OCSE PISA 2015

a cura di ADi

CHE COS’E’ L’INDAGINE PISA

(tratto da INVALSI) 

PISA, acronimo di Programme for International Student Assessment, è un’indagine internazionale promossa dall’OCSE, con cadenza triennale. Il primo ciclo dell’indagine si è svolto nel 2000; il 2015 è stato il sesto ciclo.

L’obiettivo principale di PISA è rilevare le competenze degli studenti di 15 anni in Lettura, Matematica e Scienze. Ogni rilevazione è costituita da un dominio principale d’indagine e da due domini minori. Il dominio principale nel ciclo 2015 è stato Scienze

A partire dalla rilevazione 2012, si è cominciato a introdurre la somministrazione delle prove cognitive al computer. Nel 2015 l’intera somministrazione – prove cognitive e questionari di sfondo – è stata effettuata via computer.

Oltre alle prove cognitive e ai questionari di sfondo, i Paesi partecipanti possono aderire anche a opzioni internazionali. Di seguito sono elencati i domini e gli argomenti di sfondo, ivi comprese le opzioni internazionali, a cui l’Italia ha partecipato in PISA 2015:

  • Domini cognitivi: Lettura, Matematica, Scienze (dominio principale), Financial Literacy (opzionale).
  • Informazioni di sfondo: Questionario studente (comprese le componenti opzionali sulla carriera scolastica) e sulle TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione), Questionario scuola (rivolto ai Dirigenti Scolastici), Questionario docente, opzionale (rivolto sia ai docenti di Scienze sia di altre materie), Questionario genitori (opzionale).
  • Campione studenti livello 10. Oltre agli studenti di 15 anni, per la prima volta l’Italia ha partecipato con un campione aggiuntivo di studenti che frequentano il secondo anno della scuola secondaria di secondo grado.

Tutti gli strumenti sono stati presentati al computer, ad eccezione del questionario genitori che è stato presentato in forma cartacea.

Il campione studenti è stato stratificato per area geografica e tipologia di istruzione, compresi i centri di formazione professionale e le scuole secondarie di primo grado. I dati sono stati rilevati su un campione di 11.583 studenti in 474 scuole partecipanti.

I RISULTATI PER L’ITALIA

(tratto da INVALSI)

Scienze

cb-pisa2015Alla rilevazione PISA 2015 hanno partecipato 72 paesi di cui 35 OCSE. L’Italia ha ottenuto nella scala principale di Scienze un punteggio medio pari a 481 punti, significativamente inferiore di 13 punti alla media OCSE (493). L’Italia occupa nel ranking internazionale tra la 26esima e la 28esima posizione rispetto ai paesi OCSE; tra la 32esima e la 36esima rispetto a tutti i paesi partecipanti. Il nostro Paese non si differenzia significativamente da Federazione Russa, Lussemburgo, Ungheria, Lituania e Croazia. Rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea, si registra, invece, un punteggio medio significativamente inferiore.

Con riferimento alla rilevazione PISA 2006, si è registrato un miglioramento rispetto a Islanda e Repubblica Slovacca. Viceversa, si è registrato un decremento rispetto al Portogallo.

Tuttavia, è importante osservare che si rileva una sensibile riduzione del divario tra il risultato conseguito e la media dei paesi OCSE.

In Italia, gli studenti che raggiungono il livello minimo di competenza (livello 2) sono due punti percentuali superiori alla media OCSE (27% vs 25%). Anche gli studenti che non raggiungono il livello 2 sono in percentuale maggiore rispetto alla media internazionale (23% vs 21%), mentre gli studenti a livelli alti di competenza (livello 5 o superiore) sono in percentuale minore (4% vs 8%).

Le differenze di genere continuano a persistere. La differenza tra ragazzi e ragazze in Scienze in PISA 2015 è di 17 punti a favore dei ragazzi. A livello internazionale tale differenza è di 4 punti.

