L’implementazione della raccomandazione europea “Upskilling Pathways” e le risorse disponibili

di Silvia Faggioli

INTRODUZIONE

Questo articolo si concentra su due presentazioni effettuate durante il convegno annuale EBSN (European Basic Skill Network) che si è tenuto a Tallin agli inizi di giugno 2019:

  • la presentazione di Paul Holdsworth sull’implementazione della raccomandazione europea “Upskilling Pathways” all’interno dei diversi paesi UE;
  • la presentazione di Zoltan Varkonyi e Tamas Harangozo sulle Capacity Building Series costruite da EBSN in cooperazione con EPALE per sostenere tale raccomandazione europea e fornire raccolte di materiali utili alla sua implementazione.

L’IMPLEMENTAZIONE DELLA RACCOMANDAZIONE EUROPEA “UPSKILLING PATHWAYS”, RAFFORZARE LE COMPETENZE

acdi Paul Hodsworth (team leader, “Skills for Adult”, Commissione Europea, Direzione generale per l’impiego, gli affari sociali e l’inclusione).

La percentuale di adulti che hanno, come qualifica di più alto livello, una licenza di scuola secondaria inferiore è molto variegata all’interno dell’Unione Europea. Si passa dai paesi del nord Europa con percentuali che si attestano attorno al 12 o al 15 per cento, all’Italia che ha una percentuale del 39%, alla Spagna 41% per finire con il Portogallo che ha una percentuale del 52%.

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L’approccio Upskilling Pathways si basa su tre step diversi:

  1. Il primo prevede il rafforzamento delle capacità di autovalutazione degli adulti, permettendo loro di identificare sia le abilità che già possiedono sia i loro bisogni in termini di ulteriore sviluppo di competenze specifiche.
  2. Il secondo passaggio mira a costruire offerte educative personalizzate, ossia corsi flessibili, ma di qualità, che permettono lo sviluppo delle competenze che gli adulti hanno identificato durante l’autovalutazione.
  3. L’ultimo passaggio prevede la validazione e il riconoscimento degli apprendimenti. Si deve offrire agli adulti la possibilità di validare e riconoscere le nuove competenze acquisite, in modo che siano spendibili all’interno del mercato del lavoro o utili per proseguire negli studi, anche per permettere loro di acquisire qualifiche di più alto livello.

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Breve panoramica dei piani di implementazione presentati dai diversi stati membri.

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Molti piani nazionali per l’implementazione della raccomandazione europea prevedono la loro integrazione in strategie più ampie, l’attivazione di specifici progetti pilota, la loro implementazione sulla base di altre iniziative già in corso o la creazione di nuove agende ambiziose. Tuttavia, molte delle strategie messe in campo, non considerano tutti i tre step menzionati, come invece si è raccomandato di fare.

Vediamo alcune caratteristiche chiave dei piani nazionali.

Il Coordinamento

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Il coordinamento dell’implementazione delle misure viene affidato, in alcuni paesi, a commissioni o a gruppi di lavoro che coinvolgono gli stakeholders principali, coordinati dal ministero, è questo il caso anche dell’Italia. In Bulgaria, a Cipro, in Ungheria, Irlanda, Lettonia, Malta, Lussemburgo e Slovenia, i coordinatori nazionali per l’apprendimento degli adulti stanno dando la precedenza alla raccomandazione Upskilling Pathways nei loro piani di lavoro per il 2018/2019. In particolare, in Ungheria, a questo scopo, una commissione sta riunendo insieme figure di diverso profilo: decisori politici di diversi ministeri, partners sociali, ONG, stakeholders locali, ecc.

Tuttavia, solo pochi paesi prevedono strutture coordinatrici molto ampie, tra questi la Lettonia che sta coinvolgendo diversi ministeri, partners sociali, camere di commercio, e la Finlandia dove una commissione di esperti si è riunita per anticipare i cambiamenti significativi che avverranno nelle politiche educative e per proporre sviluppi di competenze e apprendimenti a tutti i livelli dell’educazione e in tutti gli ambienti educativi. In Svezia, una forte cooperazione tra il Consiglio nazionale per l’educazione degli adulti e i servizi pubblici per l’impiego (SPI) garantirà l’attuazione, il monitoraggio, la valutazione e il follow up del piano nazionale. Nei Paesi Bassi, tutti i dipartimenti interessati collaboreranno con le parti sociali, i sindacati e le altre parti interessate per attuare le nuove misure.

Nella maggior parte degli altri stati membri, la responsabilità dell’implementazione dei piani nazionali dipende, in maniera centralizzata, dal ministero, senza che venga previsto nessun ulteriore coordinamento. E’ importante ricordare che la Commissione Europea consiglia l’approccio integrato con più attori coinvolti sia sul piano verticale sia sul piano orizzontale, per favorire piani nazionali che permettano l’effettiva inclusione attiva delle persone escluse dal mercato del lavoro.

I gruppi target

ahLa raccomandazione prevede che gli Stati membri possano identificare i destinatari prioritari per i programmi che verranno messi in campo, tenendo conto delle diverse situazioni nazionali, delle risorse disponibili e delle strategie nazionali esistenti. Tuttavia, sebbene la raccomandazione fornisca chiaramente la possibilità di dare la priorità a sottogruppi specifici, dalle informazioni presentate dagli Stati membri non risulta che le misure attualmente in vigore diano precedenza a determinati sottogruppi.

In alcuni casi (Grecia, Spagna, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovenia e Slovacchia) le misure sembrano essere rivolte a tutti gli adulti privi di competenze di base, mentre in altri casi, vengono elencati diversi gruppi target (disoccupati, economicamente inattivi e occupati con bassi livelli di competenze), che vanno a coprire in realtà tutti i sottogruppi potenziali.

