Le politiche dell'istruzione della Banca Mondiale

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Un'altra grande centrale internazionale che da circa 50 anni è impegnata sul terreno del “Learning for All” è la Banca Mondiale.

Dopo avere iniziato nel 1962 con un progetto sulla scuola secondaria in Tunisia, la Banca Mondiale ha investito fino ad oggi 69 miliardi di dollari attraverso 1500 progetti. Dal 2001 l'importo dei suoi investimenti ammonta a 500 milioni di dollari, che vengono utilizzati per 46 specifici progetti in Africa soprattutto, ma anche in Asia ed in America Latina, arrivando in Europa a sostenere l'Ucraina su questo terreno.

I risultati quantitativi sono stati evidenti, soprattutto nell'iscrizione e permanenza dei bambini e dei giovani e nella equità di genere. Ma nuovi orizzonti sono definiti: la necessità, a fronte della caduta del tasso di natalità, di occuparsi di adulti e di occupati, l'emergenza nella formazione delle nuove tecnologie. Donde la decentralizzazione, la flessibilità nella raccolta e uso dei finanziamenti, il riconoscimento del ruolo del settore privato, la valorizzazione di strumenti di valutazione basati sulla performance.

Meno attenzione dunque alla durata della formazione e più alle competenze effettivamente acquisite. Secondo Banca Mondiale oggi i livelli di PISA e TIMSS sono più efficaci e predittivi nel misurare la scolarizzazione e in prospettiva le capacità di sviluppo economico di un Paese di quanto lo siano gli anni del curriculo ufficiale e le percentuali di scolarizzati. E probabilmente, in particolare nei Paesi di cui Banca Mondiale si occupa, il rischio che i finanziamenti non vengano usati in modo efficiente è alto. In molti Paesi le indagini rivelano che bambini usciti con la licenza della scuola elementare non sanno leggere una frase.

Nei Paesi con scarsi livelli di diffusione della scolarizzazione, legati a basso sviluppo economico, continuare a rinforzare gli input è importante, ma Banca Mondiale sottolinea la necessità che a questa politica se ne affianchi una di controllo degli esiti, per evitare che il controllo avvenga solo a livello di dichiarazioni cartacee.

SABER- System Assessment and Benchmarking for Education Results


Anche Banca Mondiale ha pertanto sentito la necessità di valutare l'efficacia dei suoi investimenti ed ha a questo scopo definito uno strumento – SABER - che è stato presentato in Italia in un seminario svoltosi a Roma il 9 marzo 2012 su iniziativa di INVALSI – Banca di Italia.

I principi dichiarati dell'intervento nel campo dell'istruzione sono:

La necessità di controllare i risultati è relativa al secondo imperativo. Per essere sicuri di avere realizzato l“Invest smartly” bisogna infatti raccogliere evidenze secondo uno schema validato e solido.

Lo schema proposto in SABER si articola in indicatori, tutti misurati in termini percentuali:

•  Indicatori di performance: utilizzo di strumenti di sistematizzazione e controllo nella progettazione e nella realizzazione dei programmi

•  Indicatori di risultato: utilizzo di valutazioni degli apprendimenti condotte su basi regolari e secondo modalità accettabili, miglioramento dei risultati ottenuti attraverso questi strumenti di misurazione in almeno un campo, uso di strumenti di raccolta dati

•  Indicatori di impatto: miglioramenti nelle capacità della forza lavoro, riduzione del gap con i settori svantaggiati della popolazione etc...

8 Core Teacher Policy GoalsUn esempio di SABER: gli indicatori degli Insegnanti

•  Definire chiari obiettivi per gli insegnanti

•  Attrarre all'insegnamento i migliori

•  Preparare gli insegnanti con utili corsi di formazione ed esperienze

•  Far incontrare le capacità degli insegnanti con i bisogni degli studenti

•  Guidare gli insegnanti con un dirigenza forte

•  Tenere sotto controllo l'insegnamento e l'apprendimento

•  Supportare gli insegnanti per migliorare l'istruzione

•  Motivare gli insegnanti a far bene

I quattro livelli di sviluppo

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