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UN ATTACCO “INDECENTE” ALL’INVALSI E A TUTTA LA SCUOLA PUBBLICA

di

a cura di Alessandra Cenerini, contro il fortissimo l’attacco all’Istituto di valutazione attraverso la decurtazione dei fondi

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Un Paese che pretende di governare l’istruzione senza basarsi sui dati è un Paese incolto.
Un Paese che pretende di governare l’istruzione senza formare e scegliere i propri insegnanti è un Paese alla deriva.

Quelle che sto usando non sono parole esagerate, sono lo specchio di una realtà drammatica e preoccupante.

Apprendiamo ora che è stato solo momentaneamente stralciato un provvedimento anti-INVALSi, presente nel Decreto Scuola in via di approvazione dal Consiglio dei Ministri, mentre rimane fortissimo l’attacco all’Istituto di valutazione attraverso la decurtazione dei fondi.
E intanto si dà la stura a nuove sanatorie per circa 55.000 insegnanti con tre anni di servizio, mentre si è distrutta la norma su formazione e reclutamento, senza nulla sostituire.

La norma sospesa contro l’Istituto di Valutazione faceva diventare per sempre facoltativi i test INVALSi alla fine del 1° ciclo e del 2° ciclo. Tutto ciò a neanche un mese dalla pubblicazione dei dati shock che hanno certificato lo stato preoccupante della scolarizzazione secondaria di 2° grado rispetto a competenze essenziali.
Siccome non ci piace guardare in faccia la malattia, buttiamo le analisi e ci affidiamo al destino. E’ il medioevo dell’istruzione.

Ma come si fa a colpire l’INVALSI, senza varare provvedimenti che potrebbero destare clamore? Banale Watson: si tagliano i fondi.

E così nel riparto del FOE (Fondo Ordinario per il finanziamento degli Enti e istituzioni di ricerca), mentre quasi tutti gli Enti vedono aumentare i loro finanziamenti, l’INVALSI è in assoluto quello maggiormente penalizzato: – 17, 4% dei finanziamenti rispetto al 2018, mentre, ad esempio, l’INDIRE li vede aumentare del 29,2%.

Noi ci auguriamo che la scuola, quella che vuole progredire, quella che sa che non si può migliorare senza una conoscenza puntuale e comparativa della realtà, sappia reagire e combattere contro i nuovi “barbari”.
Mi assumo personalmente la responsabilità di queste dichiarazioni e di questi toni. Non sono avvezza alle drammatizzazioni, ma ora si sta davvero toccando il fondo.