In Irlanda, il gruppo direttivo Upskilling Pathways, istituito dal Dipartimento per l’istruzione, ha condotto un’analisi dettagliata delle caratteristiche del gruppo target, per stato lavorativo, fasce di età, sesso e nazionalità e ha identificato, come gruppo prioritario, quello costituito da persone attive nel mondo del lavoro.

In Francia, il piano di investimenti per lo sviluppo delle competenze è stato lanciato nel 2018 (15 miliardi di euro) per sostenere la riqualificazione e l’occupabilità di un milione di persone in cerca di lavoro che risultano scarsamente qualificate e di un milione di giovani non occupati o in formazione. È un piano quinquennale coordinato dal Ministero del lavoro assieme all’ufficio del Primo Ministro. Si spendono 3 miliardi di euro per combattere i bassi livelli di alfabetizzazione e si è anche posto l’accento sulle competenze digitali. Il piano ha una forte dimensione inclusiva, e propone inviti a presentare proposte nazionale per un’ “inclusione al 100%”. Tale call mira a finanziare sperimentazioni innovative per raggiungere, mobilitare e rafforzare i gruppi più vulnerabili. Sono previsti 16 ulteriori programmi di finanziamento, il 90% dei quali è dedicato a nuovi percorsi di formazione.

Dall’analisi delle strategie nazionali emerge che alcuni gruppi importanti vengono menzionati dai diversi paesi sebbene spesso non venga data priorità:

  1. Giovani adulti non in istruzione, impiego o formazione (NEET): i giovani che abbandonano prematuramente la scuola e i giovani adulti che non seguono percorsi di istruzione, tirocinio o formazione, sono un obiettivo per molti paesi (Belgio-FR, Belgio-DE, Cipro, Repubblica Ceca, Germania, Francia, Croazia, Ungheria, Italia, Lituania, Lettonia, Svezia, Regno Unito). Nel caso della Danimarca sono importanti tutti i giovani adulti con bassi livelli di competenze di base.
  2. Disoccupati con qualifiche di basso livello: sono rintracciabili principalmente attraverso i servizi pubblici per l’impiego (sono target prioritario in Bulgaria, Danimarca, Germania, Estonia, Francia, Croazia, Ungheria, Lituania, Lettonia, Svezia, Polonia). In alcuni casi, tuttavia, l’aggiornamento delle competenze fa parte delle politiche attive del mercato del lavoro (ALMP), non risulta quindi chiaro fino a che punto tali adulti scarsamente qualificati siano prioritari rispetto ad altri gruppi. Tuttavia, il PES svedese definisce il gruppo target poco qualificato quello con un’istruzione inferiore alla qualifica di scuola secondaria superiore.
  3. Persone che hanno un’ occupazione: in Belgio-DE, Germania, Danimarca, Estonia, Francia, Irlanda, Croazia, Lituania, Malta viene posto l’accento sulle persone occupate. Esse possono essere intese come forza lavoro in generale, oppure si può fare riferimento a persone con qualifiche di basso livello o senza qualifica, che rischiano di perdere il lavoro o che lavorano in settori in declino (segnalati soprattutto nella Repubblica ceca, Estonia, Francia, Irlanda, Lettonia) o a persone assunte in piccole e medie imprese (PMI) (in Germania, Ungheria e Lituania). L’Irlanda contrassegna le PMI e le imprese come attori chiave nel fornire supporto per la riqualificazione della forza lavoro.
  4. Lavoratori anziani – occupati o disoccupati: i lavoratori di età superiore a 50 anni sono l’obiettivo di numerosi programmi in Germania, Spagna, Ungheria, Lettonia, Polonia, Slovenia, Regno Unito (Galles). In Polonia, dove le persone poco qualificate si trovano prevalentemente tra i gruppi di età più avanzata, le autorità sostengono un programma “Senior +” mirato, che include l’apprendimento digitale, lo sport, la salute e il tempo libero.
  5. Migranti extracomunitari compresi i rifugiati: in particolare quelli che sono arrivati nell’UE durante l’ultima ondata migratoria (sono gruppo target per Austria, Belgio DE, Belgio-FR, Estonia, Croazia, Irlanda, Finlandia, Italia, Lussemburgo, Svezia).
  6. I dipendenti o i lavoratori autonomi con più di 45 anni o con disabilità o provenienti da settori professionali molto specifici sono target importante per i Paesi Bassi.
  7. I cittadini in generale (Repubblica Ceca) o le persone che non cercano lavoro attivamente (Bulgaria, Ungheria) sono alcuni degli altri gruppi specificamente menzionati.
  8. I carcerati (Spagna, Italia).
  9. I Rom compresi i programmi destinati alle donne Rom (Spagna, Ungheria, Slovenia).
  10. Le persone con disabilità (Bulgaria, Germania, Irlanda, Ungheria).
  11. Il personale per l’educazione degli adulti è un obiettivo nei comuni della Lituania al fine di garantire un buon funzionamento della rete di coordinatori per l’educazione degli adulti. Anche in Irlanda, una delle misure mira a sostenere tutor, coordinatori e manager nel settore dell’istruzione superiore e ad agevolare le continue buone pratiche nella valutazione dell’alfabetizzazione e della matematica.

Lo sviluppo in tre step

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L’approccio integrato in tre fasi è presente in alcune iniziative, tuttavia la maggior parte degli stati membri delinea misure dove si integrano solo uno o due dei passaggi previsti.

L’offerta olistica e flessibile di percorsi individualizzati di IFP in Finlandia comprende tutte le tre fasi e si inserisce in una più ampia strategia di riqualificazione.

Il programma “Austrian Basic Skills” si sviluppa anch’esso attorno ai tre step delineati e porta all’acquisizione di competenze di base per l’alfabetizzazione, il calcolo e le competenze digitali.

