PUBBLICATI GLI ABSTRACT DEL SEMINARIO INTERNAZIONALE “APPRENDIMENTO…TESORI NASCOSTI LE SCOPERTE DEL 21° SECOLO”
Bologna 2-3 Marzo 2018

La pubblicazione degli abstract, insieme alle biografie dei relatori,  rende davvero tangibile la rilevanza di questo seminario internazionale che si terrà a Bologna il 2 e 3 marzo 2018.

“Apprendimento…tesori nascosti. Le scoperte del 21° secolo”  ci guiderà lungo un percorso avvincente che  si dipanerà dal rapporto fra neuroscienze ed educazione alla valorizzazione della creatività e dell’imprenditorialità, dai nuovi ambienti di apprendimento alle prospettive aperte dall’Intelligenza artificiale. Un “viaggio” arricchito dalla testimonianza di istituti scolastici che, a livello mondiale, hanno abbracciato con successo l’innovazione, rendendo i propri studenti più autonomi, responsabili e felici di apprendere: la School 21 di Londra, la ESBZ di Berlino, le scuole Vega a Gurgaon in India.

Iscrizioni numerate

Al fine di evitare situazioni spiacevoli di sovraffollamento, dallo scorso anno le iscrizioni sono numerate e ad ognuna corrisponde un posto personale in sala. Chi si iscrive tempestivamente è pertanto certo di trovare posto e di collocarsi in una posizione favorevole.

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I FOCUS DI PISA N. 75 – 76 – 77 – 78 – 79
Conseguenze dell’accesso massiccio di 15enni svantaggiati;
cos’è e come si valuta il problem solving collaborativo;
quali effetti dell’eccesso di test.

L’ADI è rimasta la sola a fare conoscere i Focus in PISA nella traduzione italiana, con sintesi e commento. Un’azione meritoria del nostro bravissimo Marco Bardelli.

Alcuni dei  5 Focus  qui riportati  prospettano conclusioni inaspettate.

Il Focus 75, ad esempio, esamina  le conseguenze del notevole ampliamento, tra il 2003 e il 2015,  dell’accesso alla scuola secondaria di studenti in condizioni svantaggiate. Sorprendentemente, l’espansione dell’accesso all’istruzione è stato spesso accompagnato da miglioramenti dei risultati medi in PISA. Maggiore inclusione e migliore qualità possono, dunque, andare di pari passo, e addirittura gli studenti migliori possono trarre beneficio dall'aumento del numero complessivo di studenti svantaggiati nei sistemi di istruzione.

E ancora il Focus 79  smentisce  luoghi comuni sui test: 1) i test standardizzati non sono usati così frequentemente come si dice, 2) la loro frequenza non impatta  sull'ansia degli studenti,  che se c’è è dovuta all'ansia degli insegnanti!

Il Focus 76 focalizza l’attenzione sulle misure che le scuole dovrebbero adottare per compensare gli svantaggi socio-economici. In tutte le scuole dovrebbero esserci efficaci pratiche di insegnamento, un clima improntato alla disciplina, un numero adeguato di ore di lezioni e una giusta allocazione delle risorse. Distribuire le risorse in modo più equo è il primo fondamentale passo  per raggiungere buoni risultati. Qualità ed equità sono le due parole d’ordine.

 I Focus 77 e 78 riguardano il Problem Solving Collaborativo, CPS, e la sua valutazione. Nel 2012  erano state valutate le competenze nel problem solving individuale, nel 2015 si è passati al problem solving realizzato in team. Per valutarlo, ai 4 indicatori individuati per il problem solving individuale ne sono stati aggiunti tre specifici. E’ molto utile esaminare l’insieme di queste 7 competenze, perché la capacità di collaborare in gruppo, oggi sempre più importante nei luoghi di lavoro, va insegnata e appresa. E siccome il punteggio dell'Italia nel Collaborative Problem Solving  è significativamente al di sotto della media OCSE, queste conoscenze andrebbero acquisite da parte delle scuole.

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A MARGINE DI “FUTURA” 
A Bologna il 2° compleanno del Piano Nazionale Scuola Digitale 
e il decalogo per l’uso dei cellulari a scuola

Il 18-19-20 gennaio 2018 si è celebrato a Bologna il secondo compleanno del Piano Nazionale Scuola Digitale. Una bella festa, molto entusiasmo, tanta partecipazione.

Non vi è dubbio che il PNSD sia il più fortunato di tutti i provvedimenti varati dalla L.107/2015.

Perché questo è avvenuto? Perché il Piano ha potuto far leva su una situazione già fertile, su nuclei di  insegnanti motivati che da anni sviluppano esperienze significative, quasi sempre isolati nelle  proprie scuole,  ma collegati in rete, dove si è costruito un vero e proprio  “capitale sociale virtuale”.

Il PNSD ha saputo capitalizzare questo sapere professionale, dargli visibilità ed occasioni di incontro . Certo si tratta  di una minoranza di insegnanti, e  ci sono ancora tantissimi problemi irrisolti, ma il processo avviato non si fermerà, perché in questo caso, più che mai,  "el camino se hace al andar" come ci ha detto Machado.

 A Bologna è stato presentato dalla ministra Fedeli il Decalogo per l’uso dei dispositivi mobili a scuola, BYOD - Bring your own device. Il documento, in 10 ragionevoli punti, ha suscitato pareri divergenti, considerato di volta in volta utile o superfluo, efficae o inadeguato. A voi il giudizio dopo la lettura sul sito ADi

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CONTRATTO SCUOLA: PROFESSIONE DOCENTE AL PALO

Sono passati...

• 9 anni dalla scadenza dell’ultimo Contratto Nazionale,

• 30 anni dal Contratto del 1988 quando si cominciò a parlare di progressioni di carriera  per merito,   

• 23 anni dal Contratto del 1995 in cui si demandava ad  apposita fase negoziale  l’articolazione della carriera docente con la creazione di figure di sistema, 

ma oggi...

• le Organizzazioni Sindacali  affrontano questo contratto senza avere discusso con gli insegnanti uno straccio di piattaforma, che metta al centro adeguamento retributivo e articolazione della carriera,

• il Governo, dal canto suo,  ha perso l’occasione di riformare lo Stato Giuridico degli insegnanti, rinunciando all’attuazione della prima delega della L.107/2015.

In conclusione, al di là delle voci che si susseguono su ipotetici aumenti di orario, l’obiettivo dei Sindacati è quello di ottenere, oltre ai miserevoli 85 euro di aumento, la riconquista del loro potere contrattuale, e mettere probabilmente “tutto” nel Fondo di Istituto da gestire attraverso le RSU.

 E ancora una volta la professione docente rimane al palo…. Continuiamo a farci del male!

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FRANCIA: RIPETENZE
LA SCELTA POLITICA DI MACRON VS HOLLANDE

In Francia il tema della ripetenza scolastica  è da tempo al centro di discussioni e pareri divergenti, anche perché si tratta di uno dei Paesi OCSE con la più alta percentuale del fenomeno: il 28,4 % dei 15enni secondo  PISA  2012 aveva ripetuto, contro il 12,4 % della media OCSE.

Dopo che la Ministra dell’Educazione sotto la presidenza di Hollande, aveva cercato di metterla al bando nella  legge di riforma del 2013, ora, il Ministro dell’Educazione di Macron, Jean Michel Blanquer, l’ha rivalutata e di nuovo ufficialmente autorizzata.

In realtà in Francia, come in Italia, è proprio fra gli insegnanti che la bocciatura è popolare. Non  solo, sondaggi recenti dimostrano che anche fra genitori ed allievi si crede alla sua efficacia.

Recentemente, Hugues Draelants, ricercatore del Girsef in una Nota pubblicata all’inizio del 2018, ha ripreso l’argomento, e ha affermato che sull’argomento la ricerca non ha ancora detto l’ultima parola, ma è provato che nel lungo periodo i benefici si dissipano e, fra i ripetenti, la possibilità di abbandono è maggiore.

Esiste poi un altro problema non indifferente: quello dei costi. Nel 2015 una ricerca dell’IPP, Institut des Politiques Publiques, ha quantificato il costo complessivo delle ripetenze in Francia in circa 2 miliardi di euro all'anno rispetto a un budget dell'istruzione nazionale di circa 65 miliardi.

E negli altri Paesi?

Secondo i risultati PISA 2012, il 12% di studenti di 15 anni in tutti i Paesi dell'OCSE ha ripetuto una classe almeno una volta durante la scuola dell'obbligo.

I Paesi europei con il maggior tasso di ripetenze sono Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna

I Paesi europei con un tasso di ripetenze inferiore al 5% sono Finlandia, Svezia, Estonia, Islanda, Danimarca, Polonia, Repubblica ceca, Slovenia.

Molti Paesi hanno ridotto il tasso di ripetenza fra il 2003 e il 2012, introducendo interventi compensativi.

La situazione in Italia

Non abbiamo serie statistiche relative alla quantificazione e distribuzione del fenomeno con relativi costi. Il decreto legislativo n. 62/17, applicativo della L.107/15, nella bozza fatta circolare nel settembre 2016, voleva cambiare parecchio sulle ripetenze: renderle impossibili nella primaria e  molto difficili nella secondaria di 1° grado.  Nella stesura finale, però, le cose sono rimaste più o meno come prima, così come il passaggio dei voti da 10 numeri a 5 lettere. Mancanza di coraggio politico!

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10 ROTTURE CON IL PASSATO
CHE RIVOLUZIONERANNO L’EDUCAZIONE
Intelligenza artificiale e tecnologia cambieranno l’educazione

L'idea che le macchine siano più intelligenti degli umani ha ispirato migliaia di racconti e film di fantascienza.

In effetti, lo sviluppo avanzato dell'intelligenza artificiale, o superintelligenza, apre la porta a scoperte mai immaginate prima e non c'è dubbio che entro il prossimo decennio il panorama cognitivo sarà molto diverso dall’attuale.

Ecco allora l’opinione di Peter W.  Cookson Jr, professore di sociologia e politiche educative alla Georgetown University, USA,  secondo cui 10 passaggi radicali rivoluzioneranno l'istruzione nei prossimi anni:

1. Gli studenti digitali si rivolteranno contro l’attuale conformismo scolastico, costringendo i docenti ad uscire dalle attuali gabbie.

2. Gli avatar  diventeranno di uso comune nell’apprendimento, intervenendo in modo personalizzato e discreto a sostegno di ciascuno studente.

3. Centri aperti di apprendimento sostituiranno  le aule chiuse, esfrutteranno il potere dell'intelligenza collettiva.

4. La capacità di indagine guiderà l'apprendimento

5. Le competenze reali avranno più importanza delle certificazioni formali. La valutazione convenzionale sta già ora diventando obsoleta. Nell'era dell'economia creativa conterà ciò che uno studente sa fare, più che ciò che sa ricordare.

6. Gli insegnanti diventeranno creatori di ambienti di apprendimento incentrati sulla relazione tra cognizione, benessere emotivo e pensiero inventivo.

7. Scomparirà la leadership scolastica top-down,  costretta a modificarsi dalla presenza di rappresentanze studentesche che rivendicheranno reciprocità e rispetto.

8. Studenti e famiglie diventeranno co-partecipi dell’apprendimento e co-creatori.

9. Le credenziali formali non saranno più il Santo Graal. Se per decenni, laurearsi è stato il solo obiettivo per cui spendersi, in futuro, le competenze avranno più importanza delle credenziali formali.

10. I politici daranno vita a think tank di miglioramento continuo. Abbandoneranno commissioni chiuse e rapporti mai letti e testeranno e implementeranno nuove idee insieme alle comunità.

Sarà davvero così……?

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ADI CORSO ONLINE DI PREPARAZIONE AL CONCORSO PER DS
Online il corso intensivo svolto con grande successo a Roma

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Il corso ADI online è un corso completo collaudato in corsi intensivi in presenza, dove è stato unanimemente considerato di alto livello ed estremamente utile.
Il corso copre tutti gli argomenti del programma e consiste di presentazioni Power Point connesse all’audio, di ulteriori allegati e test di cui si fornisce la correzione.

È inoltre attivo un Forum attraverso cui comunicare con i relatori e gli altri corsisti. Il corso è particolarmente efficace in questa fase finale, per ricomporre in un chiaro quadro organico di quanto si è venuti via via studiando in maniera spesso frammentata.

Leggi qui il programma dettagliato e le modalità di iscrizione