A livello italiano si conferma ancora una volta il divario Nord-Sud: in media le regioni del Nord hanno mostrato un rendimento superiore sia alle aree del Centro e del Mezzogiorno, sia rispetto al dato nazionale.

Anche a livello di tipologia di istruzione l’andamento nazionale è confermato dal rendimento migliore dei licei, a seguire gli istituti tecnici e gli istituti professionali. I centri di formazione professionale, così come nel 2012, non sono risultati significativamente diversi dagli istituti professionali.

Lettura

ocse pisa Italia: risultati letturaIn Lettura il punteggio medio italiano è risultato significativamente inferiore al dato OCSE di 8 punti (485 vs 493). L’Italia non si differenzia significativamente da Israele, Lussemburgo, Islanda, Austria, Vietnam, Croazia, Repubblica Ceca, Lettonia, Svizzera. Tra i paesi dell’Unione Europea, l’Italia ha ottenuto un punteggio superiore a Bulgaria, Romania, Repubblica Slovacca, Grecia e Lituania.

La percentuale di studenti italiani che raggiunge il livello minimo di competenza (livello 2) è leggermente superiore alla media OCSE (25 vs 23). La percentuale di studenti al di sotto del livello 2 non si è discostata dalla media internazionale, mentre gli studenti che si collocano nei livelli più elevati sono in percentuale inferiore al dato internazionale (6 vs 8).

Relativamente ai cicli precedenti, a partire dal 2000, il dato italiano del 2015 non ha mostrato grandi variazioni, soprattutto rispetto al ciclo precedente. Unico dato apprezzabile è in confronto al 2006 in cui si è registrato un aumento significativo di 16 punti. Anche in lettura si conferma la differenza tra ragazzi e ragazze, con un punteggio medio a favore di quest’ultime di 16 punti – a livello internazionale il differenziale è di 39 punti. Rispetto al 2009, anno in cui Lettura è stato dominio principale, i ragazzi sono migliorati significativamente di 13 punti, mentre le ragazze sono peggiorate di 17 punti.

Anche per Lettura è confermato il divario Nord-Sud. Per quanto riguarda la tipologia di istruzione gli studenti liceali ottengono un punteggio medio più elevato degli altri studenti. Seguono gli istituti tecnici e, coerentemente con Scienze, gli studenti degli istituti professionali e dei centri di formazione professionale hanno mostrato punteggi simili.

Matematica

ocse pisa Italia: risultati matematicaIn Matematica il punteggio medio ottenuto dagli studenti italiani è pari alla media internazionale (490). Tra i paesi europei, il nostro Paese ha ottenuto un punteggio simile anche a Svezia, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Portogallo, Spagna, Austria, Francia.

L’Italia ha ottenuto un punteggio medio superiore ai seguenti Paesi europei: Ungheria, Grecia, Repubblica Slovacca, Lettonia; mentre ha ottenuto un punteggio inferiore rispetto ai seguenti Paesi europei: Polonia, Danimarca, Belgio, Irlanda, Estonia, Paesi Bassi, Germania, Slovenia, Finlandia.

I risultati di PISA 2015 danno ragione di un consolidamento del miglioramento degli esiti riscontrati nelle edizioni precedenti. Per quanto riguarda i diversi livelli di competenza, la percentuale di studenti italiani è in linea con il dato internazionale. Rispetto ai cicli precedenti, PISA 2015 ha fatto registrare un miglioramento significativo in confronto al 2003 e al 2006 (24 e 28 punti rispettivamente); non ci sono variazioni significative relativamente al 2009 e al 2012.

Anche per la Matematica, l’edizione 2015 di PISA ha registrato differenze di rendimento a favore dei ragazzi (+20 punti). Rispetto al 2003, sia i ragazzi sia le ragazze hanno ottenuto un miglioramento significativo (25 punti e 23 punti rispettivamente). Nessun cambiamento significativo è emerso rispetto al ciclo 2012.