In Portogallo, l’iniziativa “Qualifica” (che si basa su un’iniziativa esistente dal 2000), supporta gli adulti meno qualificati, i disoccupati e i giovani che non frequentano corsi di istruzione o formazione. I centri “Qualifica” forniscono informazioni e consigli per riconoscere e validare gli apprendimento precedenti, quindi indirizzano gli individui alla formazione. Ci sono circa 300 centri in Portogallo, per lo più ospitati in strutture pubbliche o private ​​come ad esempio le scuole. Sviluppi recenti del programma hanno incluso la “Qualifica creazione di un passaporto”, uno strumento online in cui vengono registrate le qualifiche e le informazioni sulle competenze acquisite. Il sistema online fornisce anche agli individui indicazioni sui percorsi che potrebbero essere seguiti per completare o ottenere nuove qualifiche. Il sistema nazionale di crediti è allineato al sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale (ECVET) e viene utilizzato anche per convertire l’apprendimento non formale o informale, una volta validato, in crediti di una qualifica. Questo garantisce la flessibilità dei percorsi. Il programma integra il modello Upskilling Pathways e tutte le sue tre fasi.

Attraverso un ricco piano di investimenti sulle competenze, la Francia prevede di riunire la vasta gamma di misure già esistenti che supportano ogni fase della raccomandazione “Upskilling Pathways”, compresa la valutazione delle competenze di base, l’accesso garantito alla formazione per i più vulnerabili, un’offerta formativa individualizzata e il rafforzamento della validazione dell’apprendimento.

La valutazione delle competenze

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Molte delle iniziative menzionate utilizzano metodi quali la creazione di un profilo delle competenze o lo screening delle competenze, come primo passo nel sostegno agli adulti poco qualificati / scarsamente qualificati. Tuttavia, solo in alcuni casi questi metodi paiono essere utilizzati per identificare le lacune nelle competenze di base come l’alfabetizzazione linguistica, la matematica e le competenze digitali.

La valutazione di tutte e tre le competenze di base è menzionata esplicitamente nei programmi nazionali di Austria, Grecia, Croazia e Italia.

In Italia, nel mese di dicembre 2017, un accordo firmato dal Governo, dalle Regioni e dalle Province autonome sulle misure attive per la politica del lavoro ha previsto un’analisi ampliata di tali competenze. L’agenzia nazionale Italiana per le politiche attive del lavoro – ANPAL- ha valutato 3704 candidati utilizzando lo strumento dell’ OCSE “Education and Training Online” (uno strumento di valutazione online collegato a PIAAC).

Anche la Slovenia e la Slovacchia stanno utilizzando questo strumento. Belgio-NL e Cipro sviluppano la valutazione come parte di un più ampio programma di introduzione di disposizioni per la validazione dell’apprendimento non formale e informale. In Grecia, la valutazione delle competenze di base si sviluppa all’interno del progetto EaSI finanziato dall’UE per sostenere la raccomandazione “Upskilling Pathways” e attraverso il lavoro del coordinamento nazionale per l’apprendimento degli adulti.

In Danimarca e Finlandia, la valutazione delle competenze di base è parte integrante del processo di accesso ai programmi formativi e professionali; ma viene pure inclusa nella validazione delle competenze professionali acquisite dai dipendenti al di fuori del sistema educativo formale, la stessa cosa avviene in Lettonia. In Estonia e in Lituania la valutazione delle competenze di base è integrata nei programmi di apprendimento per adulti e nel relativo processo di validazione delle competenze raggiunte. In Danimarca, sono disponibili strumenti di screening per le aziende per valutare la necessità di migliorare le competenze di base dei propri dipendenti.

Alcuni altri Stati membri implementano la valutazione solo di una o due competenze di base: il più delle volte l’alfabetizzazione linguistica seguita dalla matematica. Un progetto nei Paesi Bassi (che ha avuto una durata di nove mesi da da marzo 2018 a luglio 2019) ha effettuato valutazioni delle competenze di base per le persone di età superiore a 45 anni e li ha indirizzati verso corsi che potrebbero aiutarli a trovare lavoro.

In Cecenia, il progetto pilota per l’implementazione della raccomandazione mira a sviluppare la valutazione online dell’ alfabetizzazione, delle competenze matematiche e digitali, e delle competenze professionali che portano a una qualifica professionale di livello 3 o 4 dell’EQF.

In Irlanda, la valutazione delle competenze viene effettuata attraverso i servizi di istruzione e formazione forniti dai consigli di istruzione e formazione ETB (Education and Training Boards). La valutazione iniziale e continua delle competenze di base alfabetiche e delle competenze degli adulti per i livelli 1-3 NFQ viene effettuata tramite linee guida e toolkits che aiutano le persone nella costruzione e nel mantenimento delle loro competenze alfanumeriche. Queste risorse forniscono accurate valutazioni iniziali e continue e sono concepite per essere centrate sul discente. Esse costituiscono uno strumento rigoroso, di supporto e di facile utilizzo. Il toolkit è utilizzato in tutta la rete nazionale di ETB ed è stato approvato come strumento di valutazione nazionale per i livelli NFQ 1-3 (corrispondenti a livelli fino a EQF 2).

L’Offerta di apprendimento personalizzato

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Agli adulti poco qualificati dovrebbe essere sempre offerta l’opportunità di sottoporsi a una valutazione, ad esempio un audit delle competenze, per identificare le competenze esistenti e le esigenze di miglioramento.

La raccomandazione prevede che agli adulti poco qualificati debbano essere offerti corsi di istruzione e formazione che soddisfino i bisogni identificati durante la valutazione delle competenze. L’offerta di apprendimento dovrebbe considerare, per quanto possibile, anche le esigenze locali, regionali e nazionali del mercato del lavoro.

