suono della campanella.

E' evidente che questa organizzazione dell'orario da un lato non dà ai giovani autonomia e, nè rende lo studio attraente, dall'altro burocratizza il lavoro degli insegnanti.

Come possiamo pensare che dalla scuola attuale escano studenti capaci di responsabilità e autodeterminazione, quando sono stati abituati solo ad eseguire compiti, secondo regole fisse scandite da un'organizzazione temporale da fabbrica fordista?

I docenti dovrebbero convincersi che questa organizzazione è deleteria non solo per gli studenti ma per loro stessi, poiché li trasforma in impiegati, svaluta il loro mestiere, e impedisce loro di assurgere al rango di autonomi professionisti.

video (3/5) di un passaggio significativo (2 min. 21 sec.):

 

Una nuova organizzazione del tempo scuola è inscindibile da una nuova organizzazione del sapere e da nuovi modi di apprendere

L'attuale frammentazione delle discipline su cui è impostato l'orario scolastico fornisce un insegnamento lontano dalla realtà.

Insegna ai giovani che il sapere è diviso in parti non comunicabili, materialmente scandite dal succedersi delle diverse discipline nell'orario scolastico.

Insegna che la storia è separata dalle scienze, che la matematica si colloca in un posto diverso dalla geografia, ecc…

Tutto ciò non corrisponde alla reale organizzazione del sapere e non è così che funziona il mondo.

Dalla metà del XX secolo è entrata in crisi la classica ripartizione disciplinare. La ricerca si orienta alla trandisciplinarità e allo studio dei sistemi complessi.

Non solo. Negli ultimi vent'anni c'è stato un balzo nella comprensione delle dimensioni cognitive e sociali dell'apprendimento ed è stata superata la vecchia idea secondo cui la conoscenza è qualcosa che sta solo nella testa degli individui, indipendente dal contesto e che l'apprendineto è una graduale accumulazione di informazioni e conoscenze. Per contrasto la prospettiva socio cognitiva e costruttivista ci dice che la conoscenza si sviluppa tra gli individui in uno specifico contesto, che è peraltro il tema complessivamente posto da questo seminario: l' apprendere per competenze.

Il tempo scolastico sarà rivoluzionato da questa nuova impostazione, che ricompone le discipline in compiti di realtà, e che utilizza tutte le possibilità offerte dalle nuove tecnologie (le simulazioni, i serious games, la possibilità di interconnettersi con risorse materiali e umane in qualsiasi momento della giornata, il cloud learning, di cui ha parlato poco fa Teemu Arina).

Sono già in atto insegnamenti strutturati per temi più che per singole discipline; l'uso di ‘Wikis' e del web 2.0 sono già prepotentemente entrati nella scuola. Questo consentirà sempre più, e in tempi accelerate, di innovare e personalizzare l'apprendimento, rompendo antiche rigidità.

Non solo, attraverso le tecnologie informatiche entrerà nelle classi e nella sala insegnanti il mondo dell'impresa, delle professioni e dell'Università.

Vorrei aggiungere che non c'è solo la ricomposizone delle discipline e un nuovo intelligente utilizzo delle tecnologie informatiche di cui ci ha a lungo e approfonditamente parlato stamani Teemu Arina, deve entrare nella scuola e nella mentalità di tutti noi un nuovo atteggiamento verso il lavoro .

La cultura del lavoro deve entrare nella scuola, ma non solo, occorre anche un nuovo e più stretto contatto degli adolescenti con il mondo del lavoro.

In Inghilterra stiamo sperimentando per tutti i ragazzini di 15 anni due settimane di esperienze lavorative perchè i ragazzi prendano conoscenza diretta dei luoghi di lavoro. E' forse poco, ma è il tentativo di rompere dei tabù, quei tabù secondo cui la scuola non deve essere “contaminata” dal mondo esterno e soprattutto dal mondo del lavoro.

Una radicale autonomia delle scuole: la leva più efficace per riorganizzare il tempo scuola

Come superare i vincoli normative e la burocrazia che ancora ingessa l'organizzazione scolastica?

Non vi è dubbio, a mio parere, che tutti i tentativi per dare vita a una nuova organizzazione della didattica e del tempo scuola debbono necessariamente fare leva su una nuova effettiva autonomia delle scuole.

Modificare l'organizzazione della scuola dovrebbe essere un compito dei professionisti della scuola - gli insegnanti e i dirigenti- non del Governo.

Ciò che i governi devono fare è liberare le scuole, eliminare il più possibile i vincoli che impediscono alle scuole di assumere decisioni e sperimentare, ai governi la valutazione dei risultati non la definizione e il controllo delle preocedure.

In questo senso credo che l'esperienza inglese delle academies come quella delle free schools sia importante e possa, mi auguro, fornire positive indicazioni.

Ma vorrei riprendere anche quanto Dubet ha detto stamani: le scuole hanno bisogno di avere insegnanti che sanno e vogliono assumersi il rischio dell'innovazione. Se gli insegnanti oppongono resistenza ad assumere su di sé il potere e i rischi connessi, l'innovazione continuerà ad incontrare ostacoli insormontabili.

video (4/5) di un passaggio significativo (2 min. 2 sec.):

 

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