Risorse e risparmi: smoke and mirrors

 

Poco o nulla è sicuro e credibile nei calcoli fatti per questa finanziaria (tab. 25):

a)  come si fa a promettere 150.000 assunzioni in ruolo in tre anni e, nello stesso tempo far rientrare nei ranghi, solo nel 2007, più 33.000 insegnanti (riduzione delle classi, riduzione delle maestre specialiste in inglese, ecc.). tenuto conto che i pensionamenti, nella migliore delle ipotesi, non supereranno le 29.000 unità? Per far posto ai “precari storici” bisognerebbe creare in un solo anno tutti i 50.000 promessi?

b)  Come si fa a risparmiare sulle assunzioni in ruolo (a regime, quasi un miliardo di euro!) senza conoscere la posizione stipendiale e giuridica (supplente annuale, supplente a termine, semplice aspirante senza incarico, ecc.) con cui calcolare l'effettivo esborso di denaro per pagare lo stipendio (ricostruzione, arretrati) al nuovo assunto?

c)  Perché raccontare la frottola della chiusura della graduatoria permanente (che si continua ad alimentare, nella stessa finanziaria, con nuovi ingressi), quando è noto dalla stessa previsione del Miur che nel 2010 vi saranno ancora migliaia di aspiranti all'incarico?

d)  Come si possono mettere in conto operazioni di rientro negli organici di personale che da decenni non si riesce a rimuovere dal loro stato lavorativo (inidonei, soprannumerari, ecc.)?

e)  Perché non si chiarisce che la revisione dei criteri di certificazione degli allievi con handicap comporterà un aumento degli organici? Dato che si insiste sulle “effettive esigenze” e “appropriati interventi” e si toglie il vincolo, per quanto virtuale, di un rapporto fisso tra certificazioni dell'handicap e alunni iscritti?

f)  Perché si mettono a risparmio la riduzione delle 4 ore di “approfondimento” nei professionali e, nello stesso tempo, si propone un'intensificazione delle attività di sostegno, recupero, orientamento e quant'altro, alle quali le quattro ore sono – per legge – destinate? E con queste attività si giustifica anche la riduzione del 10% delle ripetenze nel biennio?

g)  Per quale motivo le scuole dovrebbero risparmiare sulle supplenze, se non sono riusciti gli uffici provinciali in tanti anni con le stesse regole e procedure che dovrebbero utilizzare le scuole?

Non vi è alcun dubbio che i risparmi previsti sono a dir poco ottimistici, e che si limiteranno a simboliche operazioni di parziale aumento del rapporto alunni/classe e alla chiusura degli IRRE e pochissimo altro.

Niente di scandaloso: è sempre avvenuto con le finanziarie di risparmio; quasi mai si sono mantenute le promesse di una maggiore efficienza e produttività della spesa. E sarà così anche in questo caso. La ragione di questa inaffidabilità dei dati è dovuta al fatto che tutto il discorso sulla scuola italiana coincide con lo stato del suo personale, ogni variazione della dimensione degli organici diventa immediatamente una riduzione del servizio, un crollo della qualità, una lesione ai diritti acquisiti, un attacco alla scuola pubblica.

Poiché non c'è nessuno strumento credibile e sistematico di valutazione dei risultati del sistema e nemmeno criteri oggettivi di efficienza, è abbastanza naturale che le burocrazie centrali interpretino la politica finanziaria secondo il principio del buon padre di famiglia: “per i figli non si bada a spese”. Per lo stesso motivo il Ministero dell'Economia, poiché non è in grado di valutare obiettivamente quali siano i tagli che consentono una crescita e uno sviluppo del sistema scolastico e quelli invece che lo potrebbero danneggiare seriamente, si rassegna a subire la finzione dell'efficienza compatibile con il consenso dei dipendenti e si muove con casualità e improvvisazione.

Il vero problema del bilancio dell'istruzione non è la sua consistenza, cioè la dimensione della spesa, ma l'allocazione della spesa.
Lo squilibrio è in alcuni punti:

Questi sono i “motori” della spesa, e finché ci si occuperà solo del colore dell'auto e non del suo motore, non ci sarà una vera politica di efficienza, è quindi probabile che le risorse per la scuola saranno poche, come oggi, ma soprattutto mal distribuite.

Tab. 25 – Dimensione complessiva della manovra prevista dalla Finanziaria *
 

2007
riduzione
docenti e ATA

 

risparmi

2008

 

 

2009

 

 

2010

 

a regime risparmi

personale

innalzamento del rapporto alunni/classe

 

262,5

 

787,5

 

787,5

 

788

 

risparmio insegnanti

19.032

 

 

 

 

 

 

 

19.032

ata

7.050

 

 

 

 

 

 

 

7.050

verifica delle assenze

 

25

 

25

 

25

 

25

 

riduzione delle ripetenze (10%)

1.455

19

 

56

 

56

 

56

1.455

risparmio ara

425

 

 

 

 

 

 

 

425

riduzione maestre sp. inglese

8.000

77,7

4.000

272

 

349,7

 

349,7

12.000

utilizzo dei soprannumerari

4.787

48

2.309

144,1

 

144,1

 

144,1

7.096

abolizione IRRE (docenti)

163

1,6

 

5

 

5

 

5

163

ata

147

1,2

 

3,5

 

3,5

 

3,5

147

funzionamento

 

4

 

4

 

4

 

4

 

riduzione oraria nei professionali

2.309

27,6

 

82,8

 

82,8

 

82,8

2.309

revisori dei conti

 

5

 

5

 

5

 

5

 

procedure concorsuali

 

0,5

 

0,5

 

0,5

 

0,5

1

assunzioni in ruolo (docenti)

 

210,1

 

384,7

 

479,6

 

 

1.074

mobilità verso altre amministrazioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

assunzioni in ruolo (ATA)

 

5,2

 

49,1

 

53,6

 

 

188

totale

43.368

687

6.309

1.819

0

1.996

0

1.464

50.940

* sono computate anche le minori uscite per il Tesoro che dovrebbero verificarsi con le assunzioni in ruolo
Fonte: relazione tecnica finanziaria 2007
(1) Dlgs 226/05 art. 28 comma 4 :”Con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, sulla base di accordi da concludere in sede di Conferenza Unificata, sono individuati modalità e tempi per il trasferimento dei beni e delle risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie per l'esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti alle Regioni e agli Enti locali nell'ambito del sistema educativo di istruzione e formazione, secondo quanto previsto dagli articoli 117 e 118 della Costituzione, in stretta correlazione con l'attuazione delle disposizioni di cui al Capo III . Ai predetti trasferimenti si applicano le disposizioni di cui all'articolo 7, commi 3 e 4, della legge 5 giugno 2003, n. 131. Per le Regioni a statuto speciale e per le Province autonome di Trento e Bolzano il trasferimento è disposto con le modalità previste dai rispettivi statuti, se le relative funzioni non sono già state attribuite.”


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