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WORLD CLASS – COME COSTRUIRE UN SISTEMA EDUCATIVO PER IL 21° SECOLO

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Questo il titolo dell’ultimo libro di Andreas Schleicher, Direttore OCSE per l’educazione. Un’opera che sfata miti e dà preziose indicazioni

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Pubblicato online sul sito dell’OCSE, l’ultimo libro di Andreas Schleicher Direttore OCSE per l’educazione: Come costruire un sistema educativo per il 21° secolo. Un libro da leggere per la ricchezza della documentazione e delle indicazioni e ….perchè è dedicato a tutti noi, insegnanti del mondo!

Una situazione preoccupante ma con possibilità di recupero

Il libro comincia con notizie preoccupanti. Nel 2015 uno studente su due, su un campione di 12 milioni di quindicenni, non era in grado di svolgere compiti elementari in lettura, matematica e scienze. Sono studenti che appartengono a 70 Paesi con redditi alti o medi. Negli ultimi 10 anni non ci sono stati reali miglioramenti, nonostante la spesa per l’istruzione sia complessivamente aumentata del 20%.

Nonostante ciò esistono molte situazioni virtuose, da cui si potrebbe trarre ispirazione.

Miti e fatti

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Nel 2° capitolo Schleicher sfata molti miti e lo fa, portando dati ed esempi. Ci dice, per esempio, che non è vero che i poveri siano condannati al fallimento a scuola e non è vero che gli immigrati abbassino il livello degli apprendimenti.
Parimenti ci indica, sempre con dovizia di particolari, quali siano i fattori che maggiormente influenzano il successo scolastico, come ad esempio passare dalla responsabilità amministrativa a quella professionale o rendere l’istruzione una priorità, nella ferma convinzione che tutti gli studenti possono imparare e raggiungere alti livelli.

Il capitolo fornisce contestualmente le istantanee di 5 sistemi educativi al top delle classifiche: 1) Singapore, 2) Estonia, 3) Canada, 4) Finlandia, 5) Shanghai.

Riportiamo qui i titoli dei “miti da sfatare” e delle “caratteristiche dei sistemi scolastici con elevati risultati”

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Alcuni miti da sfatare 

 

  1. I poveri andranno sempre male a scuola; la deprivazione è un destino
  2. Gli immigrati peggiorano i risultati complessivi dei sistemi scolastici
  3. Il successo dell’istruzione sta nella maggiore quantità di denaro disponibile
  4. Le classi meno numerose garantiscono sempre risultati migliori
  5. Un maggiore tempo scuola produce risultati migliori
  6. Il successo scolastico dipende dal talento che si eredita
  7. L’istruzione migliore, di cui godono alcuni Paesi, è dovuta alla loro tradizione culturale
  8. Solo i migliori laureati dovrebbero diventare insegnanti
  9. Selezionare gli studenti sulla base delle capacità è il modo migliore per innalzare i livelli di apprendimento

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Alcune caratteristiche dei sistemi scolastici con elevati risultati

 

  1. Assegnano un’importanza prioritaria all’istruzione
  2. Esprimono la convinzione che tutti gli studenti possano imparare e raggiungere buoni risultati
  3. Si prefiggono aspettative alte
  4. Sanno reclutare e mantenere insegnanti di qualità
  5. Considerano gli insegnanti professionisti autonomi e responsabili
  6. Sanno trarre il massimo dal tempo degli insegnanti
  7. Allineano gli incentivi di insegnanti, studenti e genitori
  8. Si dotano di leader educativi capaci
  9. Adottano un giusto livello di autonomia scolastica
  10. Attuano il passaggio dalla responsabilità amministrativa a quella professionale
  11. Sanno veicolare messaggi coerenti
  12. Sanno allocare razionalmente le risorse

Come realizzare le riforme

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Un intero capitolo è dedicato a come realizzare riforme della scuola. Di seguito alcuni spunti

  • Un ampio supporto. I responsabili politici devono ricercare un ampio consenso sugli obiettivi della riforma e coinvolgere le parti interessate nella formulazione e attuazione delle risposte politiche, fra queste in particolare gli insegnanti.
  • Adeguate competenze. Gli sforzi per superare le resistenze alla riforma saranno inutili se le amministrazioni non padroneggeranno il necessario know-how professionale e non disporranno di organizzazioni e responsabilità adeguate ai nuovi compiti. Le riforme richiedono quasi sempre investimenti significativi per la formazione del personale e per la costruzione di una rete di istituzioni correlate.
  • La governance giusta al posto giusto. I sistemi di istruzione si estendono dalle scuole a livello locale ai ministeri nazionali. Le responsabilità delle istituzioni e diversi livelli di governo variano da Paese a Paese. Le riforme devono tenere nel dovuto conto le responsabilità dei diversi attori. Il livello regionale può a volte essere di aiuto, ma altre volte no, perché può succedere che le Regioni non dispongano di sufficienti infrastrutture scientifiche e tecniche per pianificare e implementare politiche educative coerenti con gli obiettivi e le finalità nazionali.
  • Uso dei dati sui risultati. L’accesso e la gestione delle informazioni sono diventati meno costosi e più facili che in passato. I sistemi educativi possono disporre di ottime raccolte dati per tracciare i risultati individuali e istituzionali, a livello locale, nazionale e internazionale. Tutto questo è estremamente utile, le istituzioni possono disporre dei necessari feed back insieme agli strumenti per usarli.
  • Capacità di autoregolazione. È necessario progredire dalle iniziative iniziali di riforma verso la costruzione di sistemi che si autoregolino. Bisogna garantire agli insegnanti gli strumenti necessari per cambiare e riconoscere anche in termini economici il loro sforzo per migliorare gli apprendimenti.