In finanziaria misure incerte e poco affidabili
Questo insieme di fattori, relazioni e “culture” gestionali danno all'attuale finanziaria un profilo a dir poco incerto e “poco affidabile”– secondo la periodica definizione della Corte dei Conti. Certamente anche con questa Finanziaria, il nostro sistema scolastico e il bilancio che lo rappresenta non troveranno risorse sufficienti per superare quello stadio che il Ministro Visco ha definito “di passaggio dalla società rurale a quella industriale”. E ciò per il “presidio” stabilmente esercitato da interessi consolidati e dall'alleanza delle grandi burocrazie centrali.
E' dunque facile prevedere che mancheranno le risorse economiche per le tre operazioni fondamentali che segnano un'evoluzione in senso moderno del sistema di istruzione:
1) l'istituzione della formazione tecnica e professionale postsecondaria non accademica (di cui gli IFTS sono solo un simulacro), come alternativa al percorso universitario, che si dimostra sempre più incapace di assolvere a compiti connessi con la formazione di competenze professionali spendibili su un mercato assai mobile e variegato;
2) il potenziamento di tutti i percorsi professionali brevi e lunghi (istruzione e formazione professionale, apprendistato, alternanza scuola-lavoro, ecc.) per ridurre l'inaccettabile dispersione, ma soprattutto per diversificare e aumentare il “rendimento” complessivo di tutti i percorsi (riduzione dei ritardi, delle ripetenze, maggiore coerenza tra formazione e sbocco lavorativo, anticipazione del passaggio alla vita attiva, ecc.) e aumentare la mobilità sociale;
3) l'istituzione di un sistema “non scolastico” di formazione permanente della popolazione, sia per recuperare i bassi livelli di scolarità sia per accompagnare “per tutta la vita” la crescita culturale e professionale della popolazione, compresa quella immigrata.