INValSI: un cambiamento “mirato”
Il contenuto dell'art. 66 commi 8,9,10 |
l'assetto dell'Istituto e le modalità di nomina del presidente e dei componenti del Comitato di indirizzo che sostituisce il Comitato direttivo. Il Comitato di indirizzo è composto di 8 membri (erano 6 nel Comitato direttivo), scelti dal Ministro, sulla base di una indicazione di candidati effettuata da un'apposita commissione. Il Presidente è designato del Ministro della P.I. tra una terna di nominativi proposti dal Comitato di indirizzo fra i componenti del Comitato di indirizzo stesso. A decorrere dalla data di entrata in vigore della finanziaria, gli attuali Presidente e componenti del Comitato direttivo cessano dall'incarico, e in attesa della costituzione dei nuovi organi sono sostituiti da uno o più commissari straordinari; l'aggiunta , rispetto alle attuali funzioni che rimangono immutate, di compiti relativi alla valutazione dei dirigenti scolastici. |
Un cambiamento mirato
E' palese che questa norma, introdotta in una Legge finanziaria, ha il solo scopo di azzerare il più presto possibile , superando intralci burocratici, l'attuale dirigenza dell'INValSI . Infatti solo questo aspetto della normativa viene modificato, mentre si lasciano intatte le parti fondamentali del Dlgs 19 novembre 2004, n. 286, Istituzione del Servizio nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, nonché riordino dell'omonimo istituto , attuativo dell'art. 3 della legge 53/03.
Nessuna modifica alle funzioni dell'INValSI, né si opera alcun salto qualitativo in termini di autonomia dell' Istituto, che continua a dipendere dal Ministro, cui compete di impartire le indicazioni delle priorità strategiche e le direttive per l'azione.
Non è con qualche comma in una legge finanziaria che si possono risollevare le sorti della valutazione in Italia. E' vero che, per il momento, in Europa sono pochi i Paesi che hanno elaborato una politica coerente di valutazione del sistema scolastico, se si eccettuano Francia, Gran Bretagna e Svezia, ma quello che è grave in Italia è il fatto che non si è costituita una comunità di esperti della valutazione, né delle competenze e delle conoscenze degli studenti su vasta scala, né più complessivamente del sistema dell'istruzione e formazione. In queste condizioni è difficile riuscire ad aprire un dibattito rigoroso sugli indirizzi e i risultati dell'INValSI.
Che fare?
La costruzione di un servizio solido di valutazione in Italia è questione seria, e occorre muoversi con lungimiranza.
In primo luogo sarebbe opportuno che l'amministrazione centrale definisse una politica articolata della valutazione del sistema dell'istruzione e della formazione in partenariato con le Regioni . Senza una definizione degli obiettivi della valutazione e senza una suddivisione dei ruoli con le regioni sarà difficile progredire.
In secondo luogo bisognerebbe porsi la priorità indilazionabile di formare gruppi consistenti di specialisti nel campo della valutazione dei sistemi scolastici. Ci sono svariate modalità per sviluppare una comunità di esperti, per esempio attraverso un programma di borse di studio per dottorandi che si formino all'estero nei centri di competenza riconosciuti mondialmente.
Le modifiche apportate al Dlgs 19 novembre 2004, n. 286, Istituzione del Servizio nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, riguardano: