Una questione antica in un contesto nuovo
L'intelligenza emotiva (EQ, Emotional Quotient, Quoziente Emozionale) non è un concetto nuovo, ci accompagna quantomeno dai tempi di Socrate e del suo Conosci te stesso.
Solo negli ultimi 20 anni, però, si è cominciato a formalizzare questo approccio attraverso l'Apprendimento Sociale ed Emozionale (Social and Emotional Learning, SEL).
Negli anni Ottanta Howard Gardner, nel suo lavoro sulle intelligenze multiple, indicò la presenza di sette domini di intelligenza. Due di essi erano l'intelligenza intrapersonale (la capacità di percepire le proprie emozioni, di controllarle e di automotivarsi) e interpersonale (l'empatia e la capacità di gestire le relazioni), che possiamo definire precursori di ciò che oggi è noto come intelligenza emotiva.
Il termine intelligenza emotiva fu coniato per la prima volta da Peter Salovey, psicologo all'università di Yale, e John Mayer, psicologo all'università del New Hampshire.
Il termine fu poi reso universalmente noto dal bestseller di Daniel Goleman, Emotional Intelligence (1995). Goleman ha impresso una svolta a questi studi, affermando che le competenze sociali ed emozionali possono essere apprese e coltivate, consentendo ai bambini di trarne vantaggio sia nel breve che nel lungo periodo, migliorando il proprio benessere, i propri risultati negli studi e il proprio successo nella vita.
Se associare l'apprendimento alle emozioni non è, come si è detto all'inizio, questione nuova, nuova è la situazione in cui oggi si colloca, che impone di affrontarlo in modo sistematico e a livello generalizzato.
Cosa è cambiato?
La popolazione studentesca:
le scuole di massa del XXI secolo sono frequentate da studenti socialmente, culturalmente ed etnicamente diversi, con differenti capacità e motivazioni ad apprendere, con una % altissima di ragazzi che si disimpegnano via via che procedono dalle elementari, alle medie, alle superiori (i dati delle ricerche sono impressionanti, in USA dal 40 al 60% esclusi i dropout)
L'apporto delle scienze cognitive:
sorrette dalle neuroscienze, le scienze cognitive hanno posto le competenze sociali ed emozionali fra i fattori essenziali per imparare, continuare ad imparare e avere una vita sociale e relazionale appagante

Se associare l'apprendimento alle emozioni non è, come si è detto all'inizio, questione nuova, nuova è la situazione in cui oggi si colloca, che impone di affrontarlo in modo sistematico e a livello generalizzato.