SCUOLE IN TRASFORMAZIONE

Margret Rasfeld

 

1^ Sessione 2^ Istantanea

UNA SCUOLA A BERLINO
SENZA VOTI NE’ ORARI

 

 s14a_anda_fumetto80 Come avrete intuito ci siamo spostati nella grande Germania  s14a_anda_testo80
 s14a_marco_testo80
A proposito di  grande Germania, come sono messi i tedeschi con i test PISA?  s14a_marco_fumetto80
 s14a_anda_fumetto80 La prima indagine PISA del 2000 andò molto male, mostrò che in Germania le condizioni socio economiche influivano sui risultati più che in qualsiasi altro Paese dell’OCSE. Insomma chi stava bene andava bene e chi stava male andava male  s14a_anda_testo80
 s14a_marco_testo80 E’ vero PISA 2000 fu uno shock per la Germania, i suoi risultati erano sotto la media OCSE.  s14a_marco_fumetto80
 s14a_anda_fumetto80
Ma la Germania reagì e i risultati sono migliorati moltissimo. Oggi in Europa  la Germania si classifica al top, nei primissimi posti.  s14a_anda_testo80
 s14a_marco_testo80 La Germania ha un ottimo sistema professionale, il sistema duale.      E’ anche in virtù di questo sistema che non c’è discrepanza fra formazione e mercato del lavoro, e la disoccupazione giovanile in Germania è fra  le più basse in Europa  s14a_marco_fumetto80
 s14a_anda_fumetto80 l 7% contro il 40% dell’Italia!!!!  s14a_anda_testo80
 s14a_marco_testo80 Ok, Ok  la grande Germania…. ma non credere  che sia tutto oro quello che  luccica  s14a_marco_fumetto80
 s14a_anda_fumetto80 Lo so, lo so. In Germania,  i bambini sono separati in 3 diversi percorsi scolastici all’età di 10 anni, dopo 4 anni di scuola elementare!! E sulla scelta pesano molto le condizioni socio-economiche  s14a_anda_testo80
 s14a_marco_testo80 Gia’. 10 anni! Un po’ prestino!! Dipende dai lander, la Germania è uno Stato federale,  e ogni regione o land  ha notevole autonomia sull’istruzione.  Ci sono anche scuole comprensive.  s14a_marco_fumetto80
 s14a_anda_fumetto80 Questa mattina presenteremo per l’appunto una scuola che va dai 6 ai 16 anni e recentemente ha istituito anche i 3 anni della secondaria superiore. Non è una scuola statale. E’ una scuola protestante a Berlino, estremamente innovativa.  s14a_anda_testo80
 s14a_marco_testo80 Già..la scuola si definisce «protestante, coraggiosa e cosmopolita» e tra le sue materie compaiono….. sentite un po’….  “responsabilità” e “sfida  s14a_marco_fumetto80
 s14a_anda_fumetto80 Già,  per il corso di sfida, i ragazzi tra i 12 e i 14 anni sono invitati a pianificare un’avventura con un budget di 150 euro: c’è chi sceglie canoa, chi va a lavorare in una fattoria, chi a fare trekking in Inghilterra.  s14a_anda_testo80
 s14a_marco_testo80 Il compito più importante per questa scuola è sviluppare l’automotivazione, la fiducia in sé stessi, il senso di responsabilità e il desiderio di affrontare le sfide in autonomia.  s14a_marco_fumetto80
 s14a_anda_fumetto80 Ma non si pensi che tutto questo avvenga in un’organizzazione  libertaria e incurante della disciplina  s14a_anda_testo80
 s14a_marco_testo80 Al contrario, la scuola insiste sull’importanza di un sistema di regole piuttosto severo.  s14a_marco_fumetto80
 s14a_marco_testo80 Un’altra cosa molto importante da dire è questa: la scuola ha un approccio multiculturale ed ecologista.
Il curricolo si ispira agli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda UNESCO 2030
 s14a_marco_fumetto80
 s14a_anda_fumetto80 Ci sono solo alcune materie obbligatorie, matematica, tedesco, inglese e scienze sociali, sono gli studenti a decidere cosa studiare e quando sostenere gli esami.  s14a_anda_testo80
 s14a_marco_testo80 L’impostazione prevalente è di lavorare per progetti in modo interdisciplinare  s14a_marco_fumetto80
 s14a_anda_fumetto80 Non abbiamo ancora detto che questa scuola è salita agli onori della cronaca anche in Italia , e sai perché?  s14a_anda_testo80
 s14a_marco_testo80 Si per almeno tre motivi. il primo è che  non si danno voti fino a 15 anni  s14a_marco_fumetto80
 s14a_anda_fumetto80 Proprio come da noi, Hai visto l’ultimo decreto? Non sono riusciti nemmeno a mettersi d’accordo di cambiare i voti da 1 a 10 in 5 lettere. Abbiamo la libidine  sadomaso del voto. Non ne possiamo fare a meno  s14a_anda_testo80
 s14a_marco_testo80 E ancora ha fatto scalpore in Italia il fatto che non ci sono  lezioni frontali e non ci sono orari rigidi, quindi niente campanella  s14a_marco_fumetto80
 s14a_anda_fumetto80 Niente campanella??? Ma per carità, che non ce la tolgano, da noi è l’unico momento liberatorio!  s14a_anda_testo80
 s14a_marco_testo80  Ma sai qual è la cosa che più colpisce l’opinione pubblica?  s14a_marco_fumetto80
 s14a_anda_fumetto80 Quale?  s14a_anda_testo80
 s14a_marco_testo80 che questa scuola alternativa, ottiene eccezionali risultati agli esami  s14a_marco_fumetto80
 s14a_anda_fumetto80 Vallo allo a dire ai nostri parrucconi  s14a_anda_testo80
 s14a_marco_testo80 E’ la solita storia, per i nostrani laudatores temporis acti una scuola seria non può essere mai una scuola piacevole e felice.
Il piacere è sinonimo di lassismo, di futile, di inutile
 s14a_marco_fumetto80
 s14a_marco_testo80  e i primi a pensarlo, sai chi sono?  s14a_marco_fumetto80
 s14a_anda_fumetto80 i genitori!!  s14a_marco_fumetto80
 s14a_anda_fumetto80 Ma è ora di dare la parola a una persona fantastica, Mrs. Margret Rasfeld, l’ideatrice e preside  della scuola, che ha appena lasciato per diffonderla anche altrove  s14a_anda_testo80
 s14a_anda_fumetto80 Prego Mrs Rasfeld  s14a_marco_fumetto80

