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LA SCUOLA NELLA LEGGE DI BILANCIO 2019 E NEL DECRETO FISCALE

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I rischi di “buttare via” le riforme e tornare all’antico

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LEGGE DI BILANCIO 2019

Formazione e reclutamento: si torna drammaticamente all’antico

22E’ una maledizione del nostro Paese, ogni governo che si insedia butta all’aria le riforme del precedente e, come in un grottesco gioco dell’oca, si ritorna indietro, si ricomincia, si riparte da zero.
E’ il caso della formazione e reclutamento degli insegnanti. Una questione decisiva, perché non c’è indagine che non sottolinei come uno degli elementi determinanti per gli apprendimenti risieda nella formazione e selezione degli insegnanti.
Ebbene l’Art. 58 della legge di bilancio 2019, Revisione del sistema di reclutamento dei docenti scolastici, non “rivede”, ma butta letteralmente all’aria il D.Lgs. 59/2017.
Viene abolito il percorso di formazione e la possibilità di collegare da subito, tramite concorso iniziale, l’immissione in ruolo ai tre anni di FIT.
Si torna agli antichi concorsi abilitanti, per accedervi basterà la laurea e aver conseguito 24 crediti formativi in discipline antropo – psico – pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche.
Sono quasi 40 anni che si discute di formazione e reclutamento e si fanno tentativi, prima le SSIS, poi il TFA, poi il FIT, ora il nulla, si butta via il bambino con l’acqua sporca! Il modello precedente poteva essere sicuramente migliorato, ma azzerarlo per tornare all’antico è grave, molto grave. Non finiranno mai graduatorie, sanatorie e reclutamento per anzianità di servizio. E’ la nostra “inesorabile tragedia della perseveranza storica”, come direbbe Sabino Cassese.

E intanto….. sanatorie grottesche

33Intanto si realizzano concorsi grotteschi ! Ci si riferisce al concorso straordinario per insegnanti di scuola infanzia e primaria. Possono partecipare tutti quelli che hanno due anni di servizio negli ultimi 8 anni. Il criterio di base appare quello di favorire gli “anziani non meritevoli”, non, come sarebbe necessario e indispensabile ”i giovani meritevoli”!! Si attribuiscono infatti 70 punti ai titoli (leggi servizio) e 30 all’esame. Ma non basta. L’esame consiste in una prova orale, il cui voto massimo è 30, ma il minimo….non c’è. Si può prendere 0 e si va comunque in una graduatoria ad esaurimento e prima o poi di ruolo. Per fare questo si mettono in piedi in tutta Italia commissioni di concorso con dirigenti scolastici che si assenteranno da scuola (infatti ne abbiamo da buttar via) e docenti. E naturalmente ci sarà un costo. Il tutto per fare un concorso che promuove anche chi è “inclassificabile”, purchè si presenti all’esame!

“Continuiamo così….facciamoci del male”

Alternanza Scuola Lavoro, addio

44L’art. 57 della legge di bilancio stabilisce che dall’anno scolastico 2018/2019 i percorsi di “alternanza scuola-lavoro” saranno ridenominati “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”! La loro durata viene drasticamente ridotta, da 400 ore per gli istituti tecnici e professionali rispettivamente a 150 e 180 ore, e da 200 a 90 ore per i licei. Naturalmente sono conseguentemente diminuiti i fondi: Le risorse del fondo sono assegnate alle scuole nei limiti necessari allo svolgimento del numero minimo di ore “.
Entro 60 giorni
dall’entrata in vigore della legge, saranno definite linee guida per i “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”. In sintesi si riducono soldi e ore, senza sapere cosa si farà entro il nuovo percorso dal titolo tanto lungo quanto vago.
E’ un’altra decisione grave. Si doveva migliorare, non distruggere! In tutti i Paesi ormai, almeno nelle scuole più innovative, gli studenti fanno consistenti periodi di tirocinio sui luoghi di lavoro.

120 Docenti  “individuati” dal MIUR per il Piano scuola digitale

55L’art.52 della Legge di Bilancio 2019 (Équipe formative territoriali per il potenziamento di misure per l’innovazione didattica e digitale nelle scuole), prevede che vengano esonerati dal servizio per gli anni 2019-20 e 2020-21 “120 docenti individuati dal MIUR, che costituiscono équipe territoriali formative, per garantire la diffusione di azioni legate al Piano per la scuola digitale. Per farlo si riducono i soldi del Piano Nazionale scuola Digitale.
La cosa potrebbe essere interessante, ma ciò che preoccupa è il fatto che non è definita nessuna procedura né indicato alcun criterio di scelta di questi 120 insegnanti, che saranno esclusivamente “individuati” dal MIUR.

Purtroppo, per esperienza diretta dell’ADi, la trasparenza non ha mai abitato a Viale Trastevere, perciò le perplessità nascono inevitabilmente:

  • Con quali criteri è stato scelto il numero 120 ?
  • Chi farà la scelta e come?
  • Dove saranno dislocati i 120 distaccati?

 

DECRETO FISCALE

Taglio da 29 milioni per scuola e Università

66Il decreto fiscale, Decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria prevede un taglio alle risorse del Miur per scuola e università. Si tratta di un “risparmio” di 29 milioni: 14 per l’istruzione scolastica e 15 milioni per la formazione universitaria e post universitaria.

Il taglio si legge nelle tabelle allegate al decreto (“Riduzioni delle dotazioni finanziarie delle spese dei Ministeri”). In particolare per la scuola si divide in un “risparmio” di 8 milioni per l’istruzione del primo ciclo, di 3 milioni per il secondo ciclo e di 3 milioni per il reclutamento e aggiornamento dei dirigenti scolastici e del personale scolastico per l’istruzione. Gli altri 15 milioni sono tagliati all’università.

Dopo tante promesse di più soldi alla scuola …………………….

 

DECRETO MILLEPROROGHE

INVALSI: ora solo rinvii ma ………… rumor preoccupanti

77Al momento l’unico provvedimento assunto nei confronti dell’INVALSI è un emendamento contenuto nel Decreto Milleproroghe secondo cui i test INVALSI di italiano, matematica e inglese saranno requisito di accesso all’esame di Stato delle scuole superiori solo dal 2020.

Ma ci sono state, in questi ultimi tempi, frequenti dichiarazioni di esponenti della maggioranza di governo contro l’INVALSI.
Sarebbe gravissimo privare l’Italia di importanti rilevazioni e dati, indispensabili per le decisioni politiche e per i piani di miglioramento delle scuole

Senza dati comparabili saremmo in balia di pure opinioni discrezionali.

Lo diciamo preventivamente: GIU’ LE MANI DALL’INVALSI!