CONCLUSIONE

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Non utopia, ma interventi perché la scuola viva

Questa relazione non è una sorta di immersione nell'utopia, una fuga dalla realtà. Fuga dalla realtà è mantenere in vita, in una sorta di rito macabro, miti da tempo estinti.

Ciò che è stato proposto sarebbe assolutamente fattibile se non ci si dovesse scontrare con resistenze enormi, ormai fuori dal tempo e dallo spazio. Ci riferiamo al conservatorismo sindacale, all'assoluta mancanza da parte dei partiti politici di una visione su cui impostare la politica dell'istruzione per i prossimi dieci anni (nemmeno venti o trenta, come sarebbe giusto), all'ottocentesco modo di funzionare del Ministero, a Regioni che evitano accuratamente di assumere qualsiasi seria responsabilità sulla scuola e che anzi insieme ai Comuni vogliono dismettere e cedere allo Stato ciò che hanno, basti pensare alle tristi vicende delle scuole dell'infanzia.

In queste condizioni, mentre la battaglia deve continuare su tutti i fronti, cercando di allargare le alleanze, vale la pena di sostenere e rivendicare anche innovazioni parziali, nella consapevolezza che ormai solo intelligenti forme di decentralizzazione potranno sbloccare una situazione ingessata che sta portando alla deriva il sistema scolastico italiano.

A questo fine l'ADi ha proposto che a livello nazionale venga varata una norma che dia alle Regioni, che intendono avvalersene, la facoltàdi istituire un certo numero di Istituti Scolastici a Statuto Speciale, riformulando e andando oltre l'art.11, Iniziative finalizzate all'innovazione, del DPR 275/99

(recita l'art. 11: Il Ministro della pubblica istruzione, (………….), promuove progetti in ambito nazionale, regionale e locale, volti a esplorare possibili innovazioni riguardanti gli ordinamenti degli studi, la loro articolazione e durata, l'integrazione fra sistemi formativi, i processi di continuità e orientamento. (……..) possono essere definiti nuovi curricoli e nuove scansioni degli ordinamenti degli studi, (……………..). Possono anche essere riconosciute istituzioni scolastiche che si caratterizzano per l'innovazione nella didattica e nell'organizzazione.)

Istituti Scolastici a Statuto Speciale

Nell'impostazione dell'ADi, gli Istituti Scolastici a Statuto Speciale dovrebbero diventare autentici centri di innovazione, potendo contare su ampie forme di autonomia in ambiti cruciali che abbiamo così indicato:

  1. organizzazione e gestione del curricolo, dell' orario delle discipline, delle opzionalità, nonché della durata degli studi (possibilità di portare a 4 anni la durata dell'istruzione secondaria di 2° grado), con rendicontazione e controllo dei risultati;

  2. assunzione del personale e ridistribuzione dell'organico del personale docente e ATA entro il budget definito, nonchè sua gestione;

  3. gestione del budget, assegnato sulla base dei costi standard nazionali;

  4. orario di servizio dei docenti, con possibilità di assegnazione, almeno per alcune discipline del core curriculum, di un orario onnicomprensivo di 30 ore settimanali, con flessibilità nell'orario cattedra fino a 24 ore nei casi di necessità, tale da escludere l'assegnazione di spezzoni all'esterno;

  5. assunzione part time dal mondo delle imprese e con contratti ad hoc di specialisti di discipline tecniche o più in generale professionalizzanti;

  6. composizione dell'organo di governo della scuola, con la possibilità di includere sponsor e componenti esterni.

Infine si ritiene che i primi istituti che debbano godere di questa opportunità siano gli istituti tecnici e professionali, con la possibilità di trasformare gli attuali Istituti Professionali statali in parte in Istituti di istruzione e Formazione professionale regionali e in parte in Istituti Tecnici.

I motivi di tale scelta sono molteplici:

  1. l'improrogabile rilancio dell'istruzione tecnica e professionale,
  2. la necessità di intervenire con strumenti nuovi contro la dispersione scolastica e ripetenze che qui raggiungono livelli drammatici.

L'impegno dell'ADi

Ciò che qui è stato prospettato delinea l'impegno dell'ADi per passare il guado alla ricerca di una scuola in cui si possa lavorare e vivere con più soddisfazione e appagamento


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