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Iscrizioni a.s. 2010-2011

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Iscrizioni a.s. 2010-2011: penalizzati gli istituti professionali
A fine maggio il servizio statistico del MIUR ha pubblicato i dati relativi alle iscrizioni alla nuova secondaria di 2° grado per l’a.s. 2010-2011. L’analisi dei dati fornisce già uno spaccato di quello che sta producendo la riforma.

Penalizzati soprattutto gli istituti professionali

 A fine maggio il servizio statistico del MIUR ha pubblicato i dati relativi alle iscrizioni alla nuova secondaria di 2° grado per l’a.s. 2010-2011.

L’analisi dei dati fornisce già uno spaccato di quello che sta producendo la riforma.

Partiamo dai numeri, mettendo a confronto il dato nazionale con quello della Lombardia, che consente di comparare le iscrizioni agli istituti professionali con quelle all’istruzione e formazione professionale che in quella regione impartisce le qualifiche triennali e i diplomi quadriennali:

 

ITALIA

LOMBARDIA

Tipo di scuola % iscritti Variazione rispetto ad a.s. 2009-2010 % iscritti Variazione rispetto ad a.s. 2009-2010
Licei 49,3% + 3,6% 43 % + 11% (1)
Istituti tecnici 31% – 1,4% 29% – 5,5% (2)
Ist. professionali 20% – 2,2% 11% -10%
IFP regionale Non dati   17% + 4%
^(1) Epurato dal dato dell’opzione scienze applicate resta un +5%
^(2) Vi è da considerare che l’opzione “scienze applicate” del liceo scientifico (scelta dal 5% degli studenti) quest’anno è nei licei ma lo scorso anno era conteggiata nell’istruzione tecnica come “liceo tecnologico”

Il settore più penalizzato, come è assolutamente evidente, è l’istruzione professionale statale che con la legge 40/2007 è stata omologata all’istruzione tecnica, privata della possibilità di impartire autonomamente le qualifiche triennali, e saccheggiata di moltissime specializzazioni. Laddove le Regioni, come la Lombardia, hanno attivato una ricca istruzione/formazione professionale regionale, si sta verificando il progressivo abbandono degli istituti professionali statali a favore dell’IFP. Così è avvenuto nella Provincia di Trento, che oggi ha deciso di chiudere la residuale istruzione professionale statale.

Ciò che lo Stato è stato incapace di realizzare, ossia la progressiva fusione dell’istruzione professionale statale con la formazione professionale regionale (come indicato dal Titolo V della Costituzione), viene attuato dalle scelte della popolazione, laddove le Regioni ne hanno predisposto le condizoni. Ma si tratta di scelte fortemente penalizzanti per gli istituti professionali, che anziché vedere il proprio rilancio rotolano verso un inesorabile declino.

E’ davvero triste constatare la persistente miopia italiana nei confronti dell’istruzione professionale, dell’apprendistato, così come dell’istruzione tecnica superiore. La responsabilità non è solo dello Stato, è anche e fortemente delle Regioni insensibili a questi problemi, attaccate a vecchi schemi e incapaci di assumere le responsabilità che loro competono costituzionalmente.

Infine uno sguardo sui licei

Esaminando le domande di iscrizione ai licei per tipologia di indirizzo, si rileva un incremento dello 0,7% degli studenti al nuovo liceo classico che oggi costituisce l’8,4% dell’istruzione secondaria. Il liceo scientifico con il 25% delle iscrizioni è saldamente al 1° posto. Complessivamente gli alunni del liceo scientifico aumentano di oltre l’1% ma con una differenziazione significativa: mentre gli iscritti alle classi tradizionali si riducono di circa mezzo punto percentuale, gli studenti della sezione ad opzione scienze applicate quasi raddoppiano, passando dal 2% al 3,8%.

La nuova struttura degli ex-istituti magistrali, ora licei delle scienze umane, ha registrato complessivamente un lieve aumento degli iscritti rispetto al 2009/2010, piuttosto significativo per quanto riguarda l’opzione economico-sociale che passa dallo 0,3% al quasi 2%.

Le iscrizioni nel liceo linguistico, che dal prossimo anno diventa un percorso di studi a sé stante, registrano un incremento di oltre l’1% rispetto alle vecchie sezioni sperimentali, presenti diffusamente in diverse tipologie di istituto.

I licei artistici che assorbono dal 2010/2011 anche la quasi totalità degli istituti d’arte mantengono complessivamente invariata la loro utenza, con un lieve incremento dello 0,2%.

Un’attenzione particolare merita la situazione del liceo musicale e coreutico per il quale è stato attivato per il 2010/2011 solo un numero prefissato di sezioni che hanno fatto registrare il massimo delle iscrizioni consentite.