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Oltre lo schermo – Didattica virtuale e scuole primarie e secondarie alla prova dei fatti in Italia

consigli di buone pratiche

di

Due brevi contributi video dell’Università di Torino sulla questione della formazione a distanza

bibi

Alcuni professori dell’Università di Torino, Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione, hanno realizzato due brevi video per veicolare efficacemente il messaggio pedagogico punto di riferimento anche nella didattica virtuale.

1. Target scuola secondaria

Ecco il contributo dell’Università di Torino sulla questione della formazione a distanza per le scuole secondarie: “Oltre lo schermo – Didattica virtuale e scuole secondarie alla prova dei fatti in Italia – 10 consigli di buone pratiche”

Ideato da Monica Mincu professore associato di educazione comparata e Anna Granata ricercatore di educazione interculturale dell’università di Torino, Gladys Pace psicologa e Maurizio Allasia Insegnante a Stockholm International School.

Di seguito la trascrizione del video:

Care e cari insegnanti 

non perdiamo l’occasione in questo tempo di quarantena di far sentire la nostra attenzione ai ragazzi e alle ragazze delle medie e delle superiori. Prendendoci cura di loro in modi nuovi – 
Come?

1.  Online: un altro modo di fare scuola

La didattica a distanza non è semplicemente un’occasione per trasferire i contenuti e i metodi tradizionali davanti a un computer, ma una grande opportunità per ripensare la didattica frontale, far partecipare gli studenti dando loro spazi e strumenti nuovi, proponendo nuove sfide di apprendimento e creando gruppi di lavoro collaborativo.

2.  Apprendimento online e offline

C’è un apprendimento online: avviene quando gli studenti apprendono tutti nello stesso momento e la comunicazione alunno/docente avviene in tempo reale. Spesso risulta più coinvolgente e facilita feedback e dei chiarimenti immediati.

E c’è un apprendimento offline, quando gli studenti apprendono in momenti diversi e la comunicazione non è in tempo reale. Spesso è più comoda e flessibile e permette a ogni studente di procedere al proprio ritmo.

Un giusto bilanciamento delle due modalità consente agli studenti e ai docenti di distribuire il carico di lavoro e di non passare troppe ore al giorno davanti allo schermo.

3.  Il giusto ritmo della settimana

La scuola online ha tempi diversi da quella in presenza.

È importante dosare le nozioni e lavorare su nuove competenze, fornire chiare indicazioni rispetto alle attese, ai materiali sui quali prepararsi, concordare una quantità ragionevole e utile di compiti tra i docenti per ogni settimana e stabilire un numero sostenibile di prove/test, valutando sempre se sono realisticamente fattibili come difficoltà e come tempo a disposizione.

4.  Accordarsi in anticipo

L’orario settimanale e le modalità di lezione devono essere chiare e condivise in anticipo con studenti, famiglie e colleghi del team.

Per una didattica di qualità, le aspettative verso gli studenti sono le stesse che chiediamo in classe in termini di dress code, presenza, reattività e partecipazione, cura nella comunicazione nei confronti di compagni e docenti.

Gli insegnanti sono a disposizione per accogliere domande, richieste di chiarimenti, dubbi, condivisioni spontanee da parte degli studenti e delle famiglie, ma solo durante la giornata lavorativa: questo migliora la comunicazione, rende chiare le aspettative e permette di avere un tempo di “disconnessione” adeguato per tutti.

5.  Personalizzare: non esiste una modalità di lezione che vada bene per tutti gli studenti.

Cogliere l’occasione per differenziare contenuti, approcci, valutazione: la tecnologia consente di personalizzare i contenuti rispondendo alle richieste e ai bisogni di ogni studente.

6.  La qualità della connessione non è uguale per tutti

“Gli studenti sono svogliati, distratti, poco partecipi”. Occorre mettere da parte le categorie con le quali troppo spesso vengono definiti gli alunni in classe.

In molte case italiane non è disponibile una connessione ad alta velocità, possono esserci più membri della famiglia collegati che rallentano la rete o pochi device disponibili da dover condividere. Questo non significa un tentativo di sottrarsi alla lezione da parte degli studenti.

7.  Gli studenti sono i protagonisti dell’apprendimento

Avere come punto di riferimento lo stimolo alla creatività e al pensiero personale invece di ricercare l’adesione al pensiero unico proposto dal docente.

