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ADI- ASSEMBLEA 02-09-20. RELAZIONE DI A. CENERINI SULLA RIAPERTURA DI NIDI E SCUOLE INFANZIA

di

ADI RIPRESA 0-6

RIPARTIRE RI-IMMAGINANDO L’INTERO SISTEMA 0-6

1ALa riapertura delle scuole dell’infanzia e dei nidi dopo mesi di lockdown, non può limitarsi a interventi di tipo sanitario, ma deve essere guidata da una rinnovata visione del sistema 0-6, che abbia a fondamento il benessere dei bambini e di chi li educa.
Questo comporta riconsiderare almeno tre condizioni: 1) la riqualificazione e il riadattamento degli ambienti, 2) la riconsiderazione degli organici, 3) un preciso piano pedagogico. Quest’ultimo fattore appare il più trascurato, benchè sia il motore della ripresa.
Queste tre questioni – ambienti, organico, contenuti pedagogici – sono strettamente correlate, ma l’Amministrazione Comunale sembra non esserne consapevole. Come non sembra essere consapevole che scuole e nidi potranno superare le difficoltà presenti solo con il coinvolgimento, la partecipazione attiva, l’impegno condiviso del personale che in essi opera.
Questa situazione è il risultato di un’annosa assenza di visione pedagogica e della correlata mancanza di un’autorevole leadership culturale, a cui ora si aggiunge la confusione amministrativa dovuta all’assenza di riorganizzazione del servizio dopo la chiusura di IES.

LE DIVERSE IPOTESI ORGANIZZATIVE PER NIDO E SCUOLA INFANZIA DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

1bL’Amministrazione, partendo dal Documento di indirizzo e orientamento per i servizi educativi e le scuole dell’infanzia del 3 Agosto u.s., ha affrontato, in totale solitudine, oltre al Protocollo sanitario, la sola questione organizzativa legata alla stabilità dei gruppi sezione ( peraltro senza riuscire a garantirla), mantenendo lo stesso orario di apertura, lo stesso numero di bambini per sezione, gli stessi ambienti per quanto isolati tra loro, e sostanzialmente lo stesso organico.

In questa prospettiva, le misure ipotizzate dall’Amministrazione per il nido sono totalmente diverse da quelle per la scuola dell’infanzia: appalti per le pulizie e utilizzo di educatori delle cooperative sono previsti solo per la scuola dell’infanzia, dove sono già parzialmente in essere.

 Vediamo con ordine le proposte.

1. Nido

1cPer mantenere stabilità del gruppo senza interazione fra le sezioni si prevede:

  • 1 educatore a tempo determinato part time in più per ciascuna sezione,
  • chiusura anticipata per i bambini di un quarto d’ora, alle 17:45, per consentire la pulizia degli ambienti fino alle 18:15.

Non si prevede ricorso a cooperative né per gli educatori né per appalto pulizie. Non vi è potenziamento dell’organico degli operatori.

2. Scuola dell’infanzia

1dSi prevede l’ampliamento dell’uso degli educatori delle cooperative e degli appalti pulizie anche per il potenziamento dell’organico dei collaboratori. In particolare:

  • agli educatori coop, preferibilmente quelli già utilizzati per il sostegno, sarà assegnata non solo l’apertura anticipata della scuola, ma anche un vero e proprio supporto ai docenti, al fine di potenziare la compresenza delle insegnanti per 3 ore nella fascia centrale della giornata e nel momento del sonno per le sezioni eterogenee.
  • All’ appalto a supporto dei collaboratori, viene assegnato un orario che varia a seconda del numero di sezioni, dalle 7:30 alle 9:30 e nel pomeriggio dalle 13 alle 17:30 e con 2 sezioni solo dalle 16:30 alle 17:30. Sono appaltate le pulizie a termine giornata. Con questo supporto esterno l’orario dei collaboratori viene concentrato su un tempo inferiore e termina alle 16:30, facendo venir meno l’indennità di turno.