 

INTRODUZIONE

Mi presento. Sono un’insegnante, un’ex-preside, una navigatrice della rete, una che infrange le regole, un’innovatrice, una combattente, un’associata di Ashoka, una narratrice di storie.

Questa è la mia storia

image012

25 anni fa, nel 1992, sono rimasta fortemente impressionata dagli esiti della Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sull’ambiente e lo sviluppo a Rio cui hanno partecipato 187 stati, con 187 dichiarazioni. Le Nazioni Unite si sono ritrovate d’accordo sulla cosiddetta Agenda 21: di che cosa abbiamo bisogno nel XXI secolo?

Dopo la conferenza l’UNESCO creò una commissione coordinata da Jacques Delors per scoprire il tipo di scuole di cui c’era bisogno per riuscire a trasformare positivamente e con successo le nostre società.

 La commissione riscontrò che le scuole tradizionali non sono in grado di far emergere nemmeno  il 50% delle potenzialità dei ragazzi.

Un’affermazione importantissima, perché così sappiamo che c’è un meraviglioso tesoro nascosto, che possiamo scoprire. L’educazione può e deve essere il seme di una nuova umanità.

Nel 1996, in Learning the treasure within, la Commissione Delors stabilì i principi per lo sviluppo di un’educazione sostenibile.

image014

Ci sono quattro pilastri dell’apprendimento per riorientare e riorganizzare il curricolo:

1) imparare a imparare,  

2) imparare a vivere insieme,

3) imparare ad agire,

 4) imparare a essere.

Nel 1996 ero preside di una grande scuola comprensiva con più di 1000 studenti in un distretto economicamente svantaggiato di Essen in Germania. Basandoci su questi 4 principi, incominciammo a cambiare la nostra scuola – a lavorare in un modo completamente differente. E a Berlino alla ESBZ, di cui sono stata preside dal 2007 fino alla mia andata in pensione nell’agosto dell’anno scorso,  abbiamo continuato a lavorare per espandere questo modello, fondando l’educazione scolastica sui 4 pilastri dell’UNESCO: imparare a imparare, imparare a vivere insieme, imparare ad agire, imparare a essere.