8.  Cambiare modo di valutare

La didattica a distanza richiede anche un modo diverso di valutare: si apprende non per il voto ma per migliorare le proprie competenze e poterle applicare in altri campi. La valutazione formativa affianca i voti e richiede un continuo feedback per produrre progresso; la buona regola è la valutazione “tardiva”, dopo aver dato svariate chances di acquisire le competenze; la valutazione deve tenere conto sempre anche di impegni e obiettivi personali, non solo di standard esterni; troppi voti possono indurre demotivazione e stress.

9.  Se la classe online è distratta o indisciplinata

Chiedersi cosa non va nella lezione proposta o nella modalità di esecuzione/comunicazione; alternare momenti differenti, sollecitare l’attenzione, coinvolgere attivamente gli studenti, includere nelle lezioni delle pause stabilite e condivise a inizio lezione.

È inefficace e pedagogicamente scorretto usare come strumento disciplinare i test, i voti o altri tipi di minacce che influiscono sui risultati accademici degli studenti.

10.  Sottolineare il positivo, motivare ogni studente

Basare la comunicazione didattica sull’empatia, la valorizzazione dello studente e la motivazione al miglioramento, evidenziando gli aspetti positivi invece di sottolineare solamente ciò che non funziona o che va corretto. Gli studenti non vanno derisi o trattati con sospetto, la cura del dialogo da parte degli insegnanti è fondamentale, anche online.

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Nota
L’articolo 2 dello Statuto dello studente (1988) afferma che “la scuola persegue la continuità dell’apprendimento e valorizza le inclinazioni personali degli studenti, anche attraverso un’adeguata informazione, la possibilità di formulare richieste, di sviluppare temi liberamente scelti e di realizzare iniziative autonome.

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2. Target Scuola primaria

Ecco il contributo dell’Università di Torino sulla questione della formazione a distanza per le scuole primarie: “Con la tua voce – invito in sei punti per gli insegnanti di scuola primaria di tutta Italia”

Ideato da Anna Granata con la collega Monica Mincu, insieme a Diego Di Masi
 
Care maestre e cari maestri,
non perdiamo l’occasione in questo tempo di quarantena di far sentire la nostra voce nelle case dei bambini, per tenere viva in loro la voglia di imparare. Un video dell’Università di Torino e una pagina Facebook (Con la tua voce) per condividere idee ed esperienze di insegnanti della primaria. 
Come?

1. Con la propria voce

Roca, stridula, dolce, severa, gentile, decisa…
Non importa come sia la nostra voce, ma sentirla può essere per i bambini un’emozione grandissima. Non può esserci nessuna motivazione a imparare… senza l’ineguagliabile voce del proprio insegnante.

2. Con lo smartphone

Che viva in un attico o in un monolocale, in un quartiere del centro o di periferia… uno smartphone c’è in ogni famiglia. Per essere sicuri di arrivare a tutti i nostri allievi – nessuno escluso! – usiamo in primo luogo questo mezzo. Non è il tempo di schede da stampare e compilare.

3. Con il ritmo della settimana

Chi avrebbe mai detto che ci sarebbe mancato il lunedì?
 Eppure dare un ritmo al nostro tempo è proprio ciò che ci distingue dagli animali. Solo noi abbiamo gli “strapoteri”, anche a distanza, di restituire ai bambini il ritmo della settimana, con un nuovo input da parte nostra.

4. Con obiettivi realistici

Non preoccupiamoci del “programma perduto”. Diamoci piuttosto pochi obiettivi, che coinvolgano più discipline. Italiano, matematica e senza dubbio motoria… perché costretti nei confini delle case i bambini mantengano salute fisica e mentale.

5. Con le cose di casa

Ogni casa è un mondo di oggetti, simboli, sapori, profumi. Si può fare scienze con gli ingredienti in cucina o con il sole che entra dalla finestra e ci racconta il tempo. Cerchiamo di cercare di creare un ponte tra casa e scuola che resterà anche dopo questo tempo di quarantena.

6. Con l’iniziativa del bambino

In questo tempo in cui tutto è sottosopra, lo spirito di iniziativa dei bambini ci sorprende. Chiediamo loro un diario, una foto o un disegno, da condividere anche coi loro compagni, per non perderci nulla della loro intensa attività creativa.