ADI – ALCUNE PRELIMINARI CONSIDERAZIONI IN TEMA DI ESTERNALIZZAZIONI

1eCome ADI ci guida un principio culturale-gestionale di fondo: non può essere esternalizzata nessuna mansione relativa a tutte le attività didattiche ed educative programmate e svolte entro il calendario scolastico ed educativo e l’orario definito per tutti i bambini iscritti.

Ciò premesso

  • ADI ribadisce ancora con forza la propria opposizione all’uso da tempo in atto nella scuola dell’infanzia di educatori delle cooperative in sostituzione di qualificati insegnanti di sostegno. E’ un’intollerabile offesa a tutto il lavoro svolto un tempo da Andrea Canevaro sull’integrazione dei bambini con disabilità (l’A.C. previde allora persino anni sabbatici per le insegnanti che si qualificavano con il Prof. Andrea Canevaro e la sua équipe universitaria).
  • Con uguale chiarezza ADI non si è mai espressa contro l’attuale assegnazione dei centri estivi 3-6 anni a cooperative e agenzie esterne, poiché non rientrano nelle attività educative/scolastiche e sfida qualsiasi sindacato a dire senza ipocrisie, e con quale sostegno del personale, oggi intraprenderebbe una battaglia per la loro internalizzazione.
  • Ugualmente ADI non è contraria all’appalto per le pulizie a fine giornata di scuole e nidi. Questo avviene ovunque nelle scuole degli altri Paesi, ma a questo si accompagna un importante innalzamento qualitativo del ruolo delle/dei collaboratrici/tori che nelle scuole dell’infanzia e nei nidi diventano assistenti all’attività didattico/educativa, ed è questa la strada che si deve intraprendere e che ADI sosterrà con convinzione.
  • Per quanto riguarda la gestione degli orari anticipati e posticipati, che sono un aiuto socio-assistenziale ai genitori, è noto che all’estero esulano dai compiti di scuole e nidi e sono organizzati in vari modi, a volte dagli stessi genitori. ADI non esprime una pregiudiziale opposizione a un ricorso esterno per tale funzione, ma il punto è che nelle scuole dell’infanzia e nei nidi bolognesi gli orari anticipati e posticipati sono incardinati in un’organizzazione complessiva del servizio e non possono essere considerati a se stanti. ADI ritiene quindi che da un lato si debbano analizzare attentamente le diverse realtà, ma considera, nella situazione bolognese, di fatto impraticabile questa soluzione, quindi occorre prevedere l’aumento di organico del personale, anche con tempi determinati.

ALCUNE PROPOSTE SPECIFICHE DI ADI

1fNido

Inquadrare l’attuale situazione contingente nella prospettiva

Non si può disgiungere l’attuale risistemazione del nido dalla sua riorganizzazione complessiva, quella che portò ADI allo sciopero del 13 luglio. ADI non ha scioperato, come noto, contro le sole 3 settimane nei centri estivi, ma per la ridefinizione delle finalità e della gestione del nido, che va dalla deliberazione del nuovo Regolamento (sospeso a febbraio) in un’ottica di sistema unitario 0-6, alla questione dei centri estivi, agli Organi Collegiali ecc… Il 24 settembre p.v. ci sarà una commissione consigliare sul Regolamento dei nidi, su cui ADI si è già molto spesa. Anche in quella sede affronteremo l’insieme delle questioni, dall’impostazione pedagogica alle funzioni degli educatori e degli operatori, fino ai centri estivi 0-3 che, come abbiamo sempre affermato, esulano dalla normale attivita’ educativa per tutti i bambini entro il calendario scolastico, e il cui servizio va garantito per più di 3 settimane, senza obbligatorietà da parte del personale. Contemporaneamente da subito chiediamo all’Amministrazione di riaprire la trattativa.