L’attuazione a livello nazionale si basa, nella maggior parte dei paesi, su una serie di misure parallele che si focalizzano su sottogruppi specifici o sull’acquisizione di qualifiche professionali o sull’acquisizione di competenze professionali mirate. Pertanto l’offerta di istruzione e formazione non viene personalizzata in base alle specifiche esigenze di apprendimento di ogni individuo, ma resta globalmente orientata verso le esigenze generale di gruppi particolari.

Esistono comunque delle eccezioni.

In Danimarca, gli adulti che hanno bisogno di migliorare le loro competenze di base (tra cui le competenze digitali e l’inglese) hanno accesso a programmi preparatori di educazione degli adulti (sigla in danese: FVU). Esiste un percorso parallelo per giovani e adulti che non hanno terminato l’istruzione secondaria inferiore, che prende il nome di istruzione generale per adulti (sigla in danese: AVU). AVU fornisce l’accesso ai diplomi di istruzione generale di livello EQF 2 e 3. In entrambi questi programmi, i candidati sono ammessi dopo una valutazione delle loro competenze nelle materie che desiderano migliorare. Possono seguire diverse materie a diversi livelli in base alle loro capacità e conoscenze pregresse. I candidati che finiscono con successo questi programmi, possono accedere a corsi preparatori monofunzionali, di livello più elevato, per accedere all’istruzione terziaria. Gli adulti e gli adulti disoccupati, che non fanno parte della forza lavoro, hanno accesso a quasi 3.000 programmi di formazione professionale per adulti, adatti anche agli immigrati. È possibile scegliere una o più materie tra le 200 sviluppate per fare fronte alle esigenze individuali; il danese, la matematica o le lingue straniere possono essere incorporate nei programmi. Inoltre, l’IFP per adulti può essere integrata da corsi FVU (programmi preparatori di educazione degli adulti). È anche possibile avere riconosciuti gli apprendimenti pre-esistenti e, in base ad essi, è possibile sviluppare un piano di formazione individuale. Crediti simili possono essere ottenuti dopo il completamento di un piano di studi o di parte di esso.

In Svezia, esiste un sistema unificato per consentire agli adulti di combinare i vantaggi dei vari programmi a loro disposizione, ad esempio gli adulti disoccupati possono combinare opportunità di formazione professionale con il diritto di completare l’istruzione secondaria superiore; i migranti possono combinare l’apprendimento delle lingue con l’ l’istruzione e la formazione professionale (IFP); coloro che necessitano di un ulteriore apprendimento preparatorio o di competenze di base possono ottenerle durante l’addestramento preparatorio al mercato del lavoro (labour market training) o nelle scuole popolari (folk high schools); i tirocini in azienda sovvenzionati dal governo possono essere combinati con l’istruzione e la formazione professionale. Le scuole popolari hanno la flessibilità per adattarsi alle esigenze degli individui attraverso piani di studio individuali. I disoccupati di lunga durata e le persone immigrate di recente che partecipano ai programmi PES (Professional Education Services), ricevono un’offerta personalizzata di formazione professionale nei settori dove esiste carenza di personale.

L’Estonia sta riformando e unendo i servizi di orientamento per fornire un sistema che risulti completo a tutti i livelli dell’istruzione e della formazione, allo scopo di fornire un’offerta più personalizzata e flessibile sia ai lavoratori dipendenti che ai disoccupati, sulla base della valutazione delle competenze, attualmente svolta dai PES.

La riforma in Finlandia estende l’approccio basato sulle competenze alle persone di tutte le età, unendo l’ istruzione e formazione professionale per i giovani e quella per gli adulti. I soggetti effettuano sistematicamente la valutazione delle competenze e ricevono un’offerta di apprendimento personalizzata progettata per soddisfare le loro specifiche esigenze e quelle del mercato del lavoro, viene preferito l’apprendimento sul posto di lavoro e i tirocinanti possono accedere ai corsi in qualsiasi momento dell’anno.

La flessibilità dell’offerta formativa

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La Raccomandazione sottolinea che l’offerta formativa dovrebbe essere flessibile e di alta qualità. L’offerta di adeguati percorsi di apprendimento per gli adulti dipende dalla flessibilità del sistema e da quanto esso consente agli adulti di combinare l’apprendimento con il lavoro o una vita familiare felice. Sono stati fatti sforzi per attirare le persone e farle tornare all’istruzione formale in Bulgaria, Estonia, Croazia, Malta, Polonia, Romania. In questi paesi si offrono nuovi programmi di studio, con orari di apertura delle scuole più flessibili e con chiusure posticipate la sera, le iscrizioni di nuovi studenti avvengono durante tutto l’anno e non solo una o due volte l’anno. Le scuole della “seconda opportunità” vengono invece preferite nelle politiche di Cipro.

Anche l‘apprendimento a distanza, basato sul Web offre flessibilità agli studenti in termini di quando e dove poter apprendere. In Italia, all’interno dei patti formativi, fino al 20% di un programma può essere composto di unità di apprendimento a distanza. L’accesso libero tramite la fornitura online digitale è previsto anche in Repubblica ceca (collegato alla strategia digitale) e in Croazia dove il nuovo programma on line per lo sviluppo delle competenze di base è stato reso disponibile dal 2019.

Per coniugare l’apprendimento con i bisogni individuali, dando alle persone l’opportunità di raggiungere le competenze di cui hanno bisogno per colmare le lacune nelle loro conoscenze, senza dover seguire un intero corso, i programmi stessi devono essere progettati in modo flessibile. Possono essere formati da elementi costitutivi, i moduli, progettati per raggiungere il risultato desiderato e che possono essere studiati insieme o per parti.

La modularizzazione dei programmi per adulti è in crescita; i moduli sono ampiamente applicati in tutti i settori dell’istruzione e della formazione in Irlanda; in Lettonia sono stati introdotti programmi di formazione professionale e programmi di sviluppo professionale per i disoccupati che non hanno completato l’IFP entrambi modularizzati, un programma di competenze di base per moduli è stato creato in Croazia e in Romania sono stati modularizzati sia i programmi di istruzione generale sia quelli di formazione professionale.