Le sfide

image016

Il mondo sta affrontando sfide globali: diseguaglianza, povertà, cambiamento climatico, crisi della democrazia, crescente complessità, la dinamica del cambiamento. Queste sfide globali interconnesse richiedono grandi cambiamenti nel modo in cui pensiamo e agiamo per la dignità degli altri esseri umani. Abbiamo una sola sicurezza: il futuro è molto incerto.

Per sostenere queste sfide abbiamo bisogno di persone coraggiose con la potenzialità e la volontà di agire usando conoscenza e cuore.  

Gli studenti oggi devono esser preparati all’incertezza, essere attivamente connessi con ciò che li circonda, imparare ad accettare il fallimento e a praticare la valorizzazione e l’empatia. Ciò significa che le scuole vanno trasformate radicalmente mettendo gli studenti al centro.

La realtà nelle scuole oggi

image018

Dobbiamo pensare al “curricolo nascosto”. Ogni organizzazione ha un curricolo nascosto, che definisce la cultura quando si interagisce con esso.  Il curricolo nascosto è ciò che modella e forma l’atteggiamento e il carattere di una persona: coraggio   o paura di compiere errori; rivalità  o consapevolezza della comunità; considerare le persone come soggetti  o come oggetti.

I giovani passano la maggior parte del loro tempo a scuola, educati in un sistema gerarchico, che insegna loro a seguire regole e trovare “giuste risposte” da dare alle domande dell’insegnante o dei libri. L’orario, i curricoli, i rituali, le materie non sono concepite per educare alla creatività, al coraggio e al desiderio di innovazione. Non c’è spazio per un’azione reale volta a imparare nella o per la vita, per assumere responsabilità, per gli altri esseri umani o per la madre-terra. Se le scuole vogliono mettere gli studenti in grado di essere globalmente responsabili, innovativi, esseri umani empatici, la loro struttura non li aiuta.

Il curricolo nascosto è basato sulla frammentazione invece che sulla complessità, sulla paura invece che sul coraggio, e sull’apprendimento per livelli. Queste rigide strutture cospirano per affossare talenti e potenzialità. Il curricolo nascosto oggi ti porta a pensare in modo competitivo, a porre l’Ego prima della comunità.

UNA SCUOLA DEL FUTURO: LA  ESBZ A BERLINO

image020

Quello che facciamo all’ESBZ , Evangelische Schule Berlin Zentrum, di cui sono stata preside per 10 anni, fino all’agosto scorso,  è dar vita a una scuola radicalmente aperta alla comunità, al mondo, all’educazione non formale e alle attività extra-curricolari, in questo modo i nostri studenti imparano ad agire nel mondo reale. Noi promuoviamo l’apprendimento auto-organizzato e i progetti interdisciplinari basati su temi e non su materie rigidamente definite e separate fra loro.

  1. IMPARARE A VIVERE INSIEME

image021

Tutti sono i benvenuti,  gli studenti imparano in gruppi misti per età, aiutandosi gli uni con gli altri. La partecipazione è il principio fondamentale delle lezioni, delle strutture, dell’evoluzione della nostra scuola.

In una comunità cristiana, come la nostra, ciascun individuo è considerato un membro indispensabile. Una comunità è tale  quando tutti possono farne parte e anche  il membro più piccolo può intervenire. Una comunità dove non solo  i più deboli sono i forti, ma i forti non possono esistere senza i deboli, perché l’esclusione del debole è la morte della comunità.

  1. IMPARARE A IMPARARE

image023

Vige l’auto-organizzazione dell’apprendimento. Per apprendere le nozioni di base di tedesco, matematica, inglese, scienze sociali, gli studenti imparano in modo individuale con un buon materiale e in gruppi misti per età. Si sviluppa l’educazione peer to peer, i compagni si aiutano reciprocamente.

Gli studenti decidono quando vogliono che il loro  apprendimento sia verificato e valutato,  e nei primi tre anni ottengono certificati personali, non voti. Questo elimina la paura e la competizione per i voti e i ragazzi sono liberi di sbagliare e di imparare dai propri errori. Gli insegnanti assumono il ruolo di coach.

Apprendimento per progetti: complessità e creatività

margh3

Una volta alla settimana gli studenti hanno una giornata dedicata al progetto. Svolgono 2 o 3 progetti ogni anno. Condividono un tema, fanno le loro ricerche e collaborano. Così hanno molto tempo per essere creativi, imp arare al di fuori della scuola insieme ad esperti e apprendere in modi diversi. E’ così che l’apprendimento diventa un viaggio entusiasmante.