Sull’immediato

  1. Non è sostenibile la chiusura anticipata di 15’ e la riorganizzazione dell’orario degli operatori per pulire in 30’ o meno i nidi a fine giornata. Gli operatori si trovano già con mille incombenze in più rispetto al loro normale servizio, che rende impossibile fare anche la pulizia a fondo a fine giornata, che, almeno in questa contingenza, va data in appalto, come sta avvenendo in tutte le scuole statali e nelle scuole dell’infanzia comunali.
  2. Comunque, anche assegnando in appalto la pulizia conclusiva, se si tiene conto di tutte le nuove funzioni richieste agli operatori, tra cui la misurazione della febbre a tutti i bambini in ingresso, gli operatori non riescono materialmente ad assolvere a tutte le mansioni senza un aumento di organico a tempo determinato.

1gScuola infanzia

  1. Ci si oppone al fatto che il supporto ai docenti avvenga con il ricorso agli educatori delle cooperative. Vanno assegnati incarichi parziali a tempo determinato.
  2. Ci si oppone parimenti al fatto che il supporto ai collaboratori avvenga con il ricorso alle cooperative, che vanno utilizzate solo per le pulizie di fine giornata. Vanno assegnati incarichi parziali a tempo determinato. Parimenti ci si oppone alla riformulazione dell’orario dei collaboratori, con la perdita dell’indennità di turno. Questo può avvenire solo se sarà compensata con un’indennità per mansione superiore, come inquadramento temporaneo, che preluda al passaggio dei collaboratori al ruolo di assistenti, come già in parte sono e come dovrebbero diventare.
  3. C’è infine il problema di rivedere il progetto educativo con modifiche nel PTOF. Peccato che nelle scuole comunali non ci sia ancora ufficialmente il PTOF, obbligatorio, ma assente da 6 anni!

1hQuestione supplenze

La questione delle supplenze è sempre stata problematica e lo sarà molto di più nell’attuale situazione a rischio.

E’ assolutamente necessario prevedere un contingente fisso di supplenti per quartiere, o meglio per limitati gruppi di scuole e nidi, assunti con incarico annuale. Nella situazione data non è immaginabile di trovarsi alle 7:30 al mattino con assenze di personale non coperte. Inoltre è necessario evitare una girandola di persone che costituiscono continui potenziali rischi di contagi.

Riorganizzazione degli spazi

1mL’Amministrazione Comunale ha totalmente tralasciato di intervenire sugli spazi, di riadattarli, di risistemare scuole e nidi in cattivo stato, di prevedere le necessarie divisioni, considerato che sono vietate tutte le attività di intersezione e le promiscuità. Ci troviamo a pochi giorni dalla riapertura, con divisioni realizzate con nastri segnaletici dell’edilizia ( come si vede nella figura)! Se questa soluzione poteva essere tollerabile questa estate quando c’erano gruppi di 5 bambini con un numero altissimo di personale, ora è insostenibile. Bastava al limite mettere delle reti! Così come si chiede che si intervenga subito su situazioni edilizie al limite della norma.

C’è poi il delicato problema del riposo pomeridiano. In varie scuole e nidi non ci sono spazi adeguati per un necessario distanziamento, sapendo che proprio il momento del riposo è quello in cui risulta più facile il contagio. Anche su questo è necessario intervenire, per quanto in ritardo. Infine c’è il problema di recuperare in ogni plesso uno spazio in cui mettere temporaneamente eventuali sospetti contagiati.

IN CONCLUSIONE

1vPartiamo dal presupposto che la Dott.ssa Pepe ha detto che quelle dell’Amministrazione sono proposte suscettibili di cambiamento. Sappiamo che non è quasi mai così, ma questa volta la situazione è seria.

Alle colleghe e ai colleghi compete dare un’informazione veritiera ai genitori, esponendo loro tutte le criticità. Non è un “parlar male” della propria Amministrazione, rischiando di incorrere in sanzioni, è una pacata, rigorosa presentazione dei rischi che si stanno correndo. Mai come questa volta l’alleanza con i genitori è fondamentale

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