MLTV – RENDERE VISIBILI PENSIERO E APPRENDIMENTO

Silvia Panzavolta e Maria Guida, Seminario Internazionale ADI 2019

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IL PROGETTO MLTV

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Cercheremo di dare un’idea del progetto MLTV, acronimo di Making Learning and Thinking Visible, Rendere Visibili Pensiero e Apprendimento. Il progetto nasce in un contesto di collaborazione internazionale tra INDIRE, Project Zero e tre scuole del movimento delle Avanguardie Educative.

Ma prima di entrare nel merito del progetto volevamo con Maria partire da questa suggestione di Miguel Benasayag, filosofo e psicoanalista che dà questo monito rispetto a un pensiero positivista:

Quindi partendo da questa incertezza o con questa certezza dell’’incertezza che abbiamo di fronte, entriamo un po’ più nel merito di MLTV. Il titolo è di per sè un po’ una sfida, quasi un ossimoro, come si fa a rendere visibile il pensiero? Dal tempo di Cartesio Cogito ergo sum, noi abbiamo sempre immaginato il pensiero come qualcosa di intimo che non si può rendere visibile e tangibile. Quindi già vedete qualcosa che si pone come contro intuitivo.

Il progetto, come dicevo, nasce da una collaborazione nell’ambito di Avanguardie Educative. Quanti di voi conoscono Avanguardie Educative?. Tanti, non male.

Avanguardie Educative è sicuramente un esempio della forza che hanno le scuole che si auto-organizzano, e che rappresentano un importantissimo movimento bottom up.

Ma è anche vitale il ruolo top down di organizzazioni che dall’alto cercano di coordinare, sostenere e valorizzare quello che succede dal basso per evitare quello che i nostri colleghi di Boston chiamano effetto del 5° anno, al quinto anno spesso scompare tutto quanto una scuola aveva creato di innovativo. Un po’ come la bassa marea, che si è praticamente rimangiata tutto. Quindi il movimento di Avanguardie Educative ha una spinta che proviene dal basso e una spinta che proviene dall’alto, l’INDIRE, e cerca di mettere a sistema, di valorizzare e mettere in connessione scuole che hanno bisogno di parlarsi e di parlare con tanti soggetti.

E poi c’è Project Zero che è un gruppo di ricerca del quale fa parte anche Howard Gardner, padre delle intelligenze multiple, che tutti voi conoscono. Gardner studia da anni proprio pensiero e apprendimento, rimettendo quindi al centro questi due costrutti questi due processi e riportandoli nella scuola.

I 3 aspetti principali del progetto

I tre aspetti principali di questo progetto sono:

  1. l’Apprendimento di Gruppo, Group Learning, dove ci sono tutti gli studenti, i docenti, il dirigente scolastico e vari educatori esperti che collaborano con la scuola.
  2. Le Routine per Pensare, Thinking Routine, che aiutano proprio a rendere esplicito il pensiero. Si parla anche di management e di esplicitazione dei processi della conoscenza;
  3. la Documentazione, Documentation, che è la riflessione sui processi di apprendimento e insegnamento all’interno del gruppo, del collegio docenti.

Gli obiettivi di MLTV

Gli obiettivi coprono due aree:

  1. 4xArea dei processi cognitivi e metacognitivi
  • Pensare profondamente
  • Comprendere la complessità
  • Sviluppare pensiero di alto-livello (analizzare, valutare, creare)
  • Orientare verso una differente attitudine mentale (pensiero creativo, divergente, critico)
  • Acquisire consapevolezza del proprio pensiero e apprendimento (livello metacognitivo)
  • Generare e porsi domande
  • Porre/risolvere problemi

 
 

  1. 5Area delle competenze sociali ed emozionali
  • Ascoltare gli altri
  • Prestare attenzione
  • Rispettare altri punti di vista
  • Essere inclusivi e supportivi
  • Abilitare il potenziale degli studenti
  • Imparare con gli altri e dagli altri
  • Condividere con gli altri
  • Onorare il lavoro degli altri
  • Fornire un feedback costruttivo
  • Costruire a partire dalle idee degli altri

Un esempio con il coinvolgimento dei partecipanti

Vorremmo coinvolgervi in un’attività. Ve la presenta Maria.
Immaginate di essere in un parco con vostra figlia di 4 anni. E immaginate che a un certo punto lei, vedendo delle foglie a terra si giri verso di voi e…

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 … vi faccia questa domanda: Come fanno mamma le foglie a tornare sugli alberi?”