Un tutor per ogni studente

image029

Quello che sappiamo dalle neuroscienze è che la base dell’apprendimento è una buona relazione con qualcuno in cui si ha fiducia. Così ogni studente ha un coach, un tutor. Un giorno alla settimana si incontra con lui. Ogni insegnante ha 13 studenti e due lezioni alla settimana per il tutorato.  Il tutor dà agli studenti la possibilità di prendersi delle responsabilità.

  1. IMPARARE AD ESSERE

image031

Imparare a essere significa imparare ad essere consapevoli, di sé, dell’ambiente, dei propri processi di apprendimento.

Consapevolezza: meditazione e yoga

image033Abbiamo workshops  di meditazione e yoga.

Cominciamo ogni lezione con il silenzio e con buone notizie sulla materia.

 

Assemblea di scuola

image035

Ogni settimana abbiamo un’assemblea di scuola, in cui gli studenti imparano ad esprimere le loro opinioni e anche critiche e apprezzamenti . E’ una pratica che permette di avere risposte  e suscitare  empatia nel processo di apprendimento.

Nelle nostre assemblee  invitiamo anche persone che abbiano reali messaggi da comunicare e siano innovatori. I ragazzi hanno bisogno di modelli piuttosto che di critiche.

Nella foto   Kasha Jacqueline Nabagesera  dall‘ Uganda, che ha ricevuto il premio Nobel alternativo

  1. IMPARARE AD AGIRE

image037

E‘ il principio su cui si basa una scuola non autoreferenziale, che si apre all’esterno e con il mondo esterno responsabilmente interagisce

Rompere  l’orario tradizionale

Un primo elemento organizzativo per consentire il passaggio dal semplice trasferimento di conoscenze alla capacità di elaborare le conoscenze e collegarle alla vita reale è la rottura dell’orario tradizionale. Senza questa riorganizzazione dei tempi del fare scuola, diventa impossibile qualsiasi progetto che preveda impegni al di fuori delle pareti scolastiche.

Il progetto “Responsabilità”

Il progetto “Responsibilità” è focalizzato sull’impegno civico nella comunità locale. Il progetto “Responsibilità” si sviluppa su due anni, quando i nostri studenti  hanno 12 e 13 anni, durante i quali viene dato loro del tempo per praticare la cittadinanza in un impegno comunitario.  Il progetto Responsabilità costituisce l’ambito in cui gli studenti imparano, con il cuore e con la mente, il significato profondo di “essere umano”, apprendono a condividere i valori, l’etica del genere umano, a sviluppare il senso del vivere insieme.

Si impara la responsabilità attraverso l’esperienza, non la si può imparare dai libri o dai test. L’etica della responsabilità non potrà mai essere insegnata  attraverso  lezioni di morale, ma solo promuovendo lo sviluppo congiunto dell’autonomia individuale, della partecipazione sociale e della coscienza di appartenere tutti alla stessa specie umana.

A ESBZ  potenziamo nei nostri ragazzi il senso del bene comune, perchè possano essere loro stessi promotori del cambiamento verso una società migliore.

Alcuni esempi delle responsabilità  concretamente praticata dai nostri studenti:

  • verso gli anziani

image039

  • verso i bambini delle scuole dell’infanzia

image041

  • verso i rifugiati

image043

  • verso gli alunni delle classi delle scuole in zone sfavorite

image045

  • verso l’ambiente

image047

Il progetto “Sfida”

Il progetto “un’altra vita” è chiamato “Sfida”. È la materia preferita da tutti.
A partire dall’età di 13 anni i nostri studenti affrontano una grande sfida che loro stessi scelgono fuori Berlino, all’inizio dell’anno scolastico. Hanno a disposizione tre settimane e 5 euro al giorno per realizzare la loro idea, che può essere:

  • escursione in bicicletta

image049

  • escursione a piedi

image051

  • aiuto alla costruzione per un’istituzione sociale

image053

  • lavoro in una fattoria biologica

image055

  • Esperienza di vita in un monastero

image056

Che cosa imparano con il progetto “Sfida”

Nei loro progetti “Sfida”, gli studenti imparano lo spirito d’iniziativa e la capacità di affrontare dei rischi.

