6. Nessuna correlazione fra apprendimenti e presenza delle scuole private

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Un sottocapitolo del problema concorrenza è quello che riguarda il ruolo delle scuole private, anch'esso interessante per l'Italia, dove peraltro le scuole a gestione privata sono in gran parte paritarie e quindi pubbliche. Secondo gli analisti di PISA non c'è correlazione in un sistema scolastico fra presenza di scuole private e livello degli apprendimenti. Non c'è però neppure rapporto fra la percentuale di presenze e l'equità del sistema. Le scuole private ottengono mediamente risultati più alti di quelli delle scuole pubbliche, ma se si azzera l'influenza dei fattori economico-sociali, il vantaggio diventa non statisticamente significativo. Va inoltre rilevato che in alcune nazioni si collocano in alto e in altre in basso, dunque tutto dipende dalle caratteristiche (storiche?) del sistema di cui fanno parte.

Tuttavia, anche se le scuole private non offrono vantaggi dal punto di vista degli apprendimenti di base, secondo gli analisti di PISA esse presentano altre caratteristiche che le rendono appetibili per le famiglie, quali la possibilità di un ambiente di pari omogeneo di livello sociale alto, e una gamma maggiore di opportunità formative.

7. Correlazione diversificata fra apprendimenti e tipologia di risorse (finanziarie, umane, di tempo)

Una conferma rispetto ad analisi precedenti viene dai risultati che riguardano la bassa correlazione fra incremento delle risorse materiali e finanziarie e apprendimenti: assicurato il livello minimo essenziale di risorse, ulteriori aumenti non generano miglioramenti nei risultati degli studenti.

Nei paesi OCSE economicamente e socialmente avanzati dove l'essenziale è assicurato, contano comunque di più gli investimenti nelle risorse umane piuttosto che in quelle materiali e finanziarie. Unica correlazione positiva verificata è quella fra apprendimenti e livello dei salari degli insegnanti in rapporto al PIL (quanta percentuale di PIL viene impiegata per retribuirli?).

Non c'è sempre, invece, una correlazione positiva fra apprendimenti e basso numero di allievi per classe. Ciò che si constata è che spesso l'incremento delle retribuzioni degli insegnanti si accompagna a un aumento degli allievi per classe, dal momento che si considera il primo elemento molto più importante del secondo.

Un altro tipo di risorsa è il tempo scuola complessivo accumulato dai quindicenni indagati (il tempo scuola è considerato in relazione all'orario delle varie discipline, al tempo complessivo in cui si sviluppa la carriera scolastica dei quindicenni, all'età di inizio della scolarità obbligatoria, all'incidenza dell'educazione prescolare)

Un maggior numero di anni di scuola dell'infanzia accompagnato a un rapporto alunni-maestre più basso e a un impiego maggiore di risorse sembra, secondo PISA, produrre miglioramenti negli apprendimenti dei quindicenni di qualsiasi ceto sociale, e maggiori fra i ceti più bassi e i migranti.

8. Effetti positivi di un buon clima scolastico

Un'altra conferma viene dall'analisi dell'influenza dei fattori di clima.

Va specificato che una particolare attenzione metodologica ha condotto gli analisti di PISA ad effettuare le comparazioni sul clima solo all'interno dei singoli Paesi, poiché era evidente che contesti antropologicamente molto diversi non erano comparabili sotto questo profilo.

Si è constatato che alto livello socioculturale, buon clima disciplinare, alte aspettative dei genitori e alti apprendimenti sono tra loro strettamente correlati. L'Italia viene esplicitamente citata come caso in cui il dispositivo integrato del background socioeconomico e del clima di scuola influisce in modo molto significativo.

In ogni caso quando ci sono sia buona disciplina sia buone relazioni fra studenti e insegnanti il livello degli apprendimenti è migliore anche nella comparazione fra scuole di pari livello sociale.

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