Ciò che non è sempre ovvio è come – o se – i paesi colleghino i diversi programmi o i diversi corsi al fine di consentire la progressione degli studenti. Ad esempio, non è chiaro se, quando lo stato della persona cambia da disoccupato a occupato, vi sia un metodo per seguire la progressione dell’individuo e permettere il trasferimento dei crediti ottenuti ad un altro programma per gli adulti che si attui nel mondo del lavoro, o ad ulteriori corsi combinati con il lavoro.

In Portogallo, il sistema nazionale di crediti per l’IFP, promuove una maggiore mobilità e flessibilità tra i diversi percorsi e riconosce l’apprendimento individuale.

Il tipo di finanziamento di cui si avvale il programma può essere limitato al gruppo target originario in cui l’individuo si trovava e questo può rafforzare il problema. Nel Regno Unito i finanziamenti per l’educazione degli adulti sono stati uniti in unico budget di 1,5 miliardi di sterline all’anno dal 2016-17, con l’intenzione di offrire maggiore flessibilità allo studente e rimuovere gli ostacoli. Dal 2018-19, il Regno U nito sostiene anche un nuovo progetto pilota della durata di un anno che finanzia completamente l’educazione dei dipendenti a basso reddito, mentre in precedenza essi dovevano contribuire per circa il 50% alle spese della loro formazione.

Esiste elevata flessibilità anche nelle offerte formative di altri paesi, quali Danimarca, Ungheria, Irlanda, Polonia.

Validazione e riconoscimento delle competenze acquisite

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Molte delle misure delineate dagli Stati membri sono strettamente collegate alla definizione di accordi per la validazione delle competenze acquisite, essi sono in corso di elaborazione in linea con la Raccomandazione del 2012 sulla validazione dell’apprendimento non formale e informale. Esistono inoltre forti legami tra i quadri nazionali delle qualifiche (NQF) e il Quadro europeo delle qualifiche (EQF).

Alcuni paesi collegano strettamente i percorsi di apprendimento allo sviluppo di disposizioni per la convalida e il riconoscimento dell’apprendimento non formale e informale (Belgio-NL, Belgio-FR, Repubblica Ceca, Cipro, Estonia, Spagna, Francia, Lituania, Lettonia, Polonia). La validazione degli apprendimenti fornisce agli studenti le possibilità di creare ponti tra diversi percorsi di formazione o di accumulare crediti e qualifiche parziali per accedere a ulteriori opportunità formative. Alcuni degli sviluppi di queste disposizioni sono guidati dalla necessità di riconoscere le competenze dei lavoratori, molti dei quali non hanno qualifiche professionali ma molta esperienza sul campo (ad esempio in Belgio, Danimarca, Spagna, Francia). In Svezia, PES utilizza la procedura di validazione come programma per valutare e mappare le competenze, documentare e quindi identificare gli ulteriori bisogni di apprendimento esistenti all’interno del mercato del lavoro. La delegazione nazionale svedese per la validazione sta valutando come il NQF (National Qualification Framework) potrebbe rafforzare l’interazione tra formazione e validazione. La Lettonia prevede di disporre di un sistema di convalida completo entro il 2023 che includa la valutazione individuale.

Il rafforzamento dei collegamenti tra NQF e EQF sta diventando sempre più importante (soprattutto in Belgio-NL, Repubblica Ceca, Irlanda, Portogallo, Svezia), tuttavia, mentre il lavoro è stato completato in quasi tutti i paesi per quanto concerne le qualifiche formali, comprese quelle professionali, in particolare dal livello EQF 3 in poi, se non consideriamo quei paesi che collegano le competenze di base ai percorsi di istruzione formale (Danimarca, Bulgaria, Estonia, Grecia, Croazia, Romania, Svezia), negli altri paesi non si sviluppano livelli per le competenze di base.

In Germania, il progetto “ValiKom” ha sviluppato una procedura per certificare le competenze professionali di coloro che non hanno una qualifica formale. Gli adulti di età superiore a 25 anni con esperienza lavorativa sono ammessi ad una procedura, in cui le Camere di commercio, l’industria e artigianato specializzato, responsabili sia della formazione che della certificazione nel sistema duale di apprendistato, valutano e convalidano le loro competenze rispetto alle qualifiche professionali riconosciute. I candidati vengono preparati fornendo informazione e consulenza sulla procedura e sui metodi di valutazione disponibili (gioco di ruolo, colloquio specialistico, presentazione dei risultati del lavoro, casi studio, campioni di lavoro, ecc.). Per procedere preparano un CV e autovalutazione delle competenze che pensano di avere per ottenere una qualifica. Un minimo di due valutatori, uno della Camera competente e un esperto esterno, analizzano l’ autovalutazione e come sono state acquisite le competenze dichiarate tramite interviste e procedure di follow-up. La procedura può portare all’acquisizione completa o parziale di una qualifica. Viene inoltre fornito supporto per comprendere cosa sia ancora necessario per conseguire un diploma.

Le competenze considerate

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I percorsi di potenziamento dovrebbero supportare gli adulti scarsamente qualificati per far loro acquisire un livello minimo di alfabetizzazione linguistica, matematica e competenza digitale; e / o fare acquisire un insieme più ampio di abilità, conoscenze e competenze, rilevanti per il mercato del lavoro e la partecipazione attiva nella società, permettendo progressi verso una qualifica di livello EQF 3 o 4 a seconda delle circostanze nazionali.