Imparano a fallire, imparano a lavorare e vivere in gruppo e a gestire l’insicurezza. Gli studenti stabiliscono la sfida  e gli obiettivi della sfida sono pianificati da loro stessi. La sola regola è: va al di là dei tuoi limiti. I progetti “Sfida” hanno luogo tre volte, quando gli studenti hanno 13, 14 e 15 anni. Come parte del sostegno ai progetti “Sfida”, abbiamo sviluppato delle forme di cooperazione con le università. I gruppi sono accompagnati da studenti che vogliono diventare insegnanti o operatori sociali. Così si crea una situazione in cui tutti vincono. Durante la sfida sperimentano il nuovo ruolo di coach.

La prima sfida è soprattutto, come potete immaginare, una dura sfida per molti genitori.

Il progetto “Ognuno in un’altra cultura”

image058

Il livello successivo è “Ognuno in un’altra cultura”, che  ha luogo quando gli studenti hanno 16 anni. Si tratta di un progetto sociale o ecologico in un’altra cultura per tre mesi. Per esempio, gli studenti vanno ad aiutare lo sviluppo di un progetto sociale in Tanzania, oppure a costruire una scuola nel Nepal dopo il terremoto, oppure si impegnano nella permacultura in Perù.

Gli studenti ambasciatori del cambiamento

image060

Poiché tante persone sono interessate al nostro modello di scuola, abbiamo dovuto inventare un modo per soddisfare migliaia di visitatori. La nostra risposta è stata “ infrangi le regole”: gli studenti insegnano agli insegnanti

Come ambasciatori del cambiamento, gli studenti istruiscono gli insegnanti, consultano professori di pedagogia e membri del governo.

Fanno da guida in corsi di formazione interna per insegnanti di altre scuole. Sempre più i nostri studenti danno lezioni e addiritturasi confrontano con e “istruiscono” dirigenti di imprese. Hanno 13, 14 e 15 anni.

L’INIZIATIVA “SCUOLE IN TRASFORMAZIONE”

image062

Poiché la domanda di cambiamento delle scuole è enormemente cresciuta, ho fondato l’iniziativa “Scuole in trasformazione” per diffondere un quadro di riferimento su cui impostare la trasformazione delle scuole.

Abbiamo cominciato con uno spettacolo di strada in giro per la Germania su un autobus.

image064

Otto alunni, un famoso “scienziato del cervello” e io stessa. Undici città in 10 giorni: abbiamo raggiunto un pubblico di più di 10.000 persone. I nostri alunni parlano col cuore, con passione e con gli occhi brillanti, e così contagiano l’uditorio con il virus del cambiamento.

Questo spettacolo di strada ha portato attualmente alla creazione di circa 40 scuole in trasformazione in Germania.

Spesso i nostri studenti sono invitati come oratori in conferenze.

margh4

Ogni settimana i miei studenti ed io, o anche gli studenti da soli, giriamo il mondo e raggiungiamo ogni anno un pubblico di 30.000 persone.

image070

“Scuole in trasformazione” in Austria

image072

Austria l’iniziativa “Schule im Aufbruch“, Scuola in Trasformazione, è stata avviata  nel 2014 e attualmente, in alcuni distretti, si ha il 50% di scuole in trasformazione.

Scuole in trasformazione in Polonia

image074

In Polonia l’iniziativa “Scuole in trasformazione” ha preso avvio nel 2015.

Il laboratorio dell’innovazione

image076

Le scuole in trasformazione hanno fondato il laboratorio dell’innovazione educativa, per sviluppare materiali innovativi in workshop interdisciplinari, anche in collaborazione con imprese. Designer, progettisti, insegnanti, studenti e altri portatori d’interessi lavorano insieme su materiali innovativi.

I tempi non sono mai stati così favorevoli per un cambiamento di sistema.

GLI OBIETTIVI GLOBALI PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

image078

Il 25 settembre 2015, al termine del   Summit sullo Sviluppo Sostenibile  è stato stilato dai Capi di stato un documento dal titolo “Trasformare il nostro mondo. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”

Il documento determina gli impegni sullo sviluppo sostenibile che dovranno essere realizzati entro il 2030, individuando 17 obiettivi globali (SDGs – Sustainable Development Goals) .

Abbiamo dunque dinnanzi 13 anni per realizzarli. Se vogliamo cambiare gli atteggiamenti nelle organizzazioni, nelle imprese e nella società civile ( ECO-potere invece di EGO-pensiero),  agendo con rispetto per le altre culture, dobbiamo cambiare le nostre scuole ORA!

