Passato, presente e futuro degli ambienti di apprendimento

I modi di apprendere delle nuove generazioni richiedono che si “ridisegnano” gli spazi ove questo avviene.

Secondo Seymour Papert, creatore del linguaggio “LOGO” (percorso della tartaruga), se un alieno tornasse sulla terra dopo 500 anni di assenza troverebbe nelle nostre scuole dei laboratori scientifici irriconoscibili, perché radicalmente trasformati dalla presenza delle nuove tecnologie, mentre non rileverebbe alcun cambiamento nelle aule che sono rimaste tali e quali a quelle delle scuole dei Gesuiti del 1500, indice che il modo di fare lezione non è mutato, che l' insegnamento non si è adeguato alle forme di apprendimento delle generazioni del nuovo millennio ( New Millennium Learners).

Ugualmente è misurabile a vista la distanza abissale fra le aule dove i ragazzi trascorrono il loro tempo a scuola e le camere dove vivono nelle loro case, che sono ormai dei piccoli “centri rete” con tecnologie di ogni tipo, super attrezzate, con accesso al mondo di Internet nel quale si scambiano materiali coi coetanei, trovano informazioni e notizie in modalità “hacker” (condivisione) e “wiki” ( What I Know Is , col contributo dei singoli si arricchisce la comunità della rete).

La tecnologia ha radicalmente trasformato i laboratori

… ma le aule sono rimaste immutate nei secoli

… ed è clamoroso il contrasto fra la camera

di un nativo digitale e l'aula della sua scuola

 


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