Diverse iniziative individuali si concentrano sul potenziamento dell’alfabetizzazione linguistica, della matematica e delle competenze digitali (in Austria, Belgio-Francia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Irlanda, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito (ENG)) sebbene non vengano organizzate in maniera sistematica per tutti gli adulti con basse competenze. Alcuni paesi organizzano azioni rivolte agli adulti che hanno avuto pochissima istruzione formale – in Bulgaria, Croazia, Ungheria e Romania sono stai sviluppati programmi di educazione degli adulti a livello di istruzione primaria o secondaria inferiore.

Nel quadro della strategia di alfabetizzazione digitale 2015-2020, il ministero ceco del lavoro e degli affari sociali ha avviato nel 2017 lo sviluppo di un sistema online per promuovere le competenze digitali per i dipendenti e le persone in cerca di lavoro. L’obiettivo è consentire loro di autovalutare il loro livello di competenze digitali sulla base del Quadro europeo delle competenze digitali. A seguito di questa prima valutazione, saranno quindi in grado di seguire una formazione su misura per migliorare le competenze. Il progetto mira anche a mappare le opportunità di formazione esistenti e a creare programmi di formazione regionali. Lo strumento online proporrà inoltre raccomandazioni per migliorare le competenze digitali della forza lavoro, ad esempio tra i lavoratori senior. Migliaia di cittadini cechi potranno beneficiare di questa iniziativa fino al 2021.

In Croazia, il lavoro del coordinatore nazionale per l’apprendimento degli adulti sta contribuendo allo sviluppo di nuovi curricula modulari per l’alfabetizzazione, la matematica e le competenze digitali, nell’ambito del programma di istruzione primaria e secondaria per adulti. La formazione consentirebbe la personalizzazione basandosi sulla valutazione delle competenze già esistenti degli studenti e la creazione delle basi per raggiungere un insieme più ampio di competenze per progredire nell’istruzione, nel lavoro e nella partecipazione sociale.

In Danimarca, l’accordo tripartito sul rafforzamento della flessibilità e della qualità nell’istruzione e formazione degli adulti (ottobre 2017) amplia i programmi preparatori includendo la tecnologia digitale e la lingua inglese, al fine di mantenere le competenze della forza lavoro al passo con i rapidi cambiamenti del mercato del lavoro.

Molti paesi pongono una crescente enfasi sulle competenze digitali. Ciò va spesso al di là dell’alfabetizzazione digitale di base poiché si evidenziano molte misure aggiuntive progettate per le esigenze lavorative future, o per la popolazione nel suo insieme, in risposta ai cambiamenti tecnologici o alla digitalizzazione (Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Germania, Danimarca, Estonia, Spagna, Finlandia, Francia, Ungheria, Lituania, Lettonia, Polonia, Regno Unito (ENG)).

Nel Regno Unito (ENG), a partire dal 2020 gli adulti (età 19+) con competenze digitali di base basse o assenti avranno il diritto ad auto-valutare le proprie competenze e a potersi iscriversi alle qualifiche gestite da Ofqual, finanziate con fondi pubblici. In Finlandia, viene offerto un nuovo programma per adulti che hanno scarse competenze digitali di base grazie ai fornitori liberali di educazione degli adulti (liberal adult education providers) e le ONG.

Molte delle iniziative mappate dagli Stati membri si concentrano sulle competenze professionali necessarie per aumentare l’occupazione, utilizzando nella maggioranza dei casi l’apprendistato (Belgio-FR, Belgio-DE, Bulgaria, Germania, Estonia, Spagna, Finlandia, Lituania, Lettonia, Portogallo, Regno Unito (NI)), con l’obiettivo di sostenere l’acquisizione di qualifiche professionali per l’impiego o l’aggiornamento di qualifiche obsolete. Tuttavia, non è chiaro fino a che punto questi programmi possano offrire opportunità per migliorare le tre competenze di base al centro della Raccomandazione.

Raggiungere i gruppi target, guidandoli e supportandoli

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La Raccomandazione europea chiede che gli stati membri mettano in opera misure per motivare e sensibilizzare i gruppi target sui benefici di una riqualificazione personale e professionale e l’offerta di informazione sui servizi di orientamento esistenti. Dovrebbero essere forniti servizi di orientamento e/o tutoraggio per supportare la progressione degli studenti in tutte le fasi del processo di aggiornamento.

Belgio-NL, Estonia, Finlandia e Irlanda considerano l’orientamento come un’attività trasversale che sta subendo miglioramenti e riforme, anche per raggiungere gli adulti scarsamente qualificati, come dimostra il progetto GOAL (GOAL è l’acronimo di “Guidance and Orientation for Adult Learners”. È uno dei progetti nell’ambito del programma Erasmus + Key Action 3, European Policy Experimentation. Il progetto ha cercato di sviluppare o ampliare i servizi di orientamento educativo per gli adulti con bassa istruzione in 6 paesi in tutta Europa: Belgio (Fiandre), Repubblica Ceca, Islanda, Paesi Bassi, Lituania e Slovenia. (http://www.projectgoal.eu/).

La Finlandia sta realizzando 50 sportelli unici che offrono assistenza ai giovani, un servizio che entro il 2025 sarà esteso per offrire informazioni, consulenza e orientamento a persone di ogni età.

In Portogallo, Qualifica gestisce una linea telefonica dedicata e i Centri Qualifica offrono assistenza individuale.

In Italia, i centri di educazione per adulti (CPIA) stanno definendo percorsi individuali come parte delle attività di orientamento e i centri di formazione per adulti (VUC).

In Danimarca forniscono orientamento e consulenza agli studenti per assicurarsi che facciano una buona scelta e supportarli affinchè completino i loro programmi.

Per la fornitura di servizi per l’orientamento, molti paesi hanno una forte dipendenza dai PES, Public Employment Services, Servizi Pubblici per l’Impego, in italiano SPI, questo è vero in Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Estonia, Finlandia, Francia, Croazia, Irlanda, Lituania, Lettonia, Malta.