Il 4° obiettivo: un’educazione di qualità

image080

Uno sviluppo sostenibile richiede un’educazione di qualità, come ci ricorda il 4° obiettivo.

Ciò che sappiamo dagli studi è:

  1. non abbiamo mai avuto tanti giovani così fortemente interessati a creare un mondo nuovo, basato su valori ecologici e sociali;
  1. il 50% dei potenziali apprendimenti dei giovani  non riesce a svilupparsi nelle scuole tradizionali;
  1. i limiti a questo sviluppo sono dati dalla stessa struttura delle scuole: l’orario ristretto, la focalizzazione sulle materie d’insegnamento, anziché sull’educazione di esseri umani consapevoli dei valori comuni. I giovani vanno a scuola, hanno una materia dopo l’altra, compiti a casa nel pomeriggio, test, test, test. Gli insegnanti corrono da una classe all’altra, hanno più di 100 alunni al giorno.  In questa struttura organizzativa per l’insegnante è impossibile aiutare ogni alunno a crescere e non riescono a costruire  relazioni personali con i loro allievi. Per gli studenti non c’è tempo per impegnarsi nella comunità e avere esperienze che aumentino la loro autostima, la loro auto-efficacia e la capacità di darsi uno scopo nella vita.

Qual è la finalità della scuola nel XXI secolo?

image082

L’educazione deve assumere pienamente il suo ruolo centrale, nell’aiutare le persone a forgiare società più giuste, pacifiche, tolleranti e inclusive. Deve dare alle persone  comprensione, competenze e  valori   per imparare a vivere per il bene comune.

È per questo che abbiamo bisogno della trasformazione della scuola

Conferenza internazionale “Global Goals Curriculum”

image084

Abbiamo bisogno di un curricolo per il cambiamento, per questo in Maggio 2016, ho organizzato a Berlino una grande conferenza internazionale dal titolo Global Goals Curriculum  2016, con molti giovani, con Ashoka, promotrice di cambiamento nelle scuole nel mondo.

Tutte le persone sono state contagiate dal senso degli obiettivi globali. Vi hanno partecipato persino i monasteri educativi tedeschi.

I governi sanno che l’educazione per lo sviluppo sostenibile sta fallendo nelle scuole tradizionali. Vi è una grande opportunità per noi fautori della trasformazione delle scuole. I Governi devono relazionare alle Nazioni Unite entro due anni su ciò che hanno progettato e realizzato.  I ministri dell’educazione della Germania e dell’Austria stanno già cercando agenti di cambiamento per accelerare il processo.

La nuova organizzazione GGC2030

Nel luglio 2016 “Scuola in trasformazione” è stata accreditata dall’UNESCO, e designata come agente di cambiamento. Mi è stato chiesto di aiutare le scuole tedesche in trasformazione. Così ho fondato una nuova organizzazione,  GGC 2030, che sta per Global Goals Curriculum 2030.

In questa fase abbiamo una straordinaria opportunità per scoprire come il processo di trasformazione possa avere successo.

image086

Un cambiamento paradigmatico: dall’EGO all’ECO

Siamo intrisi di una visione basata sull’ego, dove l’individualità è vista come presupposto indispensabile e naturale per la felicità e il progresso dell’essere umano. Questa visione  non solo è dannosa per noi e per il nostro ambiente, ma addirittura limita fortemente le potenzialità e le capacità creative del singolo individuo, non dà libertà di espressione e di crescita profonda, uniforma e appiattisce le personalità e le differenze non vengono più viste come ricchezza.

All’egocentrismo dobbiamo sostituire l’ecocentrismo. L’ecocentrismo vede la connessione fra tutti gli esseri viventi, non solo gli uomini, pone al centro  l’insieme interdipendente di tutti i fenomeni vitali e ambientali. Un passaggio non facile, ma necessario.

image088

image090Una carta del coraggio

Ho disegnato una  carta del coraggio

per sfidare ciascuno di voi ad…..

– avere il coraggio di sognare
– avere il coraggio di assumersi delle responsabilità
– avere  il coraggio di cambiare!

 

 

Riferimenti di Margret Rasfeld

image092

 

margret.rasfeld@posteo.de

 

image094http s://www.facebook.com/margret.rasfeld

Precedente Successiva