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Ecco, ora vi invitiamo a collaborare con noi: pensate in silenzio a come rispondere a questa bambina considerando che la vostra risposta dev’essere breve e adatta al livello di una bambina di 4 anni. Avete 30 secondi per pensare alla risposta e annotate la risposta sul vostro foglio. Poi vi dirò cosa fare al successivo passo.

Siete riusciti a scrivere la vostra risposta, bene ora vi chiedo di connettervi con chi vi siede vicino e in 10 secondi la prima persona dice la sua risposta alla seconda e la seconda dice la sua risposta alla prima. 10 Secondi da questo momento. Allora ce l’avete fatta, il tempo è stato sufficiente? Sembrerebbe di no. Allora vi chiedo comunque di interrompere. Qualcuno di voi ci darà una risposta.

Vi avevo chiesto di fare una frase breve. Bene, avete appena sperimentato una thinking routine di cui la mia collega vi ha fatto prima un cenno. Che cos’è? E’ una routine di pensiero che come avete visto si compone di una serie di passi precisi e distinti ai quali viene assegnato un tempo preciso e che servono ad attivare precise forme di pensiero, quelle che il docente in quella determinata attività intende sviluppare.

Le thinking routine sono di tre categorie fondamentali

  1. esplorare nuove idee e introdurre nuove idee
  2. organizzare e sintetizzare idee su cui si è già lavorato.
  3. approfondire per ottenere una comprensione più profonda di un’idea o di un concetto.

 Quindi le thinking routine sono uno degli strumenti fondamentali del nostro progetto.

Lo sviluppo del progetto in Italia

13rIl progetto nella sua prima fase è durato 18 mesi ed è stato condotto come progetto di ricerca da ricercatori, docenti e dirigenti. Sono state scelte tre scuole pilota in tre parti d’Italia, Nord, Centro e Sud. Sono 3 scuole secondarie di 2° grado che fanno tutte parte del movimento Avanguardie Educative, sono:

  1. ISIS Europa, Pomigliano (NA);
  2. ISIS Malignani, Udine;
  3. ITS Savoia Benincasa, Ancona.

Dopo questo anno e mezzo, in cui sono stati sperimentati gli strumenti del progetto, come la Thinking Routine, sono state scritte le linee guida di MLTV per poter rendere il progetto scalabile, poterlo cioè offrire ad altre scuole che ne volessero provare l’efficacia.

Ora sta iniziando il processo di scaling up, attraverso un modello a cascata, per estendere questa sperimentazione a un numero più vasto di scuole, utilizzando appunto le linee guida e l’esperienza fatta da questi docenti e dirigenti, che con un’operazione di coaching potranno garantire un apprendimento trasformativo, un apprendimento cioè non di concetti ma capace di trasformare l’agire didattico.

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Questa sopra è una foto del gruppo a Firenze, un gruppo di pari con diverse professionalità, in cui ognuno ha dato il suo apporto.
All’interno di ciascuna scuola ogni dirigente ha formato il gruppo MLTV, inserendo se stesso alla pari nel gruppo dei docenti ricercatori.

Studenti impegnati nelle Thinking Routines

Queste sotto sono foto di studenti delle tre scuole pilota al lavoro su vari tipi di routine.