In Svezia sono invece i comuni ad essere responsabili dell’azione di orientamento e della sensibilizzazione e dal 2018 possono richiedere una sovvenzione statale per attuare azioni di sensibilizzazione, informazione e orientamento. In Svezia, anche gli SPI svolgono un ruolo importante e hanno sviluppato una strategia per l’orientamento professionale per aiutare più persone a partecipare all’istruzione e alla formazione. Gli SPI possono anche far partecipare le persone disoccupate a un corso di motivazione di tre mesi in una scuola superiore popolare, con l’obiettivo di incentivare almeno il 25% dei partecipanti al programma a proseguire l’istruzione regolare; i partecipanti ricevono un piano di studio per attuare la progressione educativa o per accedere al lavoro.

Il Fondo di assicurazione contro la disoccupazione in Estonia fornisce assistenza e include una valutazione individuale per l’intera popolazione; questo servizio viene unito ad altri servizi di orientamento e sono in fase di sviluppo strumenti elettronici.

In Germania, i centri di lavoro sono sempre più al servizio dei dipendenti e dei disoccupati, offrendo orientamento professionale.

I servizi di orientamento in Belgio-DE offrono una profilazione delle competenze, usando il metodo tedesco ProfilPASS, come parte del processo di orientamento verso adeguate opzioni di formazione continua.

Il Galles ha un servizio di informazione, consulenza e orientamento nazionale, per tutte le età e completamente bilingue, offerto da Careers Wales sia in maniera digitale che di persona. Questo servizio ha un ruolo chiave nel supportare le persone a fare scelte valide per quanto riguarda la loro istruzione, formazione e carriera professionale. Careers Wales gestirà l’Employment Advice Gateway (EAG) per fornire un approccio comune unico che serva ad identificare le esigenze dell’individuo.

Dal 2020, la Croazia prevede di offrire nuovi programmi non formali a persone poco qualificate e socialmente emarginate, disabili, anziani, pensionati e migranti, estendendo la rete di centri di orientamento permanente (gestiti da SPI) ai centri di educazione degli adulti.

In Irlanda, gli SPI forniscono servizi di supporto all’occupazione e di informazione sui propri diritti, incluso l’accesso a opportunità di istruzione / formazione. Agiscono attraverso un sportello che fornisce agli utenti consigli, informazioni e accesso ai programmi, si tratta di un modello unico di sportello chiamato Intreo (http://www.welfare.ie/en/Pages/Intreo_home.aspx).

Anche i centri per l’impiego in Danimarca forniscono un servizio di sportello unico e sviluppi simili sono previsti in Belgio, Estonia, Finlandia, Croazia, Malta.

In Francia si è istituito il Consiglio per lo sviluppo della carriera. Il servizio è disponibile per le persone in cerca di lavoro tramite i Pôles Emploi (SPI), tramite i centri APEC per i dirigenti, i centri PAC per le persone con disabilità e le Mission Locales per i giovani e per coloro che si avvalgono di un congedo di formazione. I patti regionali dovrebbero delineare come si svilupperanno nel contesto del piano di investimenti per le competenze 2018.

Pianificazione per l’attuazione e valutazione periodica

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Ad eccezione dei paesi che hanno predisposto un tipo di offerta integrata per l’istruzione di base per gli adulti, la maggior parte delle misure di attuazione sembra essere guidata principalmente dall’accesso ai fondi dell’UE e legata ai periodi di pianificazione dei diversi progetti. Quindi, molte iniziative sono in corso fino al 2020 o nella migliore delle ipotesi fino al 2022 ma non esistono piani su come sostenerle oltre questa data. Esistono alcune eccezioni, come nel caso dell’Estonia, dove è in fase di sviluppo una strategia per l’apprendimento permanente post 2020, e in Bulgaria e Slovacchia, dove è in preparazione una strategia simile.

Nuove iniziative dedicate, ad es. in Repubblica Ceca o in Grecia, sono in realtà progetti pilota o di breve durata il cui scopo è quello di testare un nuovo approccio innovativo che permetterebbe solo successivamente un’ulteriore diffusione su larga scala.

Solo i sistemi che hanno un approccio globale (Danimarca, Finlandia, Svezia, Belgio-NL) hanno un impatto a lungo termine e verranno integrati nell’ambito di una erogazione regolare di offerte formative.

La Raccomandazione europea chiede anche un impegno a valutare tutte le misure attuative e il loro impatto sullo stato di avanzamento del gruppo target verso l’acquisizione delle competenze di base e/o verso una qualifica di livello EQF 3 o 4 a seconda delle circostanze nazionali. Tuttavia, con poche eccezioni, tale valutazione da parte degli Stati membri è menzionata solo come parte della valutazione dei progetti nazionali finanziati dall’UE o di singoli progetti in corso e, per il momento, non sembra essere perseguito un approccio valutativo globale.

Riassumendo

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Sviluppi Positivi

  1. Un certo numero di paesi stanno costruendo nuove agende ambiziose.
  2. Sono nati progetti pilota per supportare l’implementazione della raccomandazione.
  3. ESF supporta molte delle misure attuative messe in campo.
  4. Molti programmi si sono sviluppati attorno alla validazione delle competenze.
  5. Le competenze digitali vengono considerate prioritarie.

Sfide

  1. L’approccio al problema dovrebbe essere globale e arrivare a raggiungere elevati numeri di persone. La sfida riguarda 61 milioni di persone in Europa!
  2. L’implementazione dovrebbe considerare tutte le tre competenze di base creando connessioni tra loro.
  3. Lo sviluppo metodologico dovrebbe comprendere tutti e tre i passaggi previsti dalla raccomandazione e non solo alcuni di essi. Va creato un pacchetto di azioni su misura.
  4. Vanno migliorati i servizi di sostegno, informazione e orientamento.
  5. Il coordinamento delle attività dovrebbe essere affidato a strutture coordinatrici molto ampie all’interno degli stati membri i quali restano i responsabili dell’implementazione della Raccomandazione.
  6. Va migliorata la sostenibilità e la valutazione complessiva di tutte le azioni. L’implementazione non può essere affidata a singoli progetti a scadenza.

Ricordiamo che per l’istruzione nel suo insieme viene speso il 4,7% del PIL, mentre, nella maggioranza degli stati membri si spende solo lo 0,1% del PIL per l’educazione degli adulti.

Grazie per l’attenzione

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LE “CAPACITY BULIDING SERIES” SU EPALE PER SUPPORTARE LA RACCOMANDAZIONE “UPSKILLING PATHWAYS”

badi Zoltan Varkonyi e Tamas Harangozo

Questo articolo, che riporta l’intervento di Zoltan Varkonyi e Tamas Harangozo, illustra brevemente alcune risorse che possono essere utilizzate da tutti i principali stakeholders per implementare la raccomandazione “Upskilling pathways”

L’intervento  ha fornito risposte alle seguenti domande:

  • Quali OER (Open Educational Resources) e quali MOOC sono già disponibili su EPALE?
  • Quali saranno i successivi sviluppi delle Builiding Series?
  • Come si può raggiugere un impatto efficace sull’educazione degli adulti utilizzando tali risore?

Background

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Le CBS (Capacity Buliding Series) sono nate per:

  • facilitare l’apprendimento su EPALE;
  • aiutare i policy makers (a livello nazionale, regionale, locale, istituzionale);
  • facilitare l’applicazione della raccomandazione Upskilling Pathways;
  • raggruppare e curare le risorse che sono presenti su EPALE, ma non solo quelle;
  • co-creare risorse assieme ad esperti EBSN e agli utilizzatori di EPALE.

Sono previste 5 OER e 3 MOOC sui seguenti temi:

  • politiche integrate;
  • migranti;
  • inclusione digitale;
  • alfabetizzazione sul posto di lavoro;
  • apprendimento in contesti famigliari.

Quali sono le differenze tra OER e MOOC

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Le OER (open educational resources) sono:

  • presentazioni guidate di risorse selezionate,
  • opportunità di auto apprendimento,
  • risorse con accessibilità flessibile.

 

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I MOOC sono:

  • -corsi on line facilitati che si focalizzano sull’interazione, il networking, l’apprendimento reciproco,
  • servono a motivare la riflessione,
  • attivano l’impegno,
  • possono essere di tre tipologie differenti: autocostruiti, co-costruiti, basati principalmente sulla presenza.

Quali sono le risorse già disponibili

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Sono già uscite due OER:

  • L’approccio integrato per fornire educazione per lo sviluppo delle competenze di base (tradotta parzialmente in italiano al seguente link https://adiscuola.it/pubblicazioni/21525-2/);
  • Le politiche per l’integrazione linguistica dei migranti adulti.

E un MOOC collegato alla prima OER (politiche integrate per lo sviluppo delle competenze di base).

Cosa verrà prodotto prossimamente

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Verranno sviluppati tre ulteriori OER due MOOC sulle seguenti tematiche:

  • l’inclusione digitale, l’OER verrà pubblicata in giugno 2019
  • l’alfabetizzazione sul posto di lavoro, l’OER verrà pubblicata in agosto 2019 e il MOOC relativo in settembre 2019
  • L’apprendimento in contesti famigliari, l’OER verrà pubblicata in settembre 2019 e il relativo MOOC in ottobre 2019

Verranno inoltre create e guidate le rispettive discussioni on line.

Successivi sviluppi delle Capacity Building Series

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EBSN prevede le seguenti azioni:

  • Eventi offline:
    workshops in stati membri per policy makers: sono previsti eventi a Malta e in Ungheria;
    attività promozionali (ad esempio eventi professionali, conferenze ecc).
  • Webinars:
    Sono previsti webinars nelle lingue nazionali.
  • Campagne per lo sviluppo della consapevolezza e per la conoscenza della raccomandazione europea “Upskilling Pathways”

Come possiamo creare un forte impatto su queste tematiche?

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E’ necessario fermarsi e riflettere:

  • Per quale scopo/ obiettivo si potrebbero utilizzare le risorse costruite dalla rete EBSN nel proprio campo professionale ?
  • A chi suggeriresti di utilizzare tali risorse? Chi tra i tuoi contatti potrebbe essere interessato?
  • Ti piacerebbe essere parte attiva nella co-creazione delle risorse?
  • Quali altre tematiche sarebbe importante sviluppare in futuro ?

La sostenibilità delle CBS e il loro sviluppo futuro

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I possibili futuri sviluppi delle CBS possono i seguenti:

  • estendere il loro numero offrendo risorse che riguardino l’alfabetizzazione numerica, l’apprendimento e l’insegnamento digitale, l’educazione nelle carceri, la valutazione dei progressi dei discenti, la valutazione dei programmi avviati, lo sviluppo delle competenze dei docenti per fornire educazione nel campo delle competenze di base;
  • utilizzare la conferenza annuale EBSN per arricchire e aggiornare le OERS esistenti;
  • raggruppare e curare le risorse sullo sviluppo delle competenze di base che promuovono pratiche e iniziative innovative;
  • creare una serie di badges associati ai MOOC delle Capacity Building Series;
  • ripetere ciclicamente i MOOC creati;
  • cercare procedure innovative che possano tenere conto dei diversi bisogni: creare laboratori innovativi, costruire partnerships professionali anche attraverso le comunità che si creano su Moodle;
  • coinvolgere gli enti partner EBSN nei lavori del servizio di assistenza della commissione europea (SRSS).

 Per maggiori informazioni consultare il sito web: https://basicskills.eu/

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