Infine, relativamente ai confronti nazionali, anche per la Matematica, le aree del Nord Italia hanno mostrato un punteggio superiore alla media nazionale e alle aree del Sud. Per la tipologia di istruzione, gli studenti liceali hanno ottenuto un punteggio superiore rispetto agli studenti che frequentano altri tipi di istituti. Ancora una volta, gli studenti dei centri di formazione professionale hanno ottenuto un punteggio simile agli studenti degli istituti professionali

I RISULTATI INTERNAZIONALI 

(tratto da OECD PISA)

ocse pisa 2015:risultati internazionaliNella figura si va dal rosso scuro, che indica risultati molto sotto la media, al verde scuro, risultati molto  sopra la media. L’Italia con il suo arancione marcato sta sotto la media.

Singapore ha superato il resto del mondo nell’ultima indagine PISA, che ha valutato la qualità, l’equità e l’efficienza dei sistemi scolastici.

Oltre a Singapore, i Paesi top sono stati il Giappone, l’Estonia, la Finlandia, il Canada.  

Dal 2006 la spesa per l’istruzione  primaria e secondaria nei  Paesi dell’OCSE  è aumentata quasi del 20% per studente, ma nello stesso periodo soltanto 12 dei 72 Paesi valutati in PISA hanno migliorato i risultati in scienze. I Paesi che hanno avuto miglioramenti comprendono sia  Paesi con ottimi risultati, come Singapore e Macao (Cina), sia Paesi con bassi risultati, come il Peru e la Colombia.

Le conquiste di un decennio in campo scientifico non sono riuscite a tradursi in altrettante conquiste in campo scolastico”, ha detto il segretario generale dell’OCSE Angel Gurria, quando ha lanciato il Rapporto a Londra. “ Ogni Paese ha spazio per migliorare, anche quelli che vanno meglio. Di fronte agli alti livelli di disoccupazione giovanile, con le crescenti disuguaglianze, con il persistente divario di genere e l’urgente bisogno di promuovere una crescita inclusiva in molti Paesi, bisogna fare di più per assicurare ad ogni bambino la migliore educazione possibile

Circa 1 studente su 10 nei Paesi OCSE, e 1 su 4 a Singapore, raggiungono i più alti livelli in scienze. Nell’OCSE, più di 1 studente su 5 è sotto il livello base: soltanto Canada, Estonia, Finlandia, Hong Kong, Giappone, Macao (Cina), Singapore e Vietnam  9 quindicenni su 10 padroneggiano le competenze di base  che ogni studente dovrebbe possedere prima di lasciare la scuola.

.Questi dati mettono in evidenza la sfida che tutti i Paesi, compresi i più ricchi, devono affrontare per soddisfare l’Obiettivo 4 dello Sviluppo Sostenibile per il 2030  ossia ottenere “Un’educazione di qualità, equa ed inclusiva e opportunità di apprendimento per tutti”.

Il Rapporto rivela le politiche che accomunano i Paesi che hanno avuto successo in PISA:

  • elevate e generalizzate aspettative per tutti gli studenti;
  • un forte accento sui buoni insegnanti, risorse
  • mirate a sostenere i ragazzi e le scuole in difficoltà,
  • un impegno verso strategie coerenti e di lungo periodo.

L’istruzione in Canada, Danimarca, Estonia, Hong Kong (Cina) e Macao (Cina) è contrassegnata da alti standard di eccellenza  e di equità . In altri Paesi è migliorata l’equità, ad esempio negli Stati Uniti,  ma in altri Paesi è calata sia la qualità sia l’equità dell’istruzione.

Raggiungere una maggiore equità nell’istruzione non è solo un imperativo sociale è anche uno stimolo alla crescita economica e alla coesione sociale. “ ha detto Gurria

L’indagine PISA 2015 sottolinea come , in un contesto di massiccia circolazione dell’informazione e di rapidi cambiamenti, tutti devono essere in grado di “pensare come scienziati” per poter soppesare le prove e giungere a delle conclusioni

LINK al sito dell’OCSE

Video

sottotitoliNel video sottostante è possibile visualizzare i sottotitoli cliccando sul primo pulsante in basso a destra.

 

ALCUNI DATI ITALIANI SU CUI MEDITARE

Le inefficienze

ocse pisa italia: inefficienzeNella sua presentazione in Power Point fatta all’INVALSI, Francesco Avvisati mette in evidenza tre fenomeni che stanno ad indicare le nostre “inefficienze”, la nostra incapacità di fare fruttare al meglio le risorse umane e materiali. La nostra scuola non è efficace, cioè non sa raggiungere obiettivi di qualità e non è efficiente, non sa cioè allocare nel migliore dei modi le risorse, non presenta insomma un buon rapporto costi- benefici.

Quali sono  i tre aspetti della nostra scuola che ci stanno ad indicare una pesantissima dispersione di risorse?

1)  Ripetenze e bocciature

I costi umani ed economici delle bocciature e delle ripetenze sono altissimi, ed è provato che sono un rimedio peggiore del male. Nessun progresso è stato fatto dal 2009. Ci sono altri Paesi europei che da questo punto di vista sono messi peggio di noi, come la Francia e la Spagna, ma anche Paesi come la Finlandia che hanno ottimi risultati, senza selezione, le ripetenze sono bassissime.

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(fonte Presentazione di Francesco Avvisati)

2) Molte ore di scuola e di studio con risultati inferiori a Paesi che ne hanno meno

La quantità non è sinonimo di qualità. I nostri curricoli bulimici costruiti con un numero esorbitante di discipline obbligatorie, con più ore di scuola e di studio non si traducono in migliori risultati, ma al contrario in peggiori rispetto a Paesi che ne hanno meno come Finlandia, Germania, Svizzera.

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(fonte Presentazione di Francesco Avvisati)

3) Un elevato numero di giorni e di ore di assenza da scuola: lo sport di marinare la scuola

Il numero delle ore e  dei giorni “saltati” è impressionante, siamo il 2° Paese per numero di assenze degli studenti. Un costo elevatissimo e un segnale clamoroso che la scuola non è un luogo in cui si vada volentieri.

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(fonte Presentazione di Francesco Avvisati)

Gli strumenti per il miglioramento

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Gli strumenti di miglioramento individuati da OCSE PISA riguardano sia la valutazione delle scuole sia la professione docente.


1)  Sviluppare la valutazione esterna delle scuole

L’avvio del nuovo sistema di valutazione ha introdotto l’auotovalutazione, il RAV, in forma generalizzata, mentre è ancora insufficiente la valutazione esterna attuata dai nuclei di valutazione, rispetto ai quali va denunciata la carenza cronica di ispettori in Italia.

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(fonte Presentazione di Francesco Avvisati)

2) Istituire insegnanti mentori e più in generale una leadership intermedia

Nel 2015  solo il 30% delle scuole aveva insegnanti mentori che seguivano i nuovi assunti, e solo nel 26% si praticava l’osservazione delle lezioni da parte di un docente esperto o del dirigente scolastico.

Questa situazione non fa che confermare quanto denunciamo da anni: l’assenza di una leadership intermedia a sostegno della didattica e della formazione, nonché dell’organizzazione della scuola.

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(fonte Presentazione di Francesco Avvisati)

 3) Sviluppare la formazione dei docenti

Solo con la legge 107/2015 la formazione dei docenti è diventata “strutturale e obbligatoria”. Nel 2015 la formazione nelle scuole era meno frequente della media OCSE. Ci si augura che  il Piano nazionale della formazione e la carta del docente diano un impulso alla formazione in servizio.

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(fonte Presentazione di Francesco Avvisati)

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