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C’è poco tempo, ma mi piacerebbe spiegare cosa stanno facendo. Per esempio la foto in alto a destra è il circolo dei punti di vista, una thinking routine che cerca di far cogliere agli studenti il fatto che su un determinato argomento ci possano essere differenti punti di vista e riuscire a comprenderli arricchisce la conoscenza dell’argomento.

Un esempio. Nel circle of viewpoints viene presentato agli studenti un quadro che contiene molti personaggi, oppure viene letto un brano di letteratura che contenga molti personaggi e il docente pone poi agli studenti una domanda. Gli studenti fanno un brainstorming per capire quali sono i personaggi che possono avere vari punti di vista su questo argomento e quali sono i punti di vista.
Nella seconda fase ogni studente assume la figura di uno di questi personaggi e ne interpreta il punto di vista. Il processo va avanti perché nella fase successiva ogni alunno risponderà alla domanda iniziale posta dal docente, facendo finta di essere il personaggio scelto. Le risposte alla domanda iniziale del docente possono essere date verbalmente, e il docente le riassume alla lavagna, oppure si possono utilizzare strumenti sincroni online, come per esempio una griglia messa su google drive.
Alla fine gli studenti comprendono che a una domanda si possono dare risposte diverse, perché si trovano davanti il quadro di tutti i punti di vista dei vari personaggi.

La Galleria delle Idee di Avanguardie Educative

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Il progetto MLTV, dopo questo primo anno e mezzo di sperimentazione, è diventato a tutti gli effetti un’idea di Avanguardia Educative ed è stato inserito nella cosiddetta Galleria delle Idee. La Galleria è composta di 15 idee che sono i pezzi di un puzzle, che composti insieme danno l’idea che l‘innovazione è possibile, ed incide su tre dimensioni particolarmente significative che sono:

  1. l’organizzazione dello spazio
  2. la scansione dei tempi
  3. la didattica.

Ogni dimensione dà un contributo e insieme danno il quadro generale.

Quindi l’idea MLTV, diventata ufficialmente un’idea nella galleria di Avanguardie, è stata presentata a Firenze alla Fiera DIDACTA del 18/20 Ottobre 2018.

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Ma torniamo alla domanda iniziale…

Ma torniamo alla domanda che vi ho rivolto e che abbiamo lasciato sospesa. Volevo chiedere a tre persone volontarie di leggere la propria risposta.

Arrivano 4 risposte dal pubblico, che sono:

  • Le foglie cadute si trasformano e poi rinascono.
  • Non tornano, queste cadono perché non hanno più forza, ne nasceranno delle altre.
  • Le foglie si decompongono e formano un nuovo ciclo dell’azoto che forma nuova vita per la pianta (in sala il pubblico rumoreggia, visto che la risposta era da dare a una bimba di 4 anni, ndr).
  • Proviamo a pensarci insieme andiamo a osservare che cosa sta accadendo. Io risponderei in questo modo perché deve partire l’investigazione e la ricerca da parte della bambina.

Vedete il cerchio dei punti di vista !

Quello che invece noi vi volevamo proporre nello spirito del nostro progetto è che se la bambina chiede come fanno le foglie a tornare sugli alberi, prima di fornirle una risposta definita le diciamo: “Ma perché non provi a chiedere ai tuoi compagni?”

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Questo è molto diverso dal dare una risposta immediata, perché in questo modo la bambina si confronterà con i suoi compagni e insieme cercheranno una risposta. Parlando tra loro ognuno esporrà un’idea, ci sarà un tempo più lento, ma intanto la domanda potrà essere compresa più profondamente, potrà essere esplorata e la risposta sarà cercata insieme.

Questo è un metodo di ricerca delle soluzioni nell’accezione del Group Learning di questo progetto. L’apprendimento in gruppo non è soltanto dividere la classe in gruppi di bambini o di ragazzi, e non è la somma dei singoli apprendimenti che stanno nella mente di ciascuno, è piuttosto la creazione di una conoscenza di gruppo condivisa e più larga delle singole conoscenze individuali.

Grazie.

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