Breve storia dell'istruzione e formazione professionale in Italia

La storia dell’istruzione e formazione professionale in Italia ha origini lontane. Le prime norme risalgono al 1859, alla legge Casati, la quale, nel definire il primo assetto del sistema dell’istruzione in Italia, trasferì allo Stato l’impegno finanziario per l’ istruzione professionale. 1859
 

 

Passano alla competenza del Ministero della Pubblica Istruzione i corsi per la formazione pratica dei lavoratori.

1928

 

 

Nascono accanto agli Istituti Tecnici e alle Scuole Tecniche gli Istituti Professionali, il cui avvio è però bloccato dallo scoppio della guerra. 1938
 

 

L’articolo 117 della Costituzione assegna alle Regioni le norme legislative in materia di “istruzione artigiana e professionale”, e l’art. 118 delega alle stesse le relative funzioni amministrative. 1948
 

 

La Legge 264 , che rimarrà sino agli anni Settanta il principale strumento normativo del sistema di formazione professionale, disciplina per la prima volta la materia dell’addestramento professionale e lo assegna al Ministero del Lavoro. La legge si rivolge ad un’utenza esclusivamente adulta; provvede sia alla riqualificazione professionale dei lavoratori disoccupati, sia a quella di manodopera già occupata di età non superiore ai 45 anni. L’organizzazione dei corsi di addestramento professionale viene assegnata sia alle amministrazioni pubbliche, in particolare attraverso grossi enti parastatali - INACLI (industria) e ENALC (commercio),e nel 1958 l’INIASA (artigianato) -, sia a enti, istituzioni, associazioni, centri di formazione di varia natura e matrice. Si sviluppa così quel groviglio di enti di formazione, molti dei quali collegati anche alle organizzazioni sindacali, che saranno in seguito uno dei maggiori ostacoli alla ricomposizione della formazione scolastica ed extrascolastica. 1949
 

 

Sono estesi ai giovani i corsi di addestramento professionale, ponendo le basi per lo sviluppo di quella formazione professionale iniziale che sarà destinata a divenire per molto tempo la parte più consistente dell’intero sistema di formazione professionale regionale. 1951
 

 

La Legge 25 istituisce ufficialmente l’apprendistato e integra l’addestramento pratico con un “insegnamento complementare”,volto a “conferire all’apprendista le nozioni teoriche indispensabili all’acquisizione della piena capacità professionale”. L’apertura verso i giovani e il configurarsi di una funzione suppletiva rispetto alla scuola obbligano il nascente sistema di formazione professionale a strutturarsi in corsi lunghi e articolati, con programmi di studio parzialmente mutuati dai curricula scolastici, anche se tale integrazione sarà destinata a fallire. 1955
 

 

Nasce la CEE: il trattato di Roma istituisce il Fondo Sociale Europeo (articolo 123) e formula “principi generali per l’attuazione di una politica comune di formazione professionale” finalizzata, tra l’altro, a favorire lo “sviluppo armonioso delle economie nazionali e del mercato comune”. Il FSE, divenuto operativo nel 1960, giocherà un ruolo sempre più rilevante nello sviluppo della formazione professionale in Italia ( la sua conclusione è prevista per il 2006). 1957
 

 

L’istituzione della Scuola Media unica porta alla soppressione delle Scuole di Avviamento Professionale; gli Istituti Professionali prendono nuovo slancio, proseguendo quello sviluppo delineato e sostenuto dalla commissione Gonella (1947/49), che porterà alla graduale soppressione delle scuole tecniche. 1962
 

 

Gli Istituti Professionali di Stato hanno una sistemazione definitiva all’interno dell’istruzione secondaria superiore, e si collocano integralmente nella sfera di competenza del Ministero della Pubblica Istruzione. 1967
 

 

Viene modificato l’esame di maturità e viene resa quinquennale la durata della grandissima maggioranza degli Istituti Professionali; il biennio aggiuntivo alla qualifica triennale risulterà finalizzato più all’accesso all’università che all’approfondimento della preparazione professionale. 1969
 

 

Il D.P.R. n. 10 del 15 gennaio, emanato subito dopo la creazione delle Regioni, trasferisce le competenze ministeriali in materia di “istruzione artigiana e professionale” alle Regioni; si tratta del solo settore extrascolastico. 1972
 

 

Il DPR n. 478 del 30 giugno istituisce l’ISFOL (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori), che diventerà operativo il 1° febbraio 1974. 1973
 

 

La legge 845 definisce, in modo più chiaro e articolato del DPR 10/72, le competenze regionali.
E’ sancito definitivamente il dualismo fra “formazione professionale” regionale e “istruzione professionale” statale. Gli Istituti Professionali, cresciuti e consolidati nell’alveo della più generale istruzione statale, si schierarono risolutamente contro la propria regionalizzazione.
1978
 

 

Vent’anni dopo i provvedimenti Bassanini tentano nuovamente di passare gli istituti professionali alle Regioni, per rilanciare la gestione regionale di tutta l’istruzione professionale. Stessa opposizione, e alla fine, il trasferimento ha riguardato solo poche decine di Istituti Professionali, quelli privi di corsi quinquennali (Dlgs. n. 112 del 31 marzo 1998). 1998
 

 

L. Cost. n.3 del 2001 , riforma del Titolo V .Nonostante i precedenti inequivocabili segnali, il nuovo art. 117 ha riproposto, con la forza di una norma costituzionale, sia l’anomalo dualismo italiano fra “formazione” e “istruzione” professionale, sia la vexata quaestio della separazione dell’istruzione professionale dal resto dell’istruzione secondaria superiore. L’art. 117 distingue infatti a) l’”istruzione”, sulla quale lo stato ha legislazione esclusiva in materia di “norme generali”, “livelli essenziali delle prestazioni” e detta i “principi fondamentali”per la legislazione concorrente delle regioni, e b) l’”istruzione e formazione professionale” demandata alla legislazione regionale, pur rimanendo i “livelli essenziali delle prestazioni” di competenza esclusiva dello Stato anche in questo settore. 2001
 

 

Legge 53 di riforma della scuola. L’art. 2 assicura “a tutti il diritto all'istruzione e alla formazione per almeno dodici anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età; l'attuazione di tale diritto si realizza nel “sistema di istruzione”, costituito dai licei e nel “sistema di istruzione e formazione professionale”. Dal compimento del quindicesimo anno di età i diplomi e le qualifiche si possono conseguire in alternanza scuola-lavoro o attraverso l'apprendistato.
Mentre i licei hanno durata quinquennale ( due bienni + un quinto anno); nel sistema dell'istruzione e della formazione professionale i percorsi possono essere triennali e quadriennali, i percorsi quadriennali danno accesso all'istruzione e formazione tecnica superiore e anche, previa frequenza di apposito corso annuale, all’esame di Stato e quindi all’Università. Il sistema assicura la possibilità di cambiare indirizzo all'interno del sistema dei licei, nonché di passare dai licei all'istruzione e formazione professionale, e viceversa.
2003