LE SCUOLE VEGA IN INDIA: PROGETTATE SCIENTIFICAMENTE PER L’APPRENDIMENTO

Sandy Hooda

copertina

RELAZIONE DI SANDY HOODA

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Innanzitutto vorrei ringraziare Alessandra Cenerini per l’invito in questa sala magnifica, e spero di non deluderla, perché in una delle sue lettere ha scritto “C’è anche un indiano!”, caricandomi di grande responsabilità.

Una premessa e alcune “grandi domande della vita”

Vorrei cominciare rivolgendovi una domanda: “ Quanti di voi,da bambini e da ragazzi hanno amato andare a scuola?”. Alzate la mano.

Bene,ho visto più mani alzate del solito. Normalmente è un disastro,si arriva al 10 – 15% di risposte positive,qui invece direi il 30%. Ad ogni modo,provate a pensare,se avessimo parlato di un ristorante e solo 3 persone su 10 avessero affermato di apprezzarlo,quel ristorante sarebbe destinato a chiudere in breve tempo. Peccato che non sia la stessa cosa per la scuola!
Ci sono alcune domande fondamentali, le “grandi domande della vita” che noi educatori dovremmo porci,perché ci servono a ragionare sulla scuola,su come dovrebbe essere. Eccone alcune:

  1. Ho amato l’esperienza di apprendimento in classe lungo il mio percorso scolastico?
  2. Ho potuto scegliere e studiare le discipline che amavo?
  3. Quando avevo 15,16,17 o 18 anni possedevo gli strumenti per fare scelte giuste?
  4. Una volta giunto all’università sono stato convinto di avere veramente fatto la scelta giusta?
  5. Dopo l’università ho potuto scegliere il lavoro che mi piaceva?
  6. Rispetto a tutte le relazioni che ho costruito nella mia vita,la scuola è stata un veicolo importante?
  7. La scuola mi ha aiutato a trovare un lavoro che mi desse soddisfazione,che mi facesse sentire realizzato?
  8. La scuola mi ha insegnato a trovare il giusto partner di vita?
  9. La scuola mi ha insegnato a sviluppare amicizie durature?
  10. Ho appreso come mantenere vivo l’amore e le relazioni ?
  11. Ciò che faccio sta avendo un impatto positivo sul mondo intorno a me?
  12. Ho imparato a trattare i conflitti?
  13. Ho appreso come essere felice?

Ecco queste sono le grandi domande,le cui risposte condizionano tutta la nostra vita.
Ebbene,da queste domande siamo partiti per creare il progetto Vega.
Ci siamo resi conto che il punto più debole è proprio il fatto che la maggioranza dei ragazzi non è felice di andare a scuola o di fare il lavoro che sceglie dopo gli studi. Sprechiamo più del 70% del nostro tempo di apprendimento a scuola distratti o annoiati,senza mai interrogarci sulle reali questioni della vita. Questa è una cosa tremendamente seria,è una situazione che si trascina da troppo tempo. Noi educatori,noi imprenditori,dobbiamo porci questa domanda e fare qualcosa al riguardo.
Ripeto, se un ristorante vedesse che soltanto 3 clienti su 10 amano il tipo di cibo offerto,quel ristorante chiuderebbe. Ebbene,ritengo che per la scuola dovrebbe valere lo stesso principio,e dobbiamo allora impegnarci a pensare la scuola,a organizzarla in maniera diversa.

hoo3Ad un certo punto della mia vita, quando ho deciso che volevo creare una scuola, una scuola diversa da quelle che conoscevo e avevo frequentato, mi sono messo in viaggio. Ho girato tutto il mondo, per incontrare educatori, psicologi, filosofi, economisti, imprenditori, datori di lavoro e altri esperti. Volevo capire qual è il modello di scuola che può rispondere ai bisogni dei giovani di oggi, della società di oggi. Che cosa dobbiamo immaginare, sognare per creare un modello scolastico che funzioni, in cui i ragazzi stiano bene? Come realizzarlo?
In questo viaggio ho visitato più di 25 scuole, ho incontrato educatori progressisti, filosofi, economisti, imprenditori, psicologi; ho consultato oltre 50 Libri. Ho raccolto il meglio, mettendo alla fine assieme quelle visioni simili che più mi avevano convinto.

Prima di addentrarmi nel racconto delle scuole Vega, voglio fare una precisazione linguistica. Nella lingua hindi non c’è una parola equivalente a “insegnante”, abbiamo un termine che significa “colui che fa sì che l’apprendimento accada, allora io non userò la parola insegnante, teacher, ma “leader dell’apprendimento”, colui che fa sì che l’apprendimento accada.

Le scuole Vega

hoo4Ecco la scuola Vega nella foto accanto. E’ stata inaugurata 2 anni fa, dopo 4 anni di ricerche. Il progetto dell’edificio si basa su 20/25 anni di ricerca sull’architettura scolastica. E’ un edificio senza aule – assomiglia un po’ a Google – un luogo dove si può imparare secondo diversi stili e diverse modalità.
Vega è il nome della stella più brillante della costellazione della Lira. Questo ispira tutta la nostra filosofia: condurre ciascun bambino a scoprire la stella che ha in sé e a farla brillare in modo unico.

Un approccio all’apprendimento a 360°

A Vega crediamo in un approccio all’apprendimento a 360°.
Intendo dire che:

  1. 11-1L’apprendimento è personalizzato sugli obiettivi definiti per ciascun bambino, in riferimento sia alle discipline tradizionali sia ai progetti per competenze. Ci si assicura che ciascuno studente progredisca secondo i suoi ritmi e le sue aspirazioni.

 
 

  1. 22-1Un apprendimento collegato al mondo reale. Il nostro curricolo dà agli alunni la possibilità di utilizzare le competenze del 21° secolo per risolvere sfide e problemi reali. Gli studenti sono incoraggiati a fare ricerca su problemi autentici del mondo reale e a creare prodotti di interesse per la propria comunità. Le ricerche si concludono con una presentazione pubblica.
  1. 33-1Fitness a 360°. Biomeccanica, yoga e studio dei movimenti fisici garantiscono a ciascun alunno una mente, un’anima e un corpo sani. C’è il programma SPEED (Sports Physical Education and Enrichment Department) che promuove scelte di vita sana, attività fisiche e sportive anche competitive (es. Basket, Football, Rugby)
  1. 44Un collegio docenti superstar. Abbiamo un’accademia interna guidata dal Dr. Steven Edwards, il co-fondatore delle scuole Vega, un esperto di fama internazionale sulla formazione dei docenti o, come noi li chiamiamo, leader dell’apprendimento. Per cui i nostri docenti vengono continuamente formati nella nostra Accademia.

 

  1. 55Una mensa con cibi a chilometro zero. Per mantenere sani gli alunni, la mensa distribuisce frutta e verdura presa direttamente dagli agricoltori. Una dieta bilanciata è essenziale per un buono sviluppo fisico e mentale. Per questo le scuole Vega hanno proprie cucine che producono cibo sano, fresco e igienicamente controllato.

I nostri valori

hoo6Per noi i valori sono fondamentali.
Ne vogliamo elencare alcuni:

  • empatia;
  • integrità;
  • innovazione;
  • eccellenza;
  • collaborazione.

Fra tutti questi voglio porre l’accento sull’empatia, la capacità di “mettersi nei panni dell’altro”, percependone emozioni e pensieri; l’empatia è un valore chiave nelle relazioni interpersonali, perchè è una delle principali porte d’accesso al mondo dell’altro. In un capitalismo che ha isolato le persone, dove crescono i divari e le separazioni, fondare l’educazione su questo valore è importante. Gli alunni, gli studenti sono incoraggiati a stringere stretti legami di amicizia a “camminare insieme”.
Un altro valore fondamentale è la collaborazione. Nella nostra scuola è vitale. Abbiamo tre dirigenti scolastici eccezionali, con le caratteristiche che noi crediamo debbano contraddistinguere questa figura. Tutte le decisioni a Vega sono prese in maniera democratica, le decisioni fonadamentali, sono oggetto di discussione fra gli insegnanti e messe ai voti. Le decisioni importanti che riguardano gli studenti devono essere prese dagli studenti stessi e sempre democraticamente attraverso il voto.
Quindi la nostra regola è che i valori non si predicano ma si praticano.

L’edificio scolastico

hoo7L’India è un paese povero e quando abbiamo creato Vega volevamo che fosse un luogo dove tutti potessero venire a studiare. Si trattava quindi di saper usare le risorse in modo intelligente ed efficiente. Ci siamo quindi proposti di costruirla secondo principi che realizzassero un forte risparmio energetico. E ci siamo riusciti. Per creare l’edificio scolastico abbiamo fatto l’analisi della luce del giorno in modo da ottenere l’illuminazione naturale. Abbiamo inoltre studiato come predisporlo per tenere l’edificio fresco d’estate e più caldo d’inverno, riducendo i costi.
In questo modo tutti i fondi risparmiati sono investiti nella formazione.

L’edificio ha una pianta circolare che fa sì che non ci siano spazi bui; ci sono pannelli luminosi alle finestre che favoriscono la luce del giorno, ma d’estate impediscono al caldo d’entrare; un sistema centralizzato di purificazione dell’aria mantiene I livelli prescritti di CO2, PM10, and PM2.5 in tutto l’edificio per migliorare i livelli cognitivi e di concentrazione.

hoo8Nella figura a sinistra vedete l’interno della scuola. Spazi aperti senza aule.

Può capitarvi di vedere anche ragazzi seduti sul pavimento, o su una poltrona, un po’ come essere a casa.
La disposizione degli spazi interni e i colori attentamente scelti aumentano il livello di attenzione, di benessere e di apprendimento. Ci sono:

 

  • zone tranquille individuali per studiare e giocare;
  • spazi per il lavoro di squadra in piccoli gruppi;
  • zone per la discussione a due fra studente e docente;
  • zone per attività di grandi gruppi e per un apprendimento immersivo;
  • nove spazi dedicati hanno una predisposizione flessibile che varia a seconda delle diverse strategie di apprendimento che si vogliono realizzare.

Gli spazi aperti servono ad arricchire l’esperienza dei bambini, promuovendo e stimolando tutti i sensi. Le scuole innovative sono consapevoli che l’apprendimento personalizzato si sviluppa attraverso diversi stili (visivo, di ascolto e chinestetico), i quali sono limitati o impediti dagli spazi dell’architettura scolastica tradizionale. Le classi a Vega, meglio note come “spazi di apprendimento”, sono ambienti flessibili e aperti che facilitano le scelte degli studenti, aumentano il loro impegno e migliorano la loro partecipazione.

Project Based Learning, PBL, sostenuti da “persone e cultura”

hoo9Vega è una scuola che lavora per progetti.
I ragazzi cominciano sempre con il porsi delle domande.
C’è una grande varietà di progetti, alcuni potete vederli nell’immagine a fianco.
Naturalmente i progetti fanno riferimento a dei principi. I nostri principi mettono al centro le persone e la cultura.
Abbiamo fatto studi e ricerche per capire come preparare i nostri insegnanti a lavorare per progetti. Abbiamo anche guardato al mondo delle imprese. E’ persino venuto un dirigente della General Motors, e abbiamo adottato pratiche, fra le più innovative, che provengono anche dal mondo delle imprese.

I nostri docenti o “leader dell’apprendimento”

hoo10Per trasferire negli alunni e negli studenti competenze come quelle che in questo convegno sono state tante volte menzionate, occorre che anche gli insegnanti le padroneggino, parlo di empatia, di resilienza, di creatività, e a queste vorrei aggiungere l’ottimismo. Noi pensiamo che l’ottimismo sia una qualità straordinaria, difficile da trovare, ma bisogna cercarla, perchè dall’ottimismo nascono cose meravigliose.
I nostri insegnanti devono dunque avere certe caratteristiche iniziali- amare i bambini, essere ottimisti, creativi, cordiali, gentili, disponibili ad apprendere per tutta la vita- poi sono formati continuamente dalla nostra Accademia- apprendono a collaborare, a generare idee, a usare gli strumenti tecnologici, a insegnare per progetti, a differenziare e individualizzare l’apprendimento — quindi sono valorizzati e hanno possibilità di passaggi progressivi di carriera.

La valutazione e l’indice di felicità

Come valutiamo i ragazzi? Facciamo molti test comportamentali, facciamo domande aperte, cerchiamo veramente di arrivare al cuore di quello che l’educazione ha realizzato.

Abbiamo anche un indice che si chiama “indice di felicità”, nel Bhutan si faceva una valutazione delle aziende sulla base di questo indice, e noi abbiamo fatto lo stesso.
Se io sono qui a dirvi che gli studenti devono amare la scuola e tutto il processo di apprendimento, è evidente che dobbiamo preoccuparci che siano felici. A Vega, insieme alle abilità intellettuali, coltiviamo infatti il benessere emozionale. Yoga, meditazione, spazi di apprendimento vibranti, movimento durante l’apprendimento, collaborazione e libertà di espressione sono fattori chiave che contribuiscono al benessere mentale ed emozionale degli alunni.

hoo11Ma vogliamo riscontri che ci dicano se i nostri alunni sono davvero felici. Per questo ogni 6 mesi chiediamo ai nostri studenti se a scuola sono felici, se gli piacciono gli insegnanti, ecc… E lo chiediamo anche ai genitori.
Quindi ogni 6 mesi esaminiamo la situazione: diciamo dove ci trovavamo sei mesi prima e dove ci troviamo adesso, in modo da mantenere un processo di cambiamento dinamico. Questa operazione è fatta regolarmente.

Nella figura a sinistra potete vedere uno dei questionari. Ha riguardato 180 bambini, (ne abbiamo 300). Su 180, 156 bambini amano la loro esperienza di apprendimento, e dicono anche che imparare li fa divertire, quindi la grande maggioranza pensa che sia bello imparare. Questo per noi è la cartina di tornasole di cosa stiamo veramente facendo.

hoo12Ovviamente misuriamo anche l’apprendimento vero e proprio, per intenderci quello allineato ai programmi nazionali.
Dal momento che la nostra scuola non è allineata in partenza, dobbiamo verificare se ciò che hanno imparato è allineato negli esiti.
Usiamo valutazioni formative e sommative che, oltre a dati analitici, si traducono anche in un portfolio, che segue gli alunni quando lasciano la scuola, che servirà a dimostrare al datore di lavoro ciò che hanno appreso, sanno e sanno fare.

Vega membro del Global Schools’ Alliance, GSA

hoo13Insieme ad altre scuole progressiste abbiamo creato un’alleanza mondiale di scuole che condividono la stessa filosofia, la Global Schools’ Alliance.

Pensiamo che, grazie alla tecnologia, tutti i bambini fra 10, 15 o 20 anni lavoreranno con persone che si trovano dislocate in tutto il mondo. Si dice che l’ India avrà una popolazione molto giovane in grande crescita e fra vent’anni supererà il PIL europeo. Quindi per i miei figli, i vostri figli, i vostri studenti, i vostri nipoti essere capaci di creare un rapporto con altri nel mondo e capire le altre culture sarà un enorme vantaggio.

Ecco perché abbiamo creato questa Global School Alliance. Abbiamo iniziato a incontrarci una volta all’anno, con una conferenza in modo da conoscerci e poi abbiamo cominciato a mettere insieme i bambini di diverse scuole. Siamo veramente orgogliosi di questa iniziativa, che peraltro è unica. Naturalmente invitiamo le scuole qui presenti a unirsi a questa Alleanza, invito voi tutti a venire alla nostra scuola, Vega. Siamo una scuola apertae ci piace avere ospiti, visitatori. Ne riceviamo centinaia ogni anno.

La biblioteca Vega, il festival della letteratura, il canale youtube

hoo14Noi abbiamo creato la nostra prima biblioteca Vega con centinaia di soci, appartenenti a tutti gli strati della popolazione. Le scuole Vega vogliono alimentare la passione per la lettura non solo nei loro alunni, ma nell’intera comunità. Per questo abbiamo creato la prima biblioteca gratuita per tutti a Gurgaon. Molte scuole hanno proprie biblioteche, ma nessuna, da noi, le ha aperte al pubblico.
Le scuole Vega investono continuamente per essere una risorsa sia per i propri studenti sia per tutta la comunità locale.

Abbiamo anche dato l’avvio al Festival della letteratura dei bambini.

hoo15L’idea è che mano a mano che l’uso dei dispositivi digitali si espande, cala l’amore per la lettura e noi volevamo invece ravvivarlo, così ci siamo inventati il Festival della Letteratura dei bambini.

Abbiamo avuto 2000 bambini che sono venuti lo scorso mese con gli autori e gli attori migliori. Il festival è una celebrazione dell’amore per le storie, per la letteratura, peri libri, a cui sono invitati noti autori, contastorie e illustratori che tessono magie con le parole, coinvolgendo bambini e genitori. Il festival comprende spettacoli musicali e rappresentazioni teatrali con la lettura di brani da parte degli autori di libri per bambini.
Questo Festival della letteratura rappresenta un impegno sociale a colmare il gap fra letteratura e l’amore per la lettura, per questo il festival non è limitato agli alunni delle nostre scuole, ma a tutta la comunità.

hoo16Un’altra responsabilità che pensiamo di avere è quella di condividere ciò che facciamo: quindi abbiamo il nostro canale YouTube.

Ci sono migliaia di persone che possono vedere cosa succede dentro ai nostri spazi di apprendimento, come portiamo avanti i nostri “Project Based Learning”. Qui un video su PBL che riguarda la comunità.
Sono venute persone di Harvard a valutare la nostra qualità di apprendimento, e anche in quell’occasione abbiamo girato un video che riproduce tutto quello che facciamo. Davvero vogliamo condividere, e se possibile influenzare anche altre scuole affinchè seguano questo modello.

Tutta la comunità è coinvolta

Un altro aspetto di cui sono molto orgoglioso è che oltre a lavorare per i ragazzi, lo facciamo anche per la comunità.

Porci domande importanti, invitare persone molto brave a parlare di questioni fondamentali, ad esempio “ Come possiamo definire il successo autentico? Quale è la differenza tra vivere e sopravvivere? Come trovare il lavoro che sogno? Come sconfiggere la paura? Come essere felici?” ……. e molto altro!
Così abbiamo iniziato un ciclo di conferenze invitando esperti e genitori.
 
hoo17Ma non solo, abbiamo l’obiettivo di espandere la preparazione tecnologica, che oggi è fondamentale. Per questo abbiamo iniziato a insegnare anche la robotica, la stampa 3D. C’è un altro progetto: il sogno di quello che sarà l’India nel 2030. Insieme faremo questo studio e lo presenteremo al governo.

E ancora abbiamo un progetto tecnologico: gli aspetti positivi e quelli meno positivi dell’evoluzione della tecnologia, poi un progetto sul riscaldamento globale e quali sono gli altri grandi cambiamenti che influenzano il pianeta.

Abbiamo bambini di 4-5 anni che hanno appena iniziato la scuola e che usano blocchi tipo Lego per progettare edifici per i bambini più poveri, vanno a far visita ai bambini nei quartieri più poveri e raccolgono informazioni sul tipo di parco giochi che questi bambini vorrebbero avere. E così si sviluppa l’amore e il senso di prendersi cura della comunità.

Si tratta di connettere tutti i punti, e ogni progetto ha alla base l’empatia, le competenze di vita, il divertimento, l’innovazione.

Ora che vi ho illustrato la nostra scuola, spero abbiate voglia di venire a vederla.

Ci piacerebbe moltissimo avervi nostri ospiti insieme ad Alessandra, per poter condividere con voi quello che facciamo e anche imparare da voi.

Grazie, è stato un piacere.

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