PISA 2015. Nuove note sull’Italia

a cura di Tiziana Pedrizzi

Premessa

pisa 2015 premessaDelle tre aree indagate (Lettura, Matematica e Scienze) gli analisti stessi di PISA hanno sostenuto nel passato che quella di Scienze è la meno significativa, perché si occupa di competenze relative alla capacità di comprensione dei testi già analizzata in Lettura e di ragionamento logico già analizzata in Matematica. La ragione della sua permanenza nell’indagine sembra essere soprattutto di policy, dovuta alla necessità di incrementare, soprattutto nei paesi OCSE, gli studi scientifico-tecnologici, in crisi fra le scelte dei giovani e non solo in Italia.

Tuttavia l’introduzione, grazie alla somministrazione informatica, di prove interattive finalizzate a registrare le competenze nel campo della realizzazione di attività sperimentali, potrebbe garantire un nuovo e più alto interesse alle rilevazioni in questo campo. Analisi secondarie sui risultati di questo tipo di prove potranno darci una risposta in questo senso.

La principale novità di PISA 2015 sembra infatti la somministrazione via computer, non più a scopo sperimentale ed a numeri ridotti di allievi, ma come modalità principale, avendo coinvolto 57 paesi sui 72 partecipanti. Tale tipo di pratica facilita la raccolta dei dati e li rende più affidabili, ma forse soprattutto permette la somministrazione di prove più sofisticate, necessarie per sondare competenze complesse. Una sorta di apripista anche per il nostro Paese che da Invalsi 2016 ha iniziato con una sperimentazione in questo senso, a partire dai Centri di Formazione Professionale.

Cambiano i fattori determinanti per svettare nelle classifiche?

pisa 2015 italianiIn testa alla classifica sono insediate ormai stabilmente le tigri ed i tigrotti asiatici: Singapore, Taipei -Cina, Corea del Sud etc. I paesi del Nord Europa (Estonia, Finlandia) non sono più soli, anzi cedono posizioni. I fattori determinanti sembrano dunque essere più complessi, se non diversi, da quelli sostenuti all’inizio di PISA, cioè la presenza di una scuola unitaria almeno fino ai 15-16 anni. Ora sembrerebbero emergere fattori culturali e la spinta al miglioramento con la conseguente disciplina ed impegno: anche le analisi secondarie di OCSE, a partire dai Focus, sembrano andare in questo senso.

Sui risultati italiani

pisa 2015 - italianiQuanto ai risultati italiani, in PISA 2015 sono stabili o in diminuzione. Sembrerebbe esaurita la spinta propulsiva che aveva portato al miglioramento del 2009, poi stabilizzatosi nel 2012; ora siamo arretrati al 2006.E’ caduto l’interesse per PISA?

Ma alla quinta edizione si comincia a dire che non ha senso fare un discorso sulla media dell’Italia che risulta da situazioni molto differenti.

La classifica delle macroaree è ormai stabile in PISA ed in INVALSI: il Nord Est è in cima soprattutto per i risultati di Trento e Bolzano e precede il Nord Ovest zavorrato dalla Liguria. Il Centro si colloca a metà nonostante le continue buone performances delle Marche, zavorrato a sua volta dal Lazio (interessante il rapporto con i picchi di assenze di studenti e docenti dichiarati dalle scuole stesse nei Rapporti di Autovalutazione), il Sud cerca di migliorare ed in parte ci riesce, il Sud Isole no.

Si rendono oramai necessarie analisi più sofisticate sul caso del Sud e soprattutto del Sud Isole, non tanto per il contrasto fra i risultati delle valutazioni standardizzate e quelli dei voti maturità la cui scarsa affidabilità è oramai senso comune. Quanto perché è ormai evidente la tendenza all’espansione di una classe dirigente proveniente dal Centro Sud, non più solo nell’Amministrazione Pubblica, ma anche nei servizi ed a livello internazionale. E’ il Sud che avanza o il Nord che sta fermo? Come mai ciò avviene quando da PISA ed INVALSI si direbbe che, con i livelli 5 e 6 disertati, al Sud manchino le eccellenze? Mancanza di impegno in prove considerate irrilevanti? Diversi tipi di intelligenza?

Quanto alla dislocazione per livelli delle competenze degli allievi, anche qui abbiamo delle conferme. Un Paese attento agli ultimi, ma mediocre in alto: i livelli 1 e 2 – i più bassi – sono inferiori in percentuale nel nostro Paese rispetto a quanto registrato nei paesi OCSE. Del pari inferiori i livelli 5 e 6 – i più alti. Un grande addensamento dunque nei livelli 3 e 4 che significano una sostanziale medietas intellettuale. Una interessante fotografia del nostro Paese, ad indicare che talvolta i numeri parlano un linguaggio non solo numerico.

pisa 2015Le differenze di genere, nelle precedenti edizioni inesistenti in Scienze, ora si presentano: le ragazze ottengono risultati inferiori a quelli dei ragazzi. Non si tratta di un segno di arretratezza in assoluto: in compagnia dell’Italia troviamo Costarica ma anche Austria.  Il gap si genera non nei livelli bassi di competenza ma in quelli alti, un po’ come succede in Matematica: come se ad un certo livello le ragazze smettessero di competere in un campo che non riconoscono del tutto proprio. C’è chi attribuisce questa diminuzione al fatto che negli indirizzi a prevalente frequenza femminile le ultime riforme hanno sconvolto l’assetto dell’insegnamento delle materie a carattere scientifico. Sarebbe da indagare anche quanto ha pesato l’introduzione delle prove sperimentali in ambiente informatico che presumibilmente testano competenze complesse. Diligenza ed applicazione, ma mancanza di inventiva e di iniziativa?

Da ultimo la graduatoria fra le diverse tipologie di indirizzo. Graduatoria che continua a scontare – in PISA come in Invalsi- la commistione nella categoria” licei” di indirizzi con caratteristiche molto diverse   dal punto di vista della provenienza sociale, degli interessi culturali e di studio e delle vocazioni degli studenti che li frequentano. Licei che mantengono la primazia, ma che diminuiscono le loro performance: forse perché  le ragazze hanno avuto una diminuzione nei risultati ed in molte tipologie liceali sono la maggioranza?. Più interessante che Istituti Professionali e Centri di Formazione Professionale siano oramai alla pari: lo si iniziava a vedere già nel 2012. Ma è ammissibile qualche riserva: i dati di base dei Centri di Formazione Professionale sono incerti perché forniti in modo variegato dalle Regioni. Potrebbe esserci in questo campo una autoselezione